<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Naturalmente Verona</title>
	<atom:link href="http://www.naturalmenteverona.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.naturalmenteverona.org</link>
	<description>festival dell&#039;economia eco-equo solidale</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 May 2013 14:14:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Arte al forte 18-19 maggio 2013</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/arte-al-forte-2013/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/arte-al-forte-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 13:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miro Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produttori di beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura locale]]></category>
		<category><![CDATA[economia locale]]></category>
		<category><![CDATA[produttori locali]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3132</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 18 maggio e Domenica 19 maggio 2013 ci sarà il secondo evento a Forte Gisella organizzato da Filiera Italia. Filiera Italia e Bioloc (progetto agro-alimentare lanciato da Naturalmente Verona) hanno intrapreso un percorso di collegamento in rete. Ecco i dettagli e la locandina dell&#8217;evento Arte al Forte. Arte al Forte Filiera Italia è lieta&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 maggio e Domenica 19 maggio 2013 ci sarà il secondo evento a Forte Gisella organizzato da Filiera Italia. Filiera Italia e Bioloc (progetto agro-alimentare lanciato da Naturalmente Verona) hanno intrapreso un percorso di collegamento in rete. Ecco i dettagli e la locandina dell&#8217;evento Arte al Forte.</p>
<h1>Arte al Forte</h1>
<p><a href="http://www.filieraitalia.org/" target="_blank"><strong>Filiera Italia</strong></a> è lieta d’invitarvi all’evento organizzato in collaborazione con la <strong>Parrocchia di S.Lucia</strong> e con il patrocinio della <strong>IV Circoscrizione</strong> “<strong>Arte al Forte – Mostra e Mercato</strong>” <strong>sabato 18 e domenica 19 Maggio</strong> a <span style="font-size: x-large;"><strong>Forte Gisella</strong></span>, stupenda location storica del 1860 in <strong>località Santa Lucia, Verona – Via Mantovana, 117</strong>. Un’occasione unica per scoprire esposizioni di <strong>fotografia</strong>, <strong>pittura</strong>, <strong>scultura</strong>, coniugate con una <strong>mostra-mercato dell’artigianato locale e dell’hand-made</strong> di elevata qualità.</p>
<p>L’evento, ad <strong>ingresso completamente libero e gratuito</strong>, darà modo a tutta la famiglia di apprezzare le creazioni di vari artisti, artigiani e hobbisti, valorizzando un contesto storico poco conosciuto ma di sicuro interesse e attrattiva.</p>
<p>Sono previsti <strong>laboratori e intrattenimento</strong> per i più piccoli, <strong>visite guidate</strong> al Forte, <strong>musica dal vivo</strong>, <strong>spettacoli teatrali</strong> e <strong>incontri letterali</strong>.</p>
<p>In particolare in <strong>programma</strong> per la giornata di sabato 18 Maggio dalle 21.00 avremo musica dal vivo a cura di due importanti gruppi del panorama musicale veronese i <a href="http://www.cafedesordre.it/" target="_blank">Cafè Desordre</a> con la loro magica Psycho Folk e a seguire gli <a href="https://www.facebook.com/headwayvr" target="_blank">Headway</a> con la loro adrenalinica Pop/Rock Punk.</p>
<p>Per la domenica alle ore 16.00 avremo la compagnia teatrale “<a href="http://www.fitaveneto.org/2011/compagnie/verona/610-il-dono-del-sorriso-di-cerea" target="_blank">Il Dono Del Sorriso</a>” di Cerea, con la loro commedia fantastica “C’era una volta una scarpina di cristallo e…” rivisitazione delle favole per far sorridere grandi e piccini e riscoprire valori come l’amore e l’amicizia.</p>
<p>A seguire, sempre domenica, a partire dalle ore 18.00 ci sarà l’aperitivo letterario, dove potrete ascoltare il giovane e brillante autore Alessandro Marchi con il racconto delle vicissitudini che l’hanno portato alla pubblicazione della sua prima opera “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=E920VOr5RFM" target="_blank">Fegato e Cuore</a>”.</p>
<p>Per tutta la durata dell’evento <strong>servizio di ristorazione</strong> aperto con <strong>chioschi enogastronomici</strong>.</p>
<p>Sarà un’occasione irripetibile per visitare il Forte, di solito chiuso al pubblico e stare all’aria aperta con tutta la famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Programma della manifestazione</strong></h2>
<p><strong>Sabato 18 Maggio</strong><br />
<strong>10.30</strong> – Apertura Mostra Mercato<br />
Laboratori d’intrattenimento per i bambini e gli adulti, servizio di ristorazione aperto tutto il giorno.<br />
<strong>21.00</strong> – Musica dal vivo con i <a href="http://www.cafedesordre.it/" target="_blank">Cafè Desordre</a> e a seguire gli <a href="https://www.facebook.com/headwayvr" target="_blank">Headway</a></p>
<p><strong>Domenica 19 Maggio</strong><br />
<strong>10.30</strong> – Apertura Mostra Mercato<br />
Inizio Visite guidate al Forte con la collaborazione di guida specializzata<br />
Laboratori d’intrattenimento per i bambini e gli adulti, servizio di ristorazione aperto tutto il giorno.<br />
<strong>16.00</strong> – Spettacolo di teatro con la compagnia “<a href="http://www.fitaveneto.org/2011/compagnie/verona/610-il-dono-del-sorriso-di-cerea" target="_blank">Il Dono Del Sorriso</a>” opera fantastica “C’era una volta una scarpina di cristallo e…”<br />
<strong>18.00</strong> – Aperitivo letterario con l’autore del libro “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=E920VOr5RFM" target="_blank">Fegato e Cuore</a>” Alessandro Marchi</p>
<div id="attachment_3137" class="wp-caption alignleft" style="width: 515px"><a href="http://www.naturalmenteverona.org/blog/wp-content/uploads/arte-al-forte-2013.jpg"><img class=" wp-image-3137 " title="arte-al-forte-2013" src="http://www.naturalmenteverona.org/blog/wp-content/uploads/arte-al-forte-2013.jpg" alt="Locandina di Arte al Forte 2013" width="505" height="715" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina di Arte al Forte 2013</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/arte-al-forte-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>riunione Arcipelago Scec Verona 9 maggio 2013</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/riunione-scec-verona-9-maggio/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/riunione-scec-verona-9-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 May 2013 14:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miro Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buoni locali solidali]]></category>
		<category><![CDATA[Arcipealago SCEC]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3119</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Giovedì 9 maggio 2013 ore 18:00 presso Legambiente &#160; Via Bertoni N.4 Verona &#160; è convocata una riunione per tutti gli aderenti Arcipelago Scec della provincia di Verona. &#160; Si farà il punto della situazione per la nostra provincia. (facebook.com/ArcipelagoScecVerona)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì <span style="font-size: x-large;"><strong>9 maggio</strong></span> 2013 ore 18:00</p>
<p>presso <span style="font-size: large;">Legambiente</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<address>Via Bertoni N.4</address>
<address>Verona</address>
<p>&nbsp;</p>
<p>è convocata una</p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #339966;"><strong>riunione</strong></span> per tutti gli aderenti<br />
<span style="color: #339966;"><strong>Arcipelago Scec</strong></span><br />
della provincia di <span style="color: #339966;"><strong>Verona</strong>.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si farà il punto della situazione per la nostra provincia.</span></p>
<p>(<a title="ArcipelagoScecVerona" href="https://www.facebook.com/ArcipelagoScecVerona" target="_blank">facebook.com/ArcipelagoScecVerona</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/riunione-scec-verona-9-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vedere la rete</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/grafo001-vedere-la-rete/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/grafo001-vedere-la-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 15:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miro Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafo Rete Verona]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di rete]]></category>
		<category><![CDATA[universitÃ ]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3091</guid>
		<description><![CDATA[Buongiono a tutte e a tutti! mi chiamo Miro Marchi, sono uno studente del Dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche dell&#8217;Università di Verona e da poco faccio parte del direttivo di Naturalmente Verona. La mia attività di ricerca consiste nel trovare dei modi concreti di favorire la collaborazione tra i tanti gruppi che si prendono cura&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiono a tutte e a tutti!</p>
<div id="attachment_3112" class="wp-caption alignright" style="width: 232px"><a href="http://www.naturalmenteverona.org/grafo001-vedere-la-rete/miro-marchi/" rel="attachment wp-att-3112"><img class="size-full wp-image-3112" title="miro marchi" src="http://www.naturalmenteverona.org/blog/wp-content/uploads/miro-marchi.png" alt="miro marchi" width="222" height="262" /></a><p class="wp-caption-text">Miro Marchi</p></div>
<p>mi chiamo Miro Marchi, sono uno studente del <a title="Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche e Antropologiche - Università degli Studi di Verona" href="http://www.dsavr.it/" target="_blank">Dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche</a> dell&#8217;<a title="Università degli Studi di Verona" href="http://www.univr.it/">Università di Verona</a> e da poco faccio parte del direttivo di <a title="naturalmente verona - pagina principale" href="http://www.naturalmenteverona.org" target="_blank">Naturalmente Verona</a>. La mia attività di ricerca consiste nel trovare dei modi concreti di <strong>favorire la collaborazione tra i tanti gruppi che si prendono cura del bene comune e della sostenibilità nel territorio veronese</strong>.</p>
<p>Il mio background di studi ha due anime &#8220;pratiche&#8221;: da una parte l&#8217;<a title="Voce Etnografia su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etnografia" target="_blank">etnografia</a>, la tecnica di ricerca sviluppata dall&#8217;antropologia (mi sono laureato in <a title="Corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale, Etnologia, Etnolonguistica - Università Ca' Foscari Venezia" href="http://www.unive.it/cdl/fm1" target="_blank">antropologia all&#8217;università di Venezia Ca&#8217; Foscari</a> nel 2010); e dall&#8217;altra l&#8217;<a title="voce Analisi delle Reti Sociali su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_delle_reti_sociali" target="_blank">analisi delle reti sociali</a>, una tecnica interdisciplinare di rappresentazione e analisi di dati relazionali.</p>
<p>Il progetto che ho elaborato per questa ricerca sulle reti veronesi nasce anche grazie a fruttuosi scambi di idee con Naturalmente Verona, di cui vi racconterò prossimamente. Il progetto sta coinvolgendo molte persone, tra cui sicuramente alcuni di voi che leggete questo sito. Quello che scrivo qui di seguito è il primo di <strong>una serie di report</strong> che hanno l&#8217;obiettivo di<strong> presentare la mia ricerca e </strong>di<strong> raccontarne gli sviluppi</strong>, in modo che<strong> tutti voi che siete interessati possiate seguirne l&#8217;avanzamento ed intervenire scrivendo i vostri commenti</strong>.</p>
