Naturalmente Verona

festival dell'economia eco-equo solidale

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Naturalmente Verona Arcipelago SCEC, Verbali Maggio GdL e CD

28 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Il più giovane partecipante ai Gruppi di Lavoro di Naturalmente Verona in un momento di pausa

Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC, VERBALI GRUPPI DI AVORO E CONSIGLIO DIRETTIVO del 9 e 18 Maggio 2012.
Oggi, 9 Maggio 2012, alle ore 20,45 fino alle ore 23.45, presso la sede della Coop. La Rondine zona Stadio – Via Pirandello 25, Verona, si sono riuniti i gruppi di lavoro di Naturalmente Verona e dalle ore 23.45 alle ore 00.45 si è riunito il Consiglio Direttivo dell’Associazione Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC.
Presenti al lavori dei gruppi 19 persone. ORDINE DEL GIORNO
1)Analisi degli spazi disponibili all’Arsenale per la manifestazione naturalmente Verona 2012
2)Analisi delle questioni da affrontare prossimamente nei Gruppi di lavoro COSA e COME
3)Varie ed eventuali
4)Riunione del neo eletto Consiglio Direttivo per la formalizzazione delle Cariche istituzionali.
Punto 1)
Tramite computer e proiettore è stata valutata collettivamente la pianta generale dell’arsenale di Verona, gli spazi disponibili e le possibili destinazioni d’uso; grazie al lavoro di Felicita è stato possibile visionare gli spazi dell’Arsenale tramite una serie di foto, al fine di potersi meglio rendere conto degli spazi reali a nostra disposizione e delle possibili opportunita e problematiche.
Si è discusso, senza raggiungere una conclusione se dividere l’arsenale in aree tematiche oppure creare un’unica entità dove tutto è miscolato sapientemente ad arte Continua >

Arcipelago SCEC, festival, gruppi di lavoro, Naturalmente Verona, verbali

Tra terra e cemento, l’Italia al bivio

26 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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I paesi di Bure e S. Giorgio in Valpolicella

La Valpolicella è uno dei tanti bellissimi territori vitati del nostro paese dove capannoni, centri commerciali e abitazioni civili continuano a sorgere come se non ci fosse crisi e la “benedetta” crescita non si fosse mai arrestata. Ormai quasi tutto il nostro paese soffre di questa soffocante aggressione del cemento, che si divora ogni giorno 75 ettari di suolo agricolo (secondo l’ultimo dossier di Fai e Wwf), una risorsa non rinnovabile che in questo modo viene definitivamente perduta. In Valpolicella questo scontro tra il cemento e la terra assume però un connotato particolare, molto simbolico: più che contro il “cemento utilizzato” qui, infatti, si lotta contro il “cemento prodotto”. A Fumane, uno dei sette Comuni del territorio, sorge sin dai primi anni ’60 un grande cementificio. Per anni è stata una delle risorse economiche più importanti dell’area, anche in termini di occupazione. La sua presenza, già di per sé molto ingombrante anche se “utile”, diventa non più sostenibile dalla fine degli anni ’90 quando una richiesta di escavazione della collina di Marezzane prima e il progetto di ampliamento del cementificio poi, fanno sollevare i cittadini che si costituiscono in Comitati (Fumane Futura e Valpolicella 2000 in particolare). Dopo oltre dieci anni di battaglie, sono arrivate nelle ultime settimane un’importantissima sentenza del Consiglio di Stato e un parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, che costituiscono un successo per i Comitati e sembrano segnare irrevocabilmente il destino del cementificio. Vignerons e agricoltori della Valpolicella, che negli ultimi anni hanno mostrato una crescente attenzione per il biologico e il rispetto dell’ambiente in generale, hanno oggi la possibilità di vincere la scommessa più importante: creare ulteriori nuovi posti di lavoro e dimostrare fino in fondo che questa è la vera vocazione economica del territorio. Continua >

cementificazione, difesa attiva del territorio, fumane futura, negrarizzazione, valpolicella

Ambiente: se manca la volontà politica è impossibile scongiurare il disastro

26 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Natura morta...

