Appunti da Rio+20. “Si chiude la terza sessione negoziale con un testo ancora generico e comunque poco ambizioso. Il quadro rimane bene o male lo stesso: azioni volontarie e tanta speranza che succeda qualcosa, ma da leader globali che dovrebbero affrontare una crisi epocale ci si sarebbe aspettato di più. Il momento clou del summit si avvicina, intanto un report di Human Rights Now e le ultime scelte di PetroBras ci raccontano come la coerenza sia diventata dote d’altri tempi. Sul tavolo dei Capi di stato, almeno di quelli attesi oggi, spiccherà un documento finale incapace di futuro, non un impegno concreto, nemmeno una percentuale tra parentesi, ad indicare un passo avanti sostanziale verso una reale transizione. Rio+20 rischia di essere considerata l’ennesima occasione perduta per il pianeta. Ma una buona opportunità per le imprese.”
“Comunque vada sarà un successo”. E’ la sindrome di Cancun, da una delle ultime Conferenze delle Parti Onu sul clima, secondo la quale salvaguardare il processo val bene l’annacquamento dei contenuti. Uscire con un nulla di fatto sarebbe un disastro, l’ennesimo in un mondo sempre meno multilaterale, e tutti si adoperano per dimostrare che qualcosa di buono uscirà. Ed in effetti su Unep e protezione degli oceani passi in avanti ci sono, ma la crisi mondiale è ben più complessa di un documento di scarsa ambizione.”
“Decine di migliaia di persone si sono messe in marcia a Rio de Janeiro, per chiedere giustizia sociale ed ambientale. E tutto questo mentre le diplomazie del mondo, nel convention center di Riocentro, continuavano a confrontarsi su un documento senz’anima. Lo sanno bene le imprese tra cui Eni, scesa a Rio con il suo carico di green communication. Lo sanno bene i Governi del mondo, che al G20 in Messico hanno chiarito quello che a Rio si lasci nel vago.

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Fonte: lista res – rete di economie solidali

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Pubblichiamo la Dichiarazione del movimento dell’economia sociale e solidale diffuso in occasione di Rio +20Il movimento dell’economia solidale con altri movimenti di trasformazione sociale, incarna un progetto veramente democratico, di rispetto dei diritti delle donne e degli uomini, del lavoro, dei diritti civili, della diversità delle culture e dei diritti della natura per il «buen vivir» delle popolazioni.
Rio +20 potrà rispondere alle sfide presenti solo se i governi partecipanti si orienteranno verso quello che il popolo sta costruendo come una vera alternativa per il futuro dell’umanità sulla Terra.
Rio de Janeiro, giugno 2012
 
Per aderire alla dichiarazione promossa dalla Rete Intercontinentale per la Promozione dell’Economia Sociale e Solidale ( RIPESS)
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fonte: Riccardo Troisi | 19 giugno 2012