<p>Come dicevo, ciò di cui mi occupo è trovare <strong>metodi pratici</strong> per <strong>favorire</strong> l&#8217;emergenza di<strong> auto-organizzazione nelle reti</strong> economiche plurali (pubbliche, private, sociali) <strong>orientate ai beni comuni e alla sostenibilità</strong>. In particolare i metodi pratici su cui mi concentro consistono nella <strong>costruzione condivisa di grafi di rete</strong>: strumenti di rappresentazione in grado di rendere pensabile la complessità delle relazioni e delle azioni di questa rete di economia vitale di cui facciamo parte. La scommessa è proprio che questa<strong> capacità di visione d&#8217;insieme della rete </strong>divenga un<strong> catalizzatore per l&#8217;attitudine cooperativa e l&#8217;azione coordinata</strong>. Ci sono molte buone ragioni per pensarla così e le vedremo nei prossimi report.</p>
<p><span style="font-size: 13px;">Cosa sono concretamente questi grafi? Come funzionano? Chi sono i soggetti protagonisti di queste reti? Cosa sono le reti economiche e cosa vuol dire reti economiche plurali orientate ai beni comuni e alla sostenibilità? Che cosa significa favorire l&#8217;emergenza di auto-organizzazione? Ad alcune di queste domande posso già rispondere, grazie alle mie ricerche precedenti e all&#8217;esperienza fatta fin&#8217;ora sul campo insieme a molte persone di </span><a style="font-size: 13px;" title="Naturalmente Verona" href="http://www.naturalmenteverona.org">Naturalmente Verona</a><span style="font-size: 13px;">, di </span><a style="font-size: 13px;" title="Mag Verona" href="http://www.magverona.it/">Mag</a><span style="font-size: 13px;">, di </span><a style="font-size: 13px;" title="Villa Buri" href="http://www.villaburi.it">Villa Buri</a><span style="font-size: 13px;">, di </span><a style="font-size: 13px;" title="Movimento Decrescita Felice Verona" href="http://www.decrescitafelicevr.org/">Mdf</a><span style="font-size: 13px;">, dell&#8217;</span><a style="font-size: 13px;" title="Università degli Studi di Verona" href="http://www.univr.it/">Università di Verona</a><span style="font-size: 13px;"> (per nominare le reti con cui ho finora collaborato maggiormente). Altre domande sorgeranno in seguito.<br />
</span></p>
<p>Vorrei raccontare questa storia man mano che si svolge e per farlo devo mettermi al passo, raccontarvi del perché mi interesso di reti, di come è nata questa idea, come sono arrivato a Naturalmente Verona, della collaborazione tra questo progetto Grafo e il progetto Portale del Terzo Settore ad esempio&#8230; Partirò quindi dall&#8217;inizio, da come ho conosciuto Andrea Tronchin, nelle prossime pagine!</p>
<p><strong>Per interagire</strong> con questi report o per informazioni sulla ricerca potete <strong>scrivere commenti</strong> direttamente su queste pagine, oppure <strong>scrivermi</strong> all&#8217;indirizzo miro.marchi@gmail.com, tutti i miei dati sono sul <a title="Miro Marchi - personal blog" href="http://miromarchi.wordpress.com">mio blog personale</a> (compresi account facebook, skype, numero di telefono, &#8230;) oppure potete <strong>contattare</strong> direttamente <a title="email di naturalmente verona" href="mailto:info@naturalmenteverona.org">Naturalmente Verona</a>, <strong>oppure incontriamoci</strong>! Tutti gli scritti su questo progetto saranno elencati nella categoria <a title="elenco di tutti i post del progetto Grafo Rete Verona" href="http://www.naturalmenteverona.org/category/blog/grafo-rete-verona/">grafo-rete-verona</a>; potete usare il feed <a href="http://www.naturalmenteverona.org/feed/">RSS</a> del sito per aggiungere questi post al vostro reader.</p>
<p>Miro</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/grafo001-vedere-la-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Andiamo di male in peggio</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/andiamo-di-male-in-peggio/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/andiamo-di-male-in-peggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 17:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Economia solidale e decrescita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3078</guid>
		<description><![CDATA[Bilancio dell&#8217;Anno: stiamo andando di male in peggio.La realtà mondiale è complessa. É impossibile fare un unico bilancio. Tenterò di farne uno relativo alla macro-realtà e un altro alla micro. Se consideriamo il modo in cui i padroni del Potere stanno affrontando la crisi sistemica del nostro tipo di civilizzazione, organizzata nello sfruttamento illimitato della&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bilancio dell&#8217;Anno: stiamo andando di male in peggio.La realtà mondiale è complessa. É impossibile fare un unico bilancio. Tenterò di farne uno relativo alla macro-realtà e un altro alla micro. Se consideriamo il modo in cui i padroni del Potere stanno affrontando la crisi sistemica del nostro tipo di civilizzazione, organizzata nello sfruttamento illimitato della natura, nell&#8217;accumulazione anch&#8217;essa illimitata e in una conseguente creazione di una doppia ingiustizia: quella sociale, con le perverse disuguaglianze a livello mondiale,  e quella ecologica, con la destrutturazione della rete della vita che garantisce la nostra sopravvivenza, e se prendiamo anche come punto di riferimento la COP 18 sul riscaldamento globale, realizzata alla fine di questo anno a Doha in Qatar, possiamo dire, senza esagezione: stiamo andando di male in peggio. Proseguendo su questa strada, ci troveremo di fronte, e non manca molto, a un “Abisso Ecologico”. Finora non si sono prese le misure necessarie per cambiare il corso delle cose. La economia speculativa continua a proliferare , i mercati sono sempre più competitivi, che equivale a dire sempre meno regolati, e l&#8217;allarme ecologico, rappresentato nel riscaldamento globale, viene posto praticamente di lato. A Doha è mancato solo che si desse l&#8217;estrema unzione al Trattato di  Kyoto. E per ironia nella prima pagina del documento finale, che nulla ha risolto, rimandando tutto al 2015, è scritto: “il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta e questo problema deve essere affrontato  urgentemente da tutti i paesi”.<span id="more-3078"></span></p>
<p>E non lo si sta affrontando. Come ai tempi di  Noé, continuiamo a mangiare, bere e apparecchiare le tavole del Titanic che sta affondando, ascoltando musica per di più.<br />
La Casa sta prendendo fuoco e mentiamo agli altri dicendo che non è niente.<br />
Ho due motivi per arrivare a questa conclusione realista che sembra pessimista.<br />
Voglio dire con José Saramago: ”non sono pessimista; é la reltà che é pessima; io sono realista”.<br />
Il primo motivo è la falsa premessa che sostiene e alimenta la crisi: l&#8217;obbiettivo è la crescita materiale illimitata  (l&#8217;aumento del PIL), realizzato sulla base dell&#8217;energia fossile e con il flusso totalmente libero dei capitali, specialmente quelli speculativi.<br />
Questa premessa  è presente nei programmi di tutti i paesi, compreso quello del Brasile.<br />
La falsità di questa premess sta nel fatto che non tiene per nulla in considerazione i limiti del sistema-Terra. Un Pianeta limitato non sopporta progetti illimitati, che non possiedono sostenibilità.<br />
Aliás, si evita la parola sostenibilità che proviene dalla scienze della vita; la vita  é non-lineare, è organizzata in reti di interdipendenza di tutti con tutti, reti che mantengono attivi i fattori che garantiscono il perpetuarsi della vita e della nostra civilizzazione.<br />
Si preferisce parlare di sviluppo sostenibile, senza tener conto che si tratta di un concetto contradditorio perchè é lineare, sempre crescente, che suppone il dominio della natura e la rottura dell&#8217;equilibrio ecosistemico.<br />
Non si arriva ad alcun accordo sul clima perchè le potenti multinazionali del petrolio influenzano politicamente i governi e boicottano qualsiasi misura che faccia dimunuire i loro lucri e per questo non appoggiano le energie alternative.<br />
Cercano soltanto di aumentare ogni anno il PIL.<br />
Questo modello è rifiutato dai fatti: non funziona più né nei paesi centrali, come dimostra la crisi  attuale, né in quelli periferici.<br />
O si trova un altro tipo di crescita che sia essenziale per il sistema-vita, ma che per noi deve rispettare la capacità della Terra e i ritmi della natura, o incontreremo l&#8217;innominabile.<br />
Il secondo motivo, per il quale mi sto battendo da oltre 30 anni, è più di ordine filiosofico.<br />
Esso  implica conseguenze paradigmatiche: il riscatto dell&#8217;intelligenza cordiale o emozionale per  equilibrare il potere distruttore della ragione strumentale, sequestrata da secoli dal processo produttivo accumulatore.<br />
Come ci dice il filosofo francese Patrick Viveret “ la ragione strumentale senza l&#8217;intelligenza emozionale ci può portare perfettamente alle peggiori barbarie”(Por uma sobriedade feliz, Quarteto 2012, 41); basta considerare il ridisegno dell&#8217;umanità , progettato da Himmler e che culminò nella shoah, nella eliminzioni di zingari e deficienti.<br />
Se non incorporiaro l&#8217;intelligenzia emozionale alla ragione strumentale-analitica, non sentiremo mai il grido degli affamati, il gemito della Madre Terra, il dolore delle foreste abbattute e la devastazione  attuale della biodiversità, nell&#8217;ordine di quasi centomila specie all&#8217;anno (E.Wilson). </p>
<p>Con la sostenibilità deve venire la cura, il rispetto e l&#8217;amore per tutto quello che esiste e che vive. Senza questa rivoluzione della mente e del cuore andremo, si, di male in peggio.</p>
<p>Di Leonardo Boff del Movimento dei Senza Terra &#8211; MST &#8211; del Brasile (traduzione di Antonio Lupo)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/andiamo-di-male-in-peggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ne abbiamo abbastanza!</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/ne-abbiamo-abbastanza/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/ne-abbiamo-abbastanza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 16:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa attiva del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia solidale e decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Il buon mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori di beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità  alimentare e idrica]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Rurale Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[contadini]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Lilliput]]></category>
		<category><![CDATA[terre marginali]]></category>
		<category><![CDATA[via campesina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3075</guid>
		<description><![CDATA[Coordinamento Europeo di Via Campesina - Comunicato stampa , Bruxelles 17 gennaio 2013 PAC: « Ne abbiamo abbastanza ! » Il Coordinamento Europeo di Via Campesina aderisce e sostiene la manifestazione « Wir haben es satt! » Questo sabato 19 gennaio 2013 a Berlino. Il Coordinamento Europeo di Via Campesina (ECVC) dà il proprio appoggio alla&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coordinamento Europeo di Via Campesina </strong>- Comunicato stampa , Bruxelles 17 gennaio 2013 <strong>PAC: « Ne abbiamo abbastanza !</strong> » Il Coordinamento Europeo di Via Campesina aderisce e sostiene la manifestazione « Wir haben es satt! »<br />
Questo sabato 19 gennaio 2013 a Berlino. Il Coordinamento Europeo di Via Campesina (ECVC) dà il proprio appoggio alla manifestazione tedesca in favore di una agricoltura famigliare e sostenibile, che si terrà questo 19 gennaio a Berlino. Questo evento è co-organizzato da AbL, membro tedesco di ECVC, e da « Meine Landwirtschaft », una coalizione tedesca della società civile. In tutti i Paesi europei ne abbiamo abbastanza di questa politica agricola che continua ad eliminare  migliaia di agricoltori, nonostante sia chiaro che l’accesso ad una alimentazione di qualità è ben lontano dall’essere assicurato a tutti gli europei, e nonostante la preoccupante degradazione dei nostri ecosistemi.<br />
