Il virus della Decrescita Felice
10 set
Un virus si aggira per l’Europa. E’ il virus della Decrescita. Le autorità sanitarie sono in allarme. Pare che tale virus, soprattutto nella sua variante “Felice”, sia sconvolgente e pericoloso per la salute psico-fisica di coloro che ne vengono a contatto. Insieme a tutti gli attivisti del Movimento per la Decrescita Felice, come novelli untori, ne parliamo e ci sforziamo di diffondere il virus in giro per l’Italia ormai da diversi anni. Negli incontri pubblici ci capita sempre di incontrare due categorie di persone: gli ottusi e i curiosi. Gli ottusi, di fronte al virus, si spaventano, si chiudono a riccio, non ascoltano, alzano le barricate, iniziano ad inveire e, così facendo, non potranno mai capirci niente. L’ottuso lo riconosci dai seguenti sintomi: arrossamento cutaneo, orripilazione, dilatazione delle pupille, iperventilazione, aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del tono di voce, irrequietezza e rigidità muscolare diffusa. Nei casi più gravi, quelli senza alcuna speranza, viene colpito il cervello. Quando ciò accade, la persona inizia ad urlare e chiede che l’immonda parola “decrescita” sia cancellata dal vocabolario oppure si alza di scatto e abbandona la sala, come se fosse colta da un improvviso malore o da un bisogno impellente. Continua >
Non si ferma la rivoluzione dell’Economia Solidale
9 set
Dopo una lunga e calda “pausa” etiva, ripendono le pubblicazioni di post su questo sito. Negli ultimi 20 e più giorni, il responsabile delle pubblicazioni è partito per una “missione” in Equador che prevedeva attività di interscambio in 6 progetti di sviluppo, relativi all’acqua potabile, la scolarizzazione, i bambini “di strada”, gli anziani, la sanità e il gemmellaggio fra Comuni (in Equador Alcaldie). Lamentiamo il fatto che se nuove risorse umane si fossero impegnate a pubblicare qualcosa, nessuna “pausa” avrebbe interessato il sito di Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC. Siamo comunque fiduciosi nel futuro e nella rinnovata volontà delle persone di impegnarsi per il Bene Comune. Va da sé che l’Economia Solidale, nelle sue migliaia di sfumature e attività, non si è mai fermata. L’assemblea e il Consigli Direttivo di Naturalmente Verona hanno continuato a lavorare per l’organizzazione e l’implementazione del Festival dell’Economia Eco-Equo Solidale, prevsisto per l’ultimo fine settimana di settembre e che si svolgerà presso l’ex Arsenale austoungarico di Verona. Entro Breve seguiranno comunicazioni ufficiali in merito a ciò, il programma, l’invito a tutti coloro che vorranno rendersi disponibili per azioni di volontartiato nell’ambito della manifestazione. Al di là di questo, ci teniamo a mettere il luce le seguenti iniziative della Società Civile organizzagta a livello Locale e Nazionale: Continua >
L’America Latina come non ce la raccontano
14 ago
Ho conosciuto João Pedro Stédile nel 2004 in Brasile, in occasione del ventesimo anniversario del Movimento dei Sem Terra, una persona colta e lungimirante, grande conoscitore dei problemi veri dell’America Latina. E’ con piacere che pubblico su questo sito la sua inetervista, realizzata dalla rivista Estopim e relativa alla congiuntura latinoamericana, brasiliana, la conferenza di Rio+20 (8 agosto 2012).
Il MST è una delle principali organizzazioni popolari del Brasile. La rivista Estopim ha intervistato João Pedro Stédile, membro del coordinamento nazionale e tra i fondatori dell’organizzazione. Secondo lui la riforma agraria in Brasile non è più uno scontro tra senza terra e latifondisti, ma piuttosto uno scontro tra il popolo brasiliano, la classe lavoratrice e l’alleanza dei fazendeiros, dei grandi proprietari di terre con le imprese trasnazionali dell’agrobusiness e le banche. In questa intervista, Stedile affronta diversi temi come: i governi progressisti in AL, il golpe in Paraguay, le elezioni in Venezuela, Rio+20 e i governi di Lula e Dilma.
ESTOPIM – Come va la congiuntura política in America Latina? Quali sono i processi più avanzati e le situazioni più stagnanti? E la riforma agraria come sta?
J.P. – L’America Latina sta vivendo una congiuntura positiva per la classe lavoratrice in generale perché siamo usciti dall’egemonia totale degli USA e dal neoliberismo, con l’elezioni di diversi governi progressisti in tutto il continente e ora c’è una disputa permanente sul futuro del continente intorno a tre progetti o proposte.
