Membri del Coordinamento Mondiale di Via Campesina, Città dell'AltraEconomia, Roma, Maggio 2008.

Quanti modi esistono per morire in questa vita? C’è chi sacrifica la propria vita in nome del consumismo con un’alimentazione tossica, chi portando, armato, le missioni di pace nel mondo, chi difendendo i propri diritti… Strano pensare alla morte, alla guerra, mentre attraverso il Mito della grotta di Platone la società civile conviene unanime che i tempi dei mutamenti epocali sono ormai alle porte, ed è necessario agire insieme all’unisono: una piattaforma di intenti condivisa che sappia seminare e far germogliare progetti concreti. Attraverso le Strategie di Rete e il sistema di comunicazione di internet, una nuova galassia di piccoli nodi e isole si sono connessi e stanno creando la “rete delle coscienza glocale”. Così che, dall’Associazione Rurale Italiana e la Rete della Sovranità alimentare che collabora con Naturalmente Verona (es. Antica Terra Gentile, Coop. Cà Magre, Coop. Prmavera, AIAB, BioLoc…), si arriva al Comitato Italiano per la Sovranità alimentare – CISA e al Coordinamento di Via Campesina Europa (contadini e persone che la pensano come noi perché Reti fatte anche di noi) e da qui a quello Mondiale, in collegamento con 7 “continenti” (Via Campesina ha suddiviso le popolazioni anche per “cultura” e la terra ha così più “continenti” di quelli che siamo abituati a pensare…). In uno di questi continenti, in uno di questi nodi e isole in Rete, uno di noi, è stato ucciso brutalmente. Un’altro “martire” si aggiunge alla lunga lista dei “morti per la Sovranità alimentare”. Cristian Ferreyra membro di Via Campesina dell’America del Sud, in Argentina. Ciò è accaduto il 16 novembre del 2011. Qui di seguito la comunicazione in castigliano proveniente dalle liste comunicative del Coordinamento Europeo di Via Capesina; alla fine segue un riassunto dello stesso e quindi una traduzione e considerazioni a cura di Associazione Rurale Italiana.

ASESINAN A CRISTIAN FERREYRA, MIEMBRO DEL MOCASE VIA CAMPESINA

En la tarde de hoy, miércoles 16 de noviembre, la comunidad de San Antonio comunicó, que en la casa de la Familia Ferreyra se apersonaron  Javier y Arturo Juaréz, sicarios de empresario Ciccioli oriundo de Santa Fé, y dispararon a sangre fria contra dos campesinos, causando la muerte con una escopeta a Cristán Ferreyra de 25 años e hirieron de gravedad a otro compañero que se encuentra en observación en el hospital de la capital santiagueña y un tercero con golpes graves.

La comunidad de San Antonio,a 60 km de Monte Quemado, miembro de la CCCOPAL MOCASE-Vía Campesina, viene resistiendo al intento de desalojo de empresarios que han contratado matones armados para realizar amedrentamiento en la zona norte de Santiago del Estero. Los empresarios que intentan acaparar las tierras, Los Julianes, Ciccioli, Ricardo Villa, Saud son venidos de Santa Fe y Tucumán; éstos son los mismos que han diseñado el plan de ataque que vienen sufriendo los campesinos indigenas en los departamentos Copo, Pellegrini y Alberdi desde hace 4 meses de forma sistemática. Unos ejemplos son la detención arbitraria de Ricardo Cuellar, el atentado a la FM Pajsachama, la quema de ranchos y pertenencias de campesinos de la CCCOPAL. 

Esto ocurre con complicidad y alevociía de parte de autoridades provinciales  y funcionarios del poder judicial e instituciones como la dirección provincial de bosque, quien AUTORIZO desmonte en un lugar donde viven familias campesinas indigenas de varias generaciones. A todos ellos los hacemos responsables directos del asesinato de Cristian.

Desde éstos territorios campesinos indígenas, se viene denunciando los atropellos, tal es así que el Juez Penal Alejandro Fringes Sarria de Monte Quemado ya tiene varias denuncias y no hizo nada para detener la escalada de violencia que impera en la zona. También el Comité de Crisis supo hacer relevamiento de las situaciones de atropellos. Hasta el momento, sólo la organización de las comunidades ha logrado evitar los desalojos y desmontes de miles de hectáreas.

En varias oportunidades el empresario Cicciola, amenazó publicamente que mataría a un campesino del MOCASE-VC para que dejen de” molestar”. 

El asesinato de Crístian Ferreyra no va a quedar impune y con toda la rabia y dolor que sentimos sus compañeros y compañeras, reafirmamos una vez más, que en la defensa de nuestros territorios llegaremos hasta la últimas consecuencias.

Cristian Ferreyra Presente!!!