Nel pieno della grave crisi finanziaria e sociale che sta colpendo tutta l’Europa, la proposta di riforma della PAC post 2013 dovrebbe avere il coraggio di puntare al sostegno del lavoro, dell’agricoltura locale, delle filiere corte e dell’« innovazione contadina ». Per questa ragione il tetto agli aiuti, il sostegno alle piccole aziende agricole e alla agricoltura ecologica, dovrebbero essere considerati come degli imperativi. La manifestazione di Berlino esprimerà nuovamente ad alta voce quelle che sono le nostre proposte per  un nuovo ed indispensabile sistema agricolo e alimentare nel quadro della <strong>sovranità alimentare</strong>.<span id="more-3075"></span></p>
<p>Con Henrik Mass di AbL, e Genevieve Savigny, del Comitato di Coordinamento Europeo, una delegazione di ECVC sarà presente e disponibile per le interviste durante tutto il corso delle manifestazione.<br />
ECVC sostiene la buona riuscita di questa manifestazione.<br />
Genevieve Savigny -ECVC (FR -EN) +33 625551687<br />
Henrik Mass  &#8211; AbL (DE –EN) +49 1608217015<br />
Irmi Saltzer &#8211; OBV – (DE-EN) +43-699-11 82 76 34</p>
<p>Fonte: Associazione Rurale Italiana &#8211; ARI</p>
<p><strong>“Da Terra marginale a Terra originale”. </strong>I Contadini delle Langhe si “contano”, e si confrontano a 360°, in un convegno a Clavesana (CN).<br />
Organizzato in collaborazione e con il sostegno di Cantina Clavesana, l’incontro, previsto per venerdì 11/1, mira a realizzare una “mappatura” della ruralità locale e a elaborare un progetto di “resistenza” agricola applicabile ad ogni parte d’Italia.<br />
Non sempre la marginalità è un handicap. Essa può essere anche l’espressione di una ricchezza non affine al sistema. E costituire un elemento identitario da spendere bene sul mercato di un’economia sostenibile. Quando è così, in agricoltura la sfida consiste nel non permettere che l’impresa agricola imbocchi quella china che, sotto una spinta globalizzante, fa pian piano scivolare la terra dal centro alla periferia. E quindi fuori dalla scena, in un oblio progressivo e silenzioso.<br />
Per evitare ciò, occorre che i soggetti che compongono la società rurale – ovvero il tessuto delle aziende, delle famiglie e della loro rete di relazioni e valori – si uniscano in un solo percorso e, nella difesa della propria individualità, difendano anche l’identità collettiva. Trasformando il territorio in cui vivono da Terra marginale a Terra originale.<br />
È questo -porre le basi per l’individuazione di un progetto condiviso, capace di unire localmente e di fungere da modello per tutte le altre realtà locali- lo scopo del convegno Da  Terra <br />
marginale a Terra originale, che l’associazione Mercato dei Contadini delle Langhe (www.mercatodeicontadinidellelanghe.it) e Cantina Clavesana (www.inclavesana.it) -con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la collaborazione della Scuola alberghiera G. Giolitti di Mondovi (CN) e dell&#8217;Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN)- organizzano per l’intera giornata di venerdì 11/1 nell’ex scuola elementare delle Surie, a Clavesana (CN).<br />
Sul tappeto, il confronto tra esperienze locali e nazionali per l’individuazione di una via in grado di garantire all’impresa agricola un futuro diverso da quello che spesso appare ineluttabile, cioè l’omologazione e la perdita delle radici, delle tradizioni, dell’identità.<br />
La mattina ne parleranno, tra gli altri, Alessandro Mortarino, Coordinatore Nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio, la ricercatrice Paola Migliorini e il Professor Piercarlo Grimaldi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), Furio Venarucci, vicepresidente della Confederazione Italiana Liberi Agricoltori e Fabio Palladino del Mercato Contadini delle Langhe.<br />
Il pomeriggio sarà dedicato alla presentazione di esempi nazionali ed europei di come altre realtà rurali finanzino e supportino il ritorno dei giovani in agricoltura.<br />
“Ognuno dei nostri 350 soci - dice Anna Bracco, direttore di Clavesana – è un esempio e un potenziale protagonista di questo futuro fatto di continuità e di resistenza. Per questo abbiamo fortemente voluto essere parte dell’iniziativa e ospitarla nella nostra ex scuola elementare delle Surie, che è a sua volta un simbolo di continuità e di speranza”.<br />
La partecipazione al convegno è aperta a chiunque, purché munito di invito e pre-iscrizione (che possono essere richiesti a Cantina Clavesana chiamando Manuela allo 0173 790451 oppure manuela@inclavesana.it).<br />
Ulteriori informazioni e materiale di approfondimento sui temi affrontati sul blog di Clavesana www.siamodolcetto.it<br />
 <br />
PROGRAMMA<br />
11 gennaio 2013 – Scuola Elementare delle Surie – Clavesana (CN)<br />
Da Terra marginale a Terra originale<br />
Come possiamo aiutare le nuove generazioni a riappropriarsi della nostra Terra<br />
Ore 9:30 - Benvenuto di introduzione<br />
Stefano Tesi, Giornalista e Presidente ASET – Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana<br />
L’Agricoltura, un bene comune.<br />
Alessandro Mortarino, Coordinatore Nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio<br />
Resoconto economico-sociale-ambientale dell’agricoltura locale, in sintesi.<br />
Paola Migliorini, ricercatrice presso Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN)<br />
Perché l’agricoltura è un settore in crisi,<br />
Furio Venarucci, vicepresidente della Confederazione Italiana Liberi Agricoltori<br />
Testimonianze di contadini a fine carriera<br />
Testimonianze di aspiranti contadini<br />
Presentazione del progetto Da Terra marginale a Terra originale<br />
Professor Piercarlo Grimaldi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Fabio Palladino del Mercato Contadini delle Langhe.<br />
Ore 11:00 – Pausa<br />
Ore 11:30 - Presentazione casi concreti di opportunità per i giovani di ritorno alla Terra:<br />
Regionalwert AG &#8211; Un esempio dalla Germania di come sia possibile finanziare giovani agricoltori. Leonard Reindl, ex studente Università di Scienze Gastronomiche e socio Regionalwert AG<br />
Associazione Streccapogn &#8211; Un esempio dall’Emilia Romagna di come privati cittadini finanziano il ritorno alla terra di giovani. Davide Bochicchio, socio fondatore<br />
Ore 12:00 – Conclusioni, Stefano Tesi<br />
Ore 12:15 – Interventi dal pubblico<br />
Ore 13:00 – Pausa pranzo<br />
Ore 14:30 – 16:30 - Laboratori di approfondimento dei casi concreti.<br />
Moderatori: Andrea Paoletti, Architetto promotore della rinascita di borghi rurali e Ludovico Roccatello, coordinatore dello Youth Food Movement di Slow Food<br />
Ore 16:30 – Pausa<br />
Ore 16:45 – 17:30 &#8211; Conclusioni, ringraziamenti e primi passi nel progetto.<br />
&#8211;<br />
La partecipazione al convegno è aperta a chiunque, purché munito di invito e pre-iscrizione (che possono essere richiesti a Cantina Clavesana chiamando Manuela allo 0173 790451 oppure manuela@inclavesana.it)<br />
lista res &#8211; rete di economie solidali<br />
per iscrizioni e cancellazioni http://liste.retelilliput.org/wws/info/res </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/ne-abbiamo-abbastanza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Chiapas alla Valle di Susa</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/dal-chiapas-alla-valle-di-susa/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/dal-chiapas-alla-valle-di-susa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 18:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa attiva del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[chapas]]></category>
		<category><![CDATA[maya]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>
		<category><![CDATA[val di susa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3071</guid>
		<description><![CDATA[Dal Chiapas alla Valle di Susa, una lunga catena quasi simultanea della non violenza. All’insaputa gli uni degli altri, dal Chiapas alla Valle di Susa, si è snodata una lunga catena della nonviolenza, quasi simultaneamente. Nel fatidico 21 dicembre 2012, fine del calendario maya interpretato malamente come “fine del mondo” invece che come fine di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Chiapas alla Valle di Susa, una lunga catena quasi simultanea della non violenza. All’insaputa gli uni degli altri, dal Chiapas alla Valle di Susa, si è snodata una lunga catena della nonviolenza, quasi simultaneamente. Nel fatidico 21 dicembre 2012, fine del calendario maya interpretato malamente come “fine del mondo” invece che come fine di un’era di dominazione colo-nialista dell’oligarchia capitalista neoliberista, 50.000 zapatisti maya hanno marciato unendosi idealmente, senza saperlo, ad altri 50.000 che da Torino a Susa hanno unito le loro mani nella grande catena umana (il Sentiero Umano di Sostenibilità Ambientale e Artistica, S.U.S.A.) che segna l’inizio di una nuova era di speranza. E’ l’inizio della “grande transizione” che i movimenti di ispirazione nonviolenta stanno attivando in ogni regione del mondo per affrontare la grande crisi sistemica e indicare le vie d’uscita da un sistema di potere che ha gettato nel caos, nella sofferenza e nella disperazione le fasce più povere dell’intera umanità. In particolare, il movimento delle “città in transizione” è una delle esperienze più concrete e significative di costruzione di uno stile di vita individuale e collettivo che si richiama alla semplicità volontaria: più lento, più dolce, più profondo. E anche gli zapatisti si ispirano a questa “pedagogia della lumaca”, proposta e sperimentata da Gianfranco Zavalloni, che essi hanno saputo mettere magistralmente in scena durante la loro manifestazione.<span id="more-3071"></span> </p>
<p>Lezioni di organizzazione e dignità dagli zapatisti</p>
<p>Marta Molina</p>
<p>Il 1° gennaio è stato l’anniversario dell’apparizione in pubblico dell’EZLN, l’Ejército Zapatista de Liberaciòn Nacional, nel 1994. Dalla prima mattina del 31 dicembre 2012, migliaia di famiglie sono arrivate portando cibo, coperte e scorte nella città del “Caracol” de Oventic, situata a 40 miglia da San Cristòbal de las Casa, nello stato messicano del Chiapas. A Oventic, ove ha sede il Consiglio del Buon Governo, in migliaia hanno celebrato i 19 anni di lotta e resistenza in una festa politico-culturale che è durata fino all’alba. Due giorni prima l’EZLN aveva pubblicato un comunicato che spiegava le sue mosse successive, dopo la recente mobilitazione di massa del 21 dicembre.</p>
<p>Ciò che gli zapatisti hanno realizzato nel Chiapas poteva essere realizzato soltanto con la dignità, l’organizzazione e la disciplina. Nel giorno per il quale i maya avevano predetto la fine di un ciclo di calendario e l’inizio di un altro, almeno 50.000 maya zapatisti sono usciti dalle loro zone autonome per marciare in silenzio in cinque città del Chiapas: Ocosingo, Palenque, Altamirano, Las Margaritas e San Cristòbal de las Casas.</p>
<p>Questa azione è stata la più vasta mobilitazione nonviolenta della storia del movimento zapatista, anche più vasta della marcia del marzo scorso, quando 45.000 membri hanno manifestato il loro sostegno al Movimento per la Pace con la Giustizia e la Dignità, guidato dal poeta Javier Sicilia, che chiede la fine della guerra alla droga [più precisamente la fine della guerra militare alla droga nei modi in cui è stata sinora condotta – n.d.t.]. La marcia del 21 dicembre ha dimostrato un livello di disciplina e coordinamento che non si vedeva dalla prima rivolta zapatista del 1 gennaio 1994, quando decine di migliaia di zapatisti armati conquistarono città di tutto il Chiapas, dichiarando guerra al governo dell’allora presidente Carlos Salinas de Gortari e rifiutando la ratifica del Trattato di Libero Scambio del Nord-America [NAFTA].</p>
