width=Quella che vedete nella foto è una stele di pietra incisa. Ce ne sono a centinaia sulle colline di tutto il Giappone, e risalgono a secoli fa, sono opera di uomini antichi che le hanno ricavate dalla roccia madre, scolpite ed erette un pò ovunque, uomini impegnati a rendere un servizio a remoti pronipoti che avrebbero seguito con diligenza i loro saggi consigli. La scritta recita: Le abitazioni in alto sono pace ed armonia per i nostri discendenti. Ricordate la calamita’ dei grandi tsunami. Non costruite nessuna casa al di sotto di questo punto. Chissa’ cosa direbbero ora quegli uomini se sapessero che al di sotto di quelle stele siamo andati a costruirci le centrali nucleari. Se il faraone Cheope 4550 anni fa avesse costruito una centrale nucleare invece della piramide, ancora oggi ne subiremmo le conseguenze. In soli quattro anni, una centrale nucleare produce 1000 chilogrammi di scorie di plutonio. Dal tempo di Cheope a oggi, dei mille chili di plutonio 239 prodotti dalla centrale in questione, ne rimarrebbero ancora 877. E per ridurre questa tonnellata di plutonio a un solo chilo, dovremmo aspettare l’anno 236.550. L’industria nucleare ha creato una fonte di pericolo inimmaginabile, che peserà  come una spada di Damocle per un numero incalcolabile di generazioni. La sostanza più velenosa al mondo, il Plutonio, ironicamente intitolato a Pluto, il dio greco dei morti, è la sostanza più tossica esistente al mondo. La radiazione alfa emessa dal plutonio non penetra attraverso la pelle, ma se viene inalato bastano pochi microgrammi (milionesi di grammo) per danneggiare irreversibilmente scheletro, fegato e polmoni, procurando la morte. Anche noi, a modo nostro, lasciamo una stele scritta a monito delle generazioni presenti e future. Qui di seguito l’elenco degli incidenti nucleari nel mondo e in Italia di cui si ha notizia. Ci siamo limitati agli incidenti dal 1990 in poi, cioe’ da quando ci vogliono spacciare il nucleare per sicuro.

 

1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.

1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.

1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.

Febbraio 1991 ““ Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva

24 marzo 1992 ““ San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.

Novembre 1992 ““ Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.

1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.

13 febbraio 1993 ““ Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità  massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.

17 febbraio 1993 - Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.

Aprile 1993 ““ Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.

23 marzo 1994 ““ Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.

28 giugno 1994 ““ Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk.

1995 Germania. L’Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività  concessa alla stazione di Mà¼lheim-Kà¤rlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

Settembre 1995 ““ Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità  e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.

Novembre 1995 ““ Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività  si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.

8 dicembre 1995 ““ Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.

Febbraio 1996 ““ Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.

1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.

Marzo 1997 ““ Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.

Giugno 1997 ““ Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.

Luglio 1997 ““ La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività  nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si d imette.

Settembre 1997 ““ Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività  sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.

1 maggio 1998 ““ Catena delle Alpi. Le autorità  di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.

1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.

1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un contaminato.

1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.

1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.

1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.

1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.

1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.

30 settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila abitanti della zona.

1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.

4 ottobre 1999 ““ Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.

5 ottobre 1999 ““ Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell’impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.

8 ottobre 1999 - Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità  di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.

20 ottobre 1999 ““ Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell’operazione di scarico del reattore un inconveniente tecnico a una puleggia per l’estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.

18 novembre 1999 ““ Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.

1999, 27 ottobre, USA. “I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un “radioisotopo” (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto”. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all’università  di Pittsburgh ha esordito nell’ultima conferenza stampa del progetto no-profit di “radioprotezione e salute pubblica”. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività  rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà  degli anni ’50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività  dovevano invece essere scesi intorno allo zero. “Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti”, ha detto Sternglass, che ha aggiunto: “II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari”. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività  al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni ’80.

13 dicembre 1999 ““ Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.

5 gennaio 2000 ““ Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centra le: danneggiati pompe e circuiti importanti

27 gennaio 2000 ““ Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.

15 febbraio 2000 ““ Indian Point (USA). Una piccola quantità  di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località  a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società  che gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.