Un workshop a Bonn, in occasione di una delle tappe intermedie del negoziato sul clima, fa emergere in tutta la sua serietà il problema del divario che esiste tra i desiderata e la cruda realtà. Anche se gli impegni presi a Cancun venissero rispettati, il rischio è di sforare rispetto ai limiti richiesti dalla scienza. Ci vorrebbe più ambizione, ma fino ad oggi quella che non manca è solo la creatività, come la proposta, tutta statunitense, di una “responsabilità futura” delle emissioni. “Options and Ways for Enhancing Mitigation Ambition and Possible Further Actions”. E’ il titolo, lungo ed adeguatamente oscuro, di un seminario che si è svolto lo scorso 21 maggio a Bonn, in occasione della “Bonn Climate Change Conference” una delle tappe istituzionali di avvicinamento alla prossima Conferenza delle Parti Onu sul clima, in programma a fine novembre a Doha, nel Qatar. Per l’occasione, il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e l’International Energy Agency (IEA) hanno diffuso le ultime informazioni sull’ampiezza del divario tra le azioni richieste per mettere mano al disastro climatico e quello che effettivamente si sta facendo, e sulla necessità di colmarlo in tempi ragionevoli. Il riferimento diretto è alla necessaria ambizione di raggiungere l’obiettivo entro il 2020, una motivazione che è sembrata mancare nelle ultime sessioni della Conferenza delle Parti dell’Onu. Joseph Alcamo, Chief Scientist dell’UNEP, ha evidenziato l’estrema difficoltà di rispettare il limite massimo di un aumento medio della temperatura globale di 1.5°C – 2°C sopra i livelli pre-industriali, se l’asticella dell’ambizione non viene radicalmente alzata nei prossimi anni.  Questo perchè tra quello che sarebbe necessario fare e quello che è stato deciso a Cancun nel dicembre 2010 durante la COP16 (se rispettato) rimangono dai 6 agli 11 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente in eccesso. E tutto questo nonostante gli avanzamenti tecnologici sia nel campo dei trasporti che della produzione elettrica, che permettono di consumare meno energia e di emettere meno gas. Perchè quello che manca è la volontà politica, come ha avuto modo di ricordare Jan Minx, coordinatore tecnico del 3 Gruppo di Lavoro dell’IPCC, che sta lavorando alla preparazione del prossimo rapporto del Panel, il quinto, che sarà pronto nel prossimo futuro. Continua >

ambiente, clima, conferenza ONU, mutamenti climatici, protocollo di kyoto

La Solidarietà inizia a camminare veramente

25 mag

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4 aprile 2008, pendici del Vesuvio, la convivialità come base fondativa della neonata Associazione Arcipelago SCEC

Correva l’anno 2004 quando un folto gruppo di economisti ha iniziato a riunirsi qui e là in varie località d’Italia, allora quel gruppo si chiamava Arcipelago Moneta, e raggurppava tante iniziative locali che avevano come obiettivo la creazione di “monete locali”, sociali, complementari, in visione della prevedibile crisi che oggi ci attanaglia. Fu nel 2008, ormai consapevoli dell’impossibilità di “stampare monete locali” a causa del controllo totalitario del potere sinarchico (Banca d’Italia, BCE e compagnia bella…) che venne formalizzata l’Associazione senza scopo di lucro Arcipelago SCEC, con l’obiettivo di diffondere a livello nazionale uno strumento, il Buono della Solidarietà ChE Cammina, che avrebbe contribuito a sostenere le comunità locali nell’affrontare l’attuale crisi. Naturalmente Verona ha aderito ad Arcipelago SCEC nel 2009. Inizialmente le persone ci ignoravano per lo più, c’è poi chi ci ha deriso, e chi ci ha e ci sta combattendo. Oggi, il coraggio, la lungimiranza e la perseveranza di un manipolo di “folli” utopisti, sempre più numerosi, viene ricompensato dal prendere atto che: ci avevamo visto giusto e lo strumento che abbiamo creato, lo SCEC, è e sarà di grande utilità per tutti, un Bene Comune. Da Trento, a Parma a Roma, la Società Civile e la “nuova politica” si stanno svegliando e lo strumento SCEC si diffonde… Vi proponiamo qui di seguito un recente articolo dell’Agenzia Parlamentare (AGENPARL) – Roma, 24 mag – “L’adesione del IV municipio all’arcipelago scec, su iniziativa dell’assessore alle Politiche Sociali Filini e sostenuta del Presidente Bonelli, dove si potrà utilizzare la moneta locale (scec) negli esercizi che hanno aderito al progetto, è sicuramente interessante e va seguita con particolare attenzione. Continua >

