Reti di Economia Solidale veronesi
Riportiamo qui di seguito la comunicazione che ci è giunta dal Tavolo RES come Area “sviluppo DES”: “Cari Tavolieri, in seguito alla richiesta da parte della Associazione “Naturalmente Verona / Arcipelago SCEC” di partecipare al Tavolo RES come Area “sviluppo DES” abbiamo cercato di raccogliere qualche informazione sulla situazione dell’associazione “El Selese”, realtà veronese che già partecipava al Tavolo. In effetti, ci troviamo di fronte ad una situazione inedita. In sintesi, nella zona di Verona ci troviamo di fronte a due realtà , ovvero il gruppo “El Selese” (l’associazione si è sciolta ad inizio 2010) e l’Associazione “Naturalmente Verona-ArcipelagoSCEC”. Entrambe queste realtà promuovono progetti di economia solidale, sono soggetti attivi nella costruzione di reti locali di economia solidale, si riconoscono nel percorso della RES nazionale e chiedono di aderire al Tavolo RES. Per quanto abbiamo compreso, le due realtà localmente si riconoscono e sono in collegamento, ma per alcune conflittualità per ora sono distinte e non riescono ad esprimere una rappresentanza unica. Come Tavolo RES abbiamo sempre auspicato che da ogni territorio emergessero tutte le diverse voci che lo animano, lasciando però al territorio stesso l’autonomia di decidere come rappresentarsi. In questa situazione, non potendo esprimere come Tavolo un giudizio in merito alle conflittualità locali, proponiamo che:
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il territorio Veronese partecipi al Tavolo con un nome tipo “RES veronesi” tramite le persone indicate sia dal Selese che da Naturalmente Verona-ArcipealgoSCEC
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le due realtà esprimano una rappresentanza forte dei propri percorsi collettivi: con mandato esplicito, possibilmente non individuale, e che non riproponga solo le persone in qualche modo coinvolte nelle conflittualità (questa rappresentanza forte è ovviamente sempre auspicata per tutti i territori, ma qui ci sembra importante sottolinearla)
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si possa dedicare parte di un prossimo incontro del Tavolo a chiarire un po’ meglio insieme ai soggetti interessati la situazione veronese e le effettive modalità di partecipazione al tavolo.
Diteci se siete d’accordo.”
Abbiamo considerato l’approccio del Tavolo RES, come Area “sviluppo DES”, corretto e come Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCEC abbiamo tutta la buona volontà di collaborare con il Gruppo El Sélese per arrivare ad esprimere in modo unitario l’universo dell’Economia Solidale veronese a livello nazionale. Ma, e c’è un grosso ma, qualcuno del tavolo, Area “sviluppo DES” (si dice il peccato ma non il peccatore) ha sollevato questioni e dubbi relativamente al fatto che Naturalmente Verona promuove i Buoni della Solidarietà ChE Cammina ““ SCEC sostenendo che, in sintesi:
“… ho serie difficoltà a considerare lo SCEC una proposta di moneta sociale o, addirittura, di economia solidale… lo SCEC non è una moneta sociale, ma un “buono di sconto” per favorire commercianti di qualsiasi tipo, serie difficoltà anche sul gruppo promotore di Arcipelago SCEC (costituito da “eco-fascisti” … e da “destri sociali”) che ripropongono le tesi sul “signoraggio” che prima della II guerra contribuirono alle purtroppo premonitrici campagne persecutorie contro la “plutocrazia giudaico-massonica”: poiché le banche centrali erano in mano agli ebrei, poi “¦ il modo in cui l’Associazione Naturalmente Verona è diventata “isola veneta” di Arcipelago dopo l’espulsione della precedente (il “Movimento Sereno”) non mi sembra corrisponda ai metodi di soluzione dei conflitti che proponiamo nei percorsi di RES locali e nazionale; faccio quindi presente la necessità di una riflessione ulteriore in vista della prossima riunione di Tavolo in cui si parlerà di tale questione: la proposta di adesione da parte di Associazione “Naturalmente Verona/Arcipelago SCEC” significherebbe anche una prima entrata formale di Arcipelago SCEC nella “nostra” RES non solo con i suoi contenuti (a mio parere discutibili) ed il suo gruppo promotore (ibidem), ma anche con sistemi di relazione che mi sembrano molto poco inclusivi”¦”
Riportiamo qui di seguito uno stralcio della nostra risposta a tali “accuse infondate”.
