Rispondere alle sfide di questo secolo
Si è svolta Domenica 3 aprile a Sommacampagna il previsto incontro con Geneviève Savigny, contadina della Provenza, appartenente al sindacato agricolo Conféderation Paysanne e membro del Comitato esecutivo del Coordinamento Europeo Via Campesina. Circa una quarantina i convenuti: agricoltori, consumatori, ambientalisti e, come sempre, praticamente inesistente la presenza dei politici. Geneviève ha esordito presentandosi per poi addentrarsi in un breve resoconto storico dei sindacati contadini europei (dal Coordinamento Contadino Europeo ““ CPE ““ al Coordinamento di Via Campesina Europa – ECVC -) ed affrontare i problemi di base dell’agricoltura attuale. Il dibattito che ne è seguito, è stato molto partecipato e decisamente interessante, le questioni poste sul tavolo sono state molteplici e hanno spaziato dalle generalità della Sicurezza e Sovranità alimentare, alla Sicuerzza e Sovranità economica, i molteplici modelli agricoli, fino ad affrontare i temi della difesa attiva del territorio. L’incontro si è concluso presso l’agriturismo “La Cavalchina” di Custoza con gnocchi di malga e risotto cucinati secondo la ricetta e la metodologia tradizionale dei membri dell’Associazione Antica Terra gentile.
Geneviève Savigny abita nel sud della Francia, sulle Alpi della Provenza a circa 250 chilometri da Cuneo. Con suo marito gestiscono circa 60 ettari di terra, coltivati a cereali e lavanda e un allevamento di poli e tacchini, quest’ultimo è seguito particolarmente da Geneviève, che vende i propri animali nel mercato locale. In Francia un’azienda da 60 ettari è sostanzialmente una piccola azienda, come da noi in Italia lo sono le aziende da 6 ettari, questo ci dovrebbe far capire quanto possono essere grandi le differenze tra le agricolture presenti in europa, figuriamoci nel mondo, pur parlando sempre di agricoltura contadina familiare, un modello totalmente diverso dal modello agroidustriale promosso dall’Unione Europea e dalla Politica Agricola Comunitaria ““ PAC.
Il titolo iniziale della presentazione di Geneviève citava: “Come rispondere alle sfide di questo secolo”. Ciò per sottolineare l’ampliezza e le molteplici interconnessioni nelle propblematiche e nelle posizioni del coordinamento internazionale di contatdini che Geneviève rappresenta, il Coordinameto Europeo di Via Campesina. Le problematiche affrontate infatti vanno dalle Politiche agricole più generali, al problema dell’inquinamento ambientale, l’ingiusta ripartizione delle risorse, l’accaparramento delle terre, l’uso degli OGM, il non riconoscimento del lavoro contadino, la negazione dei fondamentali diritti dell’umanità a partire dalla Sovranità alimentare ed idrica.
ECVC ha ormai una lunga storia, sebbene sia un’organizzazione relativamente nuova. Nasce infatti dallo sviluppo del Coordinamento Contadino Europeo ““ CPE, realtà che ha cominciato a muovere i suoi primi passi all’inizio degli anni ’80 attraverso l’incontro di piccole organizzazioni di contadini di alcuni paesi europei (Svizzera, Austria, Germania, Francaia, Olanda). Dalla fine degli anni ’80 a metà degli anni ’90 la CPE ha vissuto una continua espansione, sia nel numero delle adesioni che dei Paesi aderenti; in successione sono subentrati Spagna, Inghilterra, Portogallo, Norvegia, Svezia, Finlandia, Scozia, Romania ed altri ancora. L’Italia ha aderito nel 2000 con la partecipazione di Associazione Rurale Italiana che in quell’anno da Associazione Rurale di Verona, squisitamente locale, si è dotata di uno statuto e di una struttura nazionale che gli hanno consentito la rappresentanza contadina del nostro paese; oggi oltre ad ARI aderisce a ECVC anche l’Associazione Italiana degli Agricoltori Biologici ““ AIAB ““ diffusa a livello nazionale.
