width=Definizione di Sovranità  alimentare dal Forum di Nyeleni 2007 (Mali): la Sovranità  alimentare è il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i propri sistemi agricoli e alimentari. Pone le aspirazioni e i bisogni di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti al cuore del sistema e delle politiche alimentari. Difende gli interessi e contempla le future generazioni. Offre una strategia di resistenza e smantellamento rispetto all’attuale regime commerciale alimentare sostenuto dalle corporazioni e un orientamento per i sistemi alimentari, agricoli, pastorali e della pesca definiti dai produttori e utilizzatori locali. La Sovranità  alimentare riconosce priorità  a economie e mercati locali e nazionali; promuove un commercio trasparente che garantisca redditi equi a tutte le persone così come il diritto dei consumatori al controllo dell apropria nutrizione. Assicura che i diritti d’uso e gestione di terre, territori, acque, semi, mandrie e biodiversità  siano nelle mani di coloro che producono il cibo. La Sovranità  alimentare implica nuove relazioni sociali libere da opressione e ineguaglianze fra uomini e donne, popoli, gruppi etnici, classi economiche e generazioni.

Il concetto di Sovranità  alimenatare è stato proposto a livello planetario la prima volta presso la FAO, organismo delle Nazioni Unite, a Roma nel 1996. Oggi già  alcuni stati, specialmente del Sud del Mondo, hanno inserito il concetto di Sovranità  alimentare nella loro costituzione (mali, bolivia…).

Il tema della Sovranità  alimentare non è circoscritto alle enunciazioni delle organizzazioni sociali o di coraggiosi esponenti delle Nazioni Unite, ma viene ormai assunto anche in chiave governativa e intergovernativa come una delle risoluzioni chiave dell’approccio alla fame, al cibo e alla sua produzione: oltre ad essere stato inserito nella Costituzione del Nepal ed essere richiamato nelle politiche agricole di paesi come Mali, la Bolivia e L’Equador, numerosi paesi latinoamericani (Nicaragua, Bolivia, Ecquador, Honduras, Venezuela, Saint Vincent e Grenadas, Haiti, Panama, Guatemala, Messico, Belize e Repubblica Dominicana) sono convenuti in un vertice nel maggio del 2008 dal titolo Sovranità  e sicurezza alimentare: alimenti per la vita, nella cui dichiarazione finale identificano proprio nel rilancio di politiche agrarie tarate sulla piccola e media azienda contadina e l’agroecologia la via di uscita dalla crisi profonda in cui è piombata l’alimentazione, ma anche l’economia e l’ambiente (Declaracion final de la cumbre presidencial de Managua, Soberania y sguridad alimentaria: Alimentos para la vida Managua, Nicaragua ““ 7 maggio 2008).

La Sovranità  alimentare rappresenta la piattaforma comune di rivendicazione di un nuovo orizzonte politico in tema di agricoltura e alimentazione capace di valorizzare le diversità  dei territori e le specificità  dei relativi sistemi agrari e di restituire ai sistemi di rappresentanza politica di questi territori le responsabilità  che hanno ceduto o di cui sono stati espropriati (vedi privatizzazione dell’acqua).  L’accesso ed il controllo delle risorse naturali, la produzione di alimenti e l’aumento del potere di decisione, sono i tre principi che ci uniscono.

La Sovranità  aliementare si costruisce con un discorso che traguarda aspetti di democrazia e partecipazione in relazione al controllo del cibo e delle risprse necessarie a produrlo oltre che alle politiche sociali, ambientali, economiche e agricole necessarie a dar corpo e sostanza a sistemi agrari che siano poi effettivamente in grado di garantire il diritto al cibo… ad un reddito di cittadinanza dignitoso. Devono per questo confrontarsi le rappresentanze sociali in materia di agricoltura, di alimentazione, ma anche di energia, di cambiamenti climatici, di diritti umani, di pace… La posta in gioco è altissima.