Post con tag Monete locali
La Solidarietà inizia a camminare veramente
25 mag

4 aprile 2008, pendici del Vesuvio, la convivialità come base fondativa della neonata Associazione Arcipelago SCEC
La Solidarietà ChE Cammina
28 feb
Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC cavalca l’onda della crisi e promuove gli SCEC a Lasino in Trentino e a Caorle riscuotendo gran successo. Fino a qualche anno fa ci guardavano come se fossimo dei matti, oggi la crisi ha “svegliato” le persone dal torpore neoliberista e nei vari incontri troviamo sempre più persone attente, preparate, ma soprattutto sempre più persone… Qui di seguito le recensioni degli articoli pubblicati sul “Giornale Trentino” e sul quotidiano “La nuova Venezia”; a seguire alcuni stralci delle comunicazioni che ci sono pervenute dagli organizzatori locali e delle considerazioni finali. “Trentino Valle dei Laghi, proposta l’idea: pagamenti parte in euro e parte con buoni che poi servono ad acquistare servizi ed a mantenere la ricchezza sul territorio. Ecco lo “SCEC”, moneta virtuosa. Presentata dalla Banca del Tempo la prima iniziativa in Trentino (Lasino). Ridare al denaro al sua funzione originale di puro e semplice mezzo di scambio per prodotti e servizi, anziché quella di “riserva di valore” dell’attuale sistema finanziario, quali sono l’euro e le altre monete, sul quale si è costruita la ricchezza “fittizia” in mano a pochi. Fittizia nel senso che non è ricchezza reale. Non solo, ma una “ricchezza” che genera periodicamente, ogni 70-80 anni, delle crisi di cui proprio in questi anni si paga lo scotto. È questo il senso dell’incontro di presentazione di ieri mattina, al bar Piazzetta di Lasino, da parte della presidente della Banca del Tempo della valle dei Laghi, Angelina Pisoni, che in collaborazione con due rappresentanti dell’Associazione “Arcipelago SCEC” (Andrea Tronchin presidente dell’area Veneto e Fausto Tommasoli coordinatore per la Lombardia) intende promuovere in valle il primo “punto SCEC” del Trentino (nel tardo pomeriggio l’iniziativa è stata replicata per i 50 soci della Banca del tempo e per alcune aziende). “Arcipelago SCEC” è una organizzazione non-profit a livello nazionale, diffusa in 12 regioni con 3500 punti e 15.000 soci. Ma la di là della necessaria fase di maturazione culturale individuale e collettiva che si delve accompagnare a questi processi, quali riscontri pratici ha questa proposta per l’acquirente? Continua >
La nuova moneta gentile
23 feb
La nuova moneta gentile… TEM. Volos, Grecia – La prima volta che ha comprato uova, latte e marmellata in un mercato all’aperto utilizzando non l’euro, ma una moneta di scambio informale, Theodoros Mavridis, un elettricista disoccupato, era entusiasta. “Mi sentivo liberato, mi sentivo libero per la prima volta”, ha detto Mavridis in una recente intervista in un caffè di questa città portuale della Grecia centrale. “Io istintivamente ho messo la mano in tasca, ma non ce n’era bisogno.” Mr. Mavridis è il co-fondatore di una rete sempre più ampia qui a Volos che utilizza la cosiddetta Unità Locale Alternativa, o TEM in greco (una sorta di cambiale proletaria n.d.r.), per scambiare beni e servizi – corsi di lingua, baby-sitting, supporto informatico, pasti cucinati in casa – e per avere sconti da alcune aziende locali. In parte moneta alternativa, in parte baratto, in parte mercato a cielo aperto, il network di Volos è cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo anno, da 50 a 400 membri. Si tratta di uno dei numerosi gruppi che saltano fuori in tutto il paese, man mano che i Greci, spremuti dai tagli salariali, aumenti delle tasse e crescenti timori sul fatto se continueranno a utilizzare l’euro, cercano modi creativi per far fronte a uno scenario economico in cambiamento radicale. “Da quando c’è la crisi c’è stato un boom di questi networks in tutta la Grecia”, ha detto George Stathakis, professore di economia politica dell’Università di Creta. Nonostante il forte settore pubblico in Grecia che impiega uno su cinque lavoratori, ha aggiunto, i servizi sociali del Paese spesso non sono all’altezza di aiutare le persone nel bisogno. “Ci sono così così tante enormi lacune che devono essere compensate da nuovi tipi di networks”. Anche il governo ne sta prendendo atto. La scorsa settimana, il Parlamento ha approvato una legge promossa dal Ministero del Lavoro per favorire la creazione di “forme alternative di imprenditorialità e sviluppo locale”, compresi i networks basati sullo scambio di beni e servizi. La legge per la prima volta riempie in una zona grigia normativa, dando a questi gruppi lo status di no-profit. Qui a Volos, i fondatori del gruppo sono convinti di lavorare in parallelo con l’economia regolare, ispirati più da un bisogno di solidarietà nei momenti difficili che da una spinta politica per l’uscita della Grecia dall’eurozona e il ritorno alla dracma. “Non siamo rivoluzionari o evasori fiscali”, ha detto Maria Houpis, un’insegnante in pensione e una dei sei co-fondatori del gruppo. “Noi accettiamo le cose come stanno.” “Eppure – ha aggiunto – se la Grecia avrà una svolta verso il peggio e alla fine esce dall’euro, reti come questa sono pronte a entrare nella breccia. In uno scenario immaginario – e sottolineo immaginario – saremmo pronti per questo. Continua >
Stampare skei per uscire dalla crisi?
