Si è svolto ieri il Simposio nazionale Società Sostenibile” organizzato dal Movimento Zeitgeist, un incontro importante che ha visto relatori competenti di diverse provenienze susseguirsi con concetti e proposte per “un altro mondo possibile” che incredibilmente convergevano fra di loro: un altro mondo è possibile e le proposte per attuarlo sono già disponibili, serve diffondere le idee e i progetti concreti. Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC ha fatto la sua parte e l’intervento è stato apprezzato presentando il concetto di SobrEconomia: “il diritto alle Sovranità, a partire da quella idrica ed alimentare ma anche energetica, economico-monetaria ecc. conseguibili attraverso progetti di ingegneria sociale dell’Economia Sociale e Solidale e delle Politiche della Decrescita obbligatoria. Per un mondo nuovo, solidale e sostenibile, servono nuove parole, paradigmi, tecnologie, politiche e ideologie. Grande successo hanno avuto anche gli SCEC di Arcipealgo, distribuiti concretamente al folto pubblico presente in sala (circa 200 persone); l’intervento si è concluso con una canzone del Movimento Internazionale di Via Campesina che ha fatto alzare il pubblico in piedi, trasmettendo a tutti una energia collettiva ed emozioni che si sono tradotte in un sentito applauso finale. Qui di seguito alcuni stralci degli interventi dei diversi relatori sui quali ci siamo ritrovati completamente e che sottendono ad una “base collettiva” che necessita di evolvere in Bene Comune, usufruibile da tutti.

L’attuale evoluzione sociale è possibile tramite la collaborazione Open Source; le basi per una trasformazione culturale ed economica epocale sono già presenti, basta riconoscerle e saperle usare saggiamente.

In un mondo in cui il controllo dell’informazione è una fonte di potere incommensurabile, dove i mass media si accaparrano sempre di più la funzione di “educatori della società”, impegnarsi nel facilitare a tutti l’acquisizione di una maggiore consapevolezza individuale e sociale, diviene non già solo un compito importante da svolgere, ma una vera e propria necessità da soddisfare.

Ognuno di noi svolge un ruolo cruciale nella costruzione di un mondo in cui il Governo e la Tecnologia siano al servizio della gente e non viceversa. Oggi, abbiamo tutti la possibilità di scegliere tra fare e non fare e contrastare gli eventi che stanno sconquassando il mondo. I progetti di economia e democrazia partecipativa sono un’occasione per far collaborare migliaia di spiriti liberi alla trasformazione culturale, economica e tecnologica della nostra Società, per sviluppare idee, metodologie e tecnologie che riducano l’esigenza del denaro e mitighino l’impatto dell’uomo su questo fantastico pianeta.

Lo sviluppo fondato sulla crescita quantitativa viene ostinatamente perseguito come unica risposta all’aumento della popolazione mondiale, al problema del lavoro, dell’occupazione; viene letto come sinonimo di prosperità e miglioramento sociale, proposto come medicina taumaturgica capace di “risolvere” (con artificio matematico) da sola la questione del debito pubblico. Eppure l’irrazionalità, il non senso, dell’idea che le risorse limitate presenti sulla terra possano garantire una crescita senza fine, emerge in tutta evidenza. Quelle non rinnovabili (minerali, metalli, combustibili) sono state già in larga parte estratte e distrutte; alcune hanno iniziato un lento inarrestabile declino, per altre gli scenari non escludono a breve l’esaurimento o una presenza residuale. Le rinnovabili spesso non risultano più disponibili a sufficienza per velocità di sfruttamento superiore a quella di ricostituzione. Ma la presa d’atto di questa grave realtà, condizione indispensabile per l’avvio di comportamenti coerenti, è impedita dall’esistenza, volutamente imposta e/o colpevolmente accettata, di chiavi di lettura improprie e distorte.