2000, 16 giugno. Germania. Gradualmente, ma senza esitazioni, la Germania metterà  al bando l’energia nucleare. Una dopo l’altra, nell’arco di 32 anni, le 19 centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se ne impiegheranno 32 per ogni stabilimento. Il primo che chiuderà  sarà  il più vecchio: la centrale di Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà  nel 2001. L’ultima, invece, nel 2021, sarà  quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che produce 1.269 Megawatt. Inoltre entro il luglio 2005 sarà  proibito il trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari tedesche producono il 33,5 per cento del fabbisogno energetico nazionale.

12 agosto del 2000 RUSSIA : il sommergibile nucleare russo Kursk affondò durante una manovra militare 1a seguito di una esplosione. Alla prima esplosione ne seguirono altre, percepite sia da navi militari russe coinvolte nella stessa operazione che da un sommergibile statunitense, nei paraggi per “spiare” l’esercitazione. Persero la vita tutti i 118 marinai a bordo, abbandonati nel relitto a 110 metri di profondità  nel Mare di Barents, non lontano dalle coste norvegesi. Un anno dopo una compagnia olandese recuperò il relitto e lo trasportò in una officina militare nel porto di Murmansk, nella penisola di Kola, per essere smantel lato. I due reattori nucleari del sommergibile (miracolosamente intatti dopo le esplosioni) furono sistemati in un deposito all’aperto.

2001 Germania. Esplosione di una parte dell’impianto di Brunsbu ettel.

10 aprile 2003 ““ Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità  numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo diun’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.

17 ottobre 2003 ““ Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità  del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.

9 agosto 2004 ““ Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi provoca quattro morti tra gli operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.

9 agosto 2004 ““ Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.

9 agosto 2004 ““ Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.

Aprile 2005 ““ Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.

Maggio 2006 ““ Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.

Maggio 2006 ““ Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.

26 luglio 2006 ““ Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.

7 ottobre 2006 ““ Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività  venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica

28 giugno 2007 ““ Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività  dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.

16 luglio 2007 ““ Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità  a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività  nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriusc ito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.

4 GIUGNO 2008 - Krsko ( Slovenia) Alle ore 17.38 ora italiana il sistema d’allerta dell’Ecurie (European Community Urgent Radiological Information Exchange) ha ricevuto un’informativa dalla Slovenia su un incidente alla centrale nucleare di Krsko, 130 km in linea d’aria da Trieste. La comunicazione è stata trasmessa a tutti i 27 Stati membri dell’Unione Le prime notizie sembrano relativamente rassicuranti: pare non via sia stata una fuoriuscita di sostanze radioattive dalla centrale. Sono state attivate le procedure di spegnimento del reattore, dopodiché sarà  possibile, secondo un portavoce della Nek, la società  che gestisce la centrale, verificare le cause dell’incidente.Quello che non è rassicurante è il silenzio informativo delle tv: praticamente su tutte le principali testate sul web la notizia campeggiava giustamente in prima pagina, ma in tv niente, niente alla lettera. Nessun programma è stato interrotto, nessuno ha pensato di aprire una finestra informativa. Neppure Emilio Fede che, quando non fa il propagandista, come giornalista sa il fatto suo e di solito su avvenimenti del genere ci si butta a pesce, bruciando spesso la concorrenza con ottime dirette. Eppure la notizia era ghiotta, ghiottissima, senonaltro in termini di ascolti. Ma in tv sono rimasti tutti zitti. Sarà  forse perché il governo Berlusconi ha deciso di rilanciare il nucleare in grande stile, e questa notizia sarebbe stata una grandissima “seccatura”? Del resto non è la prima volta che la centrale slovena di Krsko è al centro di polemiche per la sua pericolosità : già  nel 2005 la parlamentare dei verdi Luana Zanella aveva presentato una interrogazione piuttosto inquietante. Le conseguenze in caso di fall-out radioattivo alla centrale di Krsko sarebbero drammatiche: la nube radioattiva potrebbe raggiungere Trieste in sole due ore e, complessivamente, sarebbero colpite circa 30 milioni di persone di cui circa 5 milioni a rischio di vita immediato (dati forniti dall’associazione “Amici della Terra”).