Ø Il primo è la ripresa dell’offensiva degli USA che vogliono ricolonizzare la regione e trasformarla in pura fornitrice di materie prime e energia perché le loro imprese, che operano qui, ottengano il massimo profitto.
Ø C’è un secondo progetto che sostiene un’integrazione continentale, senza gli statunitensi, ma ancora nel segno degli interessi delle imprese capitaliste.
Ø E un terzo progetto che noi chiamiamo Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA), che si propone di realizzare una integrazione economica, politica e culturale che riunisca governi progressissti e organizzazioni popolari. Continua >
Convegno nazionale GAS-DES 15-16 settembre 2012
10 ago
programma convegno v11Cari Amici, in allegato a questo post una prima versione del programma del Convegno Gas-Des del 15-16 settembre a Venezia-Mestre con gli interventi previsti.
Ringrazio per i numerosi contributi pervenuti sui tre temi e spero che la partecipazione alle tre mezze giornate sia altrettanto consistente.
Ricordo che le iscrizioni sono aperte nel sito www.aeresvenezia.it (a cui vi rinvio anche per ulteriori dettagli): l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti pertanto è opportuno che tutti coloro che intendono essere presenti (a tutte o ad una soltanto delle tre mezze giornate) si registrino preventivamente sia per motivi organizzativi sia perché il numero dei posti, seppur elevato, è limitato per motivi di sicurezza (sono esentati dall’iscrizione solo i relatori indicati nel programma).
Come potrete constatare inoltre la scaletta degli interventi è particolarmente densa pertanto sarà richiesto uno sforzo di puntualità da parte di tutti.
Vi prego di darne ampia diffusone nell’ambito delle vostre organizzazioni.
Dalla Città dell’Altraeconomia di Roma
10 ago
La materia dei sogni è bellezza, ornamento creativo, dono e cibo per i nostri spiriti
“La società di Mercato è certo una società in cui si pratica lo scambio mercantile, ma il Mercato della teoria come unione di una moltitudine di agenti portatori di offerta e di domanda è un mito. Le concentrazioni e i monopoli lo hanno totalmente eliminato o trasformato, se mai esistito. In compenso, la piazza di mercato, il mercato come luogo di incontro e di scambio tra i cittadini, va reinventato. (…) “è l’immaginario del Mercato che dovrebbe essere per prima cosa abolito, per rompere la logica dell’eccesso. E’ questa una condizione del ritorno della giustizia al cuore della vita in società” Serge Latouche – GIUSTIZIA SENZA LIMITI – La sfida dell’etica in una economia mondializzata. C’è una città nella città, non più invisibile dopo quattro anni di elaborazione “matta e disparata”, di costruzione e di chiarimenti, di conflitti e di dubbi, di relazioni e di confronti, di travi e di puntelli, di staccionate e di funi e di molti interrogativi non ancora risolti …. Una città altra che da ieri si mostra e si dona ai cittadini romani con la sua complessità di Principi per un’Altra economia che “non perseguono le finalità del sistema economico di natura capitalistica e di ispirazione liberista o neo liberista” … una città che rifiuta in particolare gli “obiettivi della crescita, di sviluppo e di espansione illimitati, il perseguimento del profitto ad ogni costo, l’utilizzazione delle persone da parte dei meccanismi economici e nel solo interesse di altre persone, il mancato rispetto dei diritti umani, della natura e delle sue esigenze di riproduzione delle risorse (“Carta dei Principi per un’Altra Economia”). Così ieri si è potuto dimostrare che i sogni fatti di giorno ad occhi aperti da molti si realizzano, lentamente, e diventano materia concreta anche per tanti altri che questo percorso, fatto spesso in salita, non hanno potuto intraprendere e condividere perché non si ha mai il tempo disponibile con gli orologi della fretta al polso. La Città dell’Altraeconomia è uno spazio organizzato e articolato per promuovere una differente consapevolezza di vita, fuori dal mero “tempo del consumo” unico presente nel mondo occidentale liberista, un laboratorio dove si può immaginare “il tocco di Eros ed il sorriso di Venere, il volto di Dioniso e l’incontro con Pan”, dove vivere e stare in un rapporto autentico con il mondo, alternativo a quel presente “offuscato” dal “miraggio di un futuro pieno di promesse che hanno sempre l’oggettività della merce” (Raffaele K. Salinari – “Il gioco del mondo” – Edizioni Punto Rosso/Carta). Un laboratorio di soggettività diverse, tuttavia connesse tra loro grazie ad un reticolo di relazioni, anche sofferte, ma di crescita comune, pronto ad aprirsi al resto della vita cittadina e alle altre esperienze presenti a Roma, in contesti differenti, ma che hanno elaborato percorsi simili. Un luogo di incontri, insomma, non di solo scambio commerciale dove confrontare il pensiero e le immaginazioni della costruzione di modelli e di pratiche di vita caratterizzate dalla qualità, non più dalle quantità. Continua >
Sistemi di Garanzia Partecipativa
4 ago
Nelle province di Como, Monza e Varese: prime visite ai produttori locali per garantire direttamente la biologicità. L’isola che c’è di Como e i Distretti di Economia Solidale di Varese e di Monza-Brianza, con la collaborazione delle Cooperative Sociali Corto Circuito e SCRET e di AIAB Lombardia, nel mese di luglio hanno realizzato le prime visite per conoscere dal vivo le modalità di produzione degli agricoltori coinvolti sui loro territori nel progetto “Per una pedagogia della terra”.
