Notizie dal Mondo GAS: il “comparto” regge alla crisi e rilancia i consumi
In una recente ricerca abbiamo raccolto dei dati molto interessanti sulle caratteristiche dei Gruppi di acquisto solidale (Gas) a Roma. Abbiamo innanzitutto verificato che oltre ai 58 Gas iscritti nella rete del Lazio, ci sono un altro centinaio di gruppi di acquisto solidali operanti a Roma e provincia. Attraverso vari incroci di dati e informazioni siamo arrivati a costruire una lista di 160 gruppi attivi che praticano consumi alimentari condivisi. Si tratta dunque di una parte importante dell’economia solidale della città. Com’è noto i Gas sono costituiti da gruppi di nuclei familiari che si aggregano e si coordinano per acquistare insieme prodotti alimentari, ma non solo, da produttori selezionati in accordo con alcuni principi fondamenti condivisi: il rispetto dell’ambiente e delle persone e l’affermazione dell’importanza delle relazioni di solidarietà, principi che non devono essere negati o contraddetti nel rapporto di scambio dei prodotti. Attraverso un diverso modo di consumare si vuole insomma affermare che l’economia deve ridiventare compatibile con valori sociali e ambientali non negoziabili.
Una domanda importante riguarda il peso che hanno i Gas nell’economia alimentare a Roma. Attraverso i dati raccolti nella nostra ricerca, possiamo cercare di dare una prima, sicuramente provvisoria, risposta. Tra marzo e dicembre del 2011 abbiamo intervistato 28 Gas. Tra questi, 13 ci hanno fornito anche i dati relativi alla loro spesa annuale (riferita generalmente al 2010), che riportiamo, insieme con poche altre informazioni di base, nella tabella 1.
Tabella 1 – Informazioni generali sui Gas di Roma
La spesa solidale a Roma
ID Anno di costituzione Contesto di origine Numero di famiglie iscritte Spesa annuale (€ / 2010)
GAS11 2010 Madri che si incontrano alle scuole elementari 30 (€ / 2010) 14.500
GAS22 2009 Associazione ambientale 200 € 120.000 (2011)
GAS31 2007 Amici 70 (€ / 2010) 42.000
GAS41 2000 Centro sociale 80 (€ / 2010) 39.000
GAS51 2004 Bottega del Commercio Equo 10-15 (€ / 2010) 20.000
GAS63 2004 Bottega del Commercio Equo 60 (€ / 2010) 55.000
GAS101 2004 GASP 60 (€ / 2010) 30.000
GAS112 2009 Associazione cattolica 100 (€ / 2010) 51.000
GAS121 2008 Bottega del Commercio Equo 50 (€ / 2010) 25.000
GAS131 2004 Ispirazione cattolica 30 (€ / 2010) 53.000
GAS181 2009 Associazione culturale / partito di sinistra 35 (€ / 2010) 21.000
GAS202 2009 Amici / scout 150 (€ / 2010) 145.000
GAS01 2009 Cittadini attivi 66 (€ / 2010) 34.000
Numero di famiglie aderenti ai 13 GAS 943S pesa totale annuale di 13 GAS: € 649,500
Dai dati raccolti emerge come i Gas si sono costituiti a Roma soprattutto dai primi anni del 2000 e hanno un contesto di origine molto differenziato, che potrebbe in alcuni casi spiegare la difficoltà ad agire come movimento sociale e a coordinare iniziative congiunte. Nelle interviste appare chiaro però che, nonostante la diversità di origine, hanno tutti un obiettivo comune: rendere possibile e ampliare l’accesso a cibo sano e fresco prodotto nel rispetto dell’ambiente e delle altre persone.
La sostenibilità ambientale è perseguita comprando cibi biologici e locali (che rendono possibile la conservazione dei suoli e la riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera causate dal trasporto delle merci). Il legame diretto con i produttori locali permette di costruire relazioni di fiducia e solidarietà a livello territoriale. Nella scelta dei produttori, si privilegiano le imprese piccole e medie del territorio, perché con loro è possibile una relazione di scambio diretta e simmetrica (l’acquisto dei Gas potrebbe non essere importante per un’impresa grande). Quindi la preferenza dei piccoli produttori è strettamente legata alla dimensione della solidarietà e della costruzione di legami comunitari di fiducia tra i cittadini produttori e i cittadini consumatori.
Attraverso i dati sulla spesa di ciascun Gas nel 2010 possiamo cercare di ottenere una stima del loro impatto sull’economia alimentare romana. I 13 Gas da noi considerati spendono in totale circa 650.000 euro, principalmente in prodotti alimentari. Se dividiamo 650.000 per il numero delle famiglie aderenti ai 13 GAS (943) otteniamo una spesa annuale di circa 700 euro per famiglia. Il gruppo che garantisce la spesa per famiglia maggiore è il Gas 202, che gestisce una spesa annuale di 145.00 euro per 150 nuclei familiari, arrivando quindi a una spesa annuale di circa 1.000 euro per famiglia. Considerando ora che abbiamo raccolto informazioni su 160 Gas attivi a Roma e provincia, possiamo stimare che nel 2010 la spesa alimentare effettuata attraverso il sistema di approvvigionamento dei Gas è ammontato a un totale di circa 8 milioni di euro (650.000:13×160), mentre una famiglia spende attraverso il Gas ogni mese tra 60 e 80 euro.
Se consideriamo che secondo le statistiche ufficiali la spesa media alimentare mensile di una famiglia nel Lazio è di 478 euro, possiamo dire che nel caso di una famiglia aderente a un Gas una percentuale compresa tra il 15 e il 20% della spesa alimentare passa per un canale di economia solidale. Questo può essere valutato poco o molto. Molto considerando le difficoltà che ogni Gas incontra nell’organizzare un sistema di approvvigionamento alimentare alternativo, tutto basato sullo sforzo volontario dei suoi aderenti. Poco se consideriamo che l’obiettivo è costruire un sistema di approvvigionamento alternativo capace di rafforzare un’economia alimentare locale basata sul rispetto dell’ambiente, delle persone e sulla solidarietà. Di certo, l’economia dei Gas ha ancora spazi di diffusione, sia attraverso la costituzione di nuovi gruppi, sia attraverso il miglioramento dell’organizzazione dei gruppi esistenti che può portare ad aumentare la spesa media mensile per famiglia diretta attraverso questo canale.
I dati definitivi e completi di questa ricerca saranno presenteremo in settembre, in un incontro di lavoro che promosso assieme alla Rete dei Gas di Roma e Lazio, al Consorzio Città dell’altra economia e al Coordinamento verso la Res Roma.
Per leggere il programma e alcuni documenti sull’assemblea nazionale dei Gruppi di di acquisto solidale e dei Distretti di economia solidale leggete qui.
Maria Fonte, università di Napoli Federico II
FONTE: Riccardo Troisi, economista e redattore di Comune-info
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il giugno 28, 2012 alle 11:21 pm, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Commercio equo e solidale, Consumatori, Difesa attiva del territorio, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica, Uncategorized. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

