Dalla Città dell’Altraeconomia di Roma
La materia dei sogni è bellezza, ornamento creativo, dono e cibo per i nostri spiriti
“La società di Mercato è certo una società in cui si pratica lo scambio mercantile, ma il Mercato della teoria come unione di una moltitudine di agenti portatori di offerta e di domanda è un mito. Le concentrazioni e i monopoli lo hanno totalmente eliminato o trasformato, se mai esistito. In compenso, la piazza di mercato, il mercato come luogo di incontro e di scambio tra i cittadini, va reinventato. (…) “è l’immaginario del Mercato che dovrebbe essere per prima cosa abolito, per rompere la logica dell’eccesso. E’ questa una condizione del ritorno della giustizia al cuore della vita in società” Serge Latouche – GIUSTIZIA SENZA LIMITI – La sfida dell’etica in una economia mondializzata. C’è una città nella città, non più invisibile dopo quattro anni di elaborazione “matta e disparata”, di costruzione e di chiarimenti, di conflitti e di dubbi, di relazioni e di confronti, di travi e di puntelli, di staccionate e di funi e di molti interrogativi non ancora risolti …. Una città altra che da ieri si mostra e si dona ai cittadini romani con la sua complessità di Principi per un’Altra economia che “non perseguono le finalità del sistema economico di natura capitalistica e di ispirazione liberista o neo liberista” … una città che rifiuta in particolare gli “obiettivi della crescita, di sviluppo e di espansione illimitati, il perseguimento del profitto ad ogni costo, l’utilizzazione delle persone da parte dei meccanismi economici e nel solo interesse di altre persone, il mancato rispetto dei diritti umani, della natura e delle sue esigenze di riproduzione delle risorse (“Carta dei Principi per un’Altra Economia”). Così ieri si è potuto dimostrare che i sogni fatti di giorno ad occhi aperti da molti si realizzano, lentamente, e diventano materia concreta anche per tanti altri che questo percorso, fatto spesso in salita, non hanno potuto intraprendere e condividere perché non si ha mai il tempo disponibile con gli orologi della fretta al polso. La Città dell’Altraeconomia è uno spazio organizzato e articolato per promuovere una differente consapevolezza di vita, fuori dal mero “tempo del consumo” unico presente nel mondo occidentale liberista, un laboratorio dove si può immaginare “il tocco di Eros ed il sorriso di Venere, il volto di Dioniso e l’incontro con Pan”, dove vivere e stare in un rapporto autentico con il mondo, alternativo a quel presente “offuscato” dal “miraggio di un futuro pieno di promesse che hanno sempre l’oggettività della merce” (Raffaele K. Salinari – “Il gioco del mondo” – Edizioni Punto Rosso/Carta). Un laboratorio di soggettività diverse, tuttavia connesse tra loro grazie ad un reticolo di relazioni, anche sofferte, ma di crescita comune, pronto ad aprirsi al resto della vita cittadina e alle altre esperienze presenti a Roma, in contesti differenti, ma che hanno elaborato percorsi simili. Un luogo di incontri, insomma, non di solo scambio commerciale dove confrontare il pensiero e le immaginazioni della costruzione di modelli e di pratiche di vita caratterizzate dalla qualità, non più dalle quantità.
Il complesso architettonico magicamente ristrutturato, lasciando inalterate in maniera intelligente le antiche tettoie e le pese per gli animali, di metà ottocento, si presta ad accogliere eventi culturali, seminari, workshop, laboratori pratici sui temi dell’Altra economia, a divulgare testi, libri e tematiche non ancora trattate in contesti ampi, spesso affrontati in ambienti di nicchia e che finalmente trovano uno spazio fruibile per la cittadinanza interessata alla agricoltura biologica, al commercio equo e solidale, alle energie rinnovabili ed al riuso e riciclo delle materie seconde, ad una comunicazione aperta e ad un turismo responsabile, alla finanza etica e al cibo sano e non contaminato dagli ogm che le multinazionali vogliono fare entrare in ogni mercato.
