Blog
Un appello alla Società Civile per l’ambiente e la Sovranità
17 apr
Alle reti dell’economia solidale, alle reti Gas, ai Des, ai vari soggetti dell’economia solidale italiana. Care e cari, oggi più che mai si sente l’esigenza di trovare una coerenza tra le nostre pratiche locali e sostenibili e la necessità di intervenire a livello più ampio, dall’immaginario delle persone alle regole che governano l’attuale modello di sviluppo, per contribuire ad invertire una rotta che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile. Il cambiamento climatico, che si sta avvicinando ad un pericoloso punto di non ritorno secondo gli appelli della comunità scientifica internazionale; l’economia internazionale, sempre più orientata al mercato per il mercato ed alla tutela del privilegio di pochi; un modello di sviluppo squilibrato, che si concretizza sui nostri territori con consumo di suolo, esaurimento delle risorse naturali e disagio sociale. Tutto questo richiede a noi, reti dell’economia solidale ed ecologica, un’attenzione aggiuntiva a ragionare con uno sguardo ampio, capace di tenere assieme la necessaria ma non più sufficiente costruzione di economia alternativa con il cambiamento delle regole e l’opposizione ad ogni forma di sfruttamento dei nostri territori e del bene comune. Il prossimo vertice Onu di Rio de Janeiro del 20-22 giugno, chiamato Rio+20 perché avviene a 20 anni dal primo Earth Summit del 1992, è per noi un’occasione per riflettere ed attivarci a livello territoriale per provare a consolidare la nostra idea di transizione possibile. A Rio i Governi del mondo parleranno di uscita dalla crisi, di economia sostenibile e verde, di governance mondiale, ma tutto questo verrà fatto senza mettere in discussione il paradigma della crescita infinita, della liberalizzazione e deregolamentazione dei mercati, né considerare il rischio di mercificazione dei beni comuni. Le reti mondiali e le organizzazioni sociali da tempo stanno lavorando per proporre temi e letture alternative. Dai movimenti indigeni, che propongono di contrapporre le “Green economies”, intese come economie locali ed ecologiche, alla “Green economy” per arrivare ai movimenti contadini, che parlano di sovranità alimentare come elemento di evoluzione rispetto all’agrobusiness orientato alla crescita indefinita delle produzioni. Continua >
Abbattere la pressione fiscale reale dal 75% al 26% con la Sovranità del popolo
14 apr
In Italia la Pressione fiscale rale è al 75%, con lo SCEC è possibile riportarla al 26%. Una volta, quando l’economia si basava sull’agricoltura, la povertà (ma non la miseria) era diffusa, vigeve la decima, l’obbligo di consegnare il 10% dei propri prodotti, indicativamente equivalenti al 10% del proprio reddito. Oggi, secondo i dati ufficiali, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempre che sia confermato l’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%, perché una cosa è la pressione fiscale ufficiale e un’altra cosa è quella “reale”. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo. Il danno e la beffa dove stanno? Una pate riguarda il fatto che nel calcolo del nostro Pil nazionale si suole includere anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano né tasse né contributi. Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di € l’anno. Ricordando che la pressione fiscale ufficiale è data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale dovrebbe attestarsi sul 45%. Tuttavia, se si “storna” dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si “contrae” il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto. Di conseguenza la pressione fiscale “reale” che grava su coloro che pagano correttamente le tasse è molto superiore a quella ufficiale che viene calcolata dall’Istat che, è bene sottolinearlo, rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall’Eurostat. Ebbene, se nel 2011 la pressione fiscale “reale” che pesa sui contribuenti italiani ha sfiorato una ipotesi massima del 52%, con gli effetti delle manovre estive di Berlusconi e gli interventi del Governo Monti, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 farà impennare il carico fiscale sui contribuenti onesti sino ad una ipotesi massima del 54,5%. Nei giorni scorsi ha suscitato non poco clamore il monito lanciato dalla Corte dei Conti che ha denunciato il livello preoccupante del prelievo fiscale indicandolo al 45% del Pil. Il dato, pur essendo di per se una grandezza che desta non poca preoccupazione, in realtà, non ci racconta l’esatta situazione del prelievo fiscale e la relativa disuguaglianza tributaria, se non scomposto tra le varie categorie di contribuenti che lo compongono. Ebbene, anche in questo caso, alcune precisazioni sono d’obbligo poiché, questo dato, esprimendo delle variabili aggregate, sintetizza, di fatto, un indicatore medio del livello di tassazione nell’universo di una popolazione. In altre parole, proprio perché rappresenta un valore medio e quindi, per definizione, soggetto a distorsioni, non esprime in alcun modo il livello di tassazione per alcune categorie di soggetti che può raggiungere, come vedremo in seguito, livelli decisamente distanti dalla media indicata dalla Corte dei Conti, manifestando, in maniera inquietante, la disparità fiscale esistente in Italia. Continua >
Info dall’universo dell’Economia Solidale
13 apr
Gas (Gruppi di Acquisto Solidale). I nuclei elementari sono i Gas, che si costituiscono in forma spontanea. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” si trova l’archivio dei Gas censiti, che riporta però solo una parte dei Gas perché molti gruppi non si sono segnalati. Attualmente sono censiti 858 gruppi, si stima che il numero effettivo sia almeno doppio.
