Buoni locali solidali
La Solidarietà inizia a camminare veramente
25 mag

4 aprile 2008, pendici del Vesuvio, la convivialità come base fondativa della neonata Associazione Arcipelago SCEC
Banca del Tempo e Buoni della Solidarietà ChE Cammina
24 mag
Sabato 21 Maggio, in mattinata, si è svolto a Trento, presso la sede della Provincia a Palazzo Trentini, un incontro tra i responsabili della Banca del Tempo della valle dei Laghi Angelina Pisoni e Jacopo Zannini e il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il consigliere UpT Giorgio Lunelli. Obiettivo dell’incontro sensibilizzare la politica su un tema di grande attualità, ottenere informazioni in merito all’attuazione della legge 13/2010 (primo firmatario Lunelli) e illustrare il progetto SCEC, formalizzato nel 2008 e che prevede il sostegno ad un nuovo modello di economia basato su una cartonota. Presenti all’incontro anche i fondatori del progetto Arcipelago SCEC Andrea Tronchin e Paolo Tintori. La Banca del Tempo Valle dei Laghi è “isola SCEC” del Trentino. Che cosa sono gli SCEC. Gli SCEC, i “buoni della solidarietà che cammina” hanno spiegato in varia misura Pisoni, Zannini, Tronchin e Tintori, sono un progetto di solidarietà “costruttiva”. Si tratta di “cartonote” da usare insieme agli euro come “contro leva finanziaria” al fine di ridurre il prezzo incondizionato secondo un modello di “solidarietà di reciprocità”. Gli SCEC si possono ottenere attraverso la propria associazione al progetto e si possono utilizzare in forma percentuale negli esercizi convenzionati (in Trentino sono attualmente 23). Obiettivo di questo strumento è quello di aumentare il potere di acquisto in un circolo di vantaggio anche per gli esercenti. Facciamo un esempio di accettazione di SCEC al 20% per una persona che aderisce al progetto ed ha ricevuto gratuitamente le cartonote: fa una spesa di 50 euro, paga con 40 euro e consegna 10 scec al venditore. Quest’ultimo potrà utilizzare gli scec nei propri acquisti. Continua >
Coltiviamo un’altra economia
12 mag
- Allestimento di una mostra sui prodotti del commercio equo all’interno del Torrione. La mostra sarà aperta tutto il giorno.
- Proiezione, sempre all’interno del Torrione, di un documentario sulla violazione dei diritti umani nelle piantagioni africane di Cacao.
- Alle 17.00, in piazza della Libertà, tavola rotonda con Andrea Tronchin, presidente di Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC, e con un rappresentante di Banca Etica, sui temi della campagna IO EQUO. (in caso di maltempo l’incontro si svolgerà presso il Salus)
- Divulgazione di materiale informativo per la promozione della campagna IO EQUO e possibilità di scattarsi una foto e di partecipare all’iniziativa di Altromercato “IO COLTIVO UN’ALTRA ECONOMIA” (le foto saranno pubblicate sul sito ioequo.it). Continua >
Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC in Trentino
30 apr
VEZZANO – SCEC: la solidarità che cammina. Un mezzo per sviluppare la fiducia e la coesione sociale. Venerdì 27 aprile 2012 presso la sala della Comunità di Valle, si è dato l’avvio ufficiale al progetto SCEC, ovvero sconto che cammina tra consumatori e esercenti, presentato dalla Banca del Tempo Valle dei Laghi e Andrea Tronchin Presidente di Naturalmente Verona e dell’Isola di Arcipelago Scec del Veneto. Come dice don Gallo “non ci si salva da soli, ma tutti insieme”. Questa è la filosofia della Banca del Tempo e il Buono Locale Solidale (SCEC) ne è la massima espressione. In un sistema economico folle, dove la rincorsa del profitto a tutti i costi ha portato ad una crisi economica profonda, tutti noi possiamo fare qualcosa di piccolo, che però può incidere molto sulla qualità delle nostre esistenze. Usare lo SCEC. L’iniziativa proposta dalla BdT Valle dei Laghi ha l’obiettivo di aumentare il potere di acquisto per i consumatori e aziende, sostenendo l’economia locale e trattenendo la ricchezza sul territorio. Lo SCEC è una cartonota di valore 1:1 riepatto all’euro, che viene spesa assieme agli euro presso gli esercenti che aderiscono al circuito e che ne decidono la percentuale di accettazione (dal 5% al 30%). L’esercente che accetta lo SCEC lo può utilizzare a sua volta presso altri esercenti e fornitori. L’accettazione degli SCEC non è vincolante per l’esercente, che può uscire dal circuito in qualsiasi momento. Viene distribuito gratuitamente agli associati ogni volta che c’è la necessità. L’obiettivo è la distribuzione di 100 SCEC al mese, certo, perché questo sia possibile è necessario partecipazione. Più siamo più c’è beneficio. Al momento ci sono 14 adesione per quanto riguarda gli esercenti, nell’ambito della ristorazione (pizzerie, bar), aziende agricole con prodotti di propria produzione, aziende vinicole, esercizi biologici, artigiani del legno e del verde, cure mediche, arredamento, elettrodomestici, salone di estetica e parrucchiere, scorte agrarie, prodotti per l’agricoltura, giardinaggio e enologia. Continua >