Ma non in questo mercato, dove donne, uomini e ragazzi volontari provano a tessere una tela con capacità avendo a cuore le relazioni, più che un mercato, potrebbe essere disegnato come un agorà, aperto, conviviale, un luogo di vita pubblica cittadina, uno spazio di incontri con amici e parenti di un villaggio alternativo e dei vicini territori, un forum di mescolanze dove la funzione sociale e culturale prova ed esperimenta la sua capacità di prevalere sulla quella economica. Tutto questo grazie ad “attori informali” che si cimentano con nuove professionalità, ma sempre con un sorriso, con intento passionale, con creatività e fantasia che nutre lo spirito e l’anima ….. così come ieri, durante la festa di inaugurazione, mentre gli abbracci e i baci, prevalevano sulle strette di mano, i colori della pace sul grigio, un estro ed un tocco femminile sulla formalità istituzionale, la gioia sui dubbi, la collaborazione e la solidarietà di questa “altra società” in costruzione sull’individualismo spaventevole della società dominante.
dopo l’innaugurazione SETTEMBRE 2007 – pubblicato su CARTA con il titolo la città del doposviluppo
A cura di Daniela Degan
CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA: DOPO LO SGOMBERO IL SINDACO CERCA LA TRATTATIVA CON IL CONSORZIO CAE 2.0. E IL COMITATO DI SOSTEGNO INVITANTO TUTTE E TUTTI ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA ALLE ORE 18.00 AL TEATRO VALLE PER DECIDERE INSIEME LE NUOVE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE
Roma, 7 agosto – Dopo la forza pubblica, il dialogo che verrà. Il sindaco Alemanno, per tramite dell’Assessore ai lavori pubblici e alle periferie Fabrizio Ghera, dopo aver mostrato i muscoli e accompagnato le realtà vincitrici del bando-truffa a insediarsi negli spazi dell’ex Mattatoio, promette al Consorzio Cae 2.0, in presidio presso l’assessorato dopo lo sgombro di polizia della Città dell’Altra Economia di questa mattina, un incontro “riparatore”da tenersi in Campidoglio il 5 settembre.
E’ questo il risultato della prima iniziativa assunta dalle organizzazioni dell’Altra Economia cittadina che, cacciate alle ore 6.30 con la forza dal presidio che intendeva mantenere aperto a tutta la città lo spazio dell’ex Foro boario, hanno occupato l’assessorato in via Petroselli per chiedere ragione dell’intervento. Per oggi pomeriggio, infatti, era previsto un incontro del Consorzio Città dell’Altra Economia e del suo Comitato di Sostegno con i cosiddetti “vincitori” per confrontarsi, informata l’amministrazione, sulle reciproche posizioni e richieste.
A sorpresa, invece, è arrivato lo sgombero e, vicenda ancora più suggestiva, i rappresentanti della cordata che vede protagonisti, tra gli altri, Aiab Lazio, Agricoltura nuova e Cooperativa 29 giugno, entrare nei locali al seguito delle forze dell’ordine. Una modalità politica che stupisce e
interroga.
Il Consorzio Cae 2.0. con le forze cittadine e nazionali che l’hanno sostenuto in questa battaglia per il mantenimento di uno spazio pubblico per un’economia diversa in città, al contrario, continua a mantenere aperto il dialogo con la città, chi ha sostenuto in questi anni il progetto di un’economia diversa per Roma e invita, per questo, tutte e tutti oggi alle ore 18.00 al Teatro Valle a un’assemblea cittadina per discutere le iniziative e le forme di lotta che verranno assunte nelle prossime settimane.
