Post con tag Economia Solidale
Inizia un percorso di analisi
7 gen
Fra i vari “Collegamenti di Rete” che la RES Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC sottende, c’è quello con il Tavolo Nazionale RES; realtà che esiste da un decennio e che raggruppa le figure di maggior spicco dell’Economia Solidale nazionale, infatti, ne fanno parte numerosissime persone dei coordinamenti GAS, di movimenti, realtà ambientaliste e che hanno una maggiore attenzione all’avvio di processi territoriali in grado di creare “altra economia”, in modo più strutturato. Lo scorso 15 dicembre c’è stato un incontro del Tavolo RES a Bologna e, in estrema sintesi, il dibattito che oggi occupa il Tavolo è fra chi vuole far nascere una associazione formale e chi ritiene che i tempi non siano maturi o addirittura che il vero valore del nostro movimento sia nella capacità di vivere e svilupparsi tramite “legami deboli”, di Rete. Qui di seguito riportiamo la Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale (RES) che vi invitiamo a leggere; attraverso questo documento e la “storia” di una parte importante della Società Civile Organizzata veronese, dal 2002 al 2013, inizieremo un percorso di analisi: in 11 anni, che cosa è cambiato? Che cosa non è cambiato e che cosa dovrebbe cambiare? Perché e come?
” CARTA PER LA RETE ITALIANA DI ECONOMIA SOLIDALE (RES)
Del 24 Aprile 2007
PREMESSA
Questo documento parte da esperienze e da reti già esistenti e su di esse si fonda, esprimendo idee e linee di azione emerse dagli incontri di Verona del 19 ottobre 2002 e di Bologna, 11 Gennaio 2003 sulle “strategie di rete per l’economia solidale”.
Questo documento è stato preparato dal Gruppo di lavoro fondato all’incontro di Verona cui hanno partecipato: Giovanni Acquati, Loris Asoli, Tino Balduzzi, Davide Biolghini, Dalma Domeneghini, Mauro Bonaiuti, Fulvia Cavalieri, Andrea Calori, Stefano Gandolfi, Riccardo Guidi, Vittorio Lovera, Carlo Marini, Andrea Saroldi, Mauro Serventi, Massimo Torsello, Andrea Tronchin, Sergio Venezia.
INTRODUZIONE
1)I promotori
Il processo verso la realizzazione della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) è stato inizialmente promosso dalla Rete di Lilliput e si è sviluppato successivamente con il sostegno delle Botteghe del Mondo, dei Gruppi di Acquisto Solidali, delle organizzazioni della finanza etica (MAG, Banca etica), del turismo responsabile e delle cooperative sociali. Tale progetto è da considerarsi aperto a tutte le realtà che già operano, che si “sentono” parte, o che comunque intendono agire ispirandosi ai valori e ai princìpi dell’economia solidale. Continua >
La nuova agricoltura ecologica nell’Economia Solidale
18 ott
I giorni 10 e 11 Novembre 2012 si terrà nelle Marche, a Senigallia (AN), un Convegno nazionale dal titolo: “La Nuova agricoltura ecologica nell’Economia solidale”. Organizzatori sono: Il Tavolo nazionale RES e il Gruppo “Nuova Agricoltura” del Tavolo L’associazione REES Marche. Scopo principale del Convegno è di avvicinare e collegare sempre più il movimento dell’Agricoltura ecologica (con le sue varie associazioni e i suoi produttori) con il movimento dell’Economia solidale (RES-DES-GAS), soprattutto nei percorsi territoriali di costruzione dei DES, Distretti di Economia Solidale, con la finalità comune della costruzione dal basso di un nuovo sistema economico, alternativo all’attuale, basato sulle buone relazioni e sulla collaborazione e solidarietà, invece che sulla conflittualità, e orientato al rispetto dei principi di ecologia, sobrietà, giustizia sociale, responsabilità, valorizzazione di tutte le risorse umane, benvivere diffuso. Quindi il convegno è ideato come strumento per avvicinare i due movimenti – è anche di trattare insieme temi di attualità relativi al settore dell’agricoltura ecologica.
