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Arte al forte 18-19 maggio 2013
12 mag
Sabato 18 maggio e Domenica 19 maggio 2013 ci sarà il secondo evento a Forte Gisella organizzato da Filiera Italia. Filiera Italia e Bioloc (progetto agro-alimentare lanciato da Naturalmente Verona) hanno intrapreso un percorso di collegamento in rete. Ecco i dettagli e la locandina dell’evento Arte al Forte.
Arte al Forte
Filiera Italia è lieta d’invitarvi all’evento organizzato in collaborazione con la Parrocchia di S.Lucia e con il patrocinio della IV Circoscrizione “Arte al Forte – Mostra e Mercato” sabato 18 e domenica 19 Maggio a Forte Gisella, stupenda location storica del 1860 in località Santa Lucia, Verona – Via Mantovana, 117. Un’occasione unica per scoprire esposizioni di fotografia, pittura, scultura, coniugate con una mostra-mercato dell’artigianato locale e dell’hand-made di elevata qualità.
L’evento, ad ingresso completamente libero e gratuito, darà modo a tutta la famiglia di apprezzare le creazioni di vari artisti, artigiani e hobbisti, valorizzando un contesto storico poco conosciuto ma di sicuro interesse e attrattiva.
Sono previsti laboratori e intrattenimento per i più piccoli, visite guidate al Forte, musica dal vivo, spettacoli teatrali e incontri letterali.
In particolare in programma per la giornata di sabato 18 Maggio dalle 21.00 avremo musica dal vivo a cura di due importanti gruppi del panorama musicale veronese i Cafè Desordre con la loro magica Psycho Folk e a seguire gli Headway con la loro adrenalinica Pop/Rock Punk.
Per la domenica alle ore 16.00 avremo la compagnia teatrale “Il Dono Del Sorriso” di Cerea, con la loro commedia fantastica “C’era una volta una scarpina di cristallo e…” rivisitazione delle favole per far sorridere grandi e piccini e riscoprire valori come l’amore e l’amicizia.
A seguire, sempre domenica, a partire dalle ore 18.00 ci sarà l’aperitivo letterario, dove potrete ascoltare il giovane e brillante autore Alessandro Marchi con il racconto delle vicissitudini che l’hanno portato alla pubblicazione della sua prima opera “Fegato e Cuore”.
Per tutta la durata dell’evento servizio di ristorazione aperto con chioschi enogastronomici.
Sarà un’occasione irripetibile per visitare il Forte, di solito chiuso al pubblico e stare all’aria aperta con tutta la famiglia.
Programma della manifestazione
Sabato 18 Maggio
10.30 – Apertura Mostra Mercato
Laboratori d’intrattenimento per i bambini e gli adulti, servizio di ristorazione aperto tutto il giorno.
21.00 – Musica dal vivo con i Cafè Desordre e a seguire gli Headway
Domenica 19 Maggio
10.30 – Apertura Mostra Mercato
Inizio Visite guidate al Forte con la collaborazione di guida specializzata
Laboratori d’intrattenimento per i bambini e gli adulti, servizio di ristorazione aperto tutto il giorno.
16.00 – Spettacolo di teatro con la compagnia “Il Dono Del Sorriso” opera fantastica “C’era una volta una scarpina di cristallo e…”
18.00 – Aperitivo letterario con l’autore del libro “Fegato e Cuore” Alessandro Marchi
riunione Arcipelago Scec Verona 9 maggio 2013
4 mag
Giovedì 9 maggio 2013 ore 18:00
presso Legambiente
Via Bertoni N.4 Verona
è convocata una
riunione per tutti gli aderenti
Arcipelago Scec
della provincia di Verona.
Si farà il punto della situazione per la nostra provincia.
Vedere la rete
29 mar
Buongiono a tutte e a tutti!
mi chiamo Miro Marchi, sono uno studente del Dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche dell’Università di Verona e da poco faccio parte del direttivo di Naturalmente Verona. La mia attività di ricerca consiste nel trovare dei modi concreti di favorire la collaborazione tra i tanti gruppi che si prendono cura del bene comune e della sostenibilità nel territorio veronese.
Il mio background di studi ha due anime “pratiche”: da una parte l’etnografia, la tecnica di ricerca sviluppata dall’antropologia (mi sono laureato in antropologia all’università di Venezia Ca’ Foscari nel 2010); e dall’altra l’analisi delle reti sociali, una tecnica interdisciplinare di rappresentazione e analisi di dati relazionali.