Questa prima fase di visite è iniziata dai produttori ortofrutticoli, coinvolgendo cinque realtà:
l’Azienda Agricola “La Runa” di Erba (CO)
l’Azienda Agricola “Biorama” di Albiolo (CO)
l’Azienda Agricola “S. Damiano” di Cantù (CO)
l’Azienda Agricola “Villa Licia” di Bernareggio (MB)
la cooperativa Solidarietà Coop. Soc. “Sala al Barro” di Galbiate (LC)
la cooperativa “Solidarietà 90” di Laveno (VA).
Ogni visita è stata realizzata da appositi Gruppi di Visita, costituiti da un produttore, un tecnico e un consumatore – membro di GAS (Gruppo d’Acquisto Solidale), provenienti ognuno da un territorio diverso da quello del produttore ospitante. Tutti i partecipanti lavorano dall’inizio dell’anno nei rispettivi Comitati Locali, nei quali decine di persone stanno approfondendo la conoscenza del significato valoriale e tecnico della coltivazione biologica, per definire dei protocolli sperimentali che possano dar vita al primo Sistema di Garanzia Partecipativa (SPG) in Lombardia (PGS – Participatory Guarantee Systems, in inglese). Continua >
Si scrive acqua, si legge democrazia!
4 ago
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Comunicato stampa: Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali. Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese. Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti. La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini. La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.Si scrive acqua, si legge democrazia! Continua >
Il commercio delle sementi tradizionali è illegale
3 ago
In una sentenza del 12 Luglio, la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, ha confermato il divieto di commercializzare sementi di varietà tradizionali che non siano state iscritte nel catalogo ufficiale europeo. E’ la sconfitta delle associazioni volontarie impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, l’unica alternativa che avevamo a sementi inustriali ed OGM. Le sementi tradizionali sono il risultato di millenni di selezione derivati dall’esperienza agricola umana, un tesoro che si è conservato nei secoli protetto dagli agricoltori; queste sementi riassumono in sé la memoria storica e biologica dell’agricoltura e racchiudono un patrimonio genetico molto vasto che determina la biodiversità dei prodotti agricoli. Dal 1998 però è in vigore una direttiva comunitaria europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere vietandolo agli agricoltori, in questo modo ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato improvvisamente un reato. L’intero mercato mondiale delle sementi è oggi quasi totalmente gestito da sette aziende multinazionali che detengono i brevetti e che si occupano contemporaneamente (e paradossalmente) della produzione di sementi, veleni per l’agricoltura e OGM. Come si è arrivato a questo? Considerando che l’iter per registrare un nuovo semente richiede circa 12-15 anni di lavoro e costare fino a 1 milione di euro, è semplice capire che parliamo di capitali di cui può disporre solo una grande azienda e non un piccolo agricoltore. Negli ultimi anni un progetto di recupero delle tradizioni culturali rurali, diverse associazioni di Seed Salvers (salvatore di semi) si erano impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, salvandole dall’estinzione e coltivandole in orti su piccola scala. Il pregio di queste varietà di semi deriva dall’elevato valore nutritivo dei prodotti che producono e dal loro facile adattamento all’agricoltura eco-compatibile. Continua >
Politica o economia? Prediamo atto…
2 ago
Dobbiamo prendere atto che, in questo ultimo anno, Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC, per il progetto che riguarda lo sviluppo della Solidarietà ChE Cammina – SCEC – , ha ampliato fortemente la propria rete di contatti, da Trento a Caorle. Molti di questi contatti sono rappresentati da meet-up, alias Beppegrillini, alias il Movimento 5 Stelle – M5S – alias “l’antipolitica”. Dobbiamo prendere atto che l’M5S promuove politiche sostanzialmente in linea con la rivoluzione socio-culturale dell’Economia Solidale, della Decrescita e della Sovranità alimentare che Arcipelago SCEC persegue fin dall’inizio del suo esistere. Da che è l’economia che fa la politica, e non viceversa, ciò che è definita “l’antipolitica” è in realtà “l’anti-economia”, più precisamente, l’alternativa a questo modello economico e di “sviluppo”, il “modello unico”, l’economia capitalistica, del profitto e della speculazione, del Neoliberismo