<p>La marcia dello scorso dicembre ha avuto luogo meno di un mese dopo l’insediamento del presidente Enrique Peña Nieto, la cui elezione controversa ha scatenato grandi dimostrazioni di vari movimenti sociali, che considerano il nuovo presidente come membro della corrotta oligarchia governativo-mediatica. In tale contesto l’iniziativa – la più vasta manifestazione zapatista da due decenni – ha trasmesso un messaggio chiaro: l’altro mondo che dobbiamo costruire può essere realizzato soltanto mediante organizzazione, disciplina e sforzi quotidiani coordinati.</p>
<p>Le decine di migliaia di maya indigeni hanno marciato in assoluto silenzio. E’ stata la resurrezione degli zapatisti? Una ricomparsa? No. Sono venuti a dire alla gente del Messico e al mondo che loro non sono mai andati via. Si sono preparati per più di diciannove anni a “uscire dall’oscurità” il 1° gennaio 2013. Da allora non hanno mai smesso di lavorare, organizzarsi e lottare. Lo abbiamo visto il 21 dicembre negli occhi dei giovani in marcia che sono nati e sono stati cresciuti durante la lotta zapatista e hanno ora 18 anni. Lo abbiamo visto nelle donne che hanno marciato con i loro bambini: il futuro della lotta, la loro ragione per continuare a lottare.</p>
<p>In attesa di una parola</p>
<p>Per tutto il giorno gli osservatori hanno atteso un comunicato in ciascuna delle città in cui gli zapatisti marciavano. Tuttavia loro hanno marciato – ordinatamente, disarmati e in assoluto silenzio – senza alcun messaggio accompagnatorio. Il subcomandante Marcos, il portavoce dell’EZLN, non era presente. Quelli che marciavano avevano il volto coperto con passamontagna e recavano la bandiera zapatista: un rettangolo nero con una stella rossa al centro e le lettere EZLN.</p>
<p>Mai prima un’azione zapatista aveva generato tanta attesa di un comunicato, il modo usuale del movimento per comunicare con il mondo esterno. Nella notte del 17 novembre, il giorno che segnava i 29 anni dalla fondazione dell’EZLN nel 1983, sulla pagina web degli zapatisti era comparso un annuncio: “Presto, parole dal Comitato Rivoluzionario Indigeno Clandestino.” Era scomparso nel giro di una settimana. Il messaggio è stato ripubblicato il 17 dicembre, solo per sparire la sera stessa. E’ ricomparso due giorni prima dell’iniziativa. Considerata l’altalena, gli osservatori attendevano con ansia la parola degli zapatisti. Quello che non si aspettavano era che il primo paragrafo del comunicato sarebbe arrivato sotto forma di una marcia silenziosa.</p>
<p>Finalmente, la sera del 21 dicembre, Marcos aveva diffuso un comunicato scritto, che aveva assunto la forma di una domanda, una protesta e un’aspettativa:</p>
<p>Lo avete sentito?</p>
<p>E’ il rumore del vostro mondo che si sgretola.</p>
<p>E’ il suono del nostro mondo che risorge.</p>
<p>Il  giorno in cui fece giorno era notte</p>
<p>e la notte sarà il giorno in cui farà giorno.</p>
<p>Democrazia!</p>
<p>Libertà!</p>
<p>Giustizia!</p>
<p>Dalle montagne del Messico sud-orientale.</p>
<p>Per il Comitato Rivoluzionario Indigeno Clandestino – Comando Generale dell’EZLN</p>
<p>Il Subcomandante Insurgente Marcos, Dicembre 2012</p>
<p>In rete il comunicato è apparso accompagnato da un brano audio della canzone “Come la cicala”. Composta da Maria Elena Walsh nel 1978, nel corso della brutale dittatura militare argentina, i suoi versi simbolizzano la lotta per la democrazia in Argentina e sono serviti da messaggio parallelo al sintetico e poetico messaggio di Marcos.</p>
<p>Mi hanno uccisa così tante volte. Così tante volte sono morta. E tuttavia eccomi qui, risorta. Ringrazio la sciagura e il pugno perché mi hanno uccisa così crudelmente, e tuttavia ho continuato a cantare.</p>
<p>A cantare al sole come una cicala, dopo un anno sottoterra, proprio come un sopravvissuto che torna a casa dalla guerra.</p>
<p>Mi hanno cancellata così tante volte. Così tante volte sono scomparsa. Ho partecipato alla mia sepoltura, sola e in lacrime. Ho fatto un nodo al fazzoletto ma ho dimenticato in seguito che non era stata la prima volta, e ho continuato a cantare.</p>
<p>Ti uccidono così tante volte. Così tante volte risorgerai. Trascorrerai così tante notti in disperazione. Nel momento della caduta e del buio, qualcuno ti salverà perché tu continui a cantare.</p>
<p>Indizi circa il messaggio</p>
<p>Che cos’hanno voluto esprimere gli zapatisti con la domanda “Lo avete sentito?” che è diventata un ossimoro impersonato dai 50.000 che hanno marciato senza pronunciare una parola? Cinque marce in silenzio assoluto, una dichiarazione sotto forma di domanda e i versi della Walsh che sperano nel sorgere di un mondo nuovo, tutte queste cose offrono indizi che ci aiutano a comprendere gli eventi che si sono verificati il 21 dicembre. Quel giorno, la silenziosa presenza degli uomini e delle donne è stata un ricordo e una sfida: noi stiamo facendo il nostro dovere, e voi? Mentre il mondo che conosciamo si sgretola, il gruppo continua a costruire un’altra realtà “in cui molti mondi possono adattarsi”, come ha scritto Marcos. Questi zapatisti maya, come dice la canzone, rinascono ogni giorno e continuano a cantare nonostante i tentativi di ucciderli o di cancellarli. Continuano a cantare “al sole, come una cicala dopo un anno sottoterra, proprio come un sopravvissuto che torna a casa dalla guerra”.</p>
<p>Una lezione di organizzazione e disciplina</p>
<p>In confronto con le mobilitazioni a tratti caotiche che hanno avuto luogo nelle strade di Città del Messico il 1° dicembre, il giorno dell’insediamento del controverso presidente Enrique Peña Nieto, le marce silenziose dell’EZLN spiccano come esempi di organizzazione e di dignità. Anche se nel Chiapas piove raramente nella stagione invernale, il 21 dicembre è iniziato e terminato sotto una pioggia incessante, e il suono delle gocce di pioggia è stato il solo rumore che ha accompagnato la marcia. Nonostante il tempo, nella sola citta di San Cristòbal de las Casas almeno 20.000 zapatisti hanno marciato quella mattina – disciplinati e ordinati – dalla città di San Juan Chamula alla piazza nel centro della città.</p>
<p>Verso le 7.30 camion carichi di maya zapatisti sono arrivati a San Juan Chamula. Con i volti coperti, avevano un pezzo di stoffa bianca con un numero cucito nel tessuto e portavano fazzoletti rossi al collo. Sono arrivati uomini, donne e bambini. Alcune donne indossavano abiti tradizionali indigeni, il cui disegni lungo i bordi identificavano le loro comunità natie.</p>
<p>“Quanti siete?” ha chiesto un osservatore a un organizzatore che aveva una ricetrasmittente.</p>
<p>“Non lo so, ma altri stanno arrivando”, ha risposto.</p>
<p>“A che ora siete partiti tutti?”, ha insistito la stampa.</p>
<p>“Nella nostra comunità siamo partiti alle tre del mattino”, ha detto.</p>
<p>Gli zapatisti hanno cominciato a incanalarsi verso il centro della città in colonne per quattro. Come la lumaca con cui si identificano, si sono mossi lentamente, aspettando i contingenti di zapatisti che continuavano ad arrivare. Dimostrando l’organizzazione dell’evento, si sono raggruppati secondo i numeri – dall’1 al 29 – cuciti sui loro passamontagna. Alcuni zapatisti si muovevano di fianco alle colonne, a controllare se qualcuno si staccava dalla fila. Hanno disegnato un percorso continuo lungo le strade fino a quando non hanno rotto le fila per creare il disegno del guscio di una lumaca, nel marciare.</p>
<p>A mezzogiorno un vasto gruppo di zapatisti aveva raggiunto la via Diego de Mazariegos, uno dei viali principali del centro di San Cristòbal de las Casas. Erano così tanti a marciare che gli osservatori non riuscivano a vedere l’orizzonte dietro di loro. Migliaia di donne e uomini, nonne e nonni, adolescenti, bambini e neonati hanno invaso la piazza. Si sono disposta in una forma a U, mettendosi rapidamente in posizione come un’onda di marea di punti neri o le colonne di formiche operaie il cui percorso è immutabile. Sembravano senza fine: migliaia coperti da passamontagna neri che erano venuti a dimostrare al mondo che anche il resto di noi deve fare il proprio lavoro.  In perfetto coordinamento gli zapatisti sono saliti su una piattaforma di legno che era stata installata durante l’azione e, ancora in completo silenzio, hanno alzato il loro pugno.</p>
<p>Anche senza parole il simbolismo era chiaro. Gli zapatisti stavano dicendo: siamo qui e stiamo lottando. Hanno continuato a battersi nonostante la fine dei cicli di calendario, che fosse un ciclo presidenziale di sei anni o un periodo di 394 anni del calendario maya.</p>
<p>Dopo essere scesi dalla piattaforma della piazza centrale, gli zapatisti si sono nuovamente raggruppati dietro gli uffici dell’amministrazione cittadina. Nelle vicinanze c’era la cattedrale dove, nel 1994, il Subcomandante Marco aveva incontrato Manuel Camacho Solis, un dirigente governativo inviato dal presidente Salinas de Gortari, dopo che zapatisti armati si erano impadroniti della città, avevano liberato i prigionieri in carcere e appiccato il fuoco a un pugno di distretti di polizia. In perfetto ordine, gli zapatisti hanno formato di nuovo le colonne e hanno cominciato a marciare verso la periferia della città, da dove sono partiti ore dopo, su centinaia di camion.</p>
<p>Nelle altre città in cui hanno marciato – Palenque, Ocosingo, Las Margaritas e Altamirano – sono arrivati e partiti allo stesso modo. Alla fine della giornata, quando Marcos ha diffuso il comunicato, erano tutti tornati nelle loro libere comunità per continuare a costruire le soluzioni alle loro 13 domande: alloggio, terra, lavoro, cibo, salute, istruzione, informazione, cultura, indipendenza, democrazia, giustizia, libertà e pace. Sono tornati nelle loro comunità, in breve, per continuare a costruire l’autonomia.</p>
<p>Molti, sui media convenzionali, hanno successivamente scritto che la marcia ha rappresentato la “rinascita” zapatista. In realtà l’apparizione pubblica è stata intesa a ricordare al mondo che il movimento non è mai scomparso. I bambini che hanno marciato il 21 dicembre sono nati nelle comunità zapatiste; vivono già in quel mondo diverso, mentre quello dominante si sgretola. Il silenzio dignitoso degli zapatisti ha rimbombato mentre parlavano con i loro piedi e disegnavano un percorso che mostrava agli astanti la distanza che rimane da coprire. Per il resto del mondo – colpito dalla loro dignitosa presenza e dall’allerta del “Basta!” che proclamano dal 1994 – il 21 dicembre è stato una lezione di dignità, organizzazione e disciplina.</p>
<p> Di Nanni Salio</p>
<p>Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.zcommunications.org/lessons-in-organization-and-dignity-from-the-zapatistas-by-marta-molina">http://www.zcommunications.org/lessons-in-organization-and-dignity-from-the-zapatistas-by-marta-molina</a></p>
<p>Originale: Waging Nonviolence traduzione di Giuseppe Volpe</p>
<p>7 gennaio 2013 <a href="http://znetitaly.altervista.org/art/9228">http://znetitaly.altervista.org/art/9228</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/dal-chiapas-alla-valle-di-susa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inizia un percorso di analisi</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/inizia-un-percorso-di-analisi/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/inizia-un-percorso-di-analisi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 21:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Buoni locali solidali]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio equo e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa attiva del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia solidale e decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Il buon mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori di beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità  alimentare e idrica]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[economia sociale e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[SobrEconomia]]></category>
