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Tra terra e cemento, l’Italia al bivio
26 mag
Il coraggio di difendere il proprio territorio
5 gen
Riceviamo e pubblichiamo il primo comunicato stampa del 2012 firmato dal comitato Fumane Futura e dell’associazione Valpolicella2000, che nella vallata del veronese, famosa per i suoi ottimi vini, lottano da anni contro la presenza ingombrante di un cementificio e contro la volontà di aprire nuovi siti estrattivi all’interno del Parco della Lessinia. Se il 2011 si era chiuso con un’ottima notizia, ovvero il parere contrario della Soprintendenza dei beni culturali in merito all’apertura della cava di Marezzane (leggi qui), questo 2012 si apre con tre atti intimidatori nei confronti degli ambientalisti della Valpolicella. Alle due intimidazioni elencate nel comunicato, va aggiunta quella subita nella notte tra il 2 e il 3 gennaio da Mimmo Conchi, presidente di Fumane Futura, cui pure è stato sfasciato il parabrezza dell’auto, da parte di soggetti ignoti che sono entrati nella sua abitazione. Non è purtroppo la prima volta che questo accade (vedi qui), e nell’ottobre scorso, in occasione della manifestazione “Marezzane in gioco”, anche Altreconomia aveva assistito in diretta alle intimidazioni.
Tutto questo accade a due settimane dall’udienza del Consiglio di Stato che il prossimo 17 gennaio, a Roma, giudicherà il ricorso promosso da Cementi Rossi, l’impresa proprietaria del cementificio di Fumane in Valpolicella, avverso alla sentenza del Tar del Veneto, che nella primavera scorsa aveva annullato le autorizzazioni richieste dalla società per un revamping del cementificio e l’aumento del quantitativo di rifiuti smaltibili all’interno dell’impianto (ne abbiamo scritto sul numero 126 di Altreconomia e sul libro “Le conseguenze del cemento”). Continua >
Difesa del territorio: Marezzane non si tocca
3 mag
arriva dopo l’annullamento del Tar del Veneto delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia alla Cementirossi sia per il progetto di rilancio industriale, compresa la realizzazione della torre di 103 metri, sia per le autorizzazioni all’utilizzo dei rifiuti. Finalmente è stata sconfitta l’idea che quello che hanno deciso lobbies, partiti e amministratori sia immodificabile: non “E’ GIA’ TUTTO DECISO”. Un momento storico per la Valpolicella , una grande occasione per ripensare il suo futuro. Il paesaggio finalmente diviene quell’elemento garantito dalla Costituzione, un bene comune, un elemento chiave con cui la Valpolicella e la sua economia devono confontarsi. E Marezzane è diventata un simbolo fondamentale su cui si misura il futuro dell’intero territorio. Vogliamo quindi far festa anche se… Marezzane è ancora minacciata. Malgrado la continua e progressiva consapevolezza dell’unicità e la bellezza del posto, i progetti di scavo della Cementeria di Fumane sono ancora li che incombono. E allora ancora in marcia. Marezzane, luogo del cuore del FAI (Fondo ambiente italiano) è nel Parco Regionale della Lessinia, congiunzione tra la Valpolicella e la Lessinia, punto panoramico sulla Valle dei Progni e la grotta di Fumane, è caratterizzata da una incredibile concentrazione e varietà di habitat che vanno dai prati esposti al sole densamente fioriti di orchidee agli angoli freddi della “giasara” e dei castagni, e poi le marogne e le case di pietra. Il sentiero Marezzane è ormai frequentato annualmente da migliaia di persone. Qui di seguito il programma della Manifestazione. Continua >
Difesa attiva del territorio: Fumane Futura
8 feb
Lo scorso venerdì 4 febbraio 2011, presso l’agriturismo “Costa degli Ulivi” di Fumane, si è svolto l’incontro organizzato dalle Associazioni Fumane Futura e Valpolicella 2000 relativamente al cementificio proprietà della Cementirossi. Le questioni emerse sono state molteplici e molto interessanti; contestualmente ad una innegabile “crisi del cemento” e dell’edilizia in genere, il cementificio ha da tempo deciso di convertirsi, infatti, da industria per la produzione del cemento ha trovato il modo di rilanciarsi come centro per lo smaltimento dei rifiuti industriali. In particolare delle ceneri pesanti, quelle derivanti dagli altri inceneritori dei rifiuti solidi urbani. Ma se già gli inceneritori rifiutano tali ceneri, come può un cementificio utilizzarle nei propri processi? La risposta è semplice, per legge i cementifici sono autorizzati ad inquinare molto di più degli inceneritori, circa il triplo. Riportiamo qui di seguito alcuni dati significativi; uno studio dell’Università di Trento che dichiarano il cementificio di Fumane un “grande emettitore di inquinamento” tanto da produrre un quantitativo di ossidi di azoto (molto tossico) pari all’81% di tutti gli ossidi di azoto prodotti nel Comune di Verona, interessando con queste sostanze, precursri della formazione di altre sostanze inquinanti come l’ozono o le polveri ultrasottili (Pm2,5) tutti i 18 comuni della Valpolicella. Continua >