o più precisamente, del “neocolonialismo economico”. Riportiamo più avanti una comunicazione fra ArcipelagoSCEC, locale-regionale-nazionale, e il Comune di Parma, dove l’attuale sindaco appartiene all’M5S. Sono delle affermazioni-domande seguite da risposte, che consentono di poter chiarire alcuni aspetti che Arcipelago ritiene fondamentali per la comprensione prima e l’attuazione poi dell’intero progetto. Prima di ciò vogliamo ribadire che lo SCEC, il buono della Solidarietà ChE Cammina, è solo una parte del progetto, è uno strumento attraverso il quale è possibile attuare il cambiamento culturale ed economico di una comunità che, attraverso tale percorso, crea essa stessa gli strumenti e le condizioni per consentire il riappropriarsi di importanti sovranità perdute. Qui ne consideriamo 6: 1.monetaria; 2.politica: 3.territoriale; 4.idrica – alimentare; 5.della salute 6.educativo – comunicativa
Per attuare il percorso serve che lo strumento SCEC sia idoneo a fare il lavoro di raccordo fra tutti i progetti che aiutano la comunità a riprendere forza e coscienza del proprio valore, indirizzando le Azioni di Rete (di base) verso un senso di “Bene Comune”, condiviso e concreto; per questo riteniamo che lo SCEC sia inscindibile dai progetti attuati come servizio e quindi come no profit utility, nel campo della distribuzione/trasformazione dei prodotti, delle telecomunicazioni, dell’energia e della razionalizzazione intermodale dei trasporti, di sviluppo dei mercati e dell’economia locale. Tutto ciò è ampliamente collegato anche ai temi della prevenzione e salute sui quali stiamo lavorando: cura delle malattie e progetti educativi e per il tempo libero. Va da sé che tutto questo rappresenta anche una modalità nuova di fare “economia-politica” a livello territoriale, di Comunità Locali. Continua >
La terza colonna della Società
1 ago
COMUNICATO STAMPA, Dichiarazione del Forum Nazionale del Terzo Settore: IL FORUM DEL TERZO SETTORE ANNUNCIA IL RITIRO DA TUTTI I LUOGHI DI PARTECIPAZIONE ISTITUZIONALE
Roma 24 luglio 2012 – Il Forum del Terzo Settore, che ha partecipato ieri al ‘Tavolo permanente fra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Terzo Settore’ ha annunciato al sottosegretario Guerra che diserterà la VI Conferenza Nazionale del Volontariato in programma ad ottobre a l’Aquila e promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale per il Volontariato e con essa tutti i tavoli di confronto e concertazione istituzionali, se il Governo non modificherà il decreto sulla spending rewiew. E’ questa la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale del Forum del Terzo Settore, recentemente riunitosi.
“Prendiamo drammaticamente atto che la spending rewiew viene usata a pretesto per ridurre gli spazi di democrazia e i momenti di confronto tra società civile e istituzioni e che le decisioni del Governo sembrano andare nella direzione di interrompere di fatto i rapporti con il terzo settore. Davanti ad uno scenario del genere non possiamo che esprimere profonda preoccupazione e la nostra ferma protesta. Chiediamo al Governo di tornare indietro rispetto alla decisione di chiudere gli Osservatori e gli altri istituti di partecipazione e di rivedere l’Articolo 4 della spending review che, nell’attuale formulazione, impedisce la realizzazione di importanti servizi sociali per la comunità. Se questo non accadrà, saremo costretti a disertare la Conferenza Nazionale del Volontariato e tutti i tavoli di confronto istituzionale promossi dal Governo.
Siamo coscienti di muoverci su una linea che non ci e’ propria e che non avremmo voluto intraprendere, ma ci troviamo costretti a dare segnali forti a questo Governo, che sta adottando scelte che vanno a ledere importanti diritti costituzionali, come quello della partecipazione, che sono il presupposto di eventi come la Conferenza del volontariato. Gli Osservatori non sono un fastidioso orpello, non costano nulla, sono invece dei luoghi istituzionali che garantiscono confronto e partecipazione, e quindi spazi di democrazia nel nostro Paese. Chiuderli è una decisione sbagliata che mette a repentaglio i valori alla base del nostro mondo, proprio in questo momento critico in cui, più che mai, il nostro Paese ha bisogno di rafforzare il proprio capitale di fiducia e di coesione sociale, precondizioni di qualsiasi sviluppo.”
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Forum Nazionale del Terzo Settore
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