La Città dell’Altra Economia vive con le forme di solidarietà, di inclusione e di dialogo che abbiamo costruito, negli ultimi 10 anni, con il sostegno delle reti nazionali e internazionali che combattono per cambiare le logiche del puro profitto, delle privatizzazioni a mano armata, per la difesa dei beni comuni. E’ questa l’esperienza che rivendichiamo e continueremo a far vivere nella Città insieme a realtà e persone che come noi condividono questo obiettivo. Ringraziamo il Teatro Valle che ci accoglierà in assemblea stasera, le Reti dell’acqua, le occupazioni cittadine, le forza sociali e politiche che vogliono e vorranno continuare a tenere aperto questo laboratorio di cambiamento economico, sociale e politico di cui Roma, mai come oggi, dimostra di avere grande bisogno.
7 agosto 2012
AIAB E COOP 29 GIUGNO SGOMBERANO LA CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA Questa
mattina alle ore 6 le forze dell’ordine hanno compiuto un blitz entrando di forza nei locali della CAE, presidiata da giorni da cittadini e cittadine, attivisti, rappresentanti di organizzazioni sociali, sindacati e associazioni che lavorano da oltre un anno e mezzo per ridare nuova vita
alla Citta’ dell’Altra Economia.
Questa azione avviene all’indomani di un incontro tra gli occupanti e tre rappresentanti della cordata vincitrice del bando: Salvatore Buzzi della coop. 29 giugno, Enrico Erba e Andrea Ferrante dell’AIAB. L’incontro era stato favorito dal consigliere Andrea Alzetta ed era volto a iniziare un percorso di dialogo con gli occupanti.
Durante questo incontro è stata riconosciuta agli occupanti la legittimità a proseguire le attività e le progettualità portate avanti in questi anni alla CAE. Questa apertura ha portato a definire un ulteriore incontro per oggi per continuare una eventuale trattativa.
Nonostante questo percorso, oggi siamo stati buttati fuori dal presidio e dieci persone sono state denunciate per occupazione abusiva.
Dopo neanche un’ora si sono presentati alla CAE, Francesco Coccia (Comune di Roma), Enrico Erba (AIAB), Andrea Ferrante (AIAB) e Carlo Patacconi (Agricoltura Nuova) che con aria tronfia hanno preso possesso dei locali.
L’azione di questa mattina dimostra la connivenza tra realtà che si dichiarano altroeconomiche e pratiche aggressive ed antidemocratiche che nulla hanno a che vedere con il dialogo e la mediazione.
Ribadiamo che la CAE appartiene a tutti i cittadini e le cittadine di Roma come spazi, esperienza e portato, e chiediamo una volta di piu’ che ci sia garantito di proseguire il percorso avviato da tempo, che restituirebbe alla citta’ un luogo di socialita’, economia altra, elaborazione, formazione.
Denunciamo all’opinione pubblica cittadina, alla forze politiche e alle forze sociali quanto sta avvenendo e affermiamo che continueremo nella battaglia per la costruzione di spazi di progettazione di altreconomia vera, partecipata e democratica.
La mobilitazione proseguirà per veder garantita a questa città un luogo per l’economia solidale vero. Roma non ha bisogno di un altro centro commerciale della green economy.
Appuntamento per tutte e tutti alle ore 09.00 alla CAE.
Martedì 7, gli agenti di polizia hanno sgomberato il presidio promosso da cittadini e organizzazioni sociali «in difesa della Cae e per fermare le destre». Lunedì, il presidio era stato invitato a un incontro per «aprire» una trattativa con le nuove imprese (Aiab, cooperativa 29 giugno, Agricoltura nuova e ovviamente il colosso delle coop di destra Intregra) che, dopo l’alleanza con la destra, pretendono di gestire quello spazio. Ha prevalso il disegno di distruggere la Cae, ha prevalso il linguaggio arrogante della destra e dei suoi nuovi alleati e il loro progetto di privatizzazione e mercificazione.
Aggiornamenti continui su su Comune-info
http://comune-info.net/2012/08/firmate-questo-appello-io-sono-il-numero-9/
FONTE: lista res – rete di economie solidali
http://liste.retelilliput.org
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il agosto 10, 2012 alle 4:49 pm, ed è archiviato come Blog, Consumatori, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