7 ott
Giovedì 6 Ottobre 2011 è stato pubblicato un articolo da “Carta NordEst” dal titolo: “Stampare skei per uscire dalla crisi?” che riporta l’idea di una lista indipendente di Cittadella (PD) d’introdurre nella cittadina della provincia di Padova, gli «skei», una moneta complementare da affiancare all’euro. Questa idea è dichiaratamente ispirata all’esperienza SCEC e ciò non può che farci piacere, se non ché, ad un certo punto sull’articolo si scrive: “Ma non è tutto oro quello che luccica – è proprio il caso di dire – e anche in queste sperimentazioni possono nascondersi dei rischi: «tra i principali limiti, denuncia Maurizio Ruzzane, economista della Rete per la decrescita, la tendenza di molti dei sistemi proposti a perseguire obiettivi incoerenti tra loro, come il dichiarare finalità ecologiche – scrive Eliana Caramelli – anche se il meccanismo porta di fatto ad aumentare il livello dei consumi, ancorché locali, con tutto ciò che questo comporta in termini di uso delle risorse. O ancora di restare legati a dinamiche inflazionistiche a causa della mancanza di una propria base di valore che impone di mantenere un rapporto di convertibilità con la moneta ufficiale. Inoltre il limitarsi ad agire all’interno di gruppi relativamente di piccole dimensioni, trascurando di fatto la riflessione sui sistemi monetari internazionali. Infine, c’è da chiedersi come riuscire a legare l’ammontare delle monete complementari o dei Buoni Sconto emessi al valore di produzione reale di un certo territorio, garantire in tempi rapidi la loro emissione nelle quantità necessarie senza gravare con ulteriori costi, assicurare anche un ritorno fiscale alla comunità che serve per sostenere politiche di welfare e di gestione dei beni pubblici». Vogliamo qui dissipare questi dubbi, frutto di chiara inconsapevolezza di ciò di cui si sta discutendo, ossia il sofisticato strumento socio-economico SCEC. Continua >
Verso un futuro incerto
16 ago
Dopo il successo referendario sul Bene Comune Acqua, la Società Civile Organizzata ha ritrovato coraggio (quello perso dopo la batosta del G8 di Genova) e si interroga; anche a Verona sono molte le realtà, le più disparate, che si ritrovano nella ricerca di un massimo comune denominatore per dare corpo ad una “politica” che, a partire dalla base, sappia incidere sulla mole di problemi locali, nazionali ed internazionali che nel processo di globalizzazione colpiscono ovunque “indiscriminatamente”. Prendiamo ad esempio la “crisi economica”, che inizialmente era solo un fattore psicologico e non esisteva, poi è diventata un inizio di ripresa ed ora è invece un problema sempre più pressante: la crisi vera deve ancora venire. Sabato 9 luglio 2011 il Ministro Tremonti, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi: “Non mi dimetto perchè sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. È una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Quelle di Tremonti, però, per quanto terribili, non sono parole vane. La situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in rovina perchè il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Firmando il trattato di Maastricht i politici italiani ed europei, hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri. Tutte le attività umane sono controllate dal denaro. La nostra ricchezza, il nostro lavoro, il cibo, il nostro governo, persino le nostre relazioni sono condizionate dai soldi. Nessuna moneta nella storia dell’uomo non ha mai raggiunta un’importanza tanto vasta e profonda quanto l’euro. Continua >
L’antidoto alla crisi economica siamo noi
11 apr