Reti di gas (retine). Spesso a livello locale i Gas si coordinano come rete locale (retina) tra i Gas della stessa zona. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” esiste anche la possibilità di segnalarsi come rete di Gas. Attualmente sono censite 14 reti.
Des (Distretti di Economia Solidale). In diversi luoghi, a partire da reti di Gas o da altri soggetti dell’economia solidale, sono nati gruppi promotori per lo sviluppo di reti locali che coinvolgono oltre ai Gas anche i produttori, i fornitori di servizi e le associazioni. Attualmente in Italia sono presenti circa una quarantina di nuclei Des, con livelli di sviluppo molto diversi.
Tavoli regionali (o di area geografica. Anche se con molte differenze, i Des hanno perlopiù un’estensione paragonabile a quella di una provincia. In alcune regioni (Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna) sono nati dei tavoli regionali dell’economia solidale a partire dai Des esistenti. In altre regioni (Marche e Abruzzo) la rete nasce a livello regionale. Tra le regioni del Sud è inoltre nata la Ressud (Rete di economia solidale del Sud).
Tavolo RES. Il Tavolo RES è una struttura di coordinamento a livello nazionale che promuove lo sviluppo dei distretti di economia solidale. Attualmente aderiscono al Tavolo 18 nuclei Des e 4 organizzazioni nazionali di supporto. Il Tavolo RES è strutturato in tre aree di coordinamento: formazione e ricerca, rapporti istituzionali, sviluppo Des. Continua >
Verbale Assemblea Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC Aprile 2012
12 apr
Oggi, 04 APRILE 2012, alle ore 20,45 presso lo Studio Zanetti/uniCa’ immobiliare Via Betteloni, 60 – Verona (aderente SCEC), si è riunita l’Assemblea dell’Associazione Naturalmente Verona – ArcipelagoSCEC. Presenti 18 persone. ORDINE DEL GIORNO 1) Approfondimenti sullo strumento SCEC 2) Rinnovo del Consiglio Direttivo 3) Sintesi dei risultati dei Gruppi di Lavoro e scelte operative 4) Varie ed eventuali. Presiede la riunione il Presidente Andrea Tronchin e funge da Segretario Alberto Bonomo. Il Presidente, dichiara L’Assemblea validamente costituita e atta a deliberare sugli argomenti posti all’Ordine del giorno. Punto 1) Approfondimenti sullo strumento SCEC. Prende la parola Bernardo Piemonte, responsabile per le iscrizioni di Arcipelago SCEC e in breve espone ai presenti, che ancora non lo conoscono, lo SCEC. Tutte le spiegazioni e le risposte alle possibili domande si possono trovare anche sul sito www.arcipelagoscec.net . Nel 2008 Naturalmente Verona ha stretto un patto associativo con la realtà nazionale Arcipealgo SCEC e gestisce gli Abbuoni della Solidarietà ChE Cammina a livello di Provincia di Verona e di Regione Veneto. A quattro anni dall’introduzione dello strumento SCEC a Verona sono poco più di una trentina le realtà aderenti al circuito che li accettano. Dobbiamo prendere atto che solo una minima parte dei soci di Naturalmente Verona sanno veramente di cosa si tratta e ancor meno hanno aderito al circuito di Arcipelago. Lo SCEC è uno strumento innovativo, in sé semplicissimo ma a quanto pare di non facile comprensione. A livello nazionale le realtà che accettano SCEC sono circa 4000 e gli usufruitori più di 15.000, ad oggi è stato distribuito più di un milione di SCEC; si tratta di numeri che iniziano a diventare importanti, e la loro importanza cresce con l’acuirsi della crisi economica. Agli inizi dell’azione di divulgazione degli SCEC, eravamo noi che ci presentavamo ai produttori di beni e servizi e proponevamo l’adesione al circuito, ultimamente siamo stati chiamati da diverse realtà interessate a capire e aderire al circuito di Arcipelago SCEC, come ad esempio a Caorle, dove c’è stata l’adesione in blocco di un folto gfruppo di esercenti supportati dall’ASCOM, l’associazione locale dei commercianti, oppure come la Banca del Tempo di Lasino (TN) che ha deciso di promuovere gli SCEC sul proprio territorio, non solo per le proprie attività ma anche presso i produttori di beni e servizi locali. Un’iniziativa che ultimamente ha riscosso grande successo è stata il BarattoSCEC, sperimentata la prima volta nel Comune Virtuoso di Povegliano Veronese, ed ora richiesta da diversi Comuni e realtà. Continua >
Da Marsiglia un solo grido: “acqua sorgente di vita, non di profitto!”