07-07-2008 PARIGI – L’Autorità  per la sicurezza nucleare francese ha chiesto in mattinata a Socatri, società  satellite del colosso energetico Areva, di sospendere l’attività  del suo sito di trattamento nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, e di prendere “misure immediate di messa in sicurezza”. Dagli impianti di Socatri, a Tricastin, si era verificata lunedì scorso una fuoriuscita di acque contenenti uranio, con parziale riversamento nei fiumi circostanti. TIMORI ECOLOGISTI MA AUTORITA’ RASSICURANO – DOPO INCIDENTE AREVA SOTTO ACCUSA. Mentre l’Autorità  per la sicurezza nucleare (Asn) diffondeva messaggi rassicuranti, gia’ nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste francesi erano sul piede di guerra dopo la fuoriuscita accidentale di acque di scarico contenenti uranio dalla centrale nucleare di Tricastin in due fiumi vicini. L’ associazione ecologista ‘Uscire dal nucleare’ accusa Areva, azienda proprietaria del sito, “di aver trattenuto deliberatamente informazioni e di fatto, aver messo volontariamente in pericolo la popolazione”, e ha annunciato una manifestazione sabato prossimo a Parigi. Parla invece di “dimostrazione che il nucleare non è un’energia pulita” Greenpeace, che aggiunge: “Nicolas Sarkozy chiaramente omette di precisare questo genere di ‘dettagli’ quando annuncia in pompa magna il lancio di una nuova centrale Epr, per cui Tricastin è uno dei siti possibili”. Reazioni negative anche dalla Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività , che ha annunciato che sporgerà  denuncia contro le due società  filiali di Areva responsabili del sito di Tricas tin, Areva Cn e Socatri, rispettivametne per “la sepoltura di più di 700 tonnellate di scorie” e per “scarichi radioattivi nell’ambiente”. Da parte loro, i responsabili istituzionali mandano invece messaggi rassicuranti. L’Asn ha fatto sapere che i rilievi effettuati nella falda acquifera, in tre pozzi di pompaggio appartenenti a privati e nei corsi d’acqua in cui si sono riversate le acque all’uranio non hanno riscontrato “alcun elemento anormale”. Anche i tassi di radioattività  rilevati nella zona, afferma sempre l’Asn, risultano da una serie di verifiche “in costante diminuzione da ieri sera”. L’INCIDENTE. Sono state mantenute per tutta la notte di martedi’ le misure di sicurezza precauzionali nei comuni intorno alla centrale nuc leare di Tricastin dopo che, durante il lavaggio di una cisterna, parte di 30 metri cubi d’acqua usata, contenente 12 grammi di uranio per litro, era accidentalmente finita in due fiumi vicini. Divieto di attività  nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l’Auzon, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell’irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita. La Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività  (Criirad) aveva denunciato la “mancanza di affidabilità ” della centrale di Tricastin, spiegando che “il rischio sanitario è effettivamente lieve, ma questo incidente, non trascurabile, giunge in seguito a un numero crescente di altri incidenti, che mostrano un degrado della gestione delle scorie su un sito destinato invece a svilupparsi”. Criticato anche il modo di dare informazioni sull’accaduto: “l’utilizzo dell’unità  di misura della massa (il grammo) – ha aggiunto il Criirad – invece di quella della radioattività  (il becquerel) non rende conto dell’ampiezza della fuga”. La perdita, conclude la commissione, avrebbe riversato nei fiumi “uno scarico più di 100 volte superiore al limite annuale”. Si è fatta sentire anche l’organizzazione ‘Uscire dal nucleare’, secondo la quale “é impossibile che una tale fuga, contenente uranio, non abbia conseguenze importanti sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

11-07-2008 INCENDIO NELLA CENTRALE NUCLEARE RINGHALS 11-07-2008

STOCCOLMA- Un incendio si è verificato oggi sul tetto di una turbina nella centrale nucleare di Ringhals, situata a 60 chilometri da Goteborg, nella Svezia occidentale. Secondo i responsabili dell’impianto, l’incendio è stato rapidamente spento senza che il reattore potesse costituire in alcun momento una vera minaccia.”La nostra equipe di pompieri è riuscita a spegnere le fiamme in pochi minuti” ha dichiarato Gosta Larsen, portavoce della centrale. L’incendio è stato provocato dagli operai che lavoravano con alcune torce sul tetto dell’edificio e che hanno involontariamente dato fuoco allo stesso. “Non c’é stato niente di drammatico”, ha aggiunto Larsen, riconoscendo però che una fitta nube di fumo ha invaso il sistema di ventilazione della turbina, facendo scattare gli allarmi anti-incendioesterni che hanno provocato l’arrivo immediato di altre squadre di pompieri locali.La centrale nucleare di Ringhals possiede quattro reattori e produce il 20% circa dell’elettricità  consumata in Svezia.