		<category><![CDATA[sovranitÃ  alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolo RES]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3064</guid>
		<description><![CDATA[Fra i vari “Collegamenti di Rete” che la RES Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC sottende, c&#8217;è quello con il Tavolo Nazionale RES; realtà che esiste da un decennio e che raggruppa le figure di maggior spicco dell&#8217;Economia Solidale nazionale, infatti, ne fanno parte numerosissime persone dei coordinamenti GAS, di movimenti, realtà ambientaliste e che hanno&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i vari “Collegamenti di Rete” che la RES Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC sottende, c&#8217;è quello con il Tavolo Nazionale RES; realtà che esiste da un decennio e che raggruppa le figure di maggior spicco dell&#8217;Economia Solidale nazionale, infatti, ne fanno parte numerosissime persone dei coordinamenti GAS, di movimenti, realtà ambientaliste e che hanno una maggiore attenzione all&#8217;avvio di processi territoriali in grado di creare &#8220;altra economia&#8221;, in modo più strutturato. Lo scorso 15 dicembre c&#8217;è stato un incontro del Tavolo RES a Bologna e, in estrema sintesi, il dibattito che oggi occupa il Tavolo è fra chi vuole far nascere una associazione formale e chi ritiene che i tempi non siano maturi o addirittura che il vero valore del nostro movimento sia nella capacità di vivere e svilupparsi tramite &#8220;legami deboli&#8221;, di Rete. Qui di seguito riportiamo la Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale (RES) che vi invitiamo a leggere; attraverso questo documento e la “storia” di una parte importante della Società Civile Organizzata veronese, dal 2002 al 2013, inizieremo un percorso di analisi: in 11 anni, che cosa è cambiato? Che cosa non è cambiato e che cosa dovrebbe cambiare? Perché e come?</p>
<p>&#8221; <strong>CARTA PER LA RETE ITALIANA DI ECONOMIA SOLIDALE (RES)<br />
Del 24 Aprile 2007</strong><br />
PREMESSA<br />
Questo documento parte da esperienze e da reti già esistenti e su di esse si fonda, esprimendo idee e linee di azione emerse dagli incontri di Verona del 19 ottobre 2002 e di Bologna, 11 Gennaio 2003 sulle “strategie di rete per l’economia solidale”.<br />
Questo documento è stato preparato dal  Gruppo di lavoro fondato all’incontro di Verona cui hanno partecipato: Giovanni Acquati, Loris Asoli, Tino Balduzzi, Davide Biolghini, Dalma Domeneghini, Mauro Bonaiuti, Fulvia Cavalieri, Andrea Calori, Stefano Gandolfi, Riccardo Guidi, Vittorio Lovera, Carlo Marini, Andrea Saroldi, Mauro Serventi, Massimo Torsello, Andrea Tronchin, Sergio Venezia.</p>
<p>INTRODUZIONE</p>
<p>1)I promotori<br />
Il processo verso la realizzazione della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) è stato inizialmente promosso dalla Rete di Lilliput e si è sviluppato successivamente con il sostegno delle Botteghe del Mondo, dei Gruppi di Acquisto Solidali, delle organizzazioni della finanza etica (MAG, Banca etica), del turismo responsabile e delle cooperative sociali. Tale progetto è da considerarsi aperto a tutte le realtà che già operano, che si &#8220;sentono&#8221; parte, o che comunque intendono agire ispirandosi ai valori e ai princìpi dell&#8217;economia solidale.<span id="more-3064"></span></p>
<p>2)Il contesto<br />
In Europa, in Spagna e Francia in particolare, e nel mondo, principalmente in Sud America, esistono da vari anni reti di realtà economiche che si definiscono di Economia Solidale, emerse soprattutto in questi ultimi anni con le realizzazioni di Forum Sociali Mondiali ed Europei. In Italia esistono molteplici realtà che, pur definendosi in vario modo, svolgono quotidianamente attività di produzione, distribuzione o consumo di beni o servizi secondo i principi e le modalità caratteristici dell&#8217;economia solidale. (vedi &#8220;Caratteristiche dell&#8217; economia solidale&#8221;).</p>
<p>3)Le motivazioni<br />
Si ritiene importante cominciare a creare le condizioni affinché iniziative economiche diverse, democratiche, eccellenti e motivate socialmente, radicate nel territorio, trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti oltre che al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano. </p>
<p> Caratteristiche  dEll&#8217; economia solidale<br />
Le pratiche di economia solidale si identificano dalla loro tensione verso i seguenti elementi caratterizzanti:<br />
Nuove relazioni tra i soggetti economici basate sui principi di  reciprocità e cooperazione;<br />
giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali);<br />
partecipazione democratica;<br />
disponibilità a entrare in rapporto con il territorio (partecipazione al &#8220;progetto locale&#8221;);<br />
disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell’economia solidale condividendo un percorso comune;<br />
Impiego degli utili per scopi di utilità sociale. </p>
<p>Riteniamo che ogni riflessione od elaborazione culturale e teorica dovrà mantenere un confronto continuo con le pratiche in atto, e, d&#8217;altro canto, le esperienze concrete dovranno misurarsi continuamente con i suddetti principi caratteristici dell&#8217;economia solidale. Riserviamo agli organismi che si riterrà opportuno definire in seguito, il compito di delineare i criteri di appartenenza alla Rete ed ai &#8220;distretti&#8221; di economia solidale.</p>
<p>I DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE </p>
<p>Nel processo di attivazione della RES riteniamo strategica l&#8217;attivazione, a partire dai territori, di &#8220;distretti di economia solidale&#8221; (DES). Tali distretti si configurano quali &#8220;laboratori&#8221; di sperimentazione civica, economica e sociale, in altre parole come esperienze pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell&#8217;economia solidale. E&#8217; inteso che tali esperienze pilota potranno avviarsi solo laddove si manifesti la volontà, da parte dei soggetti interessati, di partecipare attivamente al processo. Il  &#8220;Gruppo di lavoro&#8221; è disponibile ad offrire le proprie conoscenze ed esperienze a supporto del processo di attivazione dei DES. </p>
<p>A titolo esemplificativo i &#8220;soggetti&#8221; dei Distretti dell&#8217;economia solidale comprendono:<br />
 -	le imprese dell’economia solidale e le loro associazioni;<br />
 &#8211; 	i consumatori e le loro associazioni;<br />
i risparmiatori-finanziatori delle imprese e delle iniziative dell’economia solidale e le loro associazioni o imprese;<br />
 &#8211; 	i lavoratori dell’economia solidale;<br />
le istituzioni (in particolare gli Enti locali) che intendono favorire sul proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia solidale. </p>
<p>Tre principi e un metodo:<br />
I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell&#8217;economia di mercato provocando, nei diversi territori locali,  uniformazione, sradicamento, oltre a varie forme di degrado ecologico e sociale.  I distretti rappresentano una risposta propositiva a tali processi disgregativi. Essi mirano a valorizzare le risorse locali e a produrre ricchezza in condizioni di sostenibilità ecologica e sociale. Più precisamente, per DES intendiamo una realtà territoriale, economica e sociale che persegue la realizzazione dei seguenti principi: </p>
<p>Valorizzazione della dimensione locale  I distretti intendono valorizzare le caratteristiche peculiari dei luoghi (conoscenze, saperi tradizionali, peculiarità ambientali, ricchezze sociali e relazionali). Tali peculiarità sono viste come ricchezze (stock) da accrescere e valorizzare e non come risorse (flussi) da sfruttare a fini di profitto, nella convinzione che, nel lungo periodo, tale strategia si mostrerà conveniente anche sotto il profilo economico. In questa concezione il territorio non va inteso come sistema chiuso, (localismo difensivo), ma come sottosistema aperto di un più vasto sistema economico e sociale sostenibile. (vedi la:&#8221;Carta del Nuovo Municipio&#8221;). </p>
<p>Economia di giustizia (sostenibilità sociale)  I soggetti appartenenti ai DES si impegnano a mantenere e a favorire condizioni di equità nella distribuzione dei proventi delle attività economiche, sia tra i membri dell&#8217;organizzazione produttiva, sia fra le diverse aree del sistema economico (tanto al Nord quanto al Sud del Mondo). </p>
<p> Sostenibilità ecologica I soggetti aderenti ai DES si impegnano a svolgere le propria attività economica secondo modalità tali da consentire una riduzione dell&#8217;impronta ecologica del distretto e comunque tali da non compromettere, nel lungo periodo, la capacità di carico degli ecosistemi. Si ritiene strategico, a tale fine, favorire la chiusura locale dei cicli bioeconomici.</p>
<p>La realizzazione pratica dei tre principi fondamentali enunciati viene perseguita attraverso il metodo della partecipazione attiva dei soggetti, nell&#8217;ambito dei distretti,  alla definizione delle modalità concrete di gestione dei processi economici propri del distretto stesso. Tale modalità partecipativa presuppone da parte dei soggetti la disponibilità a confrontarsi e a condividere con altri idee e proposte su  progetti definiti di volta in volta dai diversi  soggetti, comunque nel rispetto di quei   &#8220;criteri di appartenenza&#8221; che la RES si riserva di definire in seguito, in armonia ai principi generali della Carta.</p>
<p>	A titolo esemplificativo il progetto prevede che:<br />
 -	le imprese dei DES  acquistano beni e servizi per la produzione, prioritariamente dalle altre aziende dell’economia solidale e vendono i loro beni e servizi, prioritariamente alle strutture distributive o di consumo dell’economia solidale;<br />
 -	i consumatori acquistano prioritariamente beni e servizi che provengono dalle imprese dell’economia solidale e partecipano alla realizzazione dei progetti;<br />
i risparmiatori-finanziatori e le loro strutture esecutive finanziano imprese e progetti dell’economia solidale;<br />
gli Enti Locali (in particolare i Comuni) interessati al progetto, favoriscano sul loro territorio la formazione dei DES, agevolando il coinvolgimento dei soggetti economici e delle loro Associazioni;<br />
 -	le associazioni in sintonia con i principi dell&#8217;economia solidale ne diffondono la cultura;<br />
 -	insieme, tutti questi soggetti praticano e fanno cultura e informazione sui temi e sulle esperienze dell’economia solidale.</p>
<p>	I soggetti appartenenti ai DES potranno, in accordo con la RES, delineare i criteri per l&#8217;attribuzione di &#8220;marchi&#8221; al fine di valorizzare i prodotti e processi caratteristici dell&#8217;economia solidale.<br />
	I soggetti appartenenti ai DES potranno altresì essere collegati, oltre che a livello locale, anche con soggetti analoghi in altri territori e, per alcuni prodotti o campi di azione, con esperienze di economia solidale di altri paesi e continenti (Reti settoriali).<br />
	L’insieme dei soggetti, singoli ed organizzati, dei distretti, delle reti settoriali di economia solidale, collegati in vario modo fra di loro, costituiscono la Rete italiana dell’economia solidale. L&#8217;appartenenza alla Rete, tuttavia, si configura in senso più ampio e dunque non presuppone la partecipazione ai Distretti.&#8221;</p>