ARGOMENTI PRINCIPALI:
* L’agricoltura ecologica nell’Economia solidale
* La sovranità alimentare
* L’accesso alle terre per l’agricoltura ecologica Continua >
Festival dell’Economia Solidale Naturalmente Verona 2012
11 set
Carissimi soci e amici, siamo giunti alle ultime battute per questa edizione del Festival dell’economia eco-equo solidale NATURALMENTE VERONA – 28 – 29 e 30 settembre 2012 – Ex Arsenale.
E così è convocata l’Assemblea di tutti i soci e simpatizzanti di Naturalmente Verona per il giorno Lunedì 17 settembre presso la Sala Barbarani – all’interno della sede di Legambiente, in Via Bertoni, 4 – Verona . Due i momenti previsti:
- alle 20 INCONTRO VOLONTARI
- alle 21 INCONTRO SOCI E PARTECIPANTI
con il seguente ordine del giorno:
- Disponibilità volontaria alle attività dell’organizzazione interna della festa (allestimento spazi, montaggio e smontaggio strutture, turni in cucina, riordino sala ristorazione… ) di soci e simpatizzanti.
- Naturalmente Verona… cosa questa edizione ci riserva!
Consegna ai soci:
1. del materiale divulgativo (brochure);
2. assegnazione del posto del proprio Stand;
3. Regolamento SCEC
4. ricevuta per l’adesione all’evento
- Raccolta prenotazioni per PASS parcheggio
- Varie ed eventuali
È importante la partecipazione di tutti.
Perchè un altro mondo sia possibile… Responsabilmente vi aspettiamo numerosi!
per info: Andrea 347.466.43.91 – Felicita 349.06.27.288
Lavorare per il Bene Comune: far valere l’etica e il senso di responsabilità
19 lug
Cita la Costituzione Italiana “l’Italia Ripudia la guerra…”
Roma, 19 luglio 2012. Comunicato Stampa della Rete Italiana per il Disarmo – In collaborazione con “Officina dell’Economia Solidale di Pisa”. Rete Disarmo: l’etica non si svende. La coerenza della ditta pisana che ha rifiutato una commessa militare nobilita l’economia. L’economia solidale di Pisa: “Piccolo passo importante verso un’economia sostenibile”. Un’azienda del comparto fotovoltaico e termotecnico, la Morellato di Ghezzano (Pisa), nonostante la crisi economica che la attanaglia e parte dei suoi lavoratori in cassa integrazione decide di rifiutare una commessa militare offerta dalla Waas, azienda del gruppo Finmeccanica coinvolta nella produzione di armamenti, in particolare siluri. E tutto questo dopo un sofferto percorso interno ed un confronto con OdES, l’Officina dell’Economia Solidale di Pisa (associazione che cura e facilita il consolidamento del Distretto di Economia Solidale del comprensorio). Una scelta coraggiosa, che testimonia come una cooperazione virtuosa tra piccole imprese responsabili e il mondo dell’economia solidale può fare la differenza nella costruzione di una soocietà sostenibile e solidale. Per Gianni Alioti, responsabile Ufficio Internazionale Fim-Cisl, “la scelta compiuta dalla Morellato Termotecnica e della Morellato Energia ha un valore straordinario. Dimostra che l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa non sono solo strumentali al marketing e alla politica d’immagine. In un’epoca nella quale non si esce dalla crisi globale senza ripensare l’economia”, continua Alioti, “la proprietà e i lavoratori della Morellato recuperano – per gli stessi sindacati – un approccio coerente ed efficace di politica industriale, che non si limita a discutere-decidere “come” e “dove” produrre (l’organizzazione del lavoro e la localizzazione dell’investimento), ma anche (e soprattutto) “cosa” e “per chi” produrre”. Continua >
Notizie dal Mondo GAS: il “comparto” regge alla crisi e rilancia i consumi
28 giu
In una recente ricerca abbiamo raccolto dei dati molto interessanti sulle caratteristiche dei Gruppi di acquisto solidale (Gas) a Roma. Abbiamo innanzitutto verificato che oltre ai 58 Gas iscritti nella rete del Lazio, ci sono un altro centinaio di gruppi di acquisto solidali operanti a Roma e provincia. Attraverso vari incroci di dati e informazioni siamo arrivati a costruire una lista di 160 gruppi attivi che praticano consumi alimentari condivisi. Si tratta dunque di una parte importante dell’economia solidale della città. Com’è noto i Gas sono costituiti da gruppi di nuclei familiari che si aggregano e si coordinano per acquistare insieme prodotti alimentari, ma non solo, da produttori selezionati in accordo con alcuni principi fondamenti condivisi: il rispetto dell’ambiente e delle persone e l’affermazione dell’importanza delle relazioni di solidarietà, principi che non devono essere negati o contraddetti nel rapporto di scambio dei prodotti. Attraverso un diverso modo di consumare si vuole insomma affermare che l’economia deve ridiventare compatibile con valori sociali e ambientali non negoziabili.