Il progetto che ho elaborato per questa ricerca sulle reti veronesi nasce anche grazie a fruttuosi scambi di idee con Naturalmente Verona, di cui vi racconterò prossimamente. Il progetto sta coinvolgendo molte persone, tra cui sicuramente alcuni di voi che leggete questo sito. Quello che scrivo qui di seguito è il primo di una serie di report che hanno l’obiettivo di presentare la mia ricerca e di raccontarne gli sviluppi, in modo che tutti voi che siete interessati possiate seguirne l’avanzamento ed intervenire scrivendo i vostri commenti.
Come dicevo, ciò di cui mi occupo è trovare metodi pratici per favorire l’emergenza di auto-organizzazione nelle reti economiche plurali (pubbliche, private, sociali) orientate ai beni comuni e alla sostenibilità. In particolare i metodi pratici su cui mi concentro consistono nella costruzione condivisa di grafi di rete: strumenti di rappresentazione in grado di rendere pensabile la complessità delle relazioni e delle azioni di questa rete di economia vitale di cui facciamo parte. La scommessa è proprio che questa capacità di visione d’insieme della rete divenga un catalizzatore per l’attitudine cooperativa e l’azione coordinata. Ci sono molte buone ragioni per pensarla così e le vedremo nei prossimi report.
Cosa sono concretamente questi grafi? Come funzionano? Chi sono i soggetti protagonisti di queste reti? Cosa sono le reti economiche e cosa vuol dire reti economiche plurali orientate ai beni comuni e alla sostenibilità? Che cosa significa favorire l’emergenza di auto-organizzazione? Ad alcune di queste domande posso già rispondere, grazie alle mie ricerche precedenti e all’esperienza fatta fin’ora sul campo insieme a molte persone di Naturalmente Verona, di Mag, di Villa Buri, di Mdf, dell’Università di Verona (per nominare le reti con cui ho finora collaborato maggiormente). Altre domande sorgeranno in seguito.
Vorrei raccontare questa storia man mano che si svolge e per farlo devo mettermi al passo, raccontarvi del perché mi interesso di reti, di come è nata questa idea, come sono arrivato a Naturalmente Verona, della collaborazione tra questo progetto Grafo e il progetto Portale del Terzo Settore ad esempio… Partirò quindi dall’inizio, da come ho conosciuto Andrea Tronchin, nelle prossime pagine!
Per interagire con questi report o per informazioni sulla ricerca potete scrivere commenti direttamente su queste pagine, oppure scrivermi all’indirizzo miro.marchi@gmail.com, tutti i miei dati sono sul mio blog personale (compresi account facebook, skype, numero di telefono, …) oppure potete contattare direttamente Naturalmente Verona, oppure incontriamoci! Tutti gli scritti su questo progetto saranno elencati nella categoria grafo-rete-verona; potete usare il feed RSS del sito per aggiungere questi post al vostro reader.
Miro
Andiamo di male in peggio
19 gen
Bilancio dell’Anno: stiamo andando di male in peggio.La realtà mondiale è complessa. É impossibile fare un unico bilancio. Tenterò di farne uno relativo alla macro-realtà e un altro alla micro. Se consideriamo il modo in cui i padroni del Potere stanno affrontando la crisi sistemica del nostro tipo di civilizzazione, organizzata nello sfruttamento illimitato della natura, nell’accumulazione anch’essa illimitata e in una conseguente creazione di una doppia ingiustizia: quella sociale, con le perverse disuguaglianze a livello mondiale, e quella ecologica, con la destrutturazione della rete della vita che garantisce la nostra sopravvivenza, e se prendiamo anche come punto di riferimento la COP 18 sul riscaldamento globale, realizzata alla fine di questo anno a Doha in Qatar, possiamo dire, senza esagezione: stiamo andando di male in peggio. Proseguendo su questa strada, ci troveremo di fronte, e non manca molto, a un “Abisso Ecologico”. Finora non si sono prese le misure necessarie per cambiare il corso delle cose. La economia speculativa continua a proliferare , i mercati sono sempre più competitivi, che equivale a dire sempre meno regolati, e l’allarme ecologico, rappresentato nel riscaldamento globale, viene posto praticamente di lato. A Doha è mancato solo che si desse l’estrema unzione al Trattato di Kyoto. E per ironia nella prima pagina del documento finale, che nulla ha risolto, rimandando tutto al 2015, è scritto: “il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta e questo problema deve essere affrontato urgentemente da tutti i paesi”. Continua >
Ne abbiamo abbastanza!