Abbattere la pressione fiscale reale dal 75% al 26% con la Sovranità del popolo
14 apr
In Italia la Pressione fiscale rale è al 75%, con lo SCEC è possibile riportarla al 26%. Una volta, quando l’economia si basava sull’agricoltura, la povertà (ma non la miseria) era diffusa, vigeve la decima, l’obbligo di consegnare il 10% dei propri prodotti, indicativamente equivalenti al 10% del proprio reddito. Oggi, secondo i dati ufficiali, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempre che sia confermato l’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%, perché una cosa è la pressione fiscale ufficiale e un’altra cosa è quella “reale”. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo. Il danno e la beffa dove stanno? Una pate riguarda il fatto che nel calcolo del nostro Pil nazionale si suole includere anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano né tasse né contributi. Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di € l’anno. Ricordando che la pressione fiscale ufficiale è data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale dovrebbe attestarsi sul 45%. Tuttavia, se si “storna” dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si “contrae” il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto. Di conseguenza la pressione fiscale “reale” che grava su coloro che pagano correttamente le tasse è molto superiore a quella ufficiale che viene calcolata dall’Istat che, è bene sottolinearlo, rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall’Eurostat. Ebbene, se nel 2011 la pressione fiscale “reale” che pesa sui contribuenti italiani ha sfiorato una ipotesi massima del 52%, con gli effetti delle manovre estive di Berlusconi e gli interventi del Governo Monti, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 farà impennare il carico fiscale sui contribuenti onesti sino ad una ipotesi massima del 54,5%. Nei giorni scorsi ha suscitato non poco clamore il monito lanciato dalla Corte dei Conti che ha denunciato il livello preoccupante del prelievo fiscale indicandolo al 45% del Pil. Il dato, pur essendo di per se una grandezza che desta non poca preoccupazione, in realtà, non ci racconta l’esatta situazione del prelievo fiscale e la relativa disuguaglianza tributaria, se non scomposto tra le varie categorie di contribuenti che lo compongono. Ebbene, anche in questo caso, alcune precisazioni sono d’obbligo poiché, questo dato, esprimendo delle variabili aggregate, sintetizza, di fatto, un indicatore medio del livello di tassazione nell’universo di una popolazione. In altre parole, proprio perché rappresenta un valore medio e quindi, per definizione, soggetto a distorsioni, non esprime in alcun modo il livello di tassazione per alcune categorie di soggetti che può raggiungere, come vedremo in seguito, livelli decisamente distanti dalla media indicata dalla Corte dei Conti, manifestando, in maniera inquietante, la disparità fiscale esistente in Italia. Continua >
Info dall’universo dell’Economia Solidale
13 apr
Gas (Gruppi di Acquisto Solidale). I nuclei elementari sono i Gas, che si costituiscono in forma spontanea. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” si trova l’archivio dei Gas censiti, che riporta però solo una parte dei Gas perché molti gruppi non si sono segnalati. Attualmente sono censiti 858 gruppi, si stima che il numero effettivo sia almeno doppio.
Reti di gas (retine). Spesso a livello locale i Gas si coordinano come rete locale (retina) tra i Gas della stessa zona. Sul sito www.retegas.org alla voce “gruppi” esiste anche la possibilità di segnalarsi come rete di Gas. Attualmente sono censite 14 reti.
Des (Distretti di Economia Solidale). In diversi luoghi, a partire da reti di Gas o da altri soggetti dell’economia solidale, sono nati gruppi promotori per lo sviluppo di reti locali che coinvolgono oltre ai Gas anche i produttori, i fornitori di servizi e le associazioni. Attualmente in Italia sono presenti circa una quarantina di nuclei Des, con livelli di sviluppo molto diversi.
Tavoli regionali (o di area geografica. Anche se con molte differenze, i Des hanno perlopiù un’estensione paragonabile a quella di una provincia. In alcune regioni (Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna) sono nati dei tavoli regionali dell’economia solidale a partire dai Des esistenti. In altre regioni (Marche e Abruzzo) la rete nasce a livello regionale. Tra le regioni del Sud è inoltre nata la Ressud (Rete di economia solidale del Sud).
Tavolo RES. Il Tavolo RES è una struttura di coordinamento a livello nazionale che promuove lo sviluppo dei distretti di economia solidale. Attualmente aderiscono al Tavolo 18 nuclei Des e 4 organizzazioni nazionali di supporto. Il Tavolo RES è strutturato in tre aree di coordinamento: formazione e ricerca, rapporti istituzionali, sviluppo Des. Continua >
Lo SCEC e Naturalmente Verona
22 mar

Il responsabile di Arcipelago SCEC del veneto e il responsabile dell'ASCOM di Caorle all'incontro con gli esercenti