“SCEC:acronomo di Solidarietà ChE Cammina, “definizione” che non è stata assunta a caso e rispecchia una volontà ben precisa…
1) Lo SCEC è uno strumento complesso, prima di tutto uno strumento didattico, non è un “buono di sconto”, semmai un abbuono (altra filosofia e legislazione) ma ridurlo semplicemente a ciò significa che non lo si conosce, non lo si è compreso…
2) Lo SCEC non è una moneta complementare o sociale, ma un primo passo di transizione verso ciò, una scelta per il cambiamento, “a piccoli passi” rispetto al cambiamento radicale… Chi non comprende questo non può comprendere lo SCEC e non ha chiaro cosa sono e a che servono le monete sociali.
3) Lo SCEC è reale, rispetto a tante parole fumose che riempiono la bocca di molti (monete locali, complementari, sociali…), lo SCEC esiste, si è diffuso a livello nazionale, sempre di più viene adottato, anche dai comuni virtuosi, ciò a dimostrazione del fatto che non si tratta di “fumo negli occhi” ma di uno strumento realmente e pragmaticamente valido, ne che si tratta di uno strumento “per fascisti”… Ma di esempi come questi ce ne sono sempre di più…
4) Lo SCEC non è un “Buono di Sconto” per favorire commercianti di qiualsiasi tipo, chi afferma ciò afferma il falso: come ogni “DES”, ogni “Isola SCEC” si gestisce autonomamente ma non c’è apertura a qualunque tipologia di commercianti, le realtà che si associano vengono controllate dai “Responsabili Locali”, come accade per i GAS che scelgono i propri fornitori di beni e servizi, solo che qui i responsabili sono un pò meno puri e duri… Forse questo vuol dire che entrano cani e porci?. Inutile prenderci in giro, tutti abbiamo bisogno di un elettricista, un idraulico, un imbianchino, un dentista, un medico, un falegname, una libreria, una pizzeria… quotidianamente… Perché queste realtà , e persone, non possono rientrare nei circuiti dell’economia solidale? Il DES puro e duro (solo produttori biologici, solo commercio equo e poco altro) finisce con l’essere fortemente escludente per una vasta schiera di realtà , attività e professioni di cui quotidianamente abbiamo bisogno ma che di fatto escludiamo dai circuiti dell’economia solidale… Predichiamo bene e razzoliamo male? Lo SCEC aggancia queste tipologie di attività e le avvicina all’Economia Solidale più di quanto si possa immaginare, lo SCEC è un ponte tra l’Economia Solidale e l’economia neoliberista, chi non ha compreso questo, non ha compreso l’essenza dello SCEC… Su ogni moneta SCEC c’è stampato un ponte attraversato da dei bambini (che non sono ne comunisti ne fascisti), ogni moneta SCEC è un concentrato diverso di simboli e ideologia, ne fascista ne comunista, solo il Bene Comune…
5) Il “gruppo promotore” (eco-fascista) di Arcipelago SCEC non esiste. Arcipelago SCEC è nato da una volontà colettiva, si è sviluppato e giorno per giorno, negli anni, si è modellato e trasformato, con nuove adesioni e attività … persone che hanno a cuore il Bene Comune, l’Economia Solidale vera… per coloro che ripropongono la tesi del signoraggio, tanto meno questi hanno a che fare con lo SCEC, dove sul taglio da 20 SCEC sta scritto: “signori e signore, il signoraggio s’ignora”. Lo SCEC è molto più avanti di tutto ciò e chi è ancora fermo li, sul signoraggio sì/no è rimasto decisamente indietro rispetto all’evoluzione del pensiero economico che lo SCEC consente di approcciare…
6) RES VERONESE: non c’è nessun conflitto… c’è stato un conflitto interno all’Associazione El Sélese nel 2008-2009 che si è concluso con le dimissioni del presidente e fuoriuscita anche come membro… ciò per lasciare la più assoluta tranquillità di azione e sviluppo del Sélese stesso. Oggi non c’è NESSUNA CONFLITTUALITA’ e chi dice che c’è, mente o si inganna. La presenza di due Reti oggi è giustificata dal fatto che, in passato, Naturalmente Verona, che esiste da 15 anni, non la si è voluta considerare parte integrante del Distretto di Economia Solidale al punto che la si stava lasciando morire… Oggi Naturalmente Verona è rinata e in essa le modalità di gestione (ci si basa sulla fiducia) non sono condivise dal Gruppo del Sélese (ci si basa sul metodo del consenso). Se c’è un conflitto, esso risiede in queste due differenti modalità di gestione, ma dato che sia Naturalmente Verona che El Sélese, sono ben distinte, ognuna con la propria metodologia di gestione, il conflitto, non c’è, non esiste…. ora si tratta di lavorare assieme, pure come entità distinte, pur con modalità distinte, per il raggiungimento di obettivi che sono comuni a tutti, per il Bene Comune e il rafforzamento del sistema dell’Economia Solidale veronese…
