width=Lentamente le innovazioni dell’Economia Solidale si diffondono, sempre di più l’interesse di studiosi e di politici virtuosi si focalizzano sulle proposte della Società  Civile Organizzata; ciò è di buon auspicio per molti progetti che Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCEC stanno portando avanti, in primis il progetto Agroalimentare nella provincia di Verona. In agosto, dal 22 al 25, si terrà  a Creta il convegno della Società  Europea di Sociologia Rurale (http://esrs2011.maich.gr/): “Inequality and Diversity in European Rural Areas”. Un gruppo di lavoro internazionale, dal titolo: “Nuove forme di impegno del cittadino-consumatore nei network alimentari: diversità , meccanismi e prospettive“, ha iniziato a ricercare informazioni anche in Italia. In estrema sintesi, l’idea del gruppo è di focalizzare sulle iniziative attivate dai cittadini-consumatori attorno alla produzione-distribuzione-consumo di cibo e al potenziale innovativo che esse hanno nel favorire più generali processi di cambiamento dell’economia, delle politiche pubbliche, della cultura. Hanno pensato questo gruppo di lavoro come un momento di confronto e di riflessione che possa coinvolgere sia ricercatori che attivisti e in generale persone direttamente impegnate nella gestione concreta di queste iniziative, e quindi portatori di esperienza diretta. Questa può essere un’ulteriore opportunità  per far conoscere un po’ più ‘direttamente’ quello che si sta costruendo sul nostro territorio e per mettersi in relazione con altri che in altre realtà  stanno vivendo esperienze simili. Sia sul piano della ricerca che su quello dell’azione, i contributi possono essere vari, dalla testimonianza ragionata su processi e iniziative a riflessioni più approfondite; attraverso presentazioni di power point o di documenti più elaborati.

 

Organizzatori del gruppo di lavoro internazionale su “Nuove forme di impegno del cittadino-consumatore nei network alimentari: diversità , meccanismi e prospettive” sono: Henk Renting (rentingh@gmail.com), Markus Schermer (Markus.Schermer@uibk.ac.at), Adanella Rossi (arossi@agr.unipi.it) and Marta Soler (msoler@us.es).

Un corpo crescente di letteratura ha documentato l’emergere di nuove forme di interazione tra produttori e consumatori attorno al cibo, di pari passo e in parte in senso contrario alle tendenze alla globalizzazione e alla concentrazione nei mercati alimentari. Queste nuove relazioni tra produttori e consumatori sono state studiate da diverse angolazioni teoriche, con riferimento a definizioni come “˜reticoli alimentari alternativi‘ (Alternative Food Networks, AFN), “˜circuiti alimentari brevi‘ e “˜sistemi alimentari localizzati‘. Mentre gli studi inizialmente focalizzavano sui produttori e il potenziale contributo allo sviluppo rurale sostenibile, studi più recenti hanno analizzato questi reticoli alternativi dalla prospettiva del consumo sostenibile, come movimenti sociali o come tentativi di articolare spazi economici alternativi e innovare profondamente le strutture e l’organizzazione dei sistemi agro-alimentari.

Questo Gruppo di lavoro si concentra su questa ultima categoria di AFN, che è emersa in modo marcato negli ultimi anni, focalizzando sulle iniziative in cui cittadini/consumatori giocano un ruolo attivo nella promozione e/o nell’organizzazione di nuove forme di relazione produzione-consumo. Il nostro interesse perciò non si concentra tanto sulla vendita diretta e sulle iniziative commerciali messe in atto dai produttori, quanto piuttosto sulle iniziative in cui i cittadini/consumatori sono i promotori principali e che sono espressione di nuove forme di impegno degli stessi attorno al cibo. Ne sono un chiaro esempio le cooperative di consumatori e i gruppi di acquisto solidale per l’acquisto di cibo locale e biologico che si sono rapidamente diffusi in Paesi come la Francia (AMAP), l’Italia (GAS) e la Spagna. Altri esempi sono le iniziative di “˜adozione’ o altre forme di solidarietà  di cittadini/consumatori per la mobilizzazione di terra, capitali ed altre risorse per supportare la produzione locale e biologica, o le esperienze degli orti urbani in cui i cittadini si impegnano collettivamente nella produzione di cibo per auto-consumo.

