Post con tag crisi finanziaria
Verso un futuro incerto
16 ago
Dopo il successo referendario sul Bene Comune Acqua, la Società Civile Organizzata ha ritrovato coraggio (quello perso dopo la batosta del G8 di Genova) e si interroga; anche a Verona sono molte le realtà, le più disparate, che si ritrovano nella ricerca di un massimo comune denominatore per dare corpo ad una “politica” che, a partire dalla base, sappia incidere sulla mole di problemi locali, nazionali ed internazionali che nel processo di globalizzazione colpiscono ovunque “indiscriminatamente”. Prendiamo ad esempio la “crisi economica”, che inizialmente era solo un fattore psicologico e non esisteva, poi è diventata un inizio di ripresa ed ora è invece un problema sempre più pressante: la crisi vera deve ancora venire. Sabato 9 luglio 2011 il Ministro Tremonti, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi: “Non mi dimetto perchè sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. È una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Quelle di Tremonti, però, per quanto terribili, non sono parole vane. La situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in rovina perchè il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Firmando il trattato di Maastricht i politici italiani ed europei, hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri. Tutte le attività umane sono controllate dal denaro. La nostra ricchezza, il nostro lavoro, il cibo, il nostro governo, persino le nostre relazioni sono condizionate dai soldi. Nessuna moneta nella storia dell’uomo non ha mai raggiunta un’importanza tanto vasta e profonda quanto l’euro. Continua >
Il neocolonialismo economico
2 apr
Contrariamente al credere comune, non esiste un “modello unico” nell’economia. Contrariamente alla credenza popolare, le finanze mondiali sono controllate da ‘banche centrali’ possedute da privati, mascherate da banche del governo federale (USA), centrali dell’unione (Europa) o nazionali (Italia) in quasi tutti i paesi del mondo. Ma non tutte le banche del mondo funzionano allo stesso modo. Mentre i grandi istituti finanziari occidentali traballano per la crisi che si sta verificando, un altro settore finanziario sta acquistando spessore: il sistema bancario islamico. I sostenitori dell’antica pratica, basata sulla guida della sharia che proibisce gli interessi e fare affari coi debiti, stanno promuovendo la finanza islamica come cura contro il collasso finanziario globale. Le banche islamiche stanno prendendo sempre più spazio nel panorama economico globale perché non esigono gli interessi e (in particolar modo durante questa catastrofe economica) perché sono piu’ stabili delle banche occidentali. Nel sistema bancario islamico il finanziatore deve dividire i rischi con il beneficiario e quindi il correntista é trattato piuttosto come azionista e guadagna una parte degli introiti. Le offerte finanziarie assomigliano a leasing con diritto di riscatto, piani di accantonamento, contratti di compravendita in comune, o a vere partnership. La finanza islamica evita anche altre pratiche proibite. I banchieri che osservano la Shariah non possono ricevere o fornire fondi che abbiano a che fare con alcol, gioco, pornografia, tabacco, armi o maiali. I sostenitori delle banche islamiche dicono che questi sono limiti che un investitore con coscienza sociale può sostenere, musulmano o no. Un altro fattore d’interesse consiste nella proibizione degli interessi, che proviene dalla proibizione dell’usura da parte del Corano. Questa è una visione che ha una lunga tradizione storica e religiosa. Gli interessi sono ripetutamente condannati nella Bibbia. Aristotele li denunciò, i romani li limitarono, e la prima chiesa cristiana li proibiva. Continua >
Notizie dall’AltraEconomia
9 mar
Sempre di più nella la Società Civile italiana si moltiplicano le iniziative concrete per la realizzazione di un’altraeconomia, una alternativa concreta al modello unico neoliberista della crescita infinita in un mondo finito. Il prossimo 13 Marzo a Mestre ci sarà un incontro alla “Città dell’Altraeconomia di Venezia“, all’ex Palaplip in Via S. Donà , le realtà che costituiscono “la citta”, dai produttori di beni e servizi alle Associazioni di varia tipologia sono circa una quarantina. Ugualmente a Roma, esiste da tempo la”Città dell’Altraeconomia“, in zona Testaccio, anche qui una trentina le realtà aderenti. A Verona le reatltà aderenti alla Rete di Economia Solidale “Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCEC” sono circa un centinaio. Considerando che esistono molte reltà fisiche che si potrebbero prestare alla costituzione di una “città dell’altraeconomia veronese” (ad esempio Villa Buri a San Michele o Villa Albertini ad Arbizzano di Negrar) ci sarebbe da farci un pensierino… Qui di seguito riportiamo un articolo della rivista Carta sulla CAE di Roma. Continua >
Un altro mondo possibile da 10 miliardi di euro
8 mar
Economia biologica, solidale, etica, ecosostenibile: in Italia un mercato da 10 miliardi di euro.