Ci si è chiesti: “Cos’è il denaro?” e “Un denaro nuovo per un mondo nuovo?”. Sul perché la natura del denaro (e non la sua quantità) è la causa più importante degli attuali problemi di sostenibilità ed equilibrio sociale, e su come una (semplice) riforma monetaria può contribuire efficacemente a risolverli, subito.

Il DENARO CORCOLANTE che tanto mette in crisi i nostri giorni e le nostre notti nel pensiero di riuscire ad arrivare a “fine mese”, rappresenta solo il 5% della totalità, il restante 95% del denaro circolante è costituito dal CREDITO, che in un sistema di “moneta debito” il CREDITO è identificabile con il DEBITO. Con il 95% della massa monetaria a DEBITO con INTERESSI da pagare il risultato è che la massa monetaria, necessariamente, deve continuare a crescere (e quindi anche il debito stesso) semplicemente per il pagamento degli interessi che, come i matematici ben sanno, presentano una curva di crescita esponenziale.

La maggior parte del denaro, in questo attuale sistema economico, non lo creano le banche centrali, come si pensa usualmente, in realtà la maggior quantità di denaro creato avviene attraverso le Banche Commerciali, sotto forma di CREDITO e nasce dal nulla.

Viviamo su una economia basata sul debito, una economia di carta; solo 8% delle risorse monetarie sono destinate all’economia reale e più l’economia di carta e il debito aumentano, meno risorse saranno destinate all’economia reale e più risorse saranno destinate al pagamento del debito. Compreso nel prezzo delle cose che compriamo tutti i giorni il 50% è rappresentato dal valore degli interessi.

Con il sistema del debito si ha che il 10% della popolazione mondiale ci guadagna, il 10% va a pareggio e l’80% ci perde… Tutto quello che ha…

Tutto il denaro presente nel mondo, sostanzialmente, è denaro a debito, emesso da entità private e gravato da interessi; l’unica conseguenza di ciò è che il debito, inevitabilmente, continuerà a crescere. La soluzione sta nell’iniziare ad usare una “moneta pubblica libera dal debito”.

Facile a dirsi, meno facile a farsi, ma questa possibilità c’è già e lo SCEC, seppure rappresenta un Abbuono accettato in percentuale (mediamente il 10%), è un primo passo concreto verso ciò. Facciamo un esempio, se chi ha difeso in Italia il Bene Comune Acqua, andando a votare al referendum, diciamo 10 milioni di italiani, spendessero il prossimo mese 100 scec, avremmo ottenuto, oltre all’agganciamento di 9 Miliardi di euro al circuito di economia reale SCEC, un valore monetario, di riduzione del debito pubblico, di aumento del potere di acquisto, di risparmio e di Sovranità economico-monetaria pari a 1 Miliardo di euro, ciò al costo di 10-20.000 euro di stampa, costo che può essere notevolmente ridotto grazie alla compresenza dello SCEC in formato elettronico utilizzabile dal proprio Conto Corrente (ContoSCEC). Se li stessi SCEC vengono spesi due volte, nel circuito di economia reale i miliardi prodotti da questa “economia alternativa” aumentano proporzionalmente…

Passare da un mondo di mercato e competizione a quello della condivisione e collaborazione, ovvero evolvere da Homo Oeconomicus a Homo Politicus, attraverso l’economia del dono, per arrivare all’economia della felicità dovrebbe essere il nostro obiettivo principale. Si tratta di un approccio olistico, definito dalla triade “la testa”, “il cuore” e “le mani”, che unisce pertanto l’approfondimento cognitivo alla comprensione emotiva e psicologica per arrivare infine ad esprimersi nell’azione concreta.

Non mancano le tecnologie, non mancano gli strumenti, non mancano le tecniche, ciò che manca è la diffusione delle idee e dei progetti, masse critiche in grado di fare il cambiamento, un mutamento collettivo dei singoli. Un alto mondo è possibile!

Vedere anche http://www.societasostenibile.org/2011/aftermath