Dobbiamo prendere atto che siamo di fronte al tramonto di un’era dell’umanità . I mutamenti sociali, ambientali ed economici sono segnali ormai palesi di ciò che sta avvenendo, e perché sta avvenendo. Nel 1996 si è svolto il Vertice Mondiale FAO sull’alimentazione, all’epoca si stimava in 830 milioni le persone che a livello globale erano sofferenti la fame; i Governi furono tutti d’accordo sulla necessità  di agire e furono definiti gli Obiettivi del Millennio dove si assumeva l’impegno di ridurre entro il 2015 il numero di persone affamate. Ad oggi sono ormai più di un miliardo le persone che soffrono la fame e le attuali stime prevedono che entro il 2015 la cifra sarà  aumentata del 50%, ciò semplicemente stimando i trend attuali di “sviluppo”, cioè senza tenere conto degli imprevedibili effetti dei mutamenti climatici e dei prevedibili effetti della diffusione dell’uso degli agrocarburanti e degli Oraginsmi Geneticamente Manipolati ““ OGM. Per quanto concerne i problemi collegati ai mutamenti climatici, successivamente gli Stati hanno stilato il “Protocollo di Kioto” e più volte si sono riuniti a Cancun, altre lodevoli iniziative che fondamentalmente si sono concretizzata nella promozione del “mercato dell’ambiente”, cioè sullo scambio commerciale dei diritti di emissione di carbonio come risoluzione alla crisi ambientale. Siamo in un epoca in cui tutto viene mercificato, dopo il lavoro, la terra, ora anche l’aria e l’acqua, l’istruzione e la sanità  stanno diventando sempre più merce e non più risorse umane, Beni Comuni. A voler guardare in faccia la realtà , bisogna ammettere che in quest’epoca l’umanità  è afflitta da un cancro, il sistema economico neoliberista della crescita infinita, del consumismo sfernato, dove l’uomo e la donna, in ogni luogo, devono essere al servizio dell’economia e non l’economia al loro servizio.
  Negli ultimi anni si è assistito a livello globale ad una forte intensificazione e aumento dei conflitti collegati al possesso della terra, alle risorse territoriali di base, tali fenomeni risultano, per intensità  e diffusione, particolarmente collegati all’emergere dei problemi derivanti dai mutamenti climatici. A ciò si aggiunge la crisi energetica a cui si è cercato di far fronte con la diffusione degli Agrocarburanti che, nenache a dirlo, hanno fatto lievitare i prezzi delle materie prime agricole, gli alimenti di base della popolazione terrestre. àˆ ormai innegabile che le attuali crisi alimentare ed ambientale sono state manipolate e strumentalizzate per giungere al controllo totale, da parte di una piccola “élite dominante”, sulle principali risorse del pianeta, come la terra, le sementi, l’acqua, la biodiversità , le medicine, gli alimenti e l’agricoltura in genere. La stessa cosa riguarda la pressante e presente crisi economica globale, tutt’altro che qualcosa di “piovuto dal cielo” con grande stupore di economisti e analisti finanziari, tutto ciò era previsto e pervedibile e il grido di allarme era stato lanciato dalla Società  Civile anni addietro.

Ancora una volta le valutazioni sullo “sviluppo” collegato inscindibilmente alla crescita economica si basano sul fasullo parametro del Prodotto Interno Lordo ““ PIL ““ degli Stati, uno strumento creato “a tavolino” che aumenta all’aumentare degli incidenti, dei disastri, del numero di ricoverati in ospedale ecc. la realtà  dei fatti ci dice che stiamo vivendo una silenziosa e sommersa “occupazione economica”, dove il sistema neoliberista, chiaramente fallimentare sul piano del raggiungimento del Ben-Essere per la maggioranza della Popolazione Terrestre e dell’Ambiente, sta globalizzando il proprio dominio. Già  da tempo, l’imposizione degli Accordi di Partenariato Economico ““ APE ““ e di Libero Commercio in sostituzione all’opera di dominazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ““ WTO (bloccata dall’opposizione della Società  Civile Organizzata in Rete Mondiale) stanno implementando il piano globale di dominazione economica; ultimamente a ciò si aggiunge la speculazione finanziaria, tramite i “futures” sulle materie prime agricole, a produrre maggiore fame e insicurezza alimentare nel mondo. Va da se che il collegamento con l’attuale e profonda crisi economica, che investe globalmente tutto il pianeta, ha un senso compuito nel contesto della crisi sociale, ambientale ed alimentare che viviamo: da sempre le grandi crisi economiche della storia dell’umanità  si sono risolte con delle “guerre purificatrici”, la prima e la seconda guerra mondiale ne sono l’esempio più eclatante. Ai giorni d’oggi l’élite dominante, non riuscendo a produrre una nuova guerra mondiale, ma solo una serie di guerre locali a “macchia di leopardo” e avendo fallito con il fomentare il terrorismo internazionale sembra stia puntando decisamente sull’arma della fame. Non c’è modo migliore per disgregare la Coesione Sociale di un popolo che affamarlo, le persone affamate sono capaci di tutto, quindi, il controllo mondiale dell’alimentazione da parte di una élite dominante getta i presupposti per il controllo totale di tutte le popolazioni del pianeta, compresa quella italiana. Nel mondo non manca il cibo, mancano i soldi per comprarlo e i soldi, pezzi di carta colorati, sono sempre di più una risorsa scarsa, anche se non manca la carta, il colore e le stampanti, manca la volontà  politica. La causa fondamentale della fame e della povertà  nel mondo non è la scarsezza di alimenti ma la scarsezza di democrazia e giustizia.