19 gen
Coordinamento Europeo di Via Campesina - Comunicato stampa , Bruxelles 17 gennaio 2013 PAC: « Ne abbiamo abbastanza ! » Il Coordinamento Europeo di Via Campesina aderisce e sostiene la manifestazione « Wir haben es satt! »
Questo sabato 19 gennaio 2013 a Berlino. Il Coordinamento Europeo di Via Campesina (ECVC) dà il proprio appoggio alla manifestazione tedesca in favore di una agricoltura famigliare e sostenibile, che si terrà questo 19 gennaio a Berlino. Questo evento è co-organizzato da AbL, membro tedesco di ECVC, e da « Meine Landwirtschaft », una coalizione tedesca della società civile. In tutti i Paesi europei ne abbiamo abbastanza di questa politica agricola che continua ad eliminare migliaia di agricoltori, nonostante sia chiaro che l’accesso ad una alimentazione di qualità è ben lontano dall’essere assicurato a tutti gli europei, e nonostante la preoccupante degradazione dei nostri ecosistemi.
Nel pieno della grave crisi finanziaria e sociale che sta colpendo tutta l’Europa, la proposta di riforma della PAC post 2013 dovrebbe avere il coraggio di puntare al sostegno del lavoro, dell’agricoltura locale, delle filiere corte e dell’« innovazione contadina ». Per questa ragione il tetto agli aiuti, il sostegno alle piccole aziende agricole e alla agricoltura ecologica, dovrebbero essere considerati come degli imperativi. La manifestazione di Berlino esprimerà nuovamente ad alta voce quelle che sono le nostre proposte per un nuovo ed indispensabile sistema agricolo e alimentare nel quadro della sovranità alimentare. Continua >
Dal Chiapas alla Valle di Susa
11 gen
Dal Chiapas alla Valle di Susa, una lunga catena quasi simultanea della non violenza. All’insaputa gli uni degli altri, dal Chiapas alla Valle di Susa, si è snodata una lunga catena della nonviolenza, quasi simultaneamente. Nel fatidico 21 dicembre 2012, fine del calendario maya interpretato malamente come “fine del mondo” invece che come fine di un’era di dominazione colo-nialista dell’oligarchia capitalista neoliberista, 50.000 zapatisti maya hanno marciato unendosi idealmente, senza saperlo, ad altri 50.000 che da Torino a Susa hanno unito le loro mani nella grande catena umana (il Sentiero Umano di Sostenibilità Ambientale e Artistica, S.U.S.A.) che segna l’inizio di una nuova era di speranza. E’ l’inizio della “grande transizione” che i movimenti di ispirazione nonviolenta stanno attivando in ogni regione del mondo per affrontare la grande crisi sistemica e indicare le vie d’uscita da un sistema di potere che ha gettato nel caos, nella sofferenza e nella disperazione le fasce più povere dell’intera umanità. In particolare, il movimento delle “città in transizione” è una delle esperienze più concrete e significative di costruzione di uno stile di vita individuale e collettivo che si richiama alla semplicità volontaria: più lento, più dolce, più profondo. E anche gli zapatisti si ispirano a questa “pedagogia della lumaca”, proposta e sperimentata da Gianfranco Zavalloni, che essi hanno saputo mettere magistralmente in scena durante la loro manifestazione. Continua >
Inizia un percorso di analisi
7 gen
Fra i vari “Collegamenti di Rete” che la RES Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC sottende, c’è quello con il Tavolo Nazionale RES; realtà che esiste da un decennio e che raggruppa le figure di maggior spicco dell’Economia Solidale nazionale, infatti, ne fanno parte numerosissime persone dei coordinamenti GAS, di movimenti, realtà ambientaliste e che hanno una maggiore attenzione all’avvio di processi territoriali in grado di creare “altra economia”, in modo più strutturato. Lo scorso 15 dicembre c’è stato un incontro del Tavolo RES a Bologna e, in estrema sintesi, il dibattito che oggi occupa il Tavolo è fra chi vuole far nascere una associazione formale e chi ritiene che i tempi non siano maturi o addirittura che il vero valore del nostro movimento sia nella capacità di vivere e svilupparsi tramite “legami deboli”, di Rete. Qui di seguito riportiamo la Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale (RES) che vi invitiamo a leggere; attraverso questo documento e la “storia” di una parte importante della Società Civile Organizzata veronese, dal 2002 al 2013, inizieremo un percorso di analisi: in 11 anni, che cosa è cambiato? Che cosa non è cambiato e che cosa dovrebbe cambiare? Perché e come?