16-07-2008 FALDA CONTAMINATA NEI PRESSI DELLA CENTRALE DI TRICASTIN

10 giorni dopo la fuoriuscita da un impianto di acque usate contenenti 8,2 grammi al litro di uranio naturale. Il problema stavolta non sono però le acque auperficiali dei fiumi Gaffiere e Lauzon, in cui secondo i dati dell’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn) c’é una “diminuzione regolare del livello di uranio”, ma 4 punti di prelievo d’acqua in profondità , falde freatiche e pozzi privati, in cui la concentrazione di uranio supera la soglia massima fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità  di 15 microgrammi per litro.

18/07/2008 Fuoriuscite di acque contaminate 18-07-2008 Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, “senza impatto sull’ambiente”, sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della

Francia. Lo ha reso noto stamane l’Autorithy francese per la sicurezza nucleare.

21/07/2008 Francia, nuova fuga radioattiva: 15 operai contaminati 21-07-2008 Quindici operai dell’impianto nucleare di Saint Alban, nella regione dell’Isere (sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo. Lo riferisce Electricité de

France (Edf), l’azienda elettrica francese. «Gli operai sono stati leggermente contaminati nel corso di un intervento di manutenzione su un cantiere dell’unità  produttiva numero due», ha indicato un responsabile della direzione. L’incidente non è stato classificato dall’Agenzia di sicurezza nucleare.

23/07/2008 NUCLEARE: FRANCIA, 100 OPERAI LEGGERMENTE CONTAMINATI 23-07-2008 PARIGI – Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati ”leggermente” oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nel reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di EDF.

29/07/2008 allarme a Tricastin 29-07-2008 GRENOBLE Nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. Un centinaio di impiegati sono stati sgomberati dall’impianto a causa dell’allarme lanciato dopo una nuova fuoruscita di polvere radioattiva dal reattore No4.

02/08/2008 Nucleare: forse fuga da nave Usa 02-08-2008Acqua potenzialmente radioattiva puo’ essere fuoriuscita da un sommergibile nucleare americano in navigazione nel Pacifico per mesi.Lo ha reso noto in serata la CNN, riportando fondi ufficiali della Marina. La perdita e’ stata scoperta mentre il sommergibile nucleare, il Houston (che aveva navigato tra Guam, le Hawai i ed il Giappone), era in un porto delle Hawaii per la manutenzione.

06/08/2008 incidente in francia a tricastin 06-08-2008 Tricastin, nel sud della Francia, fa parlare di sé quest’estate per un incidente, anzi un’anomalia: a luglio – ma si è saputo solo oggi – ci sarebbero state troppe emissioni di scorie di carbonio 14 alla fabbrica Socatri (Areva) sul sito in cui già  quattro volte è scattato l’allarme. Lo ha annunciato l’ASN, Autorità  di sicurezza nucleare. Si tratterebbe, in realtà , della prima anomalia in ordine temporale, essendo stata appurata il 4 luglio, durante il trattamento delle scorie. In quella fase, stando all’ASN, ci sarebbe stato “un superamento, per il mese di giugno, del limite di rifiuti gassosi mensili di carbonio 14″.

21/08/2008 Pierrelatte, fuoriuscita di uranio PARIGI, 23 AGO – Una piccola fuoriuscita di uranio e’ stata scoperta due giorni fa nei pressi della centrale nucleare di Pierrelatte, nel sud della Francia. La fuoriuscita e’ stata rilevata da alcuni operai a lavoro su una canalizzazione interrata delle reti di acque della societa’ Comurhex che non era piu’ utilizzata. La prefettura del dipartimento Drome ha parlato di ”un impatto ambientale marginale”, dopo una ispezione dei tecnici dell’ authority per la sicurezza nucleare.

24/08/2008 incidente nucleare a Vandellos Spagna MADRID, 24 AGO – L’impianto nucleare Vandellos II in Catalogna, nel nord-est della Spagna, e’ stato fermato per un incendio, che e’ stato domato. Secondo le autorita’ spagnole ‘alle 08:49 un incendio e’ divampato nel generatore elettrico, e alle 10:30 e’ stato completamente spento. Tutti i sistemi di sicurezza dell’impianto hanno funzionato come previsto, e ora la centrale e’ ferma e in condizioni stabili’. L’impianto e’ stato costruito nel 1980, la sua autorizzazione scade nel 2010.