In che modo l’economia locale si rapporta con l’economia globale? Per avere un corretto approccio alla problematica dovremmo pensare all’economia come ad un organismo, l’economia globale, composto da piccole cellule che corrispondono alle economie locali. La piccola cellula dovrebbe rispecchiare in piccolo quello che avviene in grande. In un organismo in salute ogni parte di esso dovrebbe essere forte e quindi aiutare l’intero organismo. Le nostre economie locali però, specialmente nell’ultimo grande ciclo economico partito nel dopoguerra, si sono progressivamente disgregate a causa di interventi esterni che hanno compromesso la loro funzionalità . Il continuo drenaggio di ricchezza operato dalla grande distribuzione e dal sistema bancario, che attraggono ingenti risorse senza reinvestirle sul territorio, ha portato ad avere economie locali, le cellule, sempre più malate e dipendenti dando luogo ad un organismo, l’economia globale, anch’esso ormai malato e debole. Il lavoro da intraprendere è ridare stabilità e vigore ad ogni singola cellula per risanare l’intero organismo. Ma ogni cellula è il risultato complesso di tanti piccoli organismi, gli organuli cellulari, che nel loro iniseme la fanno funzionare, produrre. Il nucleo potrebbe essere rappresentato dalle Amministrazioni Locali, i Comuni; i mitocondri, fonti di energia, potrebbero essere rappresentati dal sistema locale di produzione di beni e servizi e via dicendo. Le singole persone fanno parte di queste cellule e dell’organismo nel suo complesso, purtroppo la disgregazione sociale, la competitività e l’individualismo hanno reso le persone, in molti casi, dissociate dal contesto nel quale vivono, attente solo a sviluppare se stesse, così ognuno di noi, con i propri stili di vita non in armonia con l’organismo, può finire per rappresentare una specie di piccolo cancro per la cellula nella quale sono inserite e più in generale per l’intero organismo: l’ambiente, la società , l’economia. Per risanare l’economia, a partire dal locale, dobbiamo ripartire da noi stessi e da ciò che ci circonda, aprirci alla condivisione e rifiutare l’isolamento individualista. Continua >
Notizie dall’Arcipealago della Solidarietà ChE Cammina
25 mar
Domenica mattina, 20 marzo, in una stupenda giornata di sole primaverile, presso Villa Buri si sono riuniti i responsabili di ArcipleagoSCEC Veneto, presenti i rappresentanti di Padova, Vicenza, Treviso e Verona. Tra i vari punti all’ordine del giorno molto dibattuto quello relativo all’impegno dei soci ad allargare la rete di accettatori. Senza dubbio lo SCEC si diffonde ad ogni livello, ma la velocità di questo processo non sta al passo con l’acuirsi della crisi, questo è un problema vissuto in tutte le isole dell’arcipalego nazionale. Due i problemi principali, da parte dei consumatori c’è generalmente un atteggiamento di “aspettativa”, si iscrivono all’Associazione, ricevono gratuitamente gli SCEC e poi attendono che gli si indichi dove andarli a spendere; alla classica domanda, “dove posso andarli a spendere” la prima risposta che diamo sempre è: “se oggi convinci il panificio che hai sotto casa ad aderire, domani sa già dove andare a spendere gli SCEC…” Ad oggi non è mai accaduto che un socio usufruitore degli SCEC indichi a noi attivisti una realtà produttrice di beni e servizi disposta ad associarsi ed accettare SCEC. Dal lato degli accettatori, il problema riguarda un diffuso senso di “sfiducia”, sia per la non comprensione dello strumento SCEC, per lo più visto quale semplice “sconto”, cosa che non è, sia per un diffuso senso di “impotenza” di cambiare la situazione attuale e il sistema: tutti attendono qualcosa “dall’alto”, che qualcuno risolva i problemi che stanno alla base di questa crisi multipla, nessuno si sente fondamentalmente parte del sistema e in grado, come singolo, in un mutamento collettivo di singoli, di poter cambiare la realtà attuale. Dovremmo iniziare a porci tutti delle domande: “Crisi multipla, cosa significa? Come funziona il nostro sistema monetario? Quali sono le reali cause della crisi economica? Cos’è il debito pubblico? Perché periodicamente c’è bisogno di una “manovra finanziaria” che fa quadrare i conti? Perchè i nostri padri hanno mantenuto una famiglia nonni compresi, si sono fatti la casa di proprietà , hanno messo da parte qualcosa mentre alla maggior parte di noi, col nostro stipendio o reddito, troppo spesso, non bastiamo manco a noi stessi? E’ proprio vero che siamo spreconi o c’è qualcosa/qualcuno che tira i fili della nostra vita? Continua >
