Iniziative dei cittadini: Gruppo Consumo Critico Val d’Illasi
Siamo il gruppo Consumo Critico Val d’Illasi, gruppo autonomo e informale di famiglie che, da una riflessione all’inzio solo intellettuale sul sistema economico dominante che impoverisce il pianeta, le popolazioni e le persone, è arrivato a costituirsi in GAS e in gruppi di ricerca e di autoproduzione. Collaboriamo all’Intergas, al Selese (Distretto di Economia Solidale di Verona) e abbiamo anche offerto la nostra collaborazione in alcune edizioni scorse di Naturalmente Verona. A metà Agosto è uscito per Terre di Mezzo, l’ultimo libro di Bilanci di Giustizia (di cui alcune nostre famiglie fanno parte). Chiederemmo uno spazio temporale durante la Manifestazione di Naturalmente Verona 2011 per poter presentare questa ultima fatica dei nostri promotori, presentata autorevolmente dall’introduzione del presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini, con la possibilità di vendere le copie (che servono all’autofinanziamento della campagna Bilanci di Giustizia). A questo scopo alleghiamo una breve storia del gruppo e la recensione del libro. Il libro tratta del passaggio dalle scelte personali in tema di sostenibilità ambientale e attenzione ai processi economici locali e globali alla vera e completa cittadinanza tramite la partecipazione attiva alla vita sociale e politica nei territori e nel paese.
Autunno 1998, a Caldiero, nella bassa Val d’Illasi si celebra l’ultimo atto di un’Associazione Culturale, la Ragnatela, un gruppo piccolo che ha creato diversi eventi, di incontro tra le persone, di riscoperta delle tradizioni e delle competenze popolari.
Fin dai primordi della nostra vita insieme ci è andato stretto il modello sociale nel quale ci trovavamo a vivere: il mito del denaro, del successo, dell’immagine; un individualismo vestito di una religiosità formale, bigotta e cieca, spesso intollerante della diversità.
Iniziamo ad incontrarci mensilmente, mettendo a fuoco nei nostri incontri la questione dei consumi, con un orientamento critico e analitico. Ecco svelato da dove deriva il nome “Gruppo Consumo Critico Val d’Illasi”. Fin dai primi incontri abbiamo chiaro che il nostro sarà un lavoro in continuo contatto con il territorio. Iniziamo ad organizzare incontri di informazione/formazione aperti per non perdere il contatto con la realtà economica, le difficoltà delle famiglie, i modelli di consumo, e collocare le alternative di cambiamento in una dimensione di comunità, e non solo di pochi eletti.
Poi nasce la Rete Lilliput, e noi che siamo nati da un filo di ragnatela troviamo in questa Rete la nostra collocazione naturale, collaborando fin dall’inizio, siamo nel 1999, all’interno del nodo di Verona.
Intanto cominciamo a prendere contatto con la “Campagna Bilanci di Giustizia”, a mandare un referente a Bologna, spesato dal gruppo, e questo ci arricchisce di stimoli … e di impegni.
Con questo incontro abbiamo avuto la percezione chiara che lo stile di vita che avevamo scelto non soltanto era eticamente sano, ma aveva anche solide basi scientifiche: stavamo facendo qualcosa che era corretto, e con la campagna abbiamo scoperto che era anche bello e divertente. Qualche volta ci siamo sentiti abbastanza isolati e un po’ strani agli occhi di vicini e spesso anche di amici, e non è stato facile per noi tener fede a ciò che sentivamo.
Opporsi a questa corrente è stato un compito molto spesso deprimente e deludente, qualche volta entusiasmante, sempre faticoso. Abbiamo sperimentato l’impossibilità di andare contro corrente da soli, e quindi abbiamo accettato la campagna Bilanci di Giustizia come una zattera. Attraverso la partecipazione attiva alla campagna siamo riusciti a metterci in contatto con famiglie del nostro territorio che si ponevano le nostre stesse domande. Questo ci ha confermati nelle nostre scelte e aiutati a proporci con maggior coraggio, per quello che eravamo e credevamo.
Ciò ha permesso che, pian piano, ci nascesse intorno un mondo di relazioni più sincere, basate sulla condivisione del nostro sentire più profondo.
Sul territorio continuiamo ad organizzare incontri sui temi caldi della campagna: l’acqua, gli stili di vita, l’economia e la finanza, la salute, l’alimentazione. Nella parrocchia di san Zeno il parroco ci offre di gestire talvolta l’omelia della domenica.
Intanto il gruppo cresce e come è successo ad altri gruppi, troviamo normale dare vita ad un GAS.
L’ultima zona che stiamo esplorando è quella dei laboratori di autoproduzione.
L’idea viene ancora una volta dalla Campagna, ma anche Francuccio Gesualdi lo scorso anno a Oropa ci ha dato una bella spinta. Ci piacerebbe strutturare meglio questi laboratori, producendo anche dei materiali di sintesi, tipo dispense o CD, e poi proporli ad altri gruppi che sul territorio sono interessati agli stili di vita. Vorremmo magari collegare queste esperienze, attualmente ancora sperimentali e autoformative a qualche realtà culturale importante come, chissà, l’Università del Bene Comune.
Grati della disponibilità, salutiamo.
Angelo Cardinetti, Cons.CriticoVal d’Illasi
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il settembre 11, 2011 alle 12:21 pm, ed è archiviato come Blog, Consumatori, Difesa attiva del territorio, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