La CPE, all’inizio degli anni ’90, ha contribuito a fondare il movimento di Via Campesina internazionale; il primo incontro ufficiale si è svolto a Mons in Belgio nel 1993. Ciò che ha fatto da lievito per tale iniziativa è stata la presa di coscienza da parte dei piccoli contadini del mondo che, a livello internazionale, a rappresentarli fino ad a quel momento erano solo le Organizzazioni non Governative ““ ONG ““ della Società Civile. Serviva che i contadini potesserro, a livello internazionale, rappresentare sé stessi. Nel 1996 in Messico si è riunita la prima conferenza Internaziinale di Via Campesina, da tale incontro è nato il concetto di Sovranità alimentare quale “antidoto” al programma politico di apertura dei mercati fortemente promosso in quel periodo dall’Organizzazione Mondiale del Commercio ““ WTO ““ e dal Fondo Monetario Internazionale ““ FMI ““ e dalla Banca Mondaiale. Quindi, sempre nel ’96, il concetto di Sovranità alimentare è stato presentato al Veritice della FAO sulla Sicurezza alimentare a Roma; in quell’occasione questo nuovo concetto sanciva il diritto dei contadini di produrre il proprio cibo.
Oggi il concetto di Sovranità alimentare si è enormemente evoluto, restando sempre un diritto è stato ed è sviscerato sempre di più per tutti gli aspetti che riguardano l’agricoltura, l’ambiente, la società e il lavoro, ovvero, il diritto delle Comunità di decidere cosa produrre, come produrlo e come commercializzarlo in un siema economico senza dumping e senza brevetti sulla vita (dalle sementi alle materie prime come la terra e l’acqua).
Da allora le attività di Via Campesina Internazionale sono state molteplici, fra le quali la partecipazione a momenti importanti come gli incontri dell’OMC a Seattle e Hong Kong, a Cancun per il clima, in varie sedi per il G8 e la costante partecipazione a Forum Sociale Mondiale. Dal 2000 Via Campesina si è strutturata in gruppi di lavoro e “dcommissioni” sulla base di diverse tematiche quali ad esempio: donne, giovani, agricoltura contadina, sementi, politiche agricole, riforma agraria, Sovranità alimentare…
In Europa, il coordinamento di Via Campesina ha stabilito una piattaforma di base condivisa i cui valori poggiano su: solidarietà al posto della competizione, giustizia sociale, legalità e diritti (parità uomini ““ donne), sostenibilità socio-ambientale, salute di produttori e consumatori, socio-diversità regionali.
Come impegno concreto e costante ECVC si è posta l’obiettivo di cambiare la Politica Agricola Comunitaria, visto che quella attuale è una pessima politica, che favorisce il sistema agroindustriale e fa morire le piccole aziende agricole. Lo smantellamento della PAC previsto per il 2013 non tiene in nessuna considerazione la questione del controllo dei proezzi delle derrate alimentari che così finirebbero per essere oggetto di speculazione finanziaria come è stato nel 2007-2008 contribuendo ad aumentare la fame nel mondo; in più, si prevede la completa deregolamentazione dei mercati e delle produzioni, così come auspicato dal devastante modello neoliberista. Anche qui diversi i gruppi di lavoro che si sono strutturati attorno a temi quali: le filiere produttive (latte, orticoltura, allevamenti, cerealicultura…) la protezione delle sementi (libertà di produzione e scambio delle sementi contadine), contrapposizione al commercio sleale (dumping), prezzi agricoli, sburocratizziazione delle regole in agricoltura e diversificazione delle stesse (tutte le leggi sono fatte come se ogni azienda agricola fosse una grossa industria), sviluppo rurale.