Se consideriamo la fame solo basandoci su criteri statistici, la quantità  di persone che assume insufficienti calorie, la soluzione sarà  di conseguenza numerica: quante tonnellate di aiuti alimentari sono necessarie, o la quantità  di denaro necessario per gli aiuti economici. Se, invece, iniziamo a pensare alla fame in funzione delle persone reali, e non dei numeri, che affrontano questa dolorosa esperienza umana, possiamo iniziare a percepire le sue radici. In primo luogo, bisogna prendere atto che nel mondo, dentro la famiglia, le donne sono responsabili delle coltivazioni e, per lo meno, esse producono con il loro lavoro la metà  degli alimenti del Pianeta. Eppure, ovunque, le donne sono discriminate, soggiogate da un sistema maschilista che le toglie in ogni occasione beni, possibilità  e dignità . In secondo luogo, a livello di popolazioni, chi ha la proprietà  della terra? Nella maggior parte dei paesi c’è un modello che si ripete costantemente: sempre più, meno persone controllano sempre più terra adatta all’agricoltura e alla pastorizia. Quanto maggior è la concentrazione della terra nelle mani di poche famiglie e quanto più si hanno persone senza terra. In terzo luogo, in ambito nazionale, come sono distribuite le risorse pubbliche? Ove c’è fame, ove le persone sono private delle risorse alimentare, vi è sempre che il potere è in mano di persone che con governi antidemocratici non rendono conto alla propria popolazione ma solo a determinate élites che godono di credito, sussidi, aiuti. Anche in Europa, la distribuzione degli aiuti previsti dalla Politica Agricola Comunitaria risulta particolarmente iniqua, direzionati verso le grandi aziende agroesportatrici, l’agroindustria delle corporazioni multinazionali, a discapito delle piccole e medie aziende contadine. Anche qui appare chiaro che la povertà , la chiusura delle aziende agricole e l’aumento dei suicidi a causa dei fallimenti economici non è una questione di mancanza di mezzi ma di diritti e di giustizia.

L’economia del capitaslismo, il sistema neoliberista, sono alla base dell’attuale disgregazione della società , che ci ha portati a competere uno contro l’altro come singoli atomi in un sistema che per funzionare, non può essere pubblico ma privatizzato. Se per un attimo appena riuscissimo a uscire dal “logorio della vita moderna”, a non ascoltare ciò che dice “la televisione”, ci renderemmo subito conto delle ragioni che muovono, apparentemente senza una ragione, le valute, i tassi, i mercati finanziari che sono gli strumenti dell’economia attuale. In economia difficilmente interviene il caso, il destino. Tutto è pianificato, previsto nei minimi dettagli a tavolino, a volte anche parecchi anni prima. A noi poveri mortali tutto sembra muoversi senza una ragione apparente, le crisi economiche, i tassi di interesse, il su e giù dei mercati finanziari e delle materie prime, ma se analizziamo le cose con un occhio più attento riusciamo a cogliere il significato più ampio e anche a prevedere alcuni prossimi andamenti dell’economia.

Prendiamo le valute ad esempio, tutti noi pensiamo che il loro fluttuare abbia delle ragioni economiche come la forza di un economia rispetto ad un’altra e così via e in parte è veramente così, ma solo in parte. Per capire il ragionamento che andiamo a fare è necessario capire il meccanismo dell’inflazione che, anche quello, sembra casuale mentre invece dipende solo dalla quantità  di moneta che viene stampata; l’inflazione non è altro che un “annacquamento” del valore delle merci e dei servizi in circolazione.

