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Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice
28 set
Sabato 24 Settembre 2011 si è riunito a Marano di Valpolicella (VR) il Consiglio Direttivo Nazionale del Movimento per la Decrescita Felice – MDF -, ospiti del circolo locale di Verona “Manco l’è Mejo”. Fra i vari argomenti all’ordine del giorno c’era ovviamente la situazione di crisi economico-finanziaria che stiamo vivendo; alla luce delle diverse iniziative che si stanno muovendo, ultima e non ultima la proposta di una parte della Società Civile di promuovere una petizione per il congelamento del debito pubblico, il gruppo MDF ha riflettuto lungamente arrivando a produrre il documento che segue dal titolo: “Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice” – Sentinella, quanto resta della notte? Isaia 21,11- . Le speculazioni sui titoli pubblici degli Stati più indebitati e i successivi crolli delle borse, trascinate al ribasso dalle perdite delle banche che ne hanno sottoscritto grandi quantità, avrebbero dovuto suscitare istintivamente una domanda che tuttavia non è stata mai posta: come mai negli ultimi anni tutti i paesi industrializzati hanno accumulato debiti pubblici sempre più consistenti, fino a raggiungere nel 2010 valori che vanno da un minimo dell’80 per cento del prodotto interno lordo nel Regno Unito al 225,8 in Giappone? Tra i paesi dell’Unione europea, in Francia il debito pubblico ha raggiunto l’81,7 per cento, in Germania l’83,2, in Portogallo il 93, in Irlanda il 96,2, in Belgio il 96,8, in Italia il 119, in Grecia il 142. Nell’Eurozona, nel corso del 2010 il rapporto debito/pil è salito dal 79,3 all’85,1 per cento. Eppure il Patto di stabilità firmato dai paesi dell’Unione Europea prima dell’introduzione dell’euro nel 1999 fissava al 60 per cento la soglia massima di questo rapporto (Nota – 1 – in fondo). Negli Stati Uniti il debito pubblico è cresciuto costantemente dall’inizio del secolo e nel 2011 è arrivato al 97,3 per cento del prodotto interno lordo, superando i 14.300 miliardi di dollari che costituiscono il tetto massimo d’indebitamento consentito dalla legge per evitare il fallimento (- 2 -). Continua >
Nuove sinergie della Società Civile Organizzata
18 mar
Sempre di più la Società Civile Organizzata si ritrova a discutere su idee comuni, pur proveniendo da ambienti e storie diverse, i movimenti, le associaizoni e realtà territoriali si ritrovano a ragionare su una piattaforma comune di intenti concreti. Gli obiettivi condivisi riguardano sostanzialmente la creazione di “un altro mondo possibile”, a partire dalle azioni quotidiane di ogni persona, con proposte semplici, alla portata din tutti, fino a giungere ad un “mutamento collettivo dei singoli”. àˆ da questo sentire comune, che sempre di più emerge dai territori, che realtà come il Movimento per la Decrescita Felice (MDF), l’Associazione Nazionale Arcipelago Scec, e il movimento Transitino Town hanno iniziato a dialogare e a costruire progetti. Da un’idea lanciata da Giuseppe Carpentieri (MDF) è nata la proposta del progetto del “Tour: la cultura in piazza”. Quello che è stato ralizzato fino ad oggi è solo un primo approccio ad un progetto articolato ma che di per sé ha un grande valore simbolico: l’idea è di avviare la prima collaborazione fra gruppi che coniugano lo stesso cambio di paradigma culturale socialmente utile col fine di aiutare le comunità , i cittadini e gli Enti pubblici, a redigere piani concreti per cambiare punto di vista e realizzare opere e servizi utili a vivere in armonia con se stessi, la natura ed il territorio. Continua >