Per quanto concerne la distribuzione iniqua dei contributi in agricoltura, fino ad oggi legati al numero di ettari di terreno posseduti o di capi allevati, e senza un tetto massimo a limitarne l’importo, e quindi completamente favorevoli ai sistemi industriali, ECVC propone di legare i contributi al lavoro umano e di pagare in base al numero di occupati in azienda, mettendo un tetto massimo ai contributi stessi (es. 100.000 euro per ogni azienda con almeno 4 persone impiegate a tempo pieno). Da un punto di vista politico, i principali sindacati agricoli dell’Unione Europea, di cui ne fanno aprte anche Coldiretti e la Confederazione Italiane degli Agricoltori ““ CIA ““ non sono disposti ad accettare questa proposta, né tanto meno ad accettare limitazioni alle quote al chiaro fine di continuare a favorire il modello agroidustriale. In ogni caso, anche venissero accettati, ha sottolineato qualcuno, le grandi aziende industrializzate comunque trarrebbero il massimo dei benefici, semplicemente frazionandosi e assumendo qualche operaio in più.
Un’importante attività che ora si sta sviluppando in seno a ECVC è “Nyeleni Europa”. Nyeleni era il nome di una donna, agricoltrice del Mali, che si è emancipata dalla cultura maschilista riscattandosi per mezzo dell’agricoltura. In suo nome è stato costruito un villaggio per la formazione agricola dei giovani e in quel villaggio, nel 2007, si è svolto l’Incontro Internazionale di “Nyeleni” dove oltre ai contadini di Via Campesina sono convenuti i rappresentanti internazionali del Popoli Indigeni, dei Pescatori tradizionali, degli operai, delle ONG, dei consumatori e della Società Civile in genere, in tutto 600 delegati. Obiettivo di quell’incontro, creare le premesse per un’alleanza strategica fra tutte le parti in causa nella costruzione di un nuovo mondo a partire dal concetto di Sovranità alimentare. Questo processo è ora rilanciato a livello regionale e lo si vuole sviluppare anche in Europa, con lo stesso spirito. L’incontro è previsto per quest’estate in Austria.
DIBATTITO
Molti gli interventi nel dibattito, qui di seguito riportiamo solo alcuni degli elementi emersi.
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Nell’attuale sistema economico è il mercato che stabilisce tutto e dirige ogni cosa, quindi una conseguenza logica derivante da questa consapevolezza è che si dovrebbe agire sul mercato per riuscire a cambiare qualcosa; in specifico, l’autorganizzazione della produzione e del consumo a livello locale con una spinta alla massima visibilità può essere una soluzione attuabile senza dover aspettare che siano fatte delle leggi apposta attraverso la Politica Agricola Comunitaria.
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Dal livello nazionale al livello locale, c’è una totale mancanza di appoggio politico, i politici si vedono solo in campagna elettorale e poi svaniscono, non si occupano delle problematiche di noi contadini (in sala era presente solo un consigliere provinciale del PD).
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Per rafforzare il “potere” dei contadini è necessario lavorare di più sui consumatori, renderli più consapevoli di cosa vuol dire “lavoro agricolo”, cos’è l’agricoltura. Un altro elemento importante è cercare di affrontare il problema della eccessiva burocratizzazione: per le piccole aziende l’attuale carico burocratico è insopportabile, non possiamo passare il tempo ad andare in giro per uffici e a compilare carte, il nostro lavoro è quello di produrre, ma l’affidarsi a realtà terze, come i sindacati agricoli ci porta verso un vicolo cieco, i principali sindacati agricoli non ci aiutano e a livello internazionale non ci difendono, un piccolo agricoltore è oberato di carte e permessi come una grande industria.
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Come Associazione di contadini, Antica Terra Gentile, assieme ad ARI, AIAB e ALPA (Associazione Lavoratori e Produttori Agricoli) stiamo promuovendo una “campagna popolare per il lavoro contadino”. Noi chiediamo che vengano trovate delle formule giuridiche che possano distinguere quelli che sono i sistemi produttivi agroindustriali dai sistemi agricoli contadini. Oggi esistono delle regole uniformi per tutti, senza distinzioni all’interno della definizione dell’imprenditore agricolo, che di professione potrebbe fare anche l’avvocato; regole uguali tra diseguali creano ingiustizia.