12 apr
Sono passati 3 anni da quando partecipai al Forum alternativo dell’acqua di Istanbul. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti! Nel mondo, e in Italia in particolare, i movimenti dell’acqua sono cresciuti molto, la campagna referendaria dello scorso anno nel nostro paese ha risvegliato la parte migliore della società civile e rimesso in discussione il modello di gestione privatistica basato sul profitto. Rispetto a Istanbul 2009, con il Forum alternativo mondiale dell’acqua (FAME) di Marsiglia, che si è tenuto a Marzo 2012, è stato fatto un enorme balzo in avanti, in termini di partecipazione,
discussione, organizzazione. A Marsiglia per 4 giorni si sono incontrate 5000 persone provenienti da 90 paesi del mondo, che hanno potuto dialogare e confrontarsi in oltre 50 dibattiti aperti e fruibili, giacché tutti erano tradotti in 4 lingue. Contemporaneamente al Forum ufficiale delle multinazionali (World Water Forum) che si teneva negli stessi giorni a pochi chilometri di distanza, la partecipazione è risultata molto scarsa (considerati anche i 50 euro al giorno per l’ingresso…), al di sotto di ogni previsione. Tanti partecipanti al W.W.F. poi venivano al F.A.M.E. perché, come detto da loro stessi, era molto più interessante. Il world water forum si è autoproclamato il luogo delle soluzioni per la crisi idrica mondiale e non gli è andata certo giù la dichiarazione ONU del 2010 in cui l’acqua viene riconosciuta come diritto umano, tanto è che sta facendo pressioni per far cambiare la dichiarazione, con la lobby dei suoi sponsor, in primis le banche e le grandi multinazionali… Ma vorrei tornare a parlare del Forum alternativo, perché ormai (ed anche questo segna il passo della crescita dei movimenti) non si organizza più il Forum per contrapporsi a quello delle multinazionali, ma perché abbiamo tanto da discutere e costruire. Se durante i primi forum gli attivisti andavano soprattutto per “disturbare” il forum degli altri, oggi quasi non è più necessario, possiamo permetterci di snobbarli, tanto è grande la partecipazione all’evento della società civile rispetto a quello delle multinazionali. Continua >
I miti del capitalismo neoliberista
11 apr
Il grido d’allarme per una crisi socio-economica senza precedenti è stato lanciato da anni, ma sembra che le nostre parole fino ad oggi siano rimbalzate su muri di gomma. Ma le cose stanno cambiando, la popolazione che fino a questo momento è rimasta addormentata nella bambagia di un falso benessere inizia a svegliarsi, si sveglia da un sogno per ritrovarsi in un incubo. Gli innumerevoli suicidi di questo periodo, di imprenditori, lavoratori e pensionati ne sono la manifestazione più nefasta. Il capitalismo nella sua versione neoliberale sta fracassando su se stesso ed è il trionfo della Sinarchia. Gli squali della finanza non vogliono perdere i loro profitti, e spostano il peso principale del debito sui pensionati e sui poveri. Un fantasma della ‘Primavera Europea’ sta tormentando il Vecchio Mondo e gli oppositori del capitalismo spiegano alla gente come le loro vite siano state distrutte. Questo è l’argomento dell’articolo di un economista portoghese, Guilherme Alves Coelho, che riportiamo qui di seguito. “Esiste una nota espressione, cioé che ogni nazione ha il governo che si merita. Questo non è del tutto vero. Le persone possono essere ingannate da una propaganda aggressiva che influenza attraverso schemi, e sono dunque facilmente manipolate. Menzogne e manipolazioni sono l’arma contemporanea della distruzione di massa e dell’oppressione delle persone. Sono efficaci quanto i tradizionali mezzi di guerra. In molti casi si integrano a vicenda. Entrambi i metodi vengono utilizzati per ottenere la vittoria alle elezioni e distruggere i paesi ribelli. Ci sono molte modalità per manovrare l’opinione pubblica, nella quale l’ideologia del capitalismo è stata fondata e mitizzata. è una combinazione di false verita’ che sono state ripetute milioni di volte, nel corso delle generazioni, e quindi diventate indiscutibili per molti. Sono state programmate per rappresentare il capitalismo come credibile e per mobilitare il sostegno e la fiducia delle masse. Questi miti sono distribuiti e promossi mediante strumenti multimediali, istituzioni educative, tradizioni familiari, appartenenze a credi religiosi, ecc. Ecco di seguito i piu’ comuni di questi miti. Continua >
