Post con tag sinarchia
RIO+20 I risultati di un vertice
6 lug
Rio+20 ha rappresentato un ennesima e ulteriore dimostrazione dell’incapacità da parte dei Governi nazionali di affrontare e risolvere le sfide epocali che ci troviamo ad affrontare, ma anche della scelta consapevole e voluta della politica di abdicare al proprio ruolo, lasciando spazio al privato ed alle sue dinamiche. E ha mostrato come non esistano spazi istituzionali immuni dall’invadenza del mercato e delle pressioni delle élite dominanti (Sinarchia). Parlare di fallimento di Rio+20 tout court rischia oggi di essere un errore, perché da Riocentro escono vincitori e vinti, e mentre tra questi ultimi possiamo elencare le proposte della società civile globale e la speranza di un cambiamento strutturale del sistema, tra i primi è in prima fila la businesscommunity globale. Al di fuori delle contrapposizioni manichee tra luoghi (esterno vs interno ai vertici) e tra protagonisti (noprofit vs profit), il ragionamento dovrebbe essere strategico e Davanti ad una chiara offensiva sui beni comuni che passa per diversi percorsi (dalle ministeriali Wto ai summit del G20, dalle Conferenze Onu alle politiche degli Stati nazionali o degli organismi sovranazionali come la Commissione Europea), è forse venuto il momento di sviluppare campagne omnicomprensive, che si concentrano su beni comuni intangibili (acqua, terra) capaci di articolare al loro interno ambiti particolari (la questione della terra, del lavoro alla Wto, alla Fao, nelle politiche UE, nei negoziati UNFCCC) di ampio respiro. A cominciare da una focalizzazione sul modo che ha la società civile di fare campagne di sensibilizzazione e di pressione, alle competenze specifiche capaci di fare rete al loro interno. Continua >
La situazione è del tutto chiara: la sinarchia domina ovunque
28 apr
Sulla nostra Terra, in quest’epoca, pochissimi stanno dominando e asservendo moltissimi e pochissimi hanno la maggior parte delle risorse finanziarie. Lo strumento principale di questo dominio sono proprio le risorse finanziarie e il controllo sull’emissione del denaro e del credito; questo controllo si esercita con i seguenti strumenti: 1) la privatizzazione e il controllo delle banche centrali degli stati e dell’UE; questo processo è avvenuto nel corso degli ultimi decenni, con ciò gli stati hanno perduto la loro sovranità monetaria. 2) la creazione dei paradisi fiscali e la creazione del denaro dal nulla in alcune banche d’affari lì collocate, sistemi opachi e non controllabili di registrazione elettronica delle transazioni finanziarie da un soggetto ad un altro, sotto il controllo delle banche più potenti. Dove e quando il potere del denaro non basta per asservire i popoli, vengono usate le varie mafie e gli eserciti, che però sono pagati ugualmente attraverso il controllo sul denaro e sulle finanze. Tutte le popolazioni sono tenute con un livello di denaro molto basso, manca denaro ovunque, presso i cittadini, le famiglie, le imprese, le banche non colluse con la grande finanza, gli stati. Anche l’alto livello di disoccupazione è uno specchio della mancanza di risorse monetarie, che servirebbero per favorire l’avvio di iniziative economiche virtuose. Al contrario, fuori della vita reale e dell’economia reale, sono presenti masse infinitamente enormi di denaro parassitario, speculativo, dedito solo alla rendita finanziaria e al potere, al parassitaggio e vampiraggio sull’economia e sulle popolazioni. Perfettamente funzionale al potere del capitale finanziario parassitario sono stati tutti i processi della globalizzazione, così come è oggi intesa e come è stata realizzata: totale libertà per i capitali finanziari di spostarsi, alla velocità dei clic dei computer, da un paese all’altro, da una moneta all’altra, da un pacchetto azionario ad un altro, da una impresa all’altra, da un affare all’altro, da una speculazione all’altra, senza curarsi delle conseguenze che questo possa avere sulla economia e sulla vita reali, compresa la salute della popolazione e la vita del nostro pianeta. Continua >
I miti del capitalismo neoliberista
11 apr
Il grido d’allarme per una crisi socio-economica senza precedenti è stato lanciato da anni, ma sembra che le nostre parole fino ad oggi siano rimbalzate su muri di gomma. Ma le cose stanno cambiando, la popolazione che fino a questo momento è rimasta addormentata nella bambagia di un falso benessere inizia a svegliarsi, si sveglia da un sogno per ritrovarsi in un incubo. Gli innumerevoli suicidi di questo periodo, di imprenditori, lavoratori e pensionati ne sono la manifestazione più nefasta. Il capitalismo nella sua versione neoliberale sta fracassando su se stesso ed è il trionfo della Sinarchia. Gli squali della finanza non vogliono perdere i loro profitti, e spostano il peso principale del debito sui pensionati e sui poveri. Un fantasma della ‘Primavera Europea’ sta tormentando il Vecchio Mondo e gli oppositori del capitalismo spiegano alla gente come le loro vite siano state distrutte. Questo è l’argomento dell’articolo di un economista portoghese, Guilherme Alves Coelho, che riportiamo qui di seguito. “Esiste una nota espressione, cioé che ogni nazione ha il governo che si merita. Questo non è del tutto vero. Le persone possono essere ingannate da una propaganda aggressiva che influenza attraverso schemi, e sono dunque facilmente manipolate. Menzogne e manipolazioni sono l’arma contemporanea della distruzione