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Quando si parla di innovazione della PAC sostanzialmente si parla di competitività , che ci mette gli uni contro gli altri, e di uso di nuove tecnologie che sono gli OGM. Queste premesse per la riforma della PAC sono sostanzialmente distruttive dei sistemi agricoli territoriali basati sul sistema dell’agricolttura contadina.
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Nel pieno spirito di Nyeleni, a Verona stiamo partendo con un progetto di rilancio del settore agroalimentare a partire dai sistemi dell’agricoltura contadina biologica, i contadini, in coordinamento con i consumatori e la Società Civile. Quello che stiamo cercando di strutturare è un sistema di Piccola Distribuzione Organizzata per creare un mercato locale in grado di competere con la grande distribuzione attraverso vari strumenti; primi fra tutti degli alimenti locali, stagionali di elevatissima qualità , un sistema di informazione e formazione sia per i produttori che per i consumatori, un sistema di certificazione partecipata locale (anche con il supporto dell’Università di Verona), un sistema di distribuzione che si rifà a quello dei Gruppi di Acquisto Solidale e del consumo critico, e per essere concorrenziali anche nei prezzi, la diffusione di un circuito di Buoni Locali di Solidarità , gli SCEC dell’Associazione Naturalmente Verona ““ Arcipelago SCEC, che rappresentano il primo passo verso un sistema di monete sociali locali e di riappropriazione della Sovranità economico-monetaria. Via Campesina internazionale da sempre afferma che il nostro peggiore nemico è il sistema economico neoliberista, l’affermazione di un’altra economia, della Sovranità economica è una condizione necessaria per l’affermazione della Sovranità alimentare.
RISPOSTE
Dopo l’intenso dibattito Geneviève ha concluso con le sue considerazioni personali.
In passato in Francia essere chiamati contadini era denigrante e frustrante, oggi stiamo riscoprendo l’orgoglio di essere contadini, essere contadini è sempre meno uno “stato” e sempre di più un “modo di vivere” che rappresenta una soluzione ai principali mali che affliggono l’agricoltura europea e mondiale.
Come essere forti in questa impari lotta contro i poteri forti delleconomia neoliberista? Spesso, molto spesso, sono le lotte locali le scintille in grado di scatenare processi attivi che riescono a dare forza alle lotte a livello mondiale, quindi ogni lotta locale è lotta globale e viceversa; servono le persone attive sui territori. Le alleanze strategiche, il processo di Nyeleni, sono fondamentali per il rafforzamento delle lotte contadine, dal livello locale al livello globale.
Lo slogan che attualmente stiamo lanciando per la riforma della PAC, ma anche più in generale per ogni politica è: crescita intelligente, inclusiva ed ecologica.
L’incontro con Geneviève del Coordinamento di Via Campesina Europa è stato promosso da: Antica Terra Gentile ““ associazione fra piccoli produttori biologici della montagna veronese; Associazione culturale Baldo Festival di Caprino Veronese (www.baldofestival.org); Associazione Rurale Italiana (www.assorurale.it); Associazione Veneta Produttori biologici (www.aveprobi.org); Cooperativa Ca’Magre (www.camagrecoop.net/ortoamico.htm); Cooperativa La Primavera (www.cooperativalaprimavera.it); Cooperativa Produttori Olivicoli Gardesani (www.corinna.it/pog.html); Naturalmente Verona ““ Arcipelago SCEC (www.naturalmenteverona.org);
Per informazioni sul Coordinamento Europeo Via Campesina, vedere il sito www.eurovia.org .
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il aprile 4, 2011 alle 4:29 pm, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Consumatori, Difesa attiva del territorio, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


