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Banca del Tempo e Buoni della Solidarietà ChE Cammina
24 mag
Sabato 21 Maggio, in mattinata, si è svolto a Trento, presso la sede della Provincia a Palazzo Trentini, un incontro tra i responsabili della Banca del Tempo della valle dei Laghi Angelina Pisoni e Jacopo Zannini e il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il consigliere UpT Giorgio Lunelli. Obiettivo dell’incontro sensibilizzare la politica su un tema di grande attualità, ottenere informazioni in merito all’attuazione della legge 13/2010 (primo firmatario Lunelli) e illustrare il progetto SCEC, formalizzato nel 2008 e che prevede il sostegno ad un nuovo modello di economia basato su una cartonota. Presenti all’incontro anche i fondatori del progetto Arcipelago SCEC Andrea Tronchin e Paolo Tintori. La Banca del Tempo Valle dei Laghi è “isola SCEC” del Trentino. Che cosa sono gli SCEC. Gli SCEC, i “buoni della solidarietà che cammina” hanno spiegato in varia misura Pisoni, Zannini, Tronchin e Tintori, sono un progetto di solidarietà “costruttiva”. Si tratta di “cartonote” da usare insieme agli euro come “contro leva finanziaria” al fine di ridurre il prezzo incondizionato secondo un modello di “solidarietà di reciprocità”. Gli SCEC si possono ottenere attraverso la propria associazione al progetto e si possono utilizzare in forma percentuale negli esercizi convenzionati (in Trentino sono attualmente 23). Obiettivo di questo strumento è quello di aumentare il potere di acquisto in un circolo di vantaggio anche per gli esercenti. Facciamo un esempio di accettazione di SCEC al 20% per una persona che aderisce al progetto ed ha ricevuto gratuitamente le cartonote: fa una spesa di 50 euro, paga con 40 euro e consegna 10 scec al venditore. Quest’ultimo potrà utilizzare gli scec nei propri acquisti. Continua >
Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC in Trentino
30 apr
VEZZANO – SCEC: la solidarità che cammina. Un mezzo per sviluppare la fiducia e la coesione sociale. Venerdì 27 aprile 2012 presso la sala della Comunità di Valle, si è dato l’avvio ufficiale al progetto SCEC, ovvero sconto che cammina tra consumatori e esercenti, presentato dalla Banca del Tempo Valle dei Laghi e Andrea Tronchin Presidente di Naturalmente Verona e dell’Isola di Arcipelago Scec del Veneto. Come dice don Gallo “non ci si salva da soli, ma tutti insieme”. Questa è la filosofia della Banca del Tempo e il Buono Locale Solidale (SCEC) ne è la massima espressione. In un sistema economico folle, dove la rincorsa del profitto a tutti i costi ha portato ad una crisi economica profonda, tutti noi possiamo fare qualcosa di piccolo, che però può incidere molto sulla qualità delle nostre esistenze. Usare lo SCEC. L’iniziativa proposta dalla BdT Valle dei Laghi ha l’obiettivo di aumentare il potere di acquisto per i consumatori e aziende, sostenendo l’economia locale e trattenendo la ricchezza sul territorio. Lo SCEC è una cartonota di valore 1:1 riepatto all’euro, che viene spesa assieme agli euro presso gli esercenti che aderiscono al circuito e che ne decidono la percentuale di accettazione (dal 5% al 30%). L’esercente che accetta lo SCEC lo può utilizzare a sua volta presso altri esercenti e fornitori. L’accettazione degli SCEC non è vincolante per l’esercente, che può uscire dal circuito in qualsiasi momento. Viene distribuito gratuitamente agli associati ogni volta che c’è la necessità. L’obiettivo è la distribuzione di 100 SCEC al mese, certo, perché questo sia possibile è necessario partecipazione. Più siamo più c’è beneficio. Al momento ci sono 14 adesione per quanto riguarda gli esercenti, nell’ambito della ristorazione (pizzerie, bar), aziende agricole con prodotti di propria produzione, aziende vinicole, esercizi biologici, artigiani del legno e del verde, cure mediche, arredamento, elettrodomestici, salone di estetica e parrucchiere, scorte agrarie, prodotti per l’agricoltura, giardinaggio e enologia. Continua >
Nuove parole per un nuovo mondo 3: cooperare
20 apr
La cooperazione è, non solo, ma anche, un’esperienza di solidarietà ,
e la solidarietà , come altre, è una merce rara, che si produce in ben precise circostanze. La prima circostanza si verifica in presenza di un movimento collettivo, del quale la solidarietà è normalmente un prodotto spontaneo. Al di fuori di un movimento collettivo, l’emergere della cooperazione nasce dalle aspettative di reciprocità insite nelle strategie comportamentali di ciascuno: dipende da solidarietà consolidate e da attese circa il ripetersi in futuro di interazioni simili (che probabilità ho che il vantaggio immediato al quale rinuncio oggi per cooperare mi venga restituito in un modo o nell’altro in futuro?); richiede un alto tasso di stabilità nel sistema sociale“¦La convenienza di comportamenti stabilmente cooperativi costituisce una percezione tutt’altro che immediata e di senso comune: essa è inevitabilmente il frutto di un apprendimento, talvolta lungo e paziente. In passato la pedagogia intensiva e di massa dei movimenti collettivi aveva indubbiamente favorito tale apprendimento. Oggi tali occasioni di apprendimento e sperimentazione diretta sono più rare ma ricche di proposte che offrono esperienze e possibilità di lavoro solidale in tutta la sfera dell’economia. Di Maurizio Carbognin, sociologo di Verona Continua >
Recuperare il senso del dono
7 apr
In questa società moderna il valore delle cose sembra basarsi sull’apparire. Quando andiamo a fare la spesa al supermercato compriamo con gli occhi prima ancora che con il buon senso, ma ancora di più, il valore delle persone è sempre più basato sull’avere e sul dimostrare ciò che si ha. Non può che essere così, da quando questa nostra società ha messo davanti a tutto il denaro, l’economia, da quando non è più l’economia al servizio dell’umanità ma l’umanità , e l’ambiente, al servizio dell’economia; l’economia fine a se stessa che per tenere fede al principio della “crescita infinita”, è diventata un cancro per l’ambiente, una patologia per la società . Il consumismo sfrenato è il pilastro portante del nostro attuale sistema e la competitività sempre più spinta ed il rilancio dei consumi le medicine per sanare la presente crisi. Questi fondamentalmente sono i nodi che la nostra società viene chiamata a risolvere, a volte in modo “imposto”. La realtà del semplice vivere quotidiano invece, richiede ben altro, a partire dalla ricostituzione dei legami sociali, disgregati dall’individualismo e dalla “privacy”, dal recupero dei valori morali, frustrati e frantumati da “legittimi” impedimenti per i quali la legge non è uguale per tutti. Questa società moderna spinge, o costringe, le persone a vivere in sé stesse, nel gelo dell’egoismo calcolatore, a nostro parere, l’unica medicina per tutto ciò è riappropriarsi della pratica del dono. Continua >




