Post con tag solidarietà che cammina
La Solidarietà inizia a camminare veramente
25 mag

4 aprile 2008, pendici del Vesuvio, la convivialità come base fondativa della neonata Associazione Arcipelago SCEC
Economia Solidale: alcune colonne
26 apr
Pubblichiamo su questo sito la Bozza del Documento del 22 aprile 2011 del Tavolo nazionale delle Reti di Economia Solidale ““ Tavolo RES con l’obiettivo di condividere con quante più persone possibili un percorso socio-culturale, troppo spesso relegato agli “addetti ai lavori”. Questo documento intende portare un contributo per il programmato convegno Gas-Des 2011 de L’Aquila da parte del Tavolo RES, che in Italia promuove, sostiene e raccoglie le esperienze dei distretti di economia solidale (Des, vedi www.retecosol.org). In particolare, rispetto al tema del convegno che si occupa di analizzare come l’economia solidale possa fornire risposte durature di fronte alla crisi, qui cerchiamo di sintetizzare le caratteristiche del modello dell’economia solidale per come si sta sviluppando. Non si tratta di un modello teorico, ma di caratteristiche comuni ricavate dalle diverse pratiche di economia solidale già attive. Per la descrizione di alcune di queste pratiche si può far riferimento a “Il capitale delle relazioni”, pubblicato da Altreconomia e curato dal Tavolo RES. Le caratteristiche riportate qui sotto sono ritenute fondanti per descrivere le pratiche di economia solidale come le conosciamo oggi in Italia. Se non sono seguite, almeno come prospettiva, si tratta di esperienze che faremmo fatica a riconoscere come economia solidale. Questo non significa che tutte le esperienze di economia solidale presentino in modo esplicito tutte le caratteristiche indicate, ma ne presentano almeno una buona parte e comunque non si muovono nella direzione opposta. Lo scopo di evidenziare quali sono queste caratteristiche fondanti è quello di fornire indicazioni per la progettazione o l’analisi di attività in corso o proposte.
Per questo loro carattere di fondazione, queste caratteristiche possono essere considerate come delle colonne portanti, senza di esse il sistema vacilla. Qui di seguito presentiamo queste caratteristiche attraverso alcuni esempi ricavati dal mondo dei Gas e dei Des a causa del contesto in cui viene portato questo contributo. Altri esempi si possono trarre dagli altri campi in cui opera l’economia solidale. Continua >
Nuovi paradigmi dell’Economia Solidale
30 lug
Economia solidale/ Altro che euro, gli acquisti si fanno con gli scec
| L’ESPERIENZA DI NAPOLI - àˆ nato tre anni fa nel quartiere napoletano di Monte Santo, dove il signor Nello De Gennaro ha un’impresa che si occupa di impianti fotovoltaici. Da lì però lo Scec, il buono di solidarietà creato per far risparmiare i consumatori agevolando l’economia locale, ha fatto il giro di tutta la città , e oggi conta tra i 1.500 e i 1.600 associati di cui circa 500 artigiani, professionisti e commerciati e un migliaio di cittadini consumatori. A raccontare questa singolare storia di resistenza economica e urbana è lo stesso signor De Gennaro, oggi referente dell’associazione Arcipelago Scec per la regione Campania. “Il progetto è nato all’interno dell’esperienza degli amici di Beppe Grillo ““ racconta ““. All’inizio eravamo in cinque: oltre a me c’era un medico chiropratico, un consulente del lavoro, un ingegnere informatico e un pubblicitario. Ci siamo incontrati in una riunione dei Meetup di Grillo e da lì abbiamo cominciato studiare le altre esperienze del genere sul territorio italiano”. L’idea di fondo era quella di trovare un sistema per scambiare beni e servizi, trattenendo la ricchezza lì dove veniva prodotta, “perché con gli Scec sarebbero restati sul territorio anche gli euro”.Dopo dieci mesi di studio e una serie di incontri con vari commercianti e imprenditori locali per presentare il progetto e illustrarne i vantaggi, lo Scec è stato stampato e poi diffuso. “L’aspetto fondamentale ““ chiarisce De Gennaro ““ è far comprendere alle persone che il denaro non è un bene in sé, ma è solo un mezzo per far circolare la ricchezza”. Così oggi, sebbene la diffusione dello Scec resti comunque appannaggio di un gruppo di cittadini e imprenditori particolarmente informati e sensibili, non è difficile incontrare consumatori che pagano una parte del prezzo in buoni di solidarietà . E ad aiutare i cittadini interessati a individuare le attività commerciali che accettano Scec non ci sono solo le locandine appese sulle saracinesche dei negozi, ma anche il sito www.arcipelagoscec.org/. Su Internet infatti si può accedere alla liste delle attività . E all’interno c’è proprio di tutto: dalla rosticceria Pappa e pizza al B&B Buonanotte e buongiorno, dall’associazione Vaccilento che produce olio e miele alla bottega solidale Sott’e'ncoppa, dal Chiosco dei fiori alla libreria per bambini Cion Cion Blu. E poi sono tante le prestazioni private: traduttori e traduttrici, insegnanti di yoga e assemblatori informatici e perfino autisti, cantastorie e badanti. |
Nei suoi tre anni di vita ha già fatto tanta strada, e oggi è diffuso in 11 regioni italiane, conta 10mila iscritti di cui 2mila tra aziende, professionisti e artigiani locali. Lo Scec, l’acronimo sta per Solidarietà ChE Cammina, ha l’aspetto di una banconota ma “non è una moneta locale né ha un valore monetario”, racconta Pierluigi Paoletti, presidente dell’associazione Arcipelago Scec, il coordinamento delle organizzazioni nate nelle diverse regioni per promuovere questa nuova forma di economia solidale. Continua >

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