Povegliano a tutto GAS e il BarattoSCEC: un successo!
Un successone la manifestazione di domenica scorsa “Alter-eco” svoltasi nel Comune Virtuoso di Povegliano Veronese all’interno dell’iniziativa ecolologica promossa dalla Provincia di Verona “Benvenita Primavera”. Scopo dell’iniziativa: informare ed educare, attraverso il gioco, grandi e piccoli sui temi dell’ambiente e della sostenibilità e di riscoprire per qualche ora il piacere di stare all’aperto, fare amicizia e “vivere la piazza”, spesso deserta o declassata a “parcheggio”. Naturlamente Verona – Arcipelago SCEC ha aderito all’iniziativa invitando, nell’ambito del progetto “Naturalmente Verona Itinerante”, i propri soci espositori a presenziare e dare così maggiore validità all’iniziativa che ha predisposto uno spazio espositivo per le realtà dell’economia solidale e che si occupano in qualche modo di ecologia (energie rinnovabili, risparmio energetico, alimentazione naturale,…). Un successo inaspettato è stata l’iniziativa “BARATTO SCEC”, promossa dal Gruppo di Acquisto Solidale, “Povegliano a tutto GAS”, che ha visto protagonisti genitori e bambini. Ad ogni cosa da barattare consegnata, al banchetto del baratto, è stato corrisposto un valore in SCEC consegnato in forma cartacea in varie tipologie di taglio. Con questi gli usufruitori potevano a loro volta acquistare le cose esposte, facendo così rientrare gli SCEC alla cassa. Oltre all’entusiasmo che l’iniziativa ha suscitato si devono sottolineare gli importanti effetti socio-culturali e didattici che l’iniziativa ha sortito: il senso della moneta nell’economia reale e “dal denaro al donare” che commentiamo brevemente qui di seguito.
Il valore delle cose reali: all’atto della consegna di “beni reali” (bambole, giornalini, pupazetti, portachiavi, tazze da te, portalampade e di tutto di più) veniva corrisposto un valore virtuale in “carta moneta”, gli SCEC, non gravati da interesse ne da debito all’origine. Nelle quattro ore di attività del “baratto SCEC” possiamo affermare che l’economia ha girato vorticosamente per un valore di pariecchie centinaia di SCEC che uscivano dalla cassa del banco e al banco rientravano. Alcuni genitori incuriositi hanno iniziato a ragionare su ciò e per loro la comprensione del meccanismo perverso dell’uso degli euro “moneta debito a circolo forzoso” maggiore causa del nostro debito pubblico, è stata subito chiara… Ci sono arrivati da soli considerando quell’esperimento come un ipotetico mercato reale… Ma di fatto, reale lo era, e l’economia è girata alla grande con uno scambio di beni, a volte frenetico, con un valore equiparato di parecchie centinaia di euro. Alla fine, circa 150 SCEC non sono rientrati alla cassa del banco, segno che sono rimasti nelle tasche di grandi e piccini… Quindi, attraverso dei semplici pezzi di carta, gli SCEC, c’è stata una circolazione di beni per un valore equiparato di varie centinaia di euro, per gli organizzatori il costo dell’investimento è pari a quei 150 SCEC che non sono rientrati, il cui valore reale è collegato alle spese di stampa (carta e inchiostro) ed è pari a 50 centesimi di euro… Conclusione: per fare girare l’economia reale non servono grandi investimenti ne è necessario fare debiti, basta LA FIDUCIA; il sistema ha funzionato perché in quel particolare “mercato” tutti accettavano SCEC in pagamento e usavano SCEC per pagare senza porsi domande, in fiducia…
Dal denaro al donare: protagonisti indiscussi del baratto sono stati i bambini che a fronte di cose ritenute da loro “inutili” si sono ritrovati le mani piene di SCEC che hanno prontamente iniziato a spendere; emblematico il momento nel quale un genitore ha visto qualcosa presente sul banco che gli interesava, ma non aveva nulla da barattare ne SCEC in tasca, prontamente il figlio (avrà avuto 5-6 anni) ha consegnato buona parte dei propri SCEC dicendo: “tieni papà, prendi quello che vuoi”…
Altrettanto emblematico il seguente aneddoto: mentre i bambini vendevano e compravano, spesso spendendo tutti gli SCEC a loro disposizione, i genitori li guardavano divertiti lasciandoli fare. Ad un certo punto, quando il responsabile SCEC locale ha detto a voce alta che gli eventuali SCEC che non venivano spesi in quel mercato del baratto e che restavano eventualmente “in tasca”, potevani essere successivamente spesi presso i negozi di esercenti aderenti al circuito SCEC, elenco consultabile sul sito www.scecservice.org… Un attimo dopo più di un genitore si è fiondato sui propri figli consigliando parsimonia: “non gli spendere tutti, conservane un po’ da parte”… “hai fatto già degli ottimi affari portando una cosa e comprandone tre…” A quel punto la necessaria rassucurazione ai genitori: “aderire al circuito SCEC è semplice e possibile con una quota annuale in euro che è libera”… In molti hanno chiesto maggiori informazioni.
Alla fine tutti felici, qualcuno anche euforico: Baratto SCEC è stato un successo!
Ciò che delle cose consegnate sono rimaste sul banco del baratto alla fine della manifestazione sono state consegnate ad una Associazione senza scopo di lucro “Il Giracose” del comune di Nogarole Rocca che proseguirà nell’azione di riutilizzo di cose ritenute “inutili”. Costo di tutta l’operazione “Baratto SCEC”: 50 centesimi di euro.
Un altro mondo è possibile ed è possibile da subito, ieri, per quattro ore è stato possibile…
È tempo che le persone “si sveglino” e risveglino la loro fiducia sopita verso il mondo, le persone di buona volontà, la Società Civile Organizzata; la Solidarietà ChE Cammina, non è più utopia, lo SCEC, oggi, adesso, è realtà.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il marzo 19, 2012 alle 2:41 pm, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Commercio equo e solidale, Consumatori, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
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