Dal denaro al donare 7: verso un altro mondo possibile
18 mar
Nella pubblicazione precedente “dal de-na-ro al do-na re” abbiamo indagato gli aspetti funzionali e simbolici dello SCEC, e le basi che sostengono l’ideologie e l’agire di Arcipealgo SCEC, nell’ultimo capitolo di questa serie, veniamo finalmente alla traduzione nella realtà economica e sociale dei principi che abbiamo attribuito ad ArcipelagoSCEC, nel concreto di Verona, la Rete di Economia Solidale Veronese “Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCE” (da ora sintetizzata in “NaVe-ArSCEC”) e le sue progettualità . Nel panorama nazionale, come abbiamo visto, sono già stati avviati diversi circuiti di buoni locali SCEC, alcuni di proporzioni interessanti altri che stanno muovendo i loro primi scambi. L’obbiettivo che ci prefiggiamo con questo ultimo paragrafo può essere raggiunto andando a vedere dove l’impronta di “NaVe-ArSCEC” determina, non solo un aumento del reddito dei partecipanti al processo economico, ma una diversità strutturale nell’organizzazione dello stesso. L’unione della Rete di Economia Solidale Naturalmente Verona, storica realtà della Società Civile Veronese, con i propri mercati locali, il Festival annuale di Piazza Isolo e l’Isola Veronese di Arcipelago SCEC, con l’introduzione dello Strumento di Economia Solidale SCEC, hanno creato una sinergia veramente potente che sostanzialmente si è tradotta in vari progetti territoriali. Per il valore paradigmatico e per il fatto di essere concretamente già in via di realizzazione, crediamo utile partire dalla presentazione e analisi del progetto nazionale di ArcipelagoSCEC “Emporio territoriale e botteghe locali”, che a Verona prende il nome di “Progetto Agroalimentare“, per poi calarci nella concretezza della realtà locale veronese. Continua >
Naturalmente Arcipelago SCEC
27 dic
Si tratta di un progetto nazionale che vede coinvolte 11 regioni d’Italia, un progetto fatto da persone normali, di buona volontà , UN PROGETTO DELLA GENTE PER LA GENTE, che continua ad essere costruito collettivamente per la necessità di trovare soluzioni concrete alla pressante crisi multipla, economica, sociale, ambientale, energetica. Da che mondo è mondo, l’unione fa la forza ed è questo lo spirito di fondo che anima ArcipelagoSCEC, in Veneto come in Sicilia.
Quindi, insieme agli auguri di fine anno, lanciamo un accorato appello al buon senso: lo SCEC é UN ABBUONO RIUTILIZZABILE (non uno sconto) e la sua adozione, da parte dei produttori di beni e servizi aderenti al circuito, non porta ad una perdita di ricchezza ma anzi, un aumento della stessa (anche perché contribuisce alla riduzione del debito pubblico) e del potere di acquisto delle famiglie. Continua >
Naturalmente – ArcipelagoSCEC
13 dic
ArcipelagoSCEC
Si è svolto il giorno 2 novembre 2010, alle ore 21, il “Consiglio Direttivo Nazionale di ArcipealgoSCEC“, per “Naturalmente Verona” ha partecipato Bernardo Piemonte. All’incontro sono convenuti un pò da tutta Italia, a dimostrazione che l’interesse nazionale per l’iniziativa è reale. I COSTI per sostenere tale incontro, grazie alle moderne tecnologie decrescenti e il contributo personale di tutti, sono stati ZERO, infatti, la riunione si è svolta utilizzando la piattaforma informatica gratuita “voxli.com”. Pubblichiamo uno stralcio dei punti in discussione all’Ordine del Giorno, semplificati, nel tentativo di “condividere” anche con coloro che non sono propriamente “addetti ai lavori” del significato, del lavoro e della volontà che sottende lo strumento SCEC, naturalmente, anche per Verona. Ha assunto la presidenza di turno Ettore Affatati, di Crotone.


![Sezano-SCO-2011-300x184[1]](http://www.naturalmenteverona.org/blog/wp-content/uploads/Sezano-SCO-2011-300x18411.jpg)





