Villa Albertini: una battaglia persa?
Da tempo Naturalmente Verona è impegnata nel promuovere la valorizzazione di un bene immobile, l’antica Villa Albertini, nella frazione di Arbizzano nel Comune di Negrar, a tale scopo la nostra Associazione è entarata a far parte del Comitato di Valorizzazione di Villa Albertini – COVIAL – una rete della società civile composta da diverse realtà. Una delle principali attività nella quale ci siamo impegnati è stata l’attivazione di un biomercatino settimanale, il sabato mattina all’interno del piazzale antistante la villa. Qualche mese fa, con la motivazione che vi sono dei lavori di ristrutturazione in atto per una parte del complesso della villa (ex palestra) la giunta comunale ha deliberato lo spostamento del biomercatino dal piazzale della Villa alla “Piazza Rossa” di Novare, sempre nella frazione di Arbizzano. Oltre a ciò, il Comune di Negrar ha anche proibito lo svolgersi di manifestazioni nelle aree libere della villa (piazzale, brolo e parco) per ragioni di sicurezza, a parte la “Festa della Comunità”, il Grest della parrocchia e poche altre manifestazioni… Quasi a dire che i problemi di sicurezza ci sono per alcune realtà che desiderano organizzare all’interno del complesso di Villa Albertini delle manifestazioni (es. COVIAL) mentre per altre non ci sono problemi di sicurezza. Appena il biomercatino è stato trasferito dal piazzale della villa alla Piazza di Novare, la giunta, con in testa il Sindaco ha dichiarato che, se non si troveranno delle soluzioni concrete per la ristrutturazione e l’uso, entro l’anno Villa Albertini sarà messa in vedita…
Secondo le rigide regole dell’economia neoliberista, il Comune di Negrar ha espresso la sua volontà di privatizzare un bene pubblico al fine di reperire risorse per le spese correnti.
Riteniamo che questo modo di agire, in specifico e in generale, sia dissennato. La vendita a privati di Beni Comuni da parte delle Amministrazioni rappresenta un duplice ladrocinio, il primo nei confronti di coloro che in passato hanno lavorato e tirato fuori risorse per rendere la Villa (di proprietà della Curia di Verona) un Bene pubblico, il secondo nei confronti delle generazioni future che sempre di più si ritroveranno con meno spazi pubblici nei quali poter basare il proprio benessere.
Le politiche di vendita dei beni pubblici sono dissennate per il fatto che non si vende un Bene Comune per acquistarne un’altro, ma lo si vende per acquistare carta e inchistro (i soldi) per far fronte a delle spese e ai debiti pregressi contratti. In questo modo il capitale della Società, della popolazione, si va sempre di più riducendo e alla fine, cosa ci resterà? Cosa accadrà quando continuerà a perpetrarsi, in un sistema di “spreco sistematizzato”, il sistema del debito (l’euro è tecnicamente una “moneta debito” imposta per legge) che matematicamente è destinato a crescere (tasso di interesse semplice e composto applicato dalle banche); quando finiranno i soldi per le spese correnti ma non finiranno le spese correnti dove andranno le Amministrazioni Comunali a reperire le risorse?
Le banche e le multinazionali finanziarie, con tonnellate di carta straccia (sotto l’euro non c’è nessun valore reale, non c’è oro, non c’è niente) stanno comprando terreni, beni immobili, derrate alimentari, e anche l’acqua quando ci riescono; a fronte di carta straccia, pagata quanto c’è scritto sopra e con tanto di tasso d’interesse, innumerevoli amministrazioni, come quelle di Negrar, stanno minando il benessere della propria poplazione, delle generazioni presenti e future.
Indubbiamente una grande sconfitta per la società civile che auspica un sistema di Economia Solidale dove il profitto non può essere messo al primo posto rispetto al benessere generale che non è, in assoluto, determinato dal denaro, dalla carta straccia.
Nella vicenda di Villa Albertini, in attesa degli sviluppi della cosa e in previsione della “battaglia di resistenza” per il suo mantenimento a Bene Pubblico, ci consoliamo pensando che non tutto il nostro lavoro è stato vano, il biomercatino, osteggiato inizialmente dall’Amministrazione Comunale, ha avuto successo, persiste ed è sinonimo di Sovranità alimentare ed economica, frutto della volontà di persone semplici.
Come Villa Albertini, l’Amministrazione di Negrar, così come tantissimi altri Comuni, sono innumerevoli il Beni Pubblici che vengono votati alla privatizzazione.
Se la speranza è l’ultima a morire e la fede in un mondo migliore è incrollabile, in questi tempi dove il denaro, la carta straccia, domina su tutto, sembra che si stia avverando quanto scritto sui testi sacri: a chi ha sarà dato ancora di più e a chi non ha sarà tolto anche quel poco che ha…
Dove metto il biomercatino?
13 Luglio 2011 – di Alessandro Berti
Negrar: trasferito da Villa Albertini in località Novare. Commercianti soddisfatti, i residenti raccolgono già firme contro questa soluzione
La nota situazione problematica sulla staticità di Villa Albertini ha costretto il biomercatino a spostare la sua sede presso località Novare ad Arbizzano. Situazione gradita dai commercianti, come sottolinea l’assessore al bilancio e al patrimonio Stefano Ceradini che potranno usufruire delle casette di legno utilizzate dal Palio del Recioto fino alla fine di luglio. Le casette però, utilizzate solo mezza giornata durante la settimana, sono un intralcio inutile secondo i residenti che hanno già iniziato a raccogliere le firme contro questa soluzione di trasferimento. Il consigliere Grison porta a conoscenza il Consiglio della raccolta firme in atto dei residenti. “Le casette diventano oggetti dei giochi dei bambini – continua Grison – quindi diventano pericolose. Le casette poi non possono sostare lì, chiuse, per sei giorni e mezzo alla settimana. Sono favorevole al mercatino ma bisogna trovare un altro posto”.
Il consigliere Bazzon trova, al contrario, Novare una buona soluzione in quanto “c’è parcheggio, l’area è grande, i giochi per i bambini sono da una parte e condivido la scelta di Ceradini e Castagna”. Anche quest’ultimo però ha ricevuto telefonate di cittadini che si lamentano della situazione e dichiara che si sta organizzando una riunione con i cittadini. Il trasferimento da Villa Albertini a località Novare dovrebbe essere definitivo, magari con una soluzione alternativa alle casette che potrebbero lasciare il posto a banchi mobili e ombrelloni, così da rendere la località più libera nei giorni extra biomercatino.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il luglio 26, 2011 alle 10:42 am, ed è archiviato come Blog, Difesa attiva del territorio, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