Arcipelago SCEC, Monete locali, scec, solidarietà che cammina

Gruppi di lavoro all’opera per Naturalmente Verona 2012

25 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Momento di valutazione delle aree dell'arsenale, GdL "cosa-come" Naturalmente Verona

Carissimi soci e amici, proseguono i ferventi preparativi del Festival dell’economia eco-equo solidale di Naturalmente Verona, ed ecco la data del nostro prossimo incontro per continuare il lavoro di creazione, in proposte e fattibilità, del COSA e COME, vogliamo sia il Festival NATURALMENTE VERONA edizione 2012.
Mercoledì 30 maggio 2012 ore 20,45 ospiti in “Natura di Satya” – Via Betteloni 44/a (Borgo Venezia) il ludico negozio di Antonella Marcucci sempre in quello spirito di condivisione di “spazi itineranti” che ci anima, nella conoscenza reciproca “di persona” e delle attività dei tanti soci di Naturalmente Verona… dunque proponetevi per la prossima!
Ecco alcuni punti all’ordine del giorno:
- disposizione delle aree e degli spazi (stand, attività ludiche e ricreative, cucina-ristorazione ecc….) in previsione della nuova location del Festival, l’ex Arsenale;
- proposte e valutazione per realizzazione stand gastronomia
- varie ed eventuali
Ringraziandovi ancora per la sentita partecipazione agli scorsi incontri, vi aspettiamo…
Perchè un altro mondo sia possibile… insieme!
Per info Andrea 347.46.64.391 - Felicita 349.06.27.288
La natura di Satya Via Cesare Betteloni, 44 37131 Verona 045 8415486

festival, gruppi di lavoro, Naturalmente Verona

Banca del Tempo e Buoni della Solidarietà ChE Cammina

24 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Sabato 21 Maggio, in mattinata, si è svolto a Trento, presso la sede della Provincia a Palazzo Trentini, un incontro tra i responsabili della Banca del Tempo della valle dei Laghi Angelina Pisoni e Jacopo Zannini e il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il consigliere UpT Giorgio Lunelli. Obiettivo dell’incontro sensibilizzare la politica su un tema di grande attualità, ottenere informazioni in merito all’attuazione della legge 13/2010 (primo firmatario Lunelli) e illustrare il progetto SCEC, formalizzato nel 2008 e che prevede il sostegno ad un nuovo modello di economia basato su una cartonota. Presenti all’incontro anche i fondatori del progetto Arcipelago SCEC Andrea Tronchin e Paolo Tintori. La Banca del Tempo Valle dei Laghi è “isola SCEC” del Trentino. Che cosa sono gli SCEC. Gli SCEC, i “buoni della solidarietà che cammina” hanno spiegato in varia misura Pisoni, Zannini, Tronchin e Tintori, sono un progetto di solidarietà “costruttiva”. Si tratta di “cartonote” da usare insieme agli euro come “contro leva finanziaria” al fine di ridurre il prezzo incondizionato secondo un modello di “solidarietà di reciprocità”. Gli SCEC si possono ottenere attraverso la propria associazione al progetto e si possono utilizzare in forma percentuale negli esercizi convenzionati (in Trentino sono attualmente 23). Obiettivo di questo strumento è quello di aumentare il potere di acquisto in un circolo di vantaggio anche per gli esercenti. Facciamo un esempio di accettazione di SCEC al 20% per una persona che aderisce al progetto ed ha ricevuto gratuitamente le cartonote: fa una spesa di 50 euro, paga con 40 euro e consegna 10 scec al venditore. Quest’ultimo potrà utilizzare gli scec nei propri acquisti. Continua >