Se poi, come avviene normalmente nel meccanismo di emissione del denaro cartaceo da parte delle banche centrali e del denaro virtuale da parte delle banche commerciali, chi stampa lo fa a suo piacimento e senza alcun reale controllo, si permette a chi ha questo potere di acquisire immense ricchezze senza alcuna fatica.

In pratica è quello che è avvenuto con il dollaro dopo la seconda guerra mondiale. La FED ha svolto il ruolo di banca centrale mondiale e il dollaro è diventato l’unico mezzo per scambiare merci e servizi a livello internazionale. Poiché la quantità  di di dollari in circolazione era ed è sempre più elevata, con questo giochino si è permesso, non agli Stati Uniti badate bene, ma agli azionisti privati della FED di acquisire un potere reale immenso rispetto al resto del mondo. Di questo si accorse De Gaulle che alla fine degli anni ’60 dichiarò guerra al dollaro chiedendo i pagamenti in oro anziché in dollari e portò poi Nixon a dichiarare unilateralmente l’inconvertibilità  del dollaro americano in oro e che scatenò l’ira dei petrolieri nei primi anni ’70, acquietati prontamente con un aumento del prezzo del petrolio che da 2$ passò a 5$. Con il superamento di questi ostacoli, il dollaro divenne il principale attore e attraverso di lui le ricchezze del mondo passarono di mano in cambio di pezzi di carta verde. Le vicende appena descritte però fecero studiare a chi aveva le redini economiche, un piano alternativo. Non fu un caso che in quegli anni nacque la CEE, poi l’ECU ed infine l’EURO. Si sapeva benissimo che il gioco del dollaro di cartastraccia prima o poi sarebbe finito e quindi si è preparato, lentamente nel tempo, il sostituto. Euro uguale e simile in tutto e per tutto al dollaro, ma utilissimo per dare la zampata finale, secondo il collaudatissimo motto: cambiare tutto per non cambiare niente.

Quasi 30 anni di preparazione e poi dal 1999, la mossa finale.

Dagli anni “˜80 alla fine degli anni ’90 accelerazione sempre maggiore per acquisire il più possibile ricchezze con il dollaro, per cui indebitamento progressivo delle masse e degli stati, acquisizione di ogni roccaforte economica e finanziaria attraverso le banche centrali mondiali, quelle commerciali e multinazionali. Monopolio dell’energia, delle armi,

disgregazione economica degli stati e colpi di stato silenziosi.

Adesso sta andando in scena l’ultimo atto.

Il passagio della ricchezza illecitamente sottratta al mondo dal dollaro che ora passa moltiplicata all’euro, ovviamente non agli europei, ma a chi detiene il potere monetario.

Dal 1999 indebitamento selvaggio, tassi di interesse ai minimi storici e banche che elargiscono credito a profusione è quello che in gergo dei pescatori si chiama “appastamento”, inondare il mondo di liquidità , rendere tutti dipendenti dal debito e attraverso di lui controllare persone e stati, prima di passare alla raccolta, ma per questo bisognerà  aspettare ancora un po’, non molto… Il calo costante del dollaro è stato pilotato in modo da non generare panico e permettere il passaggio delle consegne. Questa fase è stata mascherata bene da un’inflazione ufficiale bassa a causa dell’enorme mole di merce prodotta a bassissimo costo dall’oriente e riversata sul mercato occidentale: è innegabile che i prodotti cinesi li trovi ovunque e a bassissimo prezzo.

La fame nel mondo, la povertà , la crisi economica che ci sta investendo, così come i danni ambientali e i conseguenti mutamenti climatici, non sono una cosa casuale, tutto è stato predeterminato, alla fine voluto consapevolmente da una parte dell’umanità .

Ma a tutto questo si può porre rimedio, come singoli, nel quotidiano, oggi è possibile appoggiare il proprio Ben-Essere anche su modelli economici diversi dal “modello unico neoliberista”, è possibile avere tutto quanto il necessario senza incorrere nella “patologia dei bisogni“. C’è solo un cosa che manca al raggiungimento di ciò, la volontà  politica di ogni singolo per il raggiungimento di un mutamento collettivo. Riusciremo ad arrivare a ciò? Vedremo una nuova alba dell’umanità ?

Questo dipende anche da te…