26/08/2008 Fleurus, Fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località  ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L’incidente risale allo scorso fine settimana, ma solo ora le autorità  competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Per le vie della cittadina di Fleurus – circa 20 mila abitanti -, per iniziativa del sindaco, auto della polizia con altoparlanti hanno diffuso appelli alla prudenza, raccomandando agli abitanti, che vivono entro un raggio di cinque chilometri dal luogo dove è avvenuta la fuga, di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l’acqua piovana o il latte delle loro fattorie fino ad un nuovo ordine. , l’incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli.

24/09/2008 CHERBOURG (FRANCIA) – Un incidente nucleare di “livello 1″ su una scala internazionale da 0 a 7, con un “versamento di materiale”, è avvenuto all’interno di un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico a La Hague, nella regione della Normandia, nel nord-ovest della Francia. Lo rende noto il gruppo nucleare Areva che gestisce l’impianto, aggiungendo che l’incidente “non ha avuto alcuna conseguenza sul personale né sull’ambiente”.

L’incidente, fa sapere l’Areva, è avvenuto il 24 settembre scorso. comunicato il 10/10/2008 La società  in un comunicato scrive che l’incidente è “accaduto durante il riempimento di un contenitore di plutonio” ed è consistito nello “straripamento del contenitore”. “Il materiale (fuoriuscito) è rimasto confinato all’interno del perimetro all’interno del quale si svolgeva l’operazione. I lavori di riempimento è stata interrotta e il materiale (fuoriuscito) è stato recuperato”, scrive Areva. Si tratta del quarto incidente di livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall’inizio del 2008.

06/11/2009 PARIGI, 6 NOV ““ FRANCIA Un incidente si e’ verificato nella centrale nucleare francese di Tricastin, durante la ricarica di una parte delle barre di uranio. Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale sono state quindi sospese. Il gruppo Edf spiega che l’edificio che ospita il reattore ‘e’ stato bloccato per motivi di prevenzione e e’ stata d isposta una vigilanza continua. La direzione della centrale propone di classificare l’evento al livello 1′ su una scala da 0 a 7.

22 nov 2009. Washington, - Una fuga radioattiva nella famigerata centrale nucleare di Three Mile Islan, teatro nel 1979 del peggiore incidente negli Usa, ha esposto 20 dipendenti a un “basso livello” di contaminazione. Lo riferisce il sito web del New York Daily News secondo cui l’operaio piu’ colpito ha ricevuto una dose di 16 millirem, mentre il limite annuo non considerato per icoloso e’ pari a 2.000 millirem. L’incidente si e’ verificato alla 16 locali di sabato nel primo reattore. Alcuni lavoratori stavano tagliando delle condutture nell’impianto in Pennsylvania e’ risuonato l’allarme facendo evacuare i 150 lavoratori presenti. All’esterno dell’impianto non si e’ registrata al momento alcuna contaminazione. Il 29 marzo 1979 la parziale fusione del nocciolo del secondo reattore causo’ la fuoriuscita di 13 milioni di curie che pero’ non causarono alcuna vittima. L’incidente blocco’ la costruzione di nuove centrali negli Usa

29 nov 2009 Kaiga ( INDIA), Le autorità  indiane hanno aperto un’indagine sulla fuoriuscita di una sostanza radioattiva nell’acqua potabile in un impianto di energia nucleare nel sud del paese. In particolare si sta cercando di capire come un perdita di tritio che ha inquinato l’acqua potabile, si sia potuta verificare nell’impianto di Kaiga (450 km da Bangalore), dopo che almeno 55 operai hanno dovuto essere trattati in ospedale per eccessiva esposizione alle radiazioni. L’impianto di Kaiga è considerato ad “alta sicurezza” e le autorità  indiane pensano che la perdita potrebbe essere stata “causata deliberatamente”. La fuoriuscita di materiale radioattivo, hann o specificato gli inquirenti, non ha interessato né l’ambiente né la popolazione della zona.