Una domanda importante riguarda il peso che hanno i Gas nell’economia alimentare a Roma. Attraverso i dati raccolti nella nostra ricerca, possiamo cercare di dare una prima, sicuramente provvisoria, risposta. Tra marzo e dicembre del 2011 abbiamo intervistato 28 Gas. Tra questi, 13 ci hanno fornito anche i dati relativi alla loro spesa annuale (riferita generalmente al 2010), che riportiamo, insieme con poche altre informazioni di base, nella tabella 1. Continua >
Info dall’universo dell’Economia Solidale
13 apr
Gas (Gruppi di Acquisto Solidale). I nuclei elementari sono i Gas, che si costituiscono in forma spontanea. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” si trova l’archivio dei Gas censiti, che riporta però solo una parte dei Gas perché molti gruppi non si sono segnalati. Attualmente sono censiti 858 gruppi, si stima che il numero effettivo sia almeno doppio.
Reti di gas (retine). Spesso a livello locale i Gas si coordinano come rete locale (retina) tra i Gas della stessa zona. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” esiste anche la possibilità di segnalarsi come rete di Gas. Attualmente sono censite 14 reti.
Des (Distretti di Economia Solidale). In diversi luoghi, a partire da reti di Gas o da altri soggetti dell’economia solidale, sono nati gruppi promotori per lo sviluppo di reti locali che coinvolgono oltre ai Gas anche i produttori, i fornitori di servizi e le associazioni. Attualmente in Italia sono presenti circa una quarantina di nuclei Des, con livelli di sviluppo molto diversi.
Tavoli regionali (o di area geografica. Anche se con molte differenze, i Des hanno perlopiù un’estensione paragonabile a quella di una provincia. In alcune regioni (Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna) sono nati dei tavoli regionali dell’economia solidale a partire dai Des esistenti. In altre regioni (Marche e Abruzzo) la rete nasce a livello regionale. Tra le regioni del Sud è inoltre nata la Ressud (Rete di economia solidale del Sud).
Tavolo RES. Il Tavolo RES è una struttura di coordinamento a livello nazionale che promuove lo sviluppo dei distretti di economia solidale. Attualmente aderiscono al Tavolo 18 nuclei Des e 4 organizzazioni nazionali di supporto. Il Tavolo RES è strutturato in tre aree di coordinamento: formazione e ricerca, rapporti istituzionali, sviluppo Des. Continua >
Banca Etica e la manovra “salva italia”
23 dic
Pubblichiamo, e alla fine commentiamo, l’interessante comunicato di di Banca Etica realtivo alla manovra “salva-Italia” del Governo Monti. “La crisi sia occasione per una svolta verso un modello economico e sociale più equo e sostenibile. La manovra così detta “salva-Italia” proposta dal governo Monti e attualmente all’esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l’equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell’interesse collettivo. Nella piena consapevolezza che il momento è grave e che i sacrifici sono necessari per evitare il tracollo dell’Italia, Banca Etica ribadisce con forza la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione. Ecco alcune delle misure che avrebbero potuto apparire nella manovra e che ancora auspichiamo possano essere introdotte con successivi provvedimenti: Continua >
Un mutamento epocale? Io ci sto!