<p>Per approfondimenti sull&#8217;Economia Sociale e Solidale: <a href="http://www.naturalmenteverona.org/e-il-tempo-delleconomia-sociale-e-solidale/ ">http://www.naturalmenteverona.org/e-il-tempo-delleconomia-sociale-e-solidale/</a> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/inizia-un-percorso-di-analisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Ripresa</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/la-ripresa/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/la-ripresa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2012 10:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Buoni locali solidali]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio equo e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa attiva del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia solidale e decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Il buon mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori di beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità  alimentare e idrica]]></category>
		<category><![CDATA[Arcipelago SCEC]]></category>
		<category><![CDATA[bioloc]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[cà magre]]></category>
		<category><![CDATA[Naturalmente Verona]]></category>
		<category><![CDATA[PDO]]></category>
		<category><![CDATA[piccola distribuzione organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[scec]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3057</guid>
		<description><![CDATA[Dopo una lunga pausa riflessiva, riprendiamo a pubblicare post su questo sito, su argomenti e questioni attinenti all&#8217;Economia Solidale, le Sovranità, la Decrescita, la difesa dell&#8217;ambiente, i diritti&#8230; Verso la fine di Novembre, si è svolto un incontro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC, presenti 5 persone; è stata una chiaccherata molto interessante&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga pausa riflessiva, riprendiamo a pubblicare post su questo sito, su argomenti e questioni attinenti all&#8217;Economia Solidale, le Sovranità, la Decrescita, la difesa dell&#8217;ambiente, i diritti&#8230; Verso la fine di Novembre, si è svolto un incontro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC, presenti 5 persone; è stata una chiaccherata molto interessante sui progetti di Naturalmente Verona e sulle prospettive future della nostra realtà. Qui di seguito pubblichiamo quanto emerso in quell&#8217;occasione per poterlo condividere con tutti coloro che credono ed agiscono nell&#8217;Economia Solidale. L&#8217;annuale organizzazione del Festival della “Economia Eco-Equo Solidale” occupa la maggior parte delle riunioni di Naturalmente Verona, in questo periodo c&#8217;è però il tempo per parlare, approfondire o semplicemente aggiornarci sui diversi progetti che, con differenti modalità, sono stati attivati nella Rete di Economia Solidale. È importante avere una conoscenza condivisa, ampia, delle attività che si sviluppano nella Rete, in modo che i progetti non restino cose delle singole realtà o responsabili, ma diventino, a tutti gli effetti, dei Beni Comuni. Nei confronti della Rete che “Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC” sottende, i progetti in corso sono numerosi, potremmo dire quanti i progetti dei nostri soci nell&#8217;insieme; alcuni progetti però si prestano bene per “fare rete”, altri meno. Se guardiamo la Rete “dall&#8217;esterno”, come ad esempio la rappresentazione della stessa su un grafo, è possibile vedere tutto questo fervore di attività, come unitario, uno solo, che si articola lungo diverse filoni e con diverse modalità, concretamente nel territorio; un universo di realtà, spesso “polverizzate”, che si muovono sostanzialmente nella stessa direzione d&#8217;orientamento. Se analizziamo le “motivazioni”, dei singoli e collettive, ci accorgiamo che esiste quanto meno una piattaforma d&#8217;intenti, condvisa, spesso inconsapevolmente, che già orienta il “mutamento collettivo dei singoli”, e in prospettiva masse critiche per nuovi Nuovi Stili di Vita, nuovi orizzonti per una concreta alternativa, sociale, ambientale ed economica, al modello di “sviluppo” attuale. È l&#8217;idea che ha dato vita a Naturalmente Insieme, più di un ventennio fa, e l&#8217;ha portata ad essere ciò che è ora Naturalmente Verona.<span id="more-3057"></span></p>
<p>È il progetto del “Distretto di Economia Solidale”, avviato dalla Rete Lilliput nel 2002, che nell&#8217;acezione espressa da Naturalmente Verona, si struttura oggi nelle “Reti di Economia Solidale” – i soci di Naturalmente Verona –; un insieme di realtà che si battono per la Sovranità idrica-alimentare, per i Beni Comuni, i diritti, la difesa attiva del territorio ecc. Dai propri soci, sostenitori, volontari, Associazioni, Movimenti, dal primordiale e spontaneo tessuto di relazioni, Naturalmente Verona trae ispirazione e si orienta, ricercando la collaborazione, la sinergia e il coinvolgimento attivo, a rafforzare la piattaforma d&#8217;intenti, e le azioni concrete. Quanto più possibile, la decrescita è l&#8217;orizzonte del nostro agire, traguardato attraverso i paradigmi dei Beni Comuni e delle Sovranità. Sono cose che nella Rete riescono a trovare forma e divenire paradigmi, non parliamo di cose astratte ma di “esperienze” che quotidianamente si declinano in pratiche concrete; parliamo di economia reale, di servizi ad utilità sociale, di posti di lavoro, di qualità dell&#8217;ambiente, del cibo, dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua, ma anche di formazione, informazione e intrattenimento.</p>
<p>Ci siamo posti la domanda: che cos&#8217;è per noi Natualmente Verona? Abbiamo capito che, fin dalle sue origini, Naturalmente Verona è un&#8217;incubatore. L&#8217;annuale Festival, considerata da tutti l&#8217;attività principale, è di fatti un momento importante, d&#8217;incontro fra una moltitudine di realtà della Società Civile Organizzata, e fra queste e la popolazione&#8230; Un vero e proprio incubatore di idee, proposte, saperi.<br />
Oggi la promozione di Naturalmente Verona è sostanzialmente basata sulla promozione, in collaborazione con diversi attori, di progetti attinenti a diversi ambiti; siamo passati dal essere “mercatino settimanale” e “festa annuale”, a Rete di Economia Solidale riconosciuta dal Tavolo RES nazionale già da tre anni, con patrocini che vanno dal Comune alla Provincia alla Regione, all&#8217;UE (progetti internazionali).</p>
<p>Attualmente supportiamo una molteplicità di progetti o embrioni di progetti, nell&#8217;intento di farli germogliare, aiutarli a diventare consapevoli, funzionali, e poter proseguire “autonomamente” nel loro percorso di Rete. Desideriamo che Naturalmente Verona rafforzi proprio questo suo essere Rete; in ciò il Consiglio Direttivo di Naturalmente Verona, ristretto, come quello allargato (Naturalmente Verona &#8211; Arcipelago SCEC), è consapevole che esiste una buona comunità di intenti e in ciò si riconosce. Questo fatto è vero per noi, del Consiglio Direttivo, ma è anche ciò che emerge dalle risposte ai questionari che abbiamo inviato e raccolto dai soci dopo la manifestazione all&#8217;Arsenale. A proposito di quest&#8217;ultima, dobbiamo sottolineare il fatto che, durante i giorni del Festival, e soprattutto in quei due giorni, la dimensione della Rete diventa viva, quasi palpabile, nei visi, nelle parole e nelle vicissitudini; chi si occupa di questo, chi di quello, tutti danno una mano, e la Rete, concetto “etereo”, si materializza, funziona e crea Ben-Essere e Buon Vivere, propone cose nuove, rafforza i legami e crea relazioni.</p>
<p>Nella riunione abbiamo approfondito due progetti/esperienze, di particolare rilievo, i progetti “Arcipealgo SCEC” e “BIOLOC”. Due cose apparentemente scollegate ma in realtà attraversate da più fili conduttori. In successive occasioni vedremo di approfondire altri progetti come ad esempio: “il Portale del Terzo Settore”, “Sole in Rete e i Gruppi di Acquisto Fotovoltaico”, “Orti Collettivi”, “Cittadella dell&#8217;Altra Economia”, “Naturalmente Verona Itinerante”, “Territori in Movimento” ed altro ancora&#8230;</p>
<p>Arcipelago Scec</p>
<p>L&#8217;esperienza di stretta collaborazione (azione-relazione), fra le consolidate Reti di Economia Solidale di Naturalmente Verona e le nascenti Reti di Economia Territoriale di Arcipealgo SCEC, si sta rivelando un&#8217;esperienza unica, arricchente, che getta nuove prospettive e speranze. Esiste uno strumento condiviso, in grado di fare informazione, formazione, ed economia reale nel contempo, è il Buono della Solidarietà ChE Cammina “SCEC”, capace di mettere in collegamento parti di società ad oggi “disgregate” e, spesso, messe le une contro le altre. La diffusione dello SCEC rappresenta un esempio concreto di “sinergie unificanti” che nel nostro percorso partono dalla solidarietà. Prendiamo come esempio il caso dei commercianti della zona di Caorle, Motta e Meduna di Livenza: da che vi è memoria, per la prima volta si sono incontrati, hanno smesso di farsi la guerra fra di loro a suon di sconti e clienti “rubati”, e non contenti di ciò, hanno deciso di fare assieme qualcosa per il Bene Comune. Ora sono consapevoli che agire per il Bene Comune è fare qualcosa di Bene per sé stessi; hanno capito lo SCEC, lo hanno preso in mano ed ora se lo gestiscono con rinnovata energia, speranza, volontà di cambiamento. Qui l&#8217;azione aggregante ed evolutiva dello strumento SCEC, ha trovato concretamente una delle sua massime espressioni.</p>
<p>Al di là dello strumento SCEC cartaceo, cioé dentro il sistema SCEC, dentro Arcipelago SCEC, le Reti, condividono uno stesso “patrimonio funzionale” di strumenti, di blog e di tutto il palinsesto informatico, funzionale a: conti correnti SCEC, iscrizioni, conversione SCEC cartacei-elettronici, formazione e informazione, attivisti, promotori, gruppi territoriali organizzati, reti socio-economiche reali diffuse nei territori, ecc. &#8211; vedi www.scecservice.org &#8211; </p>
<p>Lo SCEC oggi si stà diffondendo ad elevata velocità rispetto al passato, laddove vi è un gruppo di persone disposte a responsabilizzarsi nel proprio territorio, si stanno verificando – per il momento – delle “esplosioni controllate” di adesioni. Ciò si sta verificando soprattutto nell&#8217;est (Corle – Treviso – Vicenza) e in Trentino. A Verona persiste una generale diffidenza nei confronti dello sconto incondizionato SCEC, ma non è l&#8217;unico caso nel Veneto.</p>
<p>Qui come in Trentino, ci siamo attivati per formare persone all&#8217;uso dei gestionali di Arcipealgo SCEC, con l&#8217;obiettivo di metterle in grado di trasmettere le loro conoscenze ad altre persone; il fine è aumentare e consolidare i Punti Scec dei territori; in altre parole, diffondere l&#8217;insegnamento, e creare nuove competenze, nell&#8217;utilizzo di strumenti e metodologie che consentono di raggiungere un certo livello di “difesa e rilancio dell&#8217;Economia Reale Locale”. Quindi, come Associazione, a livello locale e regionale, siamo partiti da una politica di promozione dello SCEC presso gli esercenti di beni e servizi, alla promozione degli strumenti di Arcipealgo SCEC, per far funzionare il motore di un circuito che sta aumentando il suo “numero di giri”. Riteniamo questo passaggio di fondamentale importanza, segno di un concreto mutamento nel processo e nelle dinamiche di diffusione della “pacifica rivoluzione delle cartonote”, lo SCEC, ma soprattutto nell&#8217;avviamento consolidato di un sistema di Reti Territoriali che “funziona”, dal locale, al regionale, al nazionale. Lo SCEC è uno strumento, ma da solo non basta, quindi tutto l&#8217;Arcipelago, le 12 isole o regioni ove presente è lo SCEC, tentano di associarlo ad una serie di progetti territoriali concreti, i cosiddetti “piani aziendali”; si tratta di molteplici e differenziati progetti che qui non andiamo ad approfondire.</p>
