Biologico e certificazione: il progetto BIOLOC
In questi giorni è venuta alla luce una grossa truffa collegata alle contraffazioni delle certificazioni biologiche che indubbiamente dannegga i produttori onesti e la salute dei cittadini. Dalle notizie che ci giungono emerge che queste frodi sono collegabili agli appetiti determinati dalla crescita dell’import dei prodotti biologici, a cui non ha seguito un proporzionale aumento dei controlli, e dalla vendita nei tradizionali canali della grande distribuzione, che rendono più difficile la tracciabilità nei sistemi della catena alimentare a filiera lunga. I dati della frode sono impressionanti: oltre 2.500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) falsamente biologica e di più di 700mila tonnellate di falsi alimentari bio venduti per un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro; 22 le aziende coinvolte (prevalentemente grossisti cerealicoli, nessun produttore). In questa complessa situazione di crisi dell’economia e dei mercati reali, l’espansione in controtendenza del bio rispetto al resto dell’agroalimentare ha inevitabilmente attirato gli interessi della speculazione e della criminalità. Il problema è soprattutto collegato alle materie prime importate, che coinvolge in particolare i prodotti che confluiscono nelle filiere zootecniche, come soia e orzo, o nelle lunghe filiere di pastificazione e panificazione. In seconda istanza la farraginosità del sistema di certificazione e degli enti preposti a controllare i controllori. Di fronte a tutto ciò è necessario stringere le maglie dei controlli agroalimentari lungo tutte le filiere, con particolare attenzione all’import ma soprattutto puntano ad accorciare la filiera ovunque ciò sia possibile, a proporre prodotti biologici ed italiani, provenienti da aziende interamente bio, controllati da un sistema integrato di certificazione che considera anche forme attive di certificazione partecipativa che parte dal basso, da gruppi di consumatori organizzati (Gruppi di Acquisto) e dalla Società Civlie locale. Tutto questo è previsto e viene attuato nel progetto BIOLOC promosso nella Provincia di Verona dalla Rete di Economia Solidale “Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC” in collaborazione con numerose altre realtà.
Il progetto BIOLOC nasce dalla volontà di rispondere a diverse esigenze espresse dal territorio veronese. Una di queste riguarda la necessità di creare un mercato locale a filiera corta per i 150 e più produttori biologici della Provincia di Verona organizzati in due cooperative, la Primavera e Cà Magre. Incredibilmente, la maggior parte dei prodotti biologici dei nostri contadini e agricoltori biologici vengono imballati ed esportati all’estero in quanto localmente non esiste un mercato in grado di assorbire tali produzioni. Una seconda esigenza alla quale il progetto BIOLOC vuole rispondere è quella di permettere ai cittadini di fare prevenzione nei confronti delle malattie attraverso un’opportuna alimentazione, attuata con cibi provenienti da produzioni biologiche, sostenibili, stagionali e tradizionali, locali distribuiti attraverso un sistema di Piccola Distribuzione Organizzata che considera l’opportunità di fare informazione scientifico-culturale al consumatore, mettendo al centro di tutta la filiera la salute del cittadino e in grado di tagliare i costi aggiuntivi della distribuzione e trasferire così valore nella qualità e nella salute, con prezzi finali (quando il progetto sarà a regime) trasparenti e accessibili a tutti.
Un punto di forza di questo progetto è dato da un sostegno scientifico derivante dalla collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università di Verona, basato su strumenti e processi d’innovazione.
Affrontando il tema della certificazione, oltre a potre contare sull’iscrizione di produttori aderenti al progetto BIOLOC agli organismi di certificazione autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (FederBio, ICEA,…, marchio di garanzia AIAB, AVEPROBI…) nel sistema di certificazione integrato del progetto BIOLOC, si basa su tecnologie di indagine proprie del settore medico farmaceutico, (es. la risonanza magnetica e la biologia molecolare) e l’autocertificazione locale per la possibilità di conoscenza diretta da parte dei consumatori delle Aziende aderenti al progetto e la “schedatura” delle Aziende da parte della Rete BIOLOC, anche attraverso l’utilizzo della telematica con un database pubblico con tutte le informazioni sulle aziende. In sintesi si tratta di attuare un miglioramento dei sistemi di scambio di informazione e di banche dati affinché tutte le informazioni utili a garantire la trasparenza del mercato locale siano disponibili in tempo reale e a tutti i soggetti interessati.
L’azione informativa e formativa vuole essere costante e durare nel tempo, allo scopo di tenere viva l’attenzione del cittadino sul ciò che mangia, come viene prodotto e da chi è prodotto. Riteniamo che fra i vari servizi proposti sia anche necessario dare alle famiglie informazioni su come gestire i cibi e come cuocerli, con ricette la cui preparazione possa conservare il più possibile o valorizzare le proprietà nutrizionali degli ingredienti.