di massa e dell’oppressione delle persone. Sono efficaci quanto i tradizionali mezzi di guerra. In molti casi si integrano a vicenda. Entrambi i metodi vengono utilizzati per ottenere la vittoria alle elezioni e distruggere i paesi ribelli. Ci sono molte modalità per manovrare l’opinione pubblica, nella quale l’ideologia del capitalismo è stata fondata e mitizzata. è una combinazione di false verita’ che sono state ripetute milioni di volte, nel corso delle generazioni, e quindi diventate indiscutibili per molti. Sono state programmate per rappresentare il capitalismo come credibile e per mobilitare il sostegno e la fiducia delle masse. Questi miti sono distribuiti e promossi mediante strumenti multimediali, istituzioni educative, tradizioni familiari, appartenenze a credi religiosi, ecc. Ecco di seguito i piu’ comuni di questi miti. Continua >
Dilaga la sinarchia con il Fiscal Compact
9 feb
Intendiamo con il termine “sinarchia” il governo indiretto da parte dell’economia sulla società, la politica, gli Stati; a tutti gli effetti, una modalità per conquistare il potere totale attraverso mezzi “legali”. Leggendo le pagine del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union, comunemente conosciuto come Fiscal Compact firmato il 31 gennaio dai capi di Stato e di governo della zona Euro, tra i quali Mario Monti, è chiaro che qui non stiamo più parlando di un golpe per controllare gli Stati sovrani d’Europa, ma di un “piano di distruzione sociale di massa” che non lascerà che cenere di tutto ciò che conoscevamo come democrazia, redditi e Stato di diritto in Italia. È sbalorditivo che il parlamento italiano possa aver letto quelle righe senza inorridire, senza esplodere in una ribellione addirittura violenta, barricandosi alla Camera e al Senato (perché le hanno lette, vero? è il loro mestiere, no?). Sono 11 pagine, questo Fiscal Compact che entrerà in vigore il 1 Gennaio del 2013. Negli 11 mesi che rimangono non nascerà alcuna rivolta. Gli italiani, e soprattutto gli italiani di Gad Lerner, di Fazio (sia Fabio che Lorenzo), di Saviano, di Travaglio, di Grillo, di Bersani, di Vendola, della CGIL-Fiom, del popolo viola ecc. sembrano non essere in grado di capire. E sono una massa enorme che potrebbe invece agire. Ergo, siamo finiti, perché gli altri italiani, quelli di Sky e degli Outlet, non contano come forza civica, mai sono contati, si lamentano ma se ne fregano. Questa è la realtà. Il 24-25-26 Febbraio a Rimini un gruppo microscopico di italiani si informerà su cosa si può fare per salvare i redditi, i diritti e l’Italia da questa catastrofe annunciata, e, fra questi, un gruppo ancor più microscopico forse porterà avanti una battaglia in futuro (http://www.democraziammt.info/). Come dire: ci sarà il Diluvio Universale e quattro gatti in Italia sapranno costruire una barca. Ma cosa dice il Fiscal Compact (tradotto e semplificato da Paolo Barnard), vediamolo qui di seguito. Continua >
Per combattere la Sinarchia
4 feb
Ci sono molti segnali, in questo momento epocale della storia dell’umanità, che indicano l’avanzare di nuovi totalitarismi sulla scia della dittatura economica neoliberista operata attraverso le borse, le banche, le agenzie di rating, le multinazionali finaziarie, le lobby delle materie prime, delle risorse energetiche ed alimentari, le strutture “private” come il Fondo Monetario Internazionale, la Benca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio e i Governi ove politici corrotti o conniventi sono la maggioranza, al potere… Tutto questo accade in ognio angolo del pianeta e anche qui in Italia. Gli arresti per le proteste in Val Susa, sono un chiaro segnale, il preludio di un’offensiva più massiccia contro i movimenti popolari: sfondare in Val Susa sulla questione grandi opere vuol dire per lo stato mettere a segno un obbiettivo strategico ed un precedente che varrà per tutte le altre forme di opposizione sociale nelle lotte ambientali se non addirittura sociali. Figuriamoci cosa accadrebbe per quelle che potrebbero essere le forme di opposizione sociale nei confronti del sistema economico neoliberista della crescita infinita, della competitività, dell’utile privatizzato e deldebito reso pubblico. Tuto ciò sta avvenendo nel vuoto politico senza incontrare resistenza, una resistenza che i movimenti dis-organizzati non hanno saputo o voluto contrapporre, chiudendosi nel proprio particolare: esempio acqua- buttando all’aria l’occasione storica conquistata con i referendum, non convocando gli Stati Generali dei beni comuni. Dal piccolo al grande le cose non cambiano; in tanti anni, quanti tentativi sono stati fatti qui a Verona da parte della Società Civile per cercare di aggregare gli innumerevoli Comitati e Associazioni che si battono tutti per la difesa attiva del territorio, per un’altra economia, per la solidarietà ed un altro mondo possibile. Invariabilmente, tutti sono concentrati (e giustamente) sulle proprie attività, cercano di tirare “l’acqua al proprio mulino” e su ogni azione collettiva che viene proposta si crede e sembra che ci sia sempre qualcuno che “ci vuole mettere il cappello”… E allora non si fa nulla, ognuno per sé, come sempre… Una sconfitta epocale? No! Da che mondo è modo la “resistenza” non si arrende, è una questione di sopravvivenza, di ben-essere, ma serve agire di più in una unitarietà di intenti, di solidarietà di innovazioni creative. Un altro mondo è possibile! Continua >