17 Aprile: giornata mondiale delle lotte contadine per la Sovranità alimentare
7 apr
Il giorno 17 aprile è un giorno speciale. Persone in tutto il mondo celebrano la lotta dei contadini e delle popolazioni rurali; questo giorno commemora la morte di 19 agricoltori in Brasile, assassinati a causa della loro lotta per la terra e la dignità . Ogni anno si svolgono centinaia di eventi in tutto il mondo per difendere un nuovo sistema alimentare basato sulla Sovranità alimentare, la giustizia sociale ed amboentale, l’uguaglianza. L’agricoltura industriale dominante ha fallito. Le promesse del Vertice Mondiale sull’alimentazione del 1996, rifelesse negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio di ridurre la fame mondiale entro il 2015, non sono state mantenute. E’ di pubblico dominio che l’Agricoltura industriale rappresenta la principale causa di inquinamento mondiale e gli allevamenti intensivi producono più CO2 e Metano (Gas Serra) di tutti i trasporti mondiali, riguardanti soprattutto prodotti agroalimentari che solcano gli oceani della globalizzazione. Migliaia di tonnellate di Pesticidi, Diserbanti, Disseccanti ed OGM, ogni anno distruggono l’Humus rendendo sempre di più la terra sterile, provocano desertificazione e causando alluvioni per mancanza di trattenimento d’acqua nei terreni, compromettono la salute degli Agricoltori e dei Consumatori. Oggi al mondo alleviamo miliardi di bovini equivalenti (un bovino equivalente è corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 polli) che mangiano almeno come 20 miliardi di persone, mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera… Ci stiamo mangiando l’eredità dei padri, lasciando i figli senza futuro. L’Italia usa il 35% di tutti i Pesticidi europei (in continuo aumento), con 118 residui chimici nelle acque di falda (ARPA-ISPRA). E mentre il “Bel Paese” conquista il record mondiale dei tumori infantili superando gli USA (OMS), con incremento annuo doppio (2%) rispetto alla media UE (1,1%), l’aspettativa di vita sana italiana crolla di 10 anni dal 2004 ad oggi (Eurostat). I tumori aumentano parallelmente al mercato dei Pesticidi (dati significativi in Veneto), cosi come la spesa per malattie, che supera l’80% dei bilanci regionali… Le lotte contadine sono un atto eroico, affnché Tradizioni e Culture, Biodiversità e Territori, Economie e Sicurezze alimentari, Salute ed Ambiente, non vengano spazzati via, definitivamente. Continua >
Assemblea di rinnovamento di Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC
3 apr
Carissime/i soci, a seguito della riunione dei membri del c.d. e dei soci di Naturalmente Verona, tenutasi giovedì 15/3 scorso (in questa link il verbale), è emersa l’esigenza e volontà di condividere il prima possibile alcuni punti salienti per l’organizzazione e le modalità della futura manifestazione di ottobre.
Siete tutti sollecitati quindi a partecipare alla prossima ASSEMBLEA che si terrà Mercoledì 4 aprile alle ore 20.30 con sede Studio Zanetti/uniCa’ immobiliare Via Betteloni, 60 – Verona (si veda il collegamento a Google maps in fondo)
Ancora viaggiamo nei luoghi e spazi d’azione dei nostri associati, è un itinere all’insegna della conoscenza ed approfondimento di persona a persone, nell’ospitalità e convivio, sollecitiamo quindi tutti coloro che hanno piacere di farsi conoscere e hanno disponibilità di spazio, di comunicarcelo.
l’o.d.g. Dell’assemblea: 1) approfondimenti sullo SCEC 2) programma evento (confronto e discussione, come da spunti emersi dall’esame dei gruppi di lavoro) 3) rinnovo direttivo 4) varie ed eventuali.