Arcipelago SCEC, banca del tempo, Provincia di Trento, scec

Cambia la spesa e crescono le opportunità di lavoro per i giovani

23 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Presentazione del progetto BIOLOC, Festival Naturalmente Verona 2011

Da tempo Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC stanno studiando ed implementando progetti collegati all’alimentazione e tutto ciò che essa rappresenta, dalla Sicurezza e Sovranità alimentare, al Buon Mercato, le filiere corte, i Gruppi di Acquisto, il Biologico. Il progetto BioLoc è l’esempio più lampante di questa attenzione che si concretizza nel ricreare un rapporto diretto fra produttori e consumatori contestualizzato nell’attuale congiuntura socio-politico-economica. Proponiamo qui di seguito un articolo che analizza le attuali tendenze della spesa alimentare degli italiani aprendo nuove prospettive sul connubio alimentazione-occupazione. “Cosa hai comprato oggi? A questa domanda gli italiani hanno risposto in modo molto simile per alcuni decenni. Il contenuto presente nella busta della spesa, in genere, prevedeva pacchetti e pacchettini, surgelati e scatolame vario comprato presso la grande distribuzione, correndo tra i banconi, cercando di tenere a bada i bambini e sperando di aver speso poco. Fino a poco tempo fa, gli economisti leggevano il costo della spesa alimentare come un parametro di sviluppo:meno spendevi per il cibo e più era avanzato il tuo Paese.  Aberrazioni da modello industriale liberista sulle quali tuttavia la nostra società post-bellica si è fondata e sulla quale ha radicato gran parte delle proprie credenze. Quelle stesse credenze oggi sono in crisi e a testimoniarlo non è soltanto la curva di oscillazione delle borse, ma anche la borsa della spesa. L’inizio del 2012 registra un deciso calo nella spesa alimentare, confermando la tendenza individuata a partire dallo scorso anno: per il primo trimestre si parla di -2%. Ciò non significa però che mangiamo di meno. Semplicemente, variamo di più le nostri fonti di acquisto. Accanto a un grande supermercato che perde clienti, c’è un G.A.S. che aggiunge un membro alla sua lista, una cooperativa agricola che accoglie una famiglia in più nel suo negozio o un servizio a domicilio che registra un ulteriore pacco da consegnare. Fioriscono le forme alternative di accesso al cibo: quello buono però, quello fatto crescere da un contadino, coltivato con passione e con cura. Continua >

alimentazione, bioloc, occupazione, sovranità alimentare

Analisi e proposte per la crisi economica

23 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Realtà Economiche virtuose. Villa Buri, Festa di Primavera 2012

Dopo l’ultimo post, “La cultura della paura dell’inflazione”, proseguiamo nel proporre l’analisi di Loris Asoli della Rete di Economia Solidale delle Marche sulla presente “crisi del debito e sulle possibili soluzioni, valutando alcuni esempi di attività economiche virtuose, l’impossibilità di svalutazione dell’euro sulla base delle proposte avanzate, del perché la sovraproduzione non è un problema e delle problematiche collegate all Banca Centrale Europea.
“ESEMPI DI ATTIVITA’ ECONOMICHE VIRTUOSE. Va premesso che diamo per scontato il vincolo ambientale, come assolutamente prioritario. L’economia va costruita sul rispetto della natura e sulla possibilità di rinnovamento dei cicli produttivi. Una economia basata sulla distruzione definitiva delle risorse ambientali è totalmente folle, come folle è una economia che generi un tasso di inquinamento che conduce a malattie, malesseri, sofferenze. E’ necessario scegliere di adottare uno stile di vita compatibile con il rispetto pieno dell’ambiente, della natura e della salute dell’uomo, anche se questo comportasse una certa sobrietà nei consumi di beni materiali. I beni immateriali (qualità dei rapporti, arte, cultura, formazione, assistenza, qualità dei prodotti, ecc.) possono aumentare all’infinito senza procurare danni all’ambiente. I popoli occidentali più “sviluppati” devono moderare il loro consumo di beni materiali e lasciare che essi vadano maggiormente a disposizione dei popoli meno “sviluppati”. Continua >