1 dic
Quello che stiamo vivendo è un periodo di grandi trasformazioni e, per i più lungimiranti, è chiaro che si tratta di trasformazioni epocali: economiche, ambientali, sociali, politiche. Sono diverse le componenti che incidono ma gli elementi che avranno maggiore valenza nel breve periodo e nella vita quotidiana delle persone, saranno le dinamiche dal punto di vista energetico e finanziario; i problemi collegati ai mutamenti ambientali saranno altrettanto incidenti, ma caratterizzati più da effetti che colpiranno “a macchia di leopardo”, come le “bombe d’acqua” che hanno causato in Italia varie vittime e ingenti danni in questi ultimi mesi. Dal punto di vista energetico la situazione è tutt’altro che rosea, le risorse fossili hanno raggiunto il cosiddetto picco e quello che rimane sarà sempre più oneroso e difficile da estrarre. Nel sistema neoliberista della “crescita infinita” siamo costretti a investire sempre maggiore percentuale di risorse economiche e dell’energia ricavata per produrre altre risorse ed energia, affinché il sistema si possa mantenere in crescita. L’attuale sviluppo delle energie rinnovabile non sembra essere in grado, nel medio periodo, di garantirci che la “crescita” possa continuare a sussistere come fino ad oggi ha fatto; le soluzioni per questo problema quindi non sembra tanto quelle collegate ad interventi atti a produrre più energia ma di cambiare il sistema, di adottare uno o più soluzioni che possano utilizzare meno energia in modo più efficente. Ciò è quanto gli utopisti della “decrescita”, che si oppongono all’idea devastatoria della crescita infinita in un mondo oggettivamente finito, vanno predicando ormai da anni con le parole slogan “risparmio energetico”. A tale riguardo non basterebbe un trattato per sviscerare le possibilità e opprotunità offerte dall’attuazione collettiva di nuovi stili di vita e dall’adozione di tecnologie nuove e vecchie (molti i brevetti comprati e chiusi nei cassetti in quanto controproducenti per la crescita infinita). Venedo alla crisi più evidente e sulla bocca di tutti, la crisi economica, essa è caratterizzata da tre elementi fondamentali: la crisi dei Mercati, la crisi del Debito e la crisi dell’Economia Reale. Continua >
Cresce la finanza etica
11 nov
Nonostante la crisi dei mercati finanziari, dallo ‘Studio sugli investimenti sostenibili e responsabili in Europa 2010′ pubblicato a ottobre dall’Eurosif (European Sustainable and Responsible Investment Forum) emerge che gli investimenti nel campo della finanza etica nel biennio 2007-2009 sono quasi raddoppiati. Negli ultimi due anni, infatti, gli investitori europei hanno deciso di dirottare i loro risparmi su mercati e Fondi Etici che sostengono le aziende che operano nel rispetto dei valori sociali, dei diritti umani e della salvaguardia dell’ambiente e che sono lontane da logiche di puro profitto, per un totale di circa 5.000 miliardi di Euro. Dallo European SRI Study 2010 (Socially Responsible Investing) emerge che dalla fine del 2007 alla fine del 2009 l’ammontare complessivo degli investimenti etici è passato da 2.700 a 5.000 miliardi di euro, facendo registrare un incremento record dell’87% su base biennale. Per quanto riguarda la tipologia degli investitori europei, c’è una netta prevalenza di quelli istituzionali, tuttavia la quota dei piccoli investitori sta aumentando in modo significativo, soprattutto in Germania, Austria, Francia e Belgio. Il mercato italiano, invece, ha registrato un aumento pari al 28%, molto ridotto rispetto alla media europea, passando dai 243 miliardi raccolti nel 2007 a 312 miliardi di Euro del 2009, ed è ancora costituito per il 99% da investitori istituzionali. Un altro dato importante che emerge dallo Studio SRI è l’interesse crescente dei risparmiatori verso i fondi di microfinanza, conseguente ai disastri finanziari causati da gravi inadempienze ed imprudenze nella gestione degli investimenti da parte di banche e istituzioni finanziarie considerate affidabili. Le recenti speculazioni finanziarie hanno agito da stimolo per molti investitori, rendendoli consapevoli della grande importanza che gli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno in ogni scelta d’investimento. La finanza etica è in forte e costante crescita proprio perché sostiene istituzioni, progetti e organizzazioni che propongono modelli di sviluppo sostenibili e iniziative di alto valore sociale, i cui effetti positivi ricadono soprattutto sulle aree meno sviluppate del pianeta. Continua >