COME FUNZIONA IL PROGETTO : si tatta di un sistema volto all’organizzazione su base locale dei produttori con diretto e partecipato coinvolgimento dei consumatori. A livello di Provincia di Verona vengono creati dei Gruppi di Acquisto afferenti ad uno o più responsabili locali (per un condominio, una via, un quartiere, una parrocchia, un borgo, un paese…) che hanno il compito di raccogliere gli ordini del proprio Gruppo. I singoli che desiderano partecipare al progetto acquistando le cassette, saranno messi in comunicazione con il Gruppo d’Aquisto a loro più vicino. Secondo una periodicità concordata, gli ordini vengono trasmessi alla Rete BIOLOC tramite il sito o lista mail, che provvederà a reperire e preparare i prodotti delle Cooperative collegate al progetto. I prodotti vengono consegnati ad ogni Gruppo di Acquisto, nel posto e all’ora concordati con il Gruppo stesso (qualcuno del gruppo si rende disponibile per il ricevimento e la distribuzione interna delle cassette).
Il progetto prevede, oltre alla schedatura dei produttri, consultabile attraverso il sito, la possibilità di effettuare visite aziendali da parte dei consumatori interessati, che possono così capire meglio le problematiche relative alle varie produzioni agricole e stabilire relazioni dirette con i produttori , sia da parte di altri contadini della zona di pertinenza permettendo così di svolgere anche un lavoro di aggiornamento tecnico, di scambio di esperienze, e di messa in comune di saperi.
La possibilità di partecipazione dei consumatori a tutte le fasi della certificazione e un numero critico di adesioni da parte dei produttori, potrebbero permettere, dopo la fase sperimentale, l’adozione di un marchio che faciliti l’identificazione di un produttore come partecipante a un sistema di controllo facilmente oggettivabile, e quindi ottenere la fiducia anche di chi non è direttamente coinvolto nel sistema di certificazione (es. prodotti dell’Economia Solidale veronese).
Ulteriore elemento di garanzia, in prospettiva futura, è la possibilità di adesione dei produttori biologici del progetto BIOLOC al circuito di Arcipealgo SCEC, con l’introduzione nel sistema dell’uso degli abbuoni della Soliareità ChE Cammina, gli SCEC. Tale azione, promossa e controllata da “responsabili locali”, oltre a rendere “blinadato” il sistema da possibili importanzioni di prodotti provenienti dall’estero (in quanto le aziende attualmente iscritte al circuito e abilitate all’accettazione degli SCEC sono squisitamente locali e non appartengono al sistema della GDO), consente l’abbassamento dei prezzi di acquisto (di un 10-20%) senza far perdere reddito ai produttori locali che possono rispendere gli SCEC acquisiti dalla vendita dei loro prodotti, nel più ampio circuito locale di beni e servizi (www.scecservice.org).
Tutte queste esperienze innovative, hanno l’obiettivo di costruire dal basso un progetto che, coinvolgendo chi acquista e chi produce ma anche chi ha a cuore ambiente, salute, biodiversità, paesaggio (la Società civile Organizzata veronese), riesca a dare conoscenza e assistenza diretta, trasparenze, consapevolezza e socialità. Un progetto di questo tipo, oltre che essere garanzia di Sicurezza e Sovranità alimentare, da la possibilità di rendere disponibile a TUTTA la popolazione locale, una alimentazione di qualità superiore rispetto a quella della Grande Distribuzione Organizzata a prezzi accessibili, se non competitivi in un sistema certificativo partecipato che difficilmente può essere eluso.
Un altro mondo e modi di produrre e consumare sono possibili!
Io ci sto!
Segue una rassegna di alcune tappe del progetto BIOLOC pubblicate sul sito di Naturalmente Verona.
Novembre 2010 http://www.naturalmenteverona.org/verso-il-rilancio-dellagroalimentare-veronese/
Dicembre 2010 http://www.naturalmenteverona.org/parte-il-progetto-agroalimentare-locale/
Dicembre 2010 http://www.naturalmenteverona.org/i-primi-pilastri-del-progetto-agroalimentare/
Marzo 2011 http://www.naturalmenteverona.org/cibo-e-prevenzione-ruolo-delle-produzioni-locali-di-qualita/
Maggio 2011 http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-il-paniere-della-salute/
Ottobre 2011 http://www.naturalmenteverona.org/progetto-agroalimentare-la-rete-bioloc/
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il dicembre 7, 2011 alle 11:34 am, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Consumatori, Difesa attiva del territorio, Economia solidale e decrescita, Il buon mercato, Produttori di beni e servizi, Sovranità alimentare e idrica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