<p>Tornando alla necessità di incidere nell&#8217;economia reale locale attraverso lo strumento SCEC, è importante che sempre più responsabili territoriali sappiano utilizzare al meglio i software getionali di Arcipelago SCEC, altrimenti il prevedibile aumento delle richieste di adesione di accettatori ed usufruitori su base Regionale sarebbe difficilmente gestibile. Visto e appurato l&#8217;andamento attuale del flusso di richieste di adesione al circuito, al quale per il momento teniamo testa, ci sono segnali che indicano che il rafforzamento della capacità di gestione e controllo territoriale da patrte della popolazione, in prospettiva del conseguimento di una massa critica, è ormai una esigenza-urgenza. Più aumentano le difficoltà delle famiglie, ma soprattutto delle aziende, più aumentano le richieste di adesione allo SCEC. Parallelamente a ciò, attraverso uno sguardo più ampio – nazionale –, sempre più Istituzioni Locali si interessano ed adottano lo SCEC (ad. esempio il IV Municipio di Roma) trovandone beneficio, tanto che già altre Amministrazioni se ne stanno interessando.</p>
<p>Lo SCEC è uno strumento potentissimo, una vera e propria rivoluzione, nel modo di pensare il denaro e l&#8217;economia, sebbene lo SCEC non sia una moneta, e proprio per tale motivo ha grandissime potenzialità. Per le soluzioni che possono apparire radicali c&#8217;è spesso molta diffidenza, ma anche molta ignoranza e mala informazione, soprattutto a causa del fraintendimento: per i più lo Scec è considerata una moneta complementare. Ma si tratta di uno strumento diverso, con caratteristiche diverse, unico nel suo genere.</p>
<p>Questo, nell&#8217;idea dell&#8217;economia solidale, rappresenta un passo verso la riconquista di una parte della sovranità economica perduta, con particolari effetti sulla sovranità monetaria, attraverso delle “non monete”; ciò a partire dal fatto che, in Italia &#8211; ma non in Europa &#8211; “fare monete” non è consentito – ma non è di per sé illegale – e la Società Civile ha dovuto escogitare altre vie, altri sistemi, per giungere al risultato di creare strumenti reali che producano benessere alle popolazioni dei territori che l&#8217;adottano, un Bene Comune messo a disposizione di tutti, gratuito, senza interessi, che non crea debito e che tende a “difendere” – economicamente parlando – il circuito territoriale che lo adotta.</p>
<p>Ragionando per “massimi sistemi”, ipotizzando in maniera diffusa, nei territori, il raggiungimento della soglia del 40% quale percentuale massima di accettazione dello SCEC, quali sarebbero le conseguenze? Bhé, è difficile da definirsi, il “risparmio” di euro per il 40% della spesa corrente (mensile o annuale che sia) delle famiglie è sicuramente una cifra non indifferente e rappresenta indubbiamente una boccata di ossigeo per una economia reale soffocata dalla crisi. La soglia del 40% di accettazzione – oltre a ciò non è illegale ma ci possono essere problemi di “studi di settore” per l&#8217;abbassamento eccessivo dell&#8217;imponibile –, è sicuramente un obiettivo concreto per il recupero e trattenimento di una grossa fetta della ricchezza prodotta dai territori. Questo perché una caratteristicha dello SCEC, oltre a “far risparmiare”, è di legare il restante 95 &#8211; 60% di euro alle realtà produttrici di beni e servizi del circuito SCEC; l&#8217;uso di questo strumento rende più difficile, o rallenta, il drenaggio da parte delle realtà che con la ricchezza prodotta dai territori si comportano come “aspirapolvere” (prodotti delle multinaznionali, grande distribuzione, prodotti d&#8217;importazione in genere): prelevano risorse economiche dai territori e le convogliano verso altri luoghi, non reinvestendo sul territorio e sulla popolazione che tale ricchezza economica l&#8217;ha prodotta. Queste realtà possono vanificare l&#8217;efficacia difensiva dello SCEC solo se riescono ad entrare nel circuito SCEC, e qui si innesca un altro meccanismo dello SCEC, siamo noi, noi popolazione che gestiamo lo SCEC, che decidiamo chi sta dentro e chi sta fuori dal nostro circuito. Alla Solidarietà non serve un soldo, perché non compete ma coopera.</p>
<p>Quest&#8217;estate l&#8217;isola Veneto (cioé Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC) per ragioni logistiche e di vicinanza territoriale, ha sostituito l&#8217;isola Emilia Romagna “nell&#8217;adozione” dell&#8217;isola del Trentino e dell&#8217;Alto Adige, ciò conseguentemente all&#8217;autoproporsi, per Trento e l&#8217;Alto Adige, di gruppi di persone per la gestione territoriale dello SCEC. In particolare un gruppo collegato alla Banca del Tempo di Lasino – la “Valle dei Laghi” – , nella persona di Angelina Pisoni, ha trovato la referente e Presidente dell&#8217;Isola Arcipelago SCEC Trentino e Alto Adige. Il gruppo locale ha fondato una associazione ad hoc e organizzato un corso di formazione per attivisti SCEC al quale hanno partecipato una dozzina di persone. In ciò siamo stati supportati dalla presenza di Andrea Del Grosso, del coordinamento nazionale di Arcipelago Scec, che ha sviscerato bene le questioni collegate alla filosofia, il regolamento, le strategie di attività di Arcipelago SCEC, sulla base di tutte le esperienze, gli errori e i successi di questi anni. Per la parte relativa alla gestione dei conti correnti, iscrizioni, Punti SCEC, da tempo Matteo Toniato di Padova si sta prodigando per incontrare i gruppi e passare le sue conoscenze.</p>
<p>In Veneto, nella zona di Caorle, Mestre, Motta e Meduna di Livenza, nell&#8217;alto Vicentino, Schio,  Thiene, Villaverla, a Cologna Veneta, Montecchio Maggiore, Cittadella, Rovigo, gruppi e persone si sono resi disponibili alla gestione territoriale dello SCEC. In particolare, a Caorle, graze all&#8217;insostituibile lavoro di Domenico Gerardi, la gestione dello Scec è stata assunta dall&#8217;Ascom, l&#8217;associazione dei commercianti, che si è costituita Punto Scec (http://scecservice.org/site/a4/?tag=ascom-caorle), questo ha determinato un precedente importante e l&#8217;adesione in massa di decine di realtà, oltre a suscitare l&#8217;interessamento e nuove richieste da parte delle Ascom del circondario.<br />
In Veneto e in Trentino quest&#8217;anno sono stati distribuiti ai diversi punti SCEC più di 100.000 SCEC cartacei e una cifra sicuramente maggiore di SCEC elettronici (distribuzioni periodiche nazionali).</p>
<p>Affinché lo SCEC possa funzionare al massimo, ma soprattutto perché abbia il reale senso di Bene Comune e di Sovranità popolare, la gestione delle quote, delle iscrizioni, degli iscritti accettatori o usufruitori, dei rapporti con le amministrazioni ecc, deve essere locale. Noi, come Naturalmente Verona, fungiamo da incubatore, da promotore e supporto per la fase di avviamento delle varie realtà locali. In questo senso stiamo lavorando molto per rafforzare i “nodi della rete” o le “isole dell&#8217;arcipelago” – è la stessa cosa – evitando il più possibile di sviluppare una gestione dall&#8217;alto, centralizzata; questo sia perché non ci è possibile, non abbiamo le risorse umane ed economiche per farlo, sia perché non è quello che vogliamo, non sarebbe funzionale al progetto di Rete e minerebbe alla base l&#8217;idea della Sovranità e della partecipazione dei singoli alla possibilità di un mutamento collettivo.</p>
<p>BIOLOC</p>
<p>Venendo ora ad agli altri importanti progetti attivati, uno che è sicuramente da mettere in rilievo è lo sviluppo del progetto “agroalimentare” (vedere <a href="http://www.naturalmenteverona.org/parte-il-progetto-agroalimentare-locale/">http://www.naturalmenteverona.org/parte-il-progetto-agroalimentare-locale/</a> ). Partito nell&#8217;idea originaria più di cinque anni fa, si tratta di un progetto territoriale complesso che si compone di diverse fasi, la prima di queste è rappresentata dall&#8217;implementazione del progetto “BIOLOC”.<br />
Il progetto BIOLOC nasce dalla volontà di rispondere a diverse esigenze espresse dal territorio veronese. Una di queste riguarda la necessità di creare un mercato locale a filiera corta per i produttori biologici della Provincia di Verona. Alla base di tale iniziativa c&#8217;è l&#8217;idea di contrastare il fatto che la maggior parte dei prodotti, dei nostri contadini e agricoltori biologici, vengono imballati ed esportati all’estero; localmente non esiste un mercato in grado di assorbire tali produzioni. Una seconda esigenza alla quale il progetto BIOLOC vuole rispondere è quella di permettere ai cittadini di fare prevenzione nei confronti delle malattie attraverso un’opportuna alimentazione, attuata con cibi provenienti da produzioni biologiche, sostenibili, stagionali e tradizionali, locali.<br />
Per arrivare a ciò, visto che esistono i produttori e i consumatori &#8211; il mercato -, è necessario creare la possibilità di accesso ai prodotti di qualità, la connessione fra produzione e consumo. Da qui l&#8217;idea di creare un sistema di “Piccola Distribuzione Organizzata &#8211; PDO”, in grado di gestire una logistica complessa (quasi un “porta a porta”) nella provincia di Verona.<br />
Va da sé che, da un punto di vista ambientale, un sistema d&#8217;intermediazione fra produttore e consumatore risulta decisamente meno impattante e quindi preferibile al contatto diretto produttore-consumatore (es. si fanno gli acquisti direttamente in azienda), dati alla mano, inquina molto meno un furgone che trasporta 10 quintali di frutta e verdura bio che fa 100 fermate, piuttosto che 50 autovetture che vanno in azienda per trasportare a casa qualche decina di kg l&#8217;una. Al di là delle questioni ambientali, Bioloc vuole mettere un importante foscus sulla salute del cittadino e sullo sviluppo di un sistema in grado di ridurre i costi aggiuntivi della distribuzione, con prezzi finali accessibili a tutti. In ciò lo strumento SCEC contribuisce già per un 5 -10%.</p>
<p>Come strategia di sviluppo di ampio respiro, contestualmente all&#8217;accorciamento della filiera, all&#8217;organizzazione delle aziende bio, dei gruppi di consumatori, e l&#8217;attivazione di una seconda fase del Progetto Agroalimentare (la trasformazione e vendita delle materie prime prodotte localmente), si ritiene necessaria l&#8217;implementazione di un sistema integrato di certificazione, che considera anche forme attive di certificazione partecipativa, che parte dal basso, da gruppi di consumatori organizzati (Gruppi di Acquisto e gruppi di Acquisto Solidale) e dalla Società Civlie Locale.</p>
<p>Inizialmente siamo riusciti a coinvolgere numerose realtà a livello ideale, dalle associazioni dei contadini, a quelle dei consumatori a quelle ambientaliste, per la Decrescita e dell&#8217;Economia Solidale. Passati al livello fattivo, d&#8217;implementazione concreta del progetto, per varie e differenti ragioni, le realtà partecipanti si sono ridotte notevolmente.</p>
<p>COME FUNZIONA IL PROGETTO BIOLOC: a livello di Provincia di Verona vengono creati dei Gruppi di Acquisto afferenti ad uno o più responsabili locali (per un condominio, una via, un quartiere, una parrocchia, un borgo, un paese…) che hanno il compito di raccogliere gli ordini del proprio Gruppo. I singoli che desiderano partecipare al progetto acquistando le cassette di frutta e verdura, saranno messi in comunicazione con il Gruppo d’Aquisto a loro più vicino. Secondo una periodicità concordata, gli ordini vengono trasmessi alla Rete BIOLOC tramite il sito o lista mail, che provvederà a reperire e preparare i prodotti della Cooperativa Cà Magre (30 ettari) collegata al progetto. I prodotti vengono consegnati ad ogni Gruppo di Acquisto, nel posto e all’ora concordati con il Gruppo stesso (qualcuno del Gruppo si rende disponibile per il ricevimento e la distribuzione interna dei prodotti).</p>