” CARTA PER LA RETE ITALIANA DI ECONOMIA SOLIDALE (RES)
Del 24 Aprile 2007
PREMESSA
Questo documento parte da esperienze e da reti già esistenti e su di esse si fonda, esprimendo idee e linee di azione emerse dagli incontri di Verona del 19 ottobre 2002 e di Bologna, 11 Gennaio 2003 sulle “strategie di rete per l’economia solidale”.
Questo documento è stato preparato dal Gruppo di lavoro fondato all’incontro di Verona cui hanno partecipato: Giovanni Acquati, Loris Asoli, Tino Balduzzi, Davide Biolghini, Dalma Domeneghini, Mauro Bonaiuti, Fulvia Cavalieri, Andrea Calori, Stefano Gandolfi, Riccardo Guidi, Vittorio Lovera, Carlo Marini, Andrea Saroldi, Mauro Serventi, Massimo Torsello, Andrea Tronchin, Sergio Venezia.
INTRODUZIONE
1)I promotori
Il processo verso la realizzazione della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) è stato inizialmente promosso dalla Rete di Lilliput e si è sviluppato successivamente con il sostegno delle Botteghe del Mondo, dei Gruppi di Acquisto Solidali, delle organizzazioni della finanza etica (MAG, Banca etica), del turismo responsabile e delle cooperative sociali. Tale progetto è da considerarsi aperto a tutte le realtà che già operano, che si “sentono” parte, o che comunque intendono agire ispirandosi ai valori e ai princìpi dell’economia solidale. Continua >
La Ripresa
29 dic
Dopo una lunga pausa riflessiva, riprendiamo a pubblicare post su questo sito, su argomenti e questioni attinenti all’Economia Solidale, le Sovranità, la Decrescita, la difesa dell’ambiente, i diritti… Verso la fine di Novembre, si è svolto un incontro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC, presenti 5 persone; è stata una chiaccherata molto interessante sui progetti di Naturalmente Verona e sulle prospettive future della nostra realtà. Qui di seguito pubblichiamo quanto emerso in quell’occasione per poterlo condividere con tutti coloro che credono ed agiscono nell’Economia Solidale. L’annuale organizzazione del Festival della “Economia Eco-Equo Solidale” occupa la maggior parte delle riunioni di Naturalmente Verona, in questo periodo c’è però il tempo per parlare, approfondire o semplicemente aggiornarci sui diversi progetti che, con differenti modalità, sono stati attivati nella Rete di Economia Solidale. È importante avere una conoscenza condivisa, ampia, delle attività che si sviluppano nella Rete, in modo che i progetti non restino cose delle singole realtà o responsabili, ma diventino, a tutti gli effetti, dei Beni Comuni. Nei confronti della Rete che “Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC” sottende, i progetti in corso sono numerosi, potremmo dire quanti i progetti dei nostri soci nell’insieme; alcuni progetti però si prestano bene per “fare rete”, altri meno. Se guardiamo la Rete “dall’esterno”, come ad esempio la rappresentazione della stessa su un grafo, è possibile vedere tutto questo fervore di attività, come unitario, uno solo, che si articola lungo diverse filoni e con diverse modalità, concretamente nel territorio; un universo di realtà, spesso “polverizzate”, che si muovono sostanzialmente nella stessa direzione d’orientamento. Se analizziamo le “motivazioni”, dei singoli e collettive, ci accorgiamo che esiste quanto meno una piattaforma d’intenti, condvisa, spesso inconsapevolmente, che già orienta il “mutamento collettivo dei singoli”, e in prospettiva masse critiche per nuovi Nuovi Stili di Vita, nuovi orizzonti per una concreta alternativa, sociale, ambientale ed economica, al modello di “sviluppo” attuale. È l’idea che ha dato vita a Naturalmente Insieme, più di un ventennio fa, e l’ha portata ad essere ciò che è ora Naturalmente Verona. Continua >
A tutti gli attivisti SCEC del Veneto e Trentino
9 dic