Nel Rapporto Italia 2010, l’Eurispes ha stimato il consumo di energia rinnovabile e di prodotti dell’agricoltura biologica, del commercio equo e solidale e della finanza etica, in circa 810 miliardi di euro nel mondo, 122 miliardi in Europa e 10 miliardi in Italia, con un’incidenza sul consumo mondiale ed europeo, rispettivamente dell’1,2% e dell’8,2%. In particolare, per ciò che concerne i settori strettamente connessi alla Green Economy, e in particolare l’agricoltura biologica, nel 22° Rapporto Eurispes si legge che l’Italia è stata a lungo il primo Paese in Europa per superficie agricola destinata alla produzione biologica, la cui estensione, contrattasi tra il 2001 e il 2004, è tornata a crescere tra il 2005 e il 2007, attestandosi su valori superiori a un milione di ettari. Nel 2007, il contributo dell’Italia sul totale della superficie agricola europea destinata a prodotti biologici è stato del 15,1%, davanti a Spagna (13,0%), Germania (11,3%) e Gran Bretagna (8,7%). Rispetto al valore delle vendite di prodotti biologici, l’Italia si posiziona al quarto posto nella classifica dei Paesi europei, con vendite di prodotti biologici per 1,87 miliardi di (10,2% delle vendite a livello europeo e il 5,5% a livello globale). L’Italia detiene invece il primato per numero di operatori, nel 2007 oltre 50 mila tra agricoltori, esportatori, importatori e trasformatori di prodotti agricoli. Continua >
Effetti della Crisi Economica
7 mar
Spesso, troppo spesso, i segali dell’attuale crisi economica sono stati sottovalutati, se non addirittura nascosti o negati; nel 2008 i principali media, per parola dei nostri governati, affermavano che “questa crisi economica non esiste, è solo una questione psicologica”; oggi la verità parla da sola e dati occulti iniziano ad emergere, impressionanti. Nel 2008, a crisi economica avanzata, mentre il Governo stabiliva quanto in “Italia si vivesse bene e lontani dalla crisi internazionale” 1.600 persone – piccoli e medi imprenditori – hanno scelto di suicidarsi. Lo hanno fatto per “dignità ”. Per non poter sopportare oltre l’onta di esser trattati al pari dei delinquenti comuni. 1.600 cadaveri. Di una guerra troppo occulta e silenziosa per passare sulle cronache nazionali. Certi morti non fanno notizia e la propaganda politica nazionale non può rendere partecipe la nazione di un granello nell’ingranaggio così negativo. Ne andrebbe dell’immagine del Paese. Sopratutto nei confronti dei rapporti internazionali.
Oltre 1.500 famiglie, si sono così ritrovate non solo orfane di capofamiglia, ma anche sole ed abbandonate da Banche ed Istituzioni. No, le Banche non li hanno abbandonati: continuano a perseguitarli in ogni modo, al grido di “recupero”! Continua >
Dal Denaro al Donare 6: il mezzo nobilita il fine
1 mar
Dopo la presentazione della “struttura e principi etici di ArcipelagoSCEC“, che sono allo stesso tempo il fine per cui opera, veniamo con questo capitolo alla scelta di questa associazione di partire dall’economia e dalla questione monetaria per avviare il necessario cambiamento verso un altro mondo possibile: ArcipelagoSCEC afferma di essere partito dall’economia perché è in questa sfera che si manifesta con più violenza la malattia di questa società . Essa non è ovviamente la malattia, ma il suo sintomo più evidente. Siamo partiti con la prima pubblicazione dalla rivalutazione del “senso sostanziale di economia“, elemento fondamentale della riflessione di questa associazione; analizzati brevemente nel secondo capitolo i principali “paradigmi economici“, ricominciare ora a pensare al senso sostanziale di economia porta a chiedersi di cosa l’essere umano abbia realmente bisogno; quali sono le nostre vere esigenze? E’ a partire da questa domanda che ArcipelagoSCEC crede che cominci la costruzione di un’economia al servizio della società . Speriamo che il lettore ripensi a questo punto all’analisi del paradigma di mercato, del “sistema monetario” attuale affrontati nel terzo capitolo e alle diverse riflessioni sul tema della scarsità , degli “in(de)finiti bisogni dell’uomo” e del “senso del dono“ che abbiamo sviluppato nel quarto capitolo, per farsi un’opinione sull’importanza e la solidità del discorso fatto da ArcipelagoSCEC, la cui posizione è espressa molto chiaramente: l’attuale organizzazione economica non risponde alle esigenze dell’essere umano e dell’umanità in genere. Continua >
Dal denaro al donare 3: la moneta
5 feb
I primi due articoli “dal denaro al donare” e “dal denaro al donare 2“ avevano il compito di illustrare, sebbene in modo sommario, il significato di “economia”, nella distinzione fra economia formale ed economia sostanziale e le diverse forme d’integrazione dell’economia nella società . Nella nostra analisi abbiamo mostrato che il percorso intrapreso dall’uomo e il passaggio dall’economia sostanziale a quella di mercato, formale, ha portato alla pedita della reciprocità , del senso del dono (società ) e del mutamento del sistema redistributivo attraverso l’incorporazione della società nel “meccanismo economico del mercato” che in tal modo è diventato “dominante” sui diritti, i valori e la vita, attuale e quella delle generazioni future. Un aspetto particolare di Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCEC è collegato all’utilizzo e dalla diffusione di uno strumento simile alla moneta, che si chiama SCEC (Solidarietà ChE Cammina). Credere che lo scopo di Arcipelago sia semplicemente diffondere l’utilizzo degli SCEC significa non avere compreso cosa sia il denaro realmente e quindi invertire l’ordine logico tra mezzi e fini; giacché se lo SCEC, come il denaro, è uno strumento, è evidente che la prima domanda da porsi è: funzionale a che cosa? Per arrivare a rispondere a questa domanda, occorre prendere in esame cosa sia il denaro e quali le sue funzioni. Continua >
E’ il tempo dell’Economia Sociale e Solidale
15 dic

![Sezano-SCO-2011-300x184[1]](http://www.naturalmenteverona.org/blog/wp-content/uploads/Sezano-SCO-2011-300x18411.jpg)