<p>I produttori coinvolti, inizialmente erano numerosi gli aderenti all&#8217;Associazione Antica Terra Gentile e Associazione Rurale Italiana – che condividono la piattaforma comune basata sul concetto di Sovranità Alimentare. Successivamente sono entrate altre realtà come l&#8217;Università di Verona – prof. Daniele Degli&#8217;Innocenti –,  Slow Food – Antonella Bampa –, Coop. Primavera – Tiziano Quaini –; ognuno ha dato il suo contributo e la piattaforma di base si è ampliata, forse troppo, da un punto di vista fattivo ciò ha creato grosse aspettative ma anche alcune fratture, soprattutto sul “come fare” e sui diversi approcci possibili. Dopo alcuni mesi di sperimentazione del sistema di PDO, la Coop. Primavera, che nel frattempo era diventata partner principale in rappresentanza dei produttori bio (circa 150 produttori della provincia di Verona) ha deciso di desistere dal proseguire nel progetto accusando eccessivi costi di gestione rispetto ai rientri del venduto.</p>
<p>Oggi il progetto è quindi tornato alle origini, cioé in collaborazione con la coop. Agricola Cà Magre che già gestiva la distribuzione di prodotti per alcuni GAS della provincia di Verona. Grazie all&#8217;indotto prodotto dalla vendita di prodotti a questi GAS, grazie ai contatti e collaborazioni con MAG e attraverso un finanziamento di microcredito con il Credio Cooperativo della Valpolicella, è stato possibile comprare un furgone per le consegne dei prodotti e creare un posto di lavoro. Attualmente vengono riforniti 8 GAS e 2 GA in tutta la provincia di Verona, ma le richieste di adesione di singoli e gruppi, anche in questo caso, aumentano e fra qualche tempo riteniamo sarà possibile creare nuovi posti di lavoro&#8230; Se lo si vuole&#8230;</p>
<p>Per consentire l&#8217;accesso al circuito della PDO – Accettazione SCEC al 10% &#8211; abbiamo concretizzato “bioloc” www.bioloc.it. Il sistema di raccolta delle richieste, preparazione delle cassette e consegna ai gruppi, a due mesi dalla sua partenza concreta, funziona e ci fa intravvedere buone prospettive. Possiamo dedurre ciò anche dal semplice fatto che, attualmente, non abbiamo necessità di farci pubblicità, anzi, è necessario tenere la cosa sotto controllo.</p>
<p>Nella logica dei Beni Comuni, stiamo condividendo il sito di Bioloc, strumento mediatico, anche con “Le Rondoni” del Commercio Equo e Solidale, i loro prodotti sono in vendita e acquistabili con le stesse modalità delle cassette di frutta e verdura. </p>
<p>Il Progetto Agroalimentare prevede ora il cammino veso l&#8217;integrazione con altre realtà e attività, considerando la trasformazione delle materie prime e la vendita di prodotti finiti – Progetto “Empori &#038; Botteghe” –, giungendo idealmente alla creazione di un “marchio di garanzia” (garanzia partecipativa) gestito dalla Rete. In questo caso, come Naturalmente Verona andremmo bene al di là del modello incubatore, per addentrarci nella realtà di “holding di reti di economia solidale”. In concreto, la possibilità di partecipazione dei consumatori a tutte le fasi della certificazione e un numero critico di adesioni da parte dei produttori, potrebbero permettere, dopo la fase sperimentale, l’adozione di un marchio che faciliti l’identificazione di un produttore come partecipante a un sistema di controllo facilmente oggettivabile, e quindi ottenere la fiducia anche di chi non è direttamente coinvolto nel sistema di certificazione.</p>
<p>Qui di seguito, per chi desidera approfondire e comprendere il progetto “BIOLOC” e “Agroalimentare, una rassegna che ripercorre alcune tappe pubblicate sul sito di Naturalmente Verona.<br />
Novembre 2010 <a href="http://www.naturalmenteverona.org/verso-il-rilancio-dellagroalimentare-veronese/">http://www.naturalmenteverona.org/verso-il-rilancio-dellagroalimentare-veronese/</a>Dicembre 2010 http://www.naturalmenteverona.org/parte-il-progetto-agroalimentare-locale/<br />
Dicembre 2010 <a href="http://www.naturalmenteverona.org/i-primi-pilastri-del-progetto-agroalimentare/">http://www.naturalmenteverona.org/i-primi-pilastri-del-progetto-agroalimentare/</a><br />
Marzo 2011 <a href="http://www.naturalmenteverona.org/cibo-e-prevenzione-ruolo-delle-produzioni-locali-di-qualita/">http://www.naturalmenteverona.org/cibo-e-prevenzione-ruolo-delle-produzioni-locali-di-qualita/</a><br />
Maggio 2011 <a href="http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-il-paniere-della-salute/">http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-il-paniere-della-salute/</a><br />
Ottobre 2011 <a href="http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-la-rete-bioloc/">http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-la-rete-bioloc/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/la-ripresa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A tutti gli attivisti SCEC del Veneto e Trentino</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/a-tutti-gli-attivisti-scec-del-veneto-e-trentino/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/a-tutti-gli-attivisti-scec-del-veneto-e-trentino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 07:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Buoni locali solidali]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori di beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Arcipelago SCEC]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[Naturalmente Verona]]></category>
		<category><![CDATA[scec]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3048</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;esperienza della Solidarietà ChE Cammina, lo SCEC, è partita in Veneto, a Verona, cinque anni fa, e molte cose da allora sono cambiate. L&#8217;idea di creare uno strumento in grado di migliorare la capacità di affrontare la crisi economica incombente, di difendere e riconquistare parte delle nostre sovranità perdute, creando socialità e rafforzando l&#8217;economia reale&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza della Solidarietà ChE Cammina, lo SCEC, è partita in Veneto, a Verona, cinque anni fa, e molte cose da allora sono cambiate. L&#8217;idea di creare uno strumento in grado di migliorare la capacità di affrontare la crisi economica incombente, di difendere e riconquistare parte delle nostre sovranità perdute, creando socialità e rafforzando l&#8217;economia reale del territorio, a beneficio del territorio e dei Beni Comuni, sta iniziando a prendere sempre più spazio nella realtà quotidiana di migliaia di persone. Infatti, nelle 12 regioni d&#8217;Italia dove lo SCEC è presente, sono migliaia le realtà accettatrici, produttrici di beni e servizi, che aderiscono, decine di migliaia gli usufruitori iscritti al circuito e milioni gli SCEC distribuiti. Oggi la crisi morde forte, e siamo consapevoli che è lontana la fine, né si vede la luce in fondo al tunnel, il peggio, sia da un punto di vista economico, sia sociale che ambientale, deve ancora arrivare&#8230;<br />
Per tale motivo, in previsione e di fronte all&#8217;attuale crescente numero di adesioni, è necessario stringere i denti e aumentare il nostro impegno; so che tutti voi siete persone già molto impegnate, ma questo mio appello viene dalla cosapevolezza che ci troviamo in una fase molto delicata, sia per lo SCEC che per il benessere socio-economico dei territori e non abbiamo molto tempo per prepararci ad un peggioramento palese della situazione generale. L&#8217;attivazione di nuovi responsabili locali, punti SCEC e isole è un processo che non può essere lasciato al caso; ciò che ora serve ai territori, affinché lo SCEC sia veramente uno strumento rivoluzionario, fruibile da una massa critica, sono persone preparate, in grado di spiegare lo SCEC e coinvolgere nuovi aderenti al progetto, ma soprattutto preparate ad evadere in modo celere e corretto le richieste di adesione, le consegne degli SCEC, e a trasmettere le proprie conoscenze ad altri, in modo che &#8220;il sistema SCEC&#8221; aumenti la sua capacità di diffusione e funzionamento.<br />
Chiedo quindi a tutti/e i responsabili di iscrizione, conti scec e quant&#8217;altro, e a tutti coloro che allo SCEC si stanno approcciando in questo momento, di cimentarsi con gli strumenti di arcipealgo, sistemare tutte le pendenze il prima possibile (entro il 2012 al fine di partire nel 2013 senza problemi irrisolti&#8230;) e trasmettere le proprie conoscenze a chi si ritiene sia degno e responsabile.<br />
Non dobbiamo fermare lo slancio entusiastico di chi scopre e si approccia allo scec, ma non possiamo neanche porre uno strumento così potenete al rischio di essere screditato a causa di una &#8220;mala gestione&#8221; dello stesso.<br />
Confido in tutti voi, nel vostro senso di responsabilità, e nella consapevolezza che la storia dell&#8217;umanità ci ha destinati a vivere un epocale momento di profonda trasformazione, e tocca a noi, qui, ora, far si che tale trasformazione sia a favore e non a danno delle generazioni future.<br />
Un abbraccio solidale a tutte/i<br />
andrea</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/a-tutti-gli-attivisti-scec-del-veneto-e-trentino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuova finanza pubblica</title>
		<link>http://www.naturalmenteverona.org/nuova-finanza-pubblica/</link>
		<comments>http://www.naturalmenteverona.org/nuova-finanza-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 19:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Economia solidale e decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[austerità]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[rivoltaildebito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.naturalmenteverona.org/?p=3045</guid>
		<description><![CDATA[Una nuova finanza pubblica per uscire dalla crisi. Seminario pubblico, a partire dall&#8217;appello firmato da RiD//Attac//ReCommon //SiD//CentroNuovoModellodiSviluppo Le crisi -finanziaria, economica, democratica, sociale ed ambientale- sono ormai arrivate ad un punto critico, soprattutto in Europa. La crisi bancaria, sintomo della finanziarizzazione strutturale dell&#8217;economia e della scocietà attuata negli ultimi decenni, è stata trasformata in una&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova finanza pubblica per uscire dalla crisi. Seminario pubblico, a partire dall&#8217;<a href="http://rivoltaildebito.globalist.it/news/%E2%80%9C-una-nuova-finanza-pubblica%E2%80%9D-appello-un-percorso-comune">appello</a> firmato da RiD//Attac//ReCommon //SiD//CentroNuovoModellodiSviluppo<br />
Le crisi -finanziaria, economica, democratica, sociale ed ambientale- sono ormai arrivate ad un punto critico, soprattutto in Europa. La crisi bancaria, sintomo della finanziarizzazione strutturale dell&#8217;economia e della scocietà attuata negli ultimi decenni,  è stata trasformata in una crisi del debito pubblico dei governi con il fine di imporre ulteriori riforme liberiste, politiche di austerità e conseguente svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni. Per interrompere il ciclo devastante di politiche di austerità è necessario un progetto politico di rilancio e ridefinizione della finanza pubblica che affronti tre questioni centrali: debito pubblico, il sistema bancario e le politiche fiscali. Come emanciparsi dalla dittatura dei mercati finanziari/ come riappropriarsi di nuove forme e strumenti di governo della finanza pubblica&#8230; Dall&#8217;appello &#8220;Per una nuova finanza pubblica&#8221;<br />
<strong>GIOVEDI&#8217; 6 DICEMBRE</strong><br />
 <strong>Sala Lodi (via San Giovanni in Valle 13/b – Verona – Parcheggio Piazza Isolo)<br />
incontro con:<br />
Vittorio Lovera (Attac Italia)<br />
“Dalla Tobin Tax alle tasse globali: proposte per una nuova fiscalità”<br />
Antonio Tricarico (Re:Common)<br />
“Respingere il trucco del debito, definanziare la società”<br />
Marco Bersani (Attac Italia)<br />
“Le risorse per un altro modello sociale: riprendiamoci la Cassa Depositi e Prestiti”</strong><br />
organizzano Attac // RivoltailDebito // Re:Common </p>
<p>PER AVERE UN CONGRUO TEMPO PER LE TRE RELAZIONI PREVISTE E PER IL DIBATTITO<br />
SI INIZIERA&#8217; ALLE 20.30 IN PUNTO </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.naturalmenteverona.org/nuova-finanza-pubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
