Poteri forti messi in crisi da poteri ancora più forti
Pubblichiamo un documento di GDOnews, un servizio informativo per la Grande Distribuzione Organizzata, quel sistema che sta crollando e che vogliamo rendere obsoleto tramite sistemi di Piccola Distribuzione Organizzata – PDO -, filiere corte, Gruppi di Acquisto, l’Economia Solidale. Il problema della rarefazione monetaria è arrivata anche alla GDO, e questo è un forte segnale che bisogna saper interpretare. Se i “poteri forti”, come la GDO, che può imporre prezzi stracciati ai produttori e prezzi ricaricati ai consumatori, si trovano in crisi perché vi sono poteri ancora più forti in grado di sovrastare il loro “sistema economico”, è chiaro che il sistema economico attuale stra scricchiolando paurosamante. Ciò significa che dobbiamo sbrigarci a ricostruire la coesione sociale, prima che tutto salti e ci si ritrovi ad essere gli uni contro gli altri nell’atavico “si salvi chi può!”. Per Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC ciò corrisponde alla necessità di rafforzaare la propria Rete di Relazioni, il proprio circuito locale di accettatori di SCEC e di proporre un innalzamento, per chi ne ha la possibilità, della percentuale di acettazione. Questo servirà sostanzialmente per compensare gli euro che mancano; nel contempo è necessario spingere l’acelleratore nell’implementazione dei progetti territoriali concreti in grado di valorizzare e proteggere le comunità dalle vessazioni dei monopolisti: Bioloc, Gruppi di Acquisto Fotovoltaico, NOInet, Empori&Botteghe, razionalizzazione dei Trasporti, sistema dei Gruppi di Acquisto Solidale, Banche del Tempo, mercatini del baratto, mercati locali ecc. Qui di seguito il documento di GDOnews: “La domanda che circola più insistente, in questo periodo di estrema incertezza internazionale, è quella riferita alle possibilità di sopravvivenza del nostro sistema economico: ce la faremo?” Da più parti si dice che nessuno ha interesse a disintegrare la moneta europea, nemmeno la Germania. La cosa curiosa è che quando accendiamo la televisione gli scenari che ci dipingono sono catastrofici, ma nella vita di tutti i giorni la vera percezione di un aggravio delle reali condizioni la cominciamo ad avere adesso, successivamente alla manovra Monti ed ai suoi effetti immediati (caro benzina, giro di vite sulla circolazione del denaro contante, etc.).
Tuttavia esistono situazioni, al di sopra di noi, che rispecchiano perfettamente il contesto in cui versa la nostra economia ed il suo stato di crisi, e se si vogliono toccare con mano bisogna conoscere le difficoltà del sistema bancario in questo momento particolare. I problemi di aperture di credito, che hanno attanagliato l’industria, soprattutto media e piccola, negli ultimi due anni, adesso si sono estesi anche agli stessi Retailer considerati solventi. Noi di GDONews siamo a conoscenza di almeno due situazioni dove due gruppi alimentari importanti, uno al sud ed uno al nord, che non presentano problemi di liquidità né di vendite, quindi sani, che senza motivi evidenti e logici, hanno dovuto interrompere un processo di acquisizione di altre catene distributive per via del blocco delle aperture di credito da parte del sistema bancario. Così, mentre alle casse i prodotti continuano nel loro sell out, al di sopra delle nostre teste si sta bloccando un sistema, e tale blocco, se arrivato a questo punto, rischia di interrompere tutto l’ingranaggio del commercio.
Il lettore si domanderà: adesso ci si mette anche GDONews a fare dell’allarmismo. La nostra è una voce preoccupata che deve riportare ciò che ascolta e dare un monito: riteniamo che sia arrivato il momento di responsabilizzarci, tutti quanti. La Grande Distribuzione si è contrassegnata, negli ultimi anni, per le lungaggini nei pagamenti soprattutto da parte di alcune insegne (arcinote) nei confronti di alcuni settori dell’industria (ovviamente restano escluse le Grandi Marche che hanno un forte potere contrattuale). Tale “cattiva” abitudine era accettata da entrambe le parti, da un lato il Retailer sapeva che poteva trovare su una certa parte dell’industria una “spalla” finanziaria su cui appoggiarsi, dall’altro tale disponibilità si traduceva spesso, ma non sempre, in fedeltà e quindi in un probabile mantenimento degli spazi concessi nei supermercati. Il problema non si poneva perchè il costo del denaro, finanziato dalle banche a favore dell’industria, era in fin dei conti accettabile. Oggi non è più così. Una dirigente di una banca conosciuta, nel nord Italia, ci spiegava qualche giorno fa che nel suo Istituto di Credito, diffuso soprattutto nel nord est, il numero degli F24 non pagati al 30 di novembre era superiore al 30%, ci raccontava altresì della enorme difficoltà a fare credito a chicchessia, confermandoci il blocco dell’apertura di credito ad uno dei Retailer di cui all’inizio dell’articolo e spiegando che la BCE fa pagare il denaro agli Istituti di Credito a tassi non inferiori al 7%.
In questa situazione la consuetudine di cui si accennava poc’anzi, nelle relazioni tra Industria e Retailer, va interrotta.
La distribuzione deve rivedere le sue strategie, non può continuare a pensare che l’industria continui a finanziare sviluppo e gestione caratteristica del cliente Insegna. Esistono catene distributive che continuano a pagare a oltre 200 giorni le forniture somministrate, sono diversi i casi in cui a fronte degli anticipi delle fatture della distribuzione operati dall’industria, i casi di mancato pagamento alla data concordata, hanno portato l’azienda debitrice nei confronti dell’istituto di credito a vedersi abbassato il proprio rating bancario. Questi sono danni concreti. E’ arrivato il momento di cambiare, di arrivare ad una maturazione professionale e finanziaria, sono finiti i tempi del finanziamento bancario, a libro paga dell’industria, dello sviluppo del Trade. Cerchiamo di essere tutti più responsabili e se riusciremo in questo intento salveremo molti posti di lavoro, i destinatari finali degli insuccessi di gestione.”
Fonte: Circuito informativo Arcipelago SCEC nazionale, tratto da www.gdonews.it
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il gennaio 21, 2012 alle 10:37 am, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