Queste iniziative sono di particolare interesse sul piano analitico perché potenzialmente rappresentano un’evoluzione nel ruolo dei consumatori, da utilizzatori finali passivi o semplici acquirenti di cibo verso “˜cittadini consumatori’ che intendono riacquisire il controllo sui modi in cui il loro cibo è prodotto e distribuito e che rimodellano attivamente le loro relazioni con la produzione alimentare. Come tali esse implicano anche possibili cambiamenti nei meccanismi di governance e rinnovano le relazioni tra società  civile, mercato e politiche pubbliche.

Per questo gruppo di lavoro sono auspicati documenti che offrano sia riflessioni teoriche sulle iniziative come quelle accennate sopra sia spunti di riflessione derivanti dalla realtà  empirica. Più specificatamente sono benvenuti contributi sui seguenti aspetti:

  • Approcci teorici e concettuali per comprendere l’emergere e l’organizzazione così come il potenziale innovativo dei network alimentari promossi dai consumatori.

  • Documenti che relazionino la diversità  di iniziative promosse dai consumatori nei paesi e nelle regioni europee e che spieghino i fattori che sottostanno alla crescente eterogeneità  di modelli.

  • I gruppi di acquisto solidale sono particolarmente forti nei paesi dell’Europa del Sud, mentre nel Nord Europa predomina l’agricoltura urbana? Iniziative simili si diffondono nell’Europa Centrale e dell’Est e quale è il background del loro sviluppo (o della mancanza di sviluppo)?

  • Quali sono le motivazioni dei consumatori/cittadini coinvolti e quale è l’importanza delle motivazioni materiali ed economiche (es. accesso a cibo biologico a prezzi ragionevoli, qualità , ecc.) e delle motivazioni di natura politica e/o etica?

  • Quali nuove forme di impegno dei consumatori si possono distinguere, e come sono organizzati i network alimentari promossi dai consumatori?

  • Che tipo di prodotti alimentari (dimensioni, metodi produttivi, ecc.) sono coinvolti in queste iniziative? E attraverso quali meccanismi i consumatori e i produttori insieme creano nuovi sistemi di significati, codici, regole e pratiche?

  • Le iniziative hanno l’ambizione di svilupparsi come alternativa ai sistemi di approvvigionamento alimentari esistenti, e se si quali sono le strategie per la crescita e la diffusione? Che tipo di supporto ci si aspetta dalle politiche pubbliche? Ci sono risposte da parte dei sistemi alimentari dominanti per incorporare e strumentalizzare tali iniziative?

  • Cosa può essere appreso da iniziative simili che esistono in altri contesti, es. le cooperative di consumatori biologici formatesi sin dagli anni ’60 nell’Europa Centrale e Nord-Ovest?

Ritornando a ciò che riguarda specificatamente i progetti sui quali sta lavorando Naturalmente Verona ““ Arcipelago SCEC, il “Progetto Agroalimentare” ha come obiettivo la costituzione di un sistema di “Piccola Distribuzione Organizzata“, dove gruppi di produttori organizzati incontrano gruppi di consumatori organizzati che vanno oltre il sistema dei GAS e si diffondono più in generale nella popolazione residente. A ciò si vuole collegare, in un secondo momento, l’interazione con Amministrazioni sensibili quali ad esempio i Comuni Virtuosi, in specifico ci riferiamo al Comune Virtuoso di Povegliano Veronese con il quale abbiamo già  iniziato a tessere relazioni ed abbozzare un programma di massima per la realizzazione della PDO comunale con i prodotti locali di qualità  del “paniere della salute”. In un momento successivo, se il progetto avrà  successo, come accade per l’ampliamento ai consumatori, il “pacchetto” verrà  proposto anche ai comuni “non virtuosi” come prima proposta per un cambiamento positivo, sociale e politico. L’utopia di Ieri che può diventare realtà  oggi.