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Sovranità idrica: pronto il kit per gli attivisti dell’acqua
23 feb
Dal denaro al donare 5: ArcipelagoSCEC, la Solidarietà ChE Cammina
22 feb
Ecco cominciare il tratto finale del nostro percorso, con le precedenti pubblicazioni “dal denaro al donare“, ci auguriamo di aver sufficientemente preparato il terreno affinché dalla descrizione del progetto di ArcipelagoSCEC e, nelle successive pubblicazioni, l’unione di Naturalmente Verona ““ ArcipelagoSCEC, emerga con chiarezza la natura delle proposte e la diversità rispetto al contesto socioeconomico di cui abbiamo tentato di mostrare alcuni aspetti salienti, nonché la sostanziale differenza con le attuali Reti di Economia Solidale (DES) che spesso non considerano ancora questa realtà quale facente parte di “un altro mondo possibile”. In effetti ArcipelagoSCEC e lo stesso strumento dei Buoni Locali di Solidarietà , lo SCEC, sono così innovativi da “sorprendere” gli stessi innovatori dell’Economia Solidale più datata. Quindi, per fare la sua conoscenza cominceremo con un sintetico racconto della sua carta d’identità ; quando, dove, come è nato, dove risiede attualmente, quanto lunga è la fila dei suoi iscritti e in che modo si mantiene vivo e operativo. Tutti i dati che presenteremo nel corso di questa pubblicazione sono accessibili gratuitamente sul sito nazionale dell’associazione: www.arcipelagoSCEC.org Continua >
PAEA: Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente
22 feb
Ogni giorno assistiamo a campagne pubblicitarie delle principali multinazionali ed industrie dell’energia, che tentano di “vestirsi di verde” e di solidarietà , mentre nella realtà le devastazioni operate nei paesi dove il petrolio e il gas sono estratti proseguono impunemente. Esistono però realtà , che silenziosamente, nel loro piccolo, avanzano proposte realmente alternative, veramente solidali con l’umanità e rispettose dell’ambiente; queste realtà non vengono mai menzionate dai principali midia, non sono citate sulle pagine dei quotidiani ne le ritroviamo sui cartelloni pubblicitari disseminati in ogni dove. Qui riportiamo l’esperienza di PAEA, che propone ai cittadni progetti alternativi per l’energia e l’ambiente. L’associazione nasce al fine di promuovere lo sviluppo, la crescita e lo scambio personale e culturale perseguendo finalità di tutela ambientale e utilità sociale. Da oltre dieci anni PAEA svolge attività di promozione, informazione, educazione e realizzazione di progetti relativi al risparmio e all’efficienza energetica e idrica, all’uso delle energie rinnovabili, alla bioedilizia, e alla tutela ambientale e collabora con Centri europei per le energie rinnovabili esistenti da più di trent’anni, quali il
C.A.T. (Centre for Alternative Technology) in Galles e l’E.u.Z. (Energie und Umweltzentrum) in Germania. Continua >
Sovranità idrica: la mobilitazione continua
21 feb
Sovranità alimentare a rischio
21 feb
Non molto tempo fa abbiamo pubblicato su questo sito un articolo realtivo alla politica di espansione degli OGM. Oggi, mentre Greenpeace Italia lancia la notizia “Allarme olio ogm in Puglia”, nessuno ci racconta quanto sta passando, con risvolti purtroppo più ampi e generalizzati, in Europa e quindi anche in Italia, tutto ben legalizzato: “la legge sull’etichetta di origine bocciata clamorosamente da due commissari europei”. Le varie notizie che siamo riusciti a raccogliere rilevano il fatto che assistiamo all’ennesimo teatrino della “politica di provincia italiana”, che ha approvato all’unanimità una legge nazionale in palese contrasto con i principi europei; in realtà i cittadini italiani sono stati illusi dai politici nazionali e dalla stampa compiacente, con una serie di falsità . Ma chi ha deciso i “principi europei” ? Non certo i cittadini/consumatori. Risulta poco chiaro perchè le “regole europee” non permettano a tutti gli stati membri di legiferare in modo più restrittivo, quindi più vicino ai consumatori su un argomento importante semplicemente per il normale buon senso: leggendo un’etichetta si deve sapere l’origine degli alimenti. Se le regole europee decidono diversamente vanno cambiate. I nostri politici non hanno ancora capito che la battaglia per la salute degli italiani passa per l’Europa, visto che è a Bruxelles che si decide, nel bene e nel male, il destino di tutti. Lasciare un ruolo così importante nelle mani di persone incapaci di intervenire per impreparazione, menefreghismo o altro, è una condanna non scritta per tutti noi in tutti i settori della vita sociale ed economica. Continua >
Realtà per la transizione: l’amore di CuriosaNatura
21 feb
Conclusione del Progetto Rural Education
19 feb

Gruppi di lavoro, Seminario conclusivo progetto internazionale "Rural Education", Roma - CAE - Febbraio 2011
Il tramonto di un’era dell’umanità
16 feb
Dobbiamo prendere atto che siamo di fronte al tramonto di un’era dell’umanità . I mutamenti sociali, ambientali ed economici sono segnali ormai palesi di ciò che sta avvenendo, e perché sta avvenendo. Nel 1996 si è svolto il Vertice Mondiale FAO sull’alimentazione, all’epoca si stimava in 830 milioni le persone che a livello globale erano sofferenti la fame; i Governi furono tutti d’accordo sulla necessità di agire e furono definiti gli Obiettivi del Millennio dove si assumeva l’impegno di ridurre entro il 2015 il numero di persone affamate. Ad oggi sono ormai più di un miliardo le persone che soffrono la fame e le attuali stime prevedono che entro il 2015 la cifra sarà aumentata del 50%, ciò semplicemente stimando i trend attuali di “sviluppo”, cioè senza tenere conto degli imprevedibili effetti dei mutamenti climatici e dei prevedibili effetti della diffusione dell’uso degli agrocarburanti e degli Oraginsmi Geneticamente Manipolati ““ OGM. Per quanto concerne i problemi collegati ai mutamenti climatici, successivamente gli Stati hanno stilato il “Protocollo di Kioto” e più volte si sono riuniti a Cancun, altre lodevoli iniziative che fondamentalmente si sono concretizzata nella promozione del “mercato dell’ambiente”, cioè sullo scambio commerciale dei diritti di emissione di carbonio come risoluzione alla crisi ambientale. Siamo in un epoca in cui tutto viene mercificato, dopo il lavoro, la terra, ora anche l’aria e l’acqua, l’istruzione e la sanità stanno diventando sempre più merce e non più risorse umane, Beni Comuni. A voler guardare in faccia la realtà , bisogna ammettere che in quest’epoca l’umanità è afflitta da un cancro, il sistema economico neoliberista della crescita infinita, del consumismo sfernato, dove l’uomo e la donna, in ogni luogo, devono essere al servizio dell’economia e non l’economia al loro servizio.L’acqua, un diritto dell’umanità
16 feb
Oggi l’acqua ha bisogno di noi, mentre noi abbiamo sempre bisogno dell’acqua. Il 28 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Santa Teresa di Verona si svolgerà la rappresentazione teatrale “H2oro” . Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all’acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del “Bel Paese”, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti. L’acqua non deve diventare “l’oro blu” del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato “l’oro nero” del secolo XX. L’acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell’umanità . L’accesso all’acqua potabile un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell’acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell’acqua, delle guerre dell’acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell’acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l’indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana. Continua >




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