BCE. attività economiche virtuose, crisi economica, sovraproduzione, svalutazione euro

Notizie dai Comuni Virtuosi

20 mag

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Una frazione del Comune di Ponte delle Alpi

Dal 16 al 18 settembre 2011, a Ponte delle Alpi (Belluno), si è svolta la festa dei Comuni Virtuosi e la consegna del premio per il miglior ‘Comune a 5 Stelle’, giunto alla sua quinta edizione. Dal consumo del territorio alla gestione dei rifiuti, dalla gestione dell’acqua a quella del cibo: “Cambiare è possibile, lo stiamo già facendo”. Prendiamo spunto dal Blog di Marco Boschini per proporvi un giro turistico virtuale a Castellarano (Reggio Emilia), comune vincitore assoluto del Premio Comuni a 5 stelle. Il giro “turistico” comincia dal nuovo Polo scolastico di Tressano, frazione del paesone che conta circa 15mila abitanti, dove l’efficienza energetica è stato un criterio essenziale nella scelta dei materiali di costruzione, nell’installazione dei pannelli fotovoltaici sul tetto, nella gestione a risparmio energetico dell’edificio che ospita 7 classi a tempo pieno e 3 sezioni di scuola per l’infanzia. Con semplici attenzioni preventive, e con un investimento iniziale che si ripagherà negli anni grazie al risparmio in bolletta, questa scuola eviterà di immettere in atmosfera qualcosa come 9.720 Kg. all’anno di anidride carbonica, che equivalgono alla quantità di anidride carbonica emessa da un’automobile che percorre 57mila Km. più del giro del Mondo intero… Il Comune, a differenza di centinaia di amministrazioni comunali in tutta Italia, ha poi scelto di realizzare un impianto fotovoltaico da un megawatt non su un terreno agricolo, ma su una vecchia discarica dismessa, evitando inutile spreco di suolo. Un display dislocato nel centro del paese consentirà ai cittadini di monitorare la produttività dell’impianto, e il beneficio ambientale per tutta la comunità. Da tempo esiste in comune lo Sportello Energia, per offrire ai cittadini consulenza gratuita in merito alle fonti rinnovabili, ai nuovi stili di vita, alla mobilità sostenibile. Da aprile è in vigore il nuovo Allegato energetico al Regolamento Urbanistico Comunale, grazie al quale sono in corso le prime sperimentazioni per la realizzazione e riqualificazione di edifici a basso impatto ambientale. Qualche tempo fa il comune ha promosso l’attivazione di un Gruppo di acquisto fotovoltaico, ciò che ha consentito ad oggi di realizzare 27 sopralluoghi per altrettanti impianti. Continua >

castellarano, comuni virtuosi

Acqua: la Repubblica siamo noi!

18 mag

Pubblicato da andrea tronchin in Blog

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Ad un certo punto l’Articolo 1 della Costituzione Italiana recita: “… La Sovranità appartiene al popolo…” In questi tempi di profonda crisi, creati dal sistema sinarchico globale emerge sempre più impellente la necessità di riaffermare i valori fondanti la nostra Costituzione: la Repubblica Italiana siamo noi, il popolo. Per tale motivo i risultati del voto referendario sull’acqua vanno rispettati e se non sono rispettati, è nostro obbligo e dovere farli rispettare, in nome della democrazia, della libertà, della Sovranità, dell’equità e giustizia. Per tanto ci ritroveremo a Roma, sabato 2 Giugno 2012, Ore 15.00 P.zza della Repubblica per dire che: LA REPUBBLICA SIAMO NOI. Si tratta della Manifestazione nazionale per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un’alternativa alle politiche d’austerità del Governo e dell’Europa. Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori. Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell’istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall’altra le politiche d’austerità ridimensionano il ruolo dell’intervento pubblico per poi alimentare l’idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio. E’ in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle “esigenze dei mercati” sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro. Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari. Ma la Repubblica siamo noi. Continua >

acqua, beni comuni, referendum, Sovranità  idrica
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