In relazione al rinnovo del direttivo vi anticipiamo i nomi di chi ha dato la disponibilità a farne parte: Antonella Marcucci, Gabriella Corradi, Giulia Coletta, Andrea Tronchin, Alberto Bonomo, Bernardo Piemonte, Marco Romagnoli.
Auspicando che altri soci possano dare la loro disponibilità per ampliare il direttivo, contribuendo così ad arricchire la vita associativa, nella rete di relazioni, di dialoghi e di scambi.
Vi aspettiamo quindi e… numerosi! Perchè un altro mondo sia possibile.
GRAZIE INFINITAMENTE A TUTTI!
per info: Andrea 347.466.43.91 – Alberto 335.137.27.36
Studio Zanetti/uniCa’ immobiliare Via Betteloni, 60 – Verona
http://maps.google.com/maps/place?cid=11382481924622209572&q=via+betteloni+60+verona&hl=it&authuser=0&cd=1&cad=src:pplink&ei=p35oT5OiAYqGOpWpsfAD
Acqua libera da speculazione: continua l’impegno dei cittadini
31 mar
Per chiarire un po’ in cosa consiste localmente la campagna riportiamo il report della riunione che ha avuto luogo il 6 marzo scorso. Presenti più di una ventina di persone tra comitato ABC, territori (Cerro, S.Bonifacio,Valpolicella,S.Giovanni Lupatoto), associazioni (Arci, LegAmbiente,EquilibrioPrecario,Valpolicella2000), partiti (Federazione dellaSinistra, Sel, Pd, Movimento5Stelle) e cittadini che hanno sostenuto i referendum. OBIETTIVI e SITUAZIONE CAMPAGNA: la riunione è partita con la presentazione della campagna di Obbedienza Civile: come e perchè nasce, che obiettivi e quali strumenti ha. Non è una campagna di autoriduzione della bolletta ma di legalità e di rispetto della volontà popolare espressa con il risultato referendario e và inserita nel percorso e nelle proposte di ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo di fronte al non rispetto del quesito referendario sulla remunerazione del capitale investito da parte dei gestori locali e il rimpallo di responsabilità da parte dell’aato veronese che chiama in causa il ministro. Facciamo notare che l’Aato di Belluno- con la pressione del comitato locale- ha però disposto il cambio di tariffa immediatamente dopo il voto. STRUMENTI della CAMPAGNA, SPORTELLI e MATERIALE. Lo strumento principale della campagna è I’istanza individuale di reclamo per il rispetto del voto referendario di opposizione alle fatture che contengono e conterranno le quote relative alla remunerazione del capitale investito. Continua >
La minaccia degli Organismi Geneticamente Modificati
28 mar
COMUNICATO EQUIVITA 18/03/2012 OGM: quello che Clini dovrebbe sapere. Le sorprendenti affermazioni sugli Ogm del Ministro dell’Ambiente Clini e una parte dei commenti e delle affermazioni che ad esse hanno fatto seguito (talvolta ugualmente stupefacenti) richiedono un urgente commento. Il Comitato scientifico EQUIVITA (già CSA), che sin dagli albori ha seguito il lancio sul mercato di questi alimenti e le vicende politiche che lo hanno accompagnato (a livello sia europeo che globale) ritiene sia suo dovere rendere note alcune precisazioni e smentire informazioni errate che sono state pubblicate. E’ errato affermare che senza l’ingegneria genetica non avremmo alcuni dei prodotti italiani più tipici: incroci e mutagenesi non hanno nulla a che vedere con le modifiche genetiche che danno origine agli Ogm. E’ errato far intendere che chi si oppone agli Ogm è contrario all’uso delle biotecnologie e alla ricerca. Al contrario, chi come noi si oppone ad un uso improprio delle biotecnologie chiede cha la ricerca venga incentivata, ma avvenga in ambiente confinato per evitare il rischio di una contaminazione dagli effetti imprevedibili quanto incontrollabili (via libera dunque alla ricerca in laboratorio e in particolare alla ricerca farmacologica, purchè vengano rispettati i necessari paletti etici). E’ errato affermare, come hanno fatto per anni le multinazionali e come molti sostengono tuttora, che gli Ogm consentono di “combattere la fame nel mondo” in quanto producono di più. Numerosi studi scientifici, incluso il rapporto IAASTD di 400 scienziati indipendenti, commissionato dalla Nazioni Unite, hanno dimostrato che gli Ogm producono in media un 10% in meno delle colture convenzionali. E’ errato sostenere che gli Ogm consentono di ridurre l’uso dei pesticidi: gli stessi studi hanno tutti dimostrato che con gli Ogm l’uso dei pesticidi aumenta di ben 4 volte! Continua >