7) Nel 2010 il consiglio direttivo di Arcipelago SCEC Veneto (rappresentato dal gruppo di Padova), dopo essere stato “richiamato” più volte a livello nazionale e quindi “espulso” a causa di una gestione pesantemente non attinente alle regole di gestione collettive stabilite a livello nazionale, valide per tutte le isole, ha deciso di fondare il Movimento Sereno con l’utilizzo del Sereni (omologhi nel funzionamento a gli SCEC), ciò sostanzialmente all’isaputa dei soci SCEC del Veneto che si sono ritrovati con una grande confusione (che attualmente permane). Successivamente, in un incontro Nazionale di Arcipelago SCEC svoltosi a Sirmione sul Lago di Garda, fra veneti ci siamo consultati… Naturalmente Verona ha adottato gli SCEC già nel 2008, a Verona rappresenta l’Isola SCEC e si è trovata a doversi assumere anche il carico di gestione per il Veneto, anche perché in Veneto non esisteva più un’isola in grado di assumersi questa responsabilità … Quindi, contrariamente a quanto si pensa, i “Sereni” hanno fatto una scelta unilaterale che ArcipoelagoSCEC ha rispettato, l’assunzione della gestione regionale da parte di Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC è avvenuta in sede nazionale, con richiesta esplicita da parte dei referenti del veneto convenuti e votazione pubblica collettiva…”
Concludiamo riportando queste ulteriori considerazioni relativamente al fatto che lo SCEC non è una moneta complementare. Le monete complementari sono tutte rese ILLEGALI, proprio tutte. Di norma sono TOLLERATE, fintanto che non diventano davvero “minacciose” per il sistema economico imperante del “debito“. In tal caso esse vengono tolte dalla circolazione e proibite (vedi in Italia in Simec, pur in presenza di vittoria legale in tribunale) oppure si trasformano in qualcosa d’altro, sempre funzionale al sistema, e perdono la giusta funzione per cui sono nate. Risulta quindi inutile impegnarsi in qualcosa che si sa già fin dall’inizio non possedere alcuna possibilità di risultare veramente incisiva ed efficace per il cambiamento del sistema, inutile proporre oggi in Italia una moneta complementare. Diverso è il caso di Arcipelago Scec, nato proprio dallo studio di tutte le monete complemetari del mondo, che ha cercato e trovato il modo di essere riconosciuto come strumento assolutamente LEGALE; è stata la stessa Agenzia delle Entrate a dichiarlo per iscritto, a seguito di interpellanza della stessa Associazione Arcipelago. Invitiamo tutti gli interessati, e i contestatori, alla conoscenza di Arcipelago Scec, che non si limita allo strumento “monetario” (che in sé stesso, da solo, ha poca importanza), ma soprattutto del progetto nel suo complesso, dei progetti già operativi in alcune parti d’Italia, e dalle potenzialità di progetti a livello locale.
Speriamo con questo di avere chiarito molti punti oscuri, confidiamo che il Gruppo El Sélese, che terrà la propria assemblea alla fine di questo mese e che prevede come secondo punto all’ordine del giorno, dopo lungo tempo, le modalità di partecipazione del gruppo “el Sélese” al Tavolo Nazionale RES, consideri quanto auspicato dal Tavolo RES Area “sviluppo DES” e possa così iniziare una collaborazione più stretta e profiqua tra le “RES veronasi”, in nome del Bene Comune e di un altro mondo possibile.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il gennaio 14, 2011 alle 11:05 am, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Commercio equo e solidale, Consumatori, Difesa attiva del territorio, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