L’esperienza della Solidarietà ChE Cammina, lo SCEC, è partita in Veneto, a Verona, cinque anni fa, e molte cose da allora sono cambiate. L’idea di creare uno strumento in grado di migliorare la capacità di affrontare la crisi economica incombente, di difendere e riconquistare parte delle nostre sovranità perdute, creando socialità e rafforzando l’economia reale del territorio, a beneficio del territorio e dei Beni Comuni, sta iniziando a prendere sempre più spazio nella realtà quotidiana di migliaia di persone. Infatti, nelle 12 regioni d’Italia dove lo SCEC è presente, sono migliaia le realtà accettatrici, produttrici di beni e servizi, che aderiscono, decine di migliaia gli usufruitori iscritti al circuito e milioni gli SCEC distribuiti. Oggi la crisi morde forte, e siamo consapevoli che è lontana la fine, né si vede la luce in fondo al tunnel, il peggio, sia da un punto di vista economico, sia sociale che ambientale, deve ancora arrivare…
Per tale motivo, in previsione e di fronte all’attuale crescente numero di adesioni, è necessario stringere i denti e aumentare il nostro impegno; so che tutti voi siete persone già molto impegnate, ma questo mio appello viene dalla cosapevolezza che ci troviamo in una fase molto delicata, sia per lo SCEC che per il benessere socio-economico dei territori e non abbiamo molto tempo per prepararci ad un peggioramento palese della situazione generale. L’attivazione di nuovi responsabili locali, punti SCEC e isole è un processo che non può essere lasciato al caso; ciò che ora serve ai territori, affinché lo SCEC sia veramente uno strumento rivoluzionario, fruibile da una massa critica, sono persone preparate, in grado di spiegare lo SCEC e coinvolgere nuovi aderenti al progetto, ma soprattutto preparate ad evadere in modo celere e corretto le richieste di adesione, le consegne degli SCEC, e a trasmettere le proprie conoscenze ad altri, in modo che “il sistema SCEC” aumenti la sua capacità di diffusione e funzionamento.
Chiedo quindi a tutti/e i responsabili di iscrizione, conti scec e quant’altro, e a tutti coloro che allo SCEC si stanno approcciando in questo momento, di cimentarsi con gli strumenti di arcipealgo, sistemare tutte le pendenze il prima possibile (entro il 2012 al fine di partire nel 2013 senza problemi irrisolti…) e trasmettere le proprie conoscenze a chi si ritiene sia degno e responsabile.
Non dobbiamo fermare lo slancio entusiastico di chi scopre e si approccia allo scec, ma non possiamo neanche porre uno strumento così potenete al rischio di essere screditato a causa di una “mala gestione” dello stesso.
Confido in tutti voi, nel vostro senso di responsabilità, e nella consapevolezza che la storia dell’umanità ci ha destinati a vivere un epocale momento di profonda trasformazione, e tocca a noi, qui, ora, far si che tale trasformazione sia a favore e non a danno delle generazioni future.
Un abbraccio solidale a tutte/i
andrea
Nuova finanza pubblica
4 dic
Una nuova finanza pubblica per uscire dalla crisi. Seminario pubblico, a partire dall’appello firmato da RiD//Attac//ReCommon //SiD//CentroNuovoModellodiSviluppo
Le crisi -finanziaria, economica, democratica, sociale ed ambientale- sono ormai arrivate ad un punto critico, soprattutto in Europa. La crisi bancaria, sintomo della finanziarizzazione strutturale dell’economia e della scocietà attuata negli ultimi decenni, è stata trasformata in una crisi del debito pubblico dei governi con il fine di imporre ulteriori riforme liberiste, politiche di austerità e conseguente svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni. Per interrompere il ciclo devastante di politiche di austerità è necessario un progetto politico di rilancio e ridefinizione della finanza pubblica che affronti tre questioni centrali: debito pubblico, il sistema bancario e le politiche fiscali. Come emanciparsi dalla dittatura dei mercati finanziari/ come riappropriarsi di nuove forme e strumenti di governo della finanza pubblica… Dall’appello “Per una nuova finanza pubblica”
GIOVEDI’ 6 DICEMBRE
Sala Lodi (via San Giovanni in Valle 13/b – Verona – Parcheggio Piazza Isolo)
incontro con:
Vittorio Lovera (Attac Italia)
“Dalla Tobin Tax alle tasse globali: proposte per una nuova fiscalità”
Antonio Tricarico (Re:Common)
“Respingere il trucco del debito, definanziare la società”
Marco Bersani (Attac Italia)
“Le risorse per un altro modello sociale: riprendiamoci la Cassa Depositi e Prestiti”
organizzano Attac // RivoltailDebito // Re:Common
PER AVERE UN CONGRUO TEMPO PER LE TRE RELAZIONI PREVISTE E PER IL DIBATTITO
SI INIZIERA’ ALLE 20.30 IN PUNTO



