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Via Campesina 2008: Sovranità alimentare

L’inflazione alimentare è qui ed è qui per rimanere, così come gli annunciati disastrosi mutamenti climatici, tutt’ora negati da molti, così come l’annunciata crisi economica, sfacciatamente negata de economisti e politici fino all’inverosimile, così come l’annunciata crisi sociale… Tutte queste cose stanno accadendo qui ed ora e non sono allucinazioni di pochi visionari ma verità  che vengono tenute nascoste il più possibile. Ma, in tutte queste cose (alimentazione, ambiente, economia, società ) la verità  prima o poi viene a galla e diventa palese anche per coloro che “non ci vogliono credere”. Senza voler andare lontano, guardando al nostro locale e quotidiano, possiamo vedere che la situazione peggiora ogni volta che dobbiamo acquistare generi alimentari. I prezzi dei prodotti alimentari di base come frumento, mais, soia e riso sono saliti alle stelle dal luglio 2010, a livelli record. Ci possiamo solo aspettare che questi prolungati aumenti di prezzo continuino, mentre la produzione alimentare “scarsa” continua a fare vittime nel mondo; in questi giorni è il Nord-Africa che muore sulle strade per “inquinamento da piombo” mentre manifesta per chiedere cibo.

Questa estate la Russia ha vietato le esportazioni di grano per assicurare l’approvvigionamento della nazione, cosa che ha suscitato le denunce di protezionismo. La Comunità  agricola degli Stati Uniti sta già  parlando di razionamento del mais (ndr, link in inglese) per l’etanolo, per contrastare problemi di approvvigionamento. Incredibile come assicurare gli alimenti ad una autovettura sia considerato più importante dell’assicurare alimenti agli esseri umani, ancora non si è visto niente in termini di protezionismo riguardo al cibo. La penuria alimentare globale ha costretto le Nazioni Unite (FAO) a riunioni di emergenza nelle quali è stato affermato che è necessaria “un’azione urgente”. Le autorità , Istituzioni e Agenzie Internazinali attribuiscono le condizioni meteorologiche estreme quale fattore principale per la crescente scarsità  di cibo. Tuttavia, anche la speculazione sui beni di prima necessità  è stata designata come uno dei principali colpevoli, questo lo abbiamo ben spiegato negli articoli pubblicati su questo sito: “la prossima crisi alimentare” e “nuovi modelli agricoli e di consumo” .

Piove sul bagnato, la crisi alimentare attuale rappresenti l’occasione perfetta e la giustificazione per le grandi imprese di alimenti OGM, per forzare i loro prodotti all’interno dei mercati scettici come Europa e Giappone; una cosa è certa, la scarsità  di cibo, probabilmente, continuerà  a peggiorare e diventerà  una crisi alimentare globale su vasta scala. Qui ci sono sette motivi per cui la scarsità  di cibo si prolungherà  su scala mondiale:

  1. Condizioni meteorologiche estreme: le condizioni meteorologiche estreme sono state un grave problema per l’alimentare globale; dalla siccità  estiva e le ondate di calore che hanno devastato il raccolto di grano della Russia, alle catastrofi delle “inondazioni bibliche” in corso in Australia e in Pakistan. E non finisce qui, un inverno estremamente freddo (ndr, link in inglese) ha colpito l’Europa e gli Stati Uniti. Colture di prima necessità  stanno crollando in tutte queste regioni rendendo un raccolto, già  fragile nel 2010, ancora più critico nel 2011. Sulla base del recente passato, le condizioni meteorologiche estreme rischiano solo di continuare e forse peggiorare nei prossimi anni.
  1. Collasso della Comunità  delle Api: il Guardian ha riferito (ndr, link in inglese) sulla diminuzione delle colonie di api negli Stati Uniti: “il numero di individui di quattro comuni specie di bombi, negli Stati Uniti, è sceso del 96% solo nell’ultimo decennio”. Si ritiene generalmente, che le api impollinano circa il 90% delle colture commerciali del mondo. Ovviamente, se questi numeri sono anche solo lontanamente veritieri, il nostro approvvigionamento alimentare naturale è comunque in grave difficoltà . Fortunatamente per noi, i giganti degli OGM hanno semi che non richiedono l’impollinazione aperta (ndr, link in inglese) per dare i loro frutti.
  2. Collasso del Dollaro: (vedi anche lampubblicazione “burattinai di imperi e monete“) La speculazione sui beni di prima necessità  ha comportato una massiccia inflazione alimentare che sta già  creando livelli di crisi (ndr, link in inglese) nelle regioni povere del mondo. I prezzi dei prodotti alimentari sono saliti soprattutto perché gli scambi avvengono con un dollaro sempre più debole. I commercianti puntano sulle circostanze descritte in questo articolo per giustificare le loro scommesse, ma anche sul fatto che il cibo rappresenta un investimento tangibile in un’epoca di carta inutile. Poichè i problemi del debito negli Stati Uniti possono solo peggiorare e nazioni come la Cina e la Russia stanno abbandonando il dollaro (ndr, link in inglese) che come veicolo commerciale diventerà  sempre più debole, provocando ulteriore aumento dei prezzi.
  3. Inasprimento delle normative: ancor prima che alla FDA fossero dati nuovi ampi poteri per regolamentare il cibo, con la recente legge di ammodernamento della sicurezza alimentare, le piccole aziende agricole, in ogni luogo del mondo, sono state e sono rese inoperative (fuori dal mercato) grazie a leggi tese a favorire il sistema agroindustrile delle grandi aziende possedute da corporazioni e multinazionali. Spesso sistemi attivi di “repressione” delle attività  delle piccole aziende sono intrapresa contro contadini sospettati di non rispettare le normative sulla qualità , spesso sfruttando eventi mediatici montati ad arte, come l’obbligo di chiusura di tutti i “pollai rurali” in occasione della bufala del virus dei polli. àˆ il potere di intimidire i contadini innocenti che sono fuori dal business, di fagli perdere la volontà  di proseguire nel loro lavoro e abbandonare il campo.
  4. Aumento dei prezzi del petrolio: Siamo ormai giunti al limite del “picco del petrolio“  .Nel 2008, i prezzi record del petrolio hanno superato i 147 dollari al barile, spingendo i prezzi alimentari a nuovi massimi. Il Riso è triplicato in 6 mesi durante l’impennata dei prezzi del petrolio, insieme ad altri prodotti alimentari. Il prezzo del petrolio influisce sul cibo su più livelli; dall’aratura dei campi, ai fertilizzanti e pesticidi, alla raccolta e al trasporto. Proiezione per il 2011: molti esperti stimano che il prezzo del petrolio possa salire a 150 ““ 200 dollari al barile nei prossimi mesi. Da come il petrolio ha chiuso nel 2010, al suo massimo di 95 dollari al barile in due anni, è probabile che possa continuare a salire. Ancora una volta, un indebolimento del dollaro farà  la sua parte nel guidare i prezzi del petrolio e, di conseguenza, i prezzi dei prodotti alimentari a livelli di crisi.
  5. Aumento dell’inquinamento degli alimenti e perdita di fertilità : i prodotti alimentari che si acquistano nella grande distribuzione, oltre ad avere perso buona parte del loro valore nutrizionale naturale a causa del sistema intensivo di produzione (es. un pollo ruspante ci mette 7 mesi ad essere pronto per il macello mentre per uno da industria bastano 40 giorni) sono, dalle indagini di molte associazioni di consumatori, stracariche di antiparassitari, erbicidi, fitormoni, multiresidui. I terreni una volta fertili della Pianura Padana, ad esempio, stanno oggi dientanto dei deserti sterili, la vita in essi sta morendo a causa di un inquinamento ed uno sfruttamento sempre più spinto.
  6. Giganti OGM: a causa della crescente consapevolezza degli effetti sanitari degli alimenti geneticamente modificati, molti paesi hanno respinto questo tipo di colture. Pertanto, sembra che i Giganti degli OGM abbiano bisogno di una crisi alimentare per essere visti come i Salvatori nei paesi attualmente contrari ai loro prodotti. Una comunicazione trapelata da WikiLeaks conferma (ndr, link in inglese) che questa è infatti la strategia dei giganti OGM, secondo quanto riferito dai segretari al commercio “visto che gli aumenti dei prezzi delle materie prime potrebbero stimolare una maggiore liberalizzazione delle importazioni biotech.” Poiché i giganti degli OGM controllano già  gran parte dei prodotti alimentari, sembra che essi possano anche manipolare facilmente i prezzi per raggiungere il completo controllo globale del cibo.L’equazione è abbastanza semplice: il cibo è una merce relativamente poco elastica in termini di domanda. In altre parole, la gente ha bisogno di mangiare, non importa quanto l’economia vada male. Così, la domanda può essere misurata fondamentalmente dalla dimensione della popolazione. Pertanto, la domanda rimane costante mentre le 7 pressioni sull’alimentazione sopra indicate continuano a peggiorare, i prezzi alimentari potranno andare in un’unica direzione “” su, su e su. Mentre le agenzie internazionali si arrampicano per trovare “soluzioni”, potrebbero spendere la loro energia altrettanto bene cominciando a discutere se per caso questo scenario da carestia venga manipolato appositamente a scopo di profitto. Indipendentemente da ciò, la persona media sarebbe molto saggia se facesse scorta alimentare come investimento, e francamente per sopravvivere al peggioramento della crisi alimentare.

Traduzione: Dakota Jones Leggi anche:La Mondializzazione della “sicurezza alimentare” al servizio delle Corporazioni

Quindi, se dal livello globale ““ Internazionale non ci si può aspettare nulla di buono, l’unica soluzione è l’azione collettiva a livello locale, al fne di garantirsi la propria Sicurezza e Sovranità  alimentare, molti gli esempi e le proposte alle quali guardare, qui a Verona vari sono i progetti in atto, dalla filiera corta del pane attuata dai Gruppi di Acquisto Solidale al progetto di rilancio del comparto agroalimentare di Naturalmente Verona ““ ArcipealgoSCEC