Ni un metro más, la tierra es nuestra!

Somos Tierra para Alimentar a los Pueblos

Contactos:

011 15588011088

03844 414162

03844 408668 

 20 Años MOCASE-VC            http://mocase-vc.blogspot.com
                MNCI-                    
http://www.mnci.org.ar/
                CLOC-                    
http://www.cloc-viacampesina.net/
La Vía Campesina- Argentina 
http://viacampesina.org/sp/

SINTESI DEL COMUNICATO

Cristian Ferreyra, attivista di uno dei nodi del Movimento contadino di Via Campesina, si stava da tempo impegnando nella lotta contro l’espulsione forzosa di contadini, lavoratori agricoli ed indios, da una zona di terre oggetto di speculazione (migliaia di ettari). Nel tempo le autorità locali hanno permesso attività sempre più violente da parte di grossi poteri economici locali. Il 16 novemnre 2011, Javier y Arturo Juaréz, sicari dell’impresa locale Cicciolia, hanno ucciso a colpi di arma da fuoco Cristian Ferreyra e ferito gravemente altri nostri compagni.

L’assassinio de Cristian Ferreyra non resterà impunito e con tutta la rabbia e il dolore che sentiamo, noi suoi compagne e compagni, riaffermiamo una volta ancora, che nella difesa dei nostri territori arriveremo fino all’ultima conseguenza.

Non un metro in più, la terra è nostra! (nds: è Bene Comune!)

Siamo Terra (muoriamo…) per Alimentare i Popoli.

Cristian Ferreyra Presente!!!

“Credevano di ucciderti con l’ordine di fare fuoco.  Credevano di
seppellirti  E quello che hanno fatto è stato seppellire un seme” Ernesto
Cardenal

Cristian  Ferreyra è stato ucciso da uomini armati di una società che  cerca di
strappare i terreni ai contadini per le monocolture di soia. Chiediamo a
   tutti di esprimere solidarietà e esigere giustizia affinchè i
responsabili della sua morte siano processati e condannati!

Cristian aveva 23 anni, due figli, un ruolo attivo, militante per la vita
contadina all’interno del Mocase-VC,  organizzazione rurale del Movimento
Nazionale Contadino Indigeno (MNCI).
   Viveva nella comunità di San Antonio, organizzata nel COPAL, centrale
  contadina del Monte Quemado, Santiago del Estero. Una Regione questa,
in  cui le comunità rurali sono minacciate dal business
dell’agroalimentare  da tempo: aggressioni che contano sull’appoggio e
il sostegno dei  settori della giustizia e dell’esecutivo di Santiago.
Dal  MNCI  denunciano la gravità della situazione: perquisizioni illegali,
mandati  di cattura per i leader contadini, arresti illegali per i
referenti  contadini, distruzione di una radio FM, minacce con armi da
fuoco, teppistaggi, attacchi armati e l’elenco potrebbe continuare…

Lo stesso giudice che si occupa dell’omicidio di Cristian FERREYRA,
   è il giudice che ha tenuto prigioniero per più di una settimana,
Ricardo Cuellar, una detenzione illegale finita quando il movimento si è
   mobilitato davanti alla stazione di polizia e il giudice è fuggito
dalla corte ordinandone la scarcerazione. Ecco le istituzioni che
governano Santiago del Estero. Tutti questi fatti sono stati
debitamente comunicati al Governo Provinciale.
La violenza è imposta dallo stesso modello dell’agrobusiness. I  morti, i feriti, gli
sfollati, sono i contadini. Lo Stato crea le  condizioni favorevoli per
lo strapotere del denaro imponendo la logica  della distruzione e della
morte.
Questi modelli di produzione sono la causa e l’Argentina e
gli  argentini devono capire che implicano questioni di vita o morte,
lavoro  dignitoso per tutti o proventi solo per pochi. Una  sovranità
nazionale e  alimentare o il regno delle corporazioni  transnazionali.
La  riflessione è urgente e l’unità necessaria, non è il momento di
guardare alle differenze, ma è il momento di discutere e lottare per la
giustizia  sociale e i diritti umani, permanentemente danneggiati dalle
aziende e  dalle multinazionali dell’agrobusiness e dai loro lacchè
locali.
Cristian ha vissuto in questa lotta, mettendo tutta la sua
  anima e  il suo corpo. Da questo momento la sua anima è con noi, perché
  noi siamo  migliaia e continueremo.

Cristian vive! La lucha sigue!
Somos tierra para alimentar a los pueblos!
Movimiento Nacional Campesino IndígenaCLOC – Via Campesina
Centro Internazionale CroceviaVia Tuscolana,1111 00173 Romatel. 0672902263-
Associazione Rurale Italiana – Via Palù 37010 – Lazise (Verona)