27 agosto 2010 Aleksandrovsk, RUSSIA Secondo il Barents Observer, ci sarebbe un aumento del livello di radiazioni dopo l’incendio che si è sviluppato in un cantiere navale russo nella penisola di Kola implicato nella demolizione di materiale mi litare nucleare e rifiuti radioattivi. I norvegesi lamentano il fatto di non essere stati avvisati dai russi dell’incidente che è scoppiato il 27 agosto nel cantiere 10 in Aleksandrovsk, precedentemente conosciuto come Polyarny, e che ci sono volute circa due ore per domare l’incendio, almeno a leggere quel che scrive il giornale Novaya Gazeta. Non ci sarebbero feriti, ma nessuno sa quali danni siano stati fatti dal fuoco che ha distrutto terminal di arrivo dei fusti radioattivi destinati allo smaltimento.

25 ottobre 2010 USA FIUME Mohawk. Il Department of environmental conservation (Dec) Usa ha reso noto che ad ottobre almeno 640 galloni di acque reflue contaminate fuoriuscite dal Knolls atomic power laboratory sono finite attraverso uno scarico nel fiume Mohawk. L’acqua contaminata conteneva cesio 137, stronzio 90, uranio e plutonio e il Dec ha spiegato che è finita nel fiume per lo straripamento di un canale sotterraneo drenante.

11 marzo 2011 Onagawa Giappone centrale nucleare in fiamme. Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Giappone, arrivato a 32. Ma in questo momento l’emergenza più pressante è quella nucleare. Nonostante quattro centrali siano state chiuse c’è un principio di incendio in quella di Onagawa, nella prefettura di Miyag. Il problema maggiore è che non c’è abbastanza elettricità  per raffreddare i noccioli delle centrali, che si stanno rapidamente surriscaldando in quanto il terremoto ha messo fuori uso gli impianti di raffreddamento. Per ora non ci sono segnalazioni di perdite di materiali radiattivi, ma il Primo Ministro Naoto Kan ha lanciato un allarme nucleare, confermato dall’Agenzia atomica dell’Onu

12 marzo 2011 INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE esplosione centrale Fukushima Alcuni impiegati della centrale nucleare di Fukushima sono stati feriti da un’esplosione, che avrebbe polverizzato la gabbia di contenimento di uno dei reattori. Lo rife risce la tv pubblica Nhk, spiegando che una colonna di fumo bianco sembra venir fuori dall’impianto, che ha gia’ problemi di raffreddamento. Poco prima dell’esplosione l’Agenzia nipponica sulla sicurezza nucleare aveva annunciato il successo delle operazioni di riduzione della pressione nel reattore.

 

INCIDENTI NUCLEARI IN ITALIA FINO A OGGI “¦”¦..nessuno

DA DOMANI IN POI DIPENDE ANCHE DA TE: non disertare il referendum di giugno vota SI contro il nucleare.

Una centrale nucleare produce diverse sostanze radioattive di breve, media e lunga durata, alcuni con un’emivita, tempo di dimezzamento di un isotopo radioattivo, che vanno oltre la nostra immaginazione.

 

NUCLEARE O SOLARE?

Riflettendo sui dati che il Ministro Romani ha sciorinato durante un suo intervento durante la popolare trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”. Il professore di fisica Ruggero Da Ros, che ha posto la questione anche ai suoi studenti, ci tiene a precisare che 25.000 MW che potrebbero essere installati in 4 anni (più gli 8.000 già  installati) costerebbero agli italiani 140 miliardi di euro in 20 anni, ma fornirebbero la stessa energia di 4 centrali nucleari, che saranno pronte tra non meno di sette anni e che NON costerebbero meno di 140 miliardi di euro. Allora, sostiene il professore , la domanda da fare agli italiani dovrebbe essere questa: per avere la stessa energia siete disposti a spendere 140 miliardi di euro per il fotovoltaico o per il nucleare ?

Chi ha tutto l’interesse a pilotare appalti e intascare tangenti non ha dubbi, a lui conviene il nucleare! Ma a te?

 

12 giugno referendum contro il nucleare, vota SI per abrogare il ritorno alla follia

 

Il black out di una centrale nucleare causerebbe una mancanza di energia pari a 11.000 MW, PARALIZZANDO MEZZA ITALIA,(ricordate i black out nelle grandi città  americane (dove le centrali nucleari non mancano). Una centrale solare non puo’ avere black out.