Banca Etica e la manovra “salva italia”
Pubblichiamo, e alla fine commentiamo, l’interessante comunicato di di Banca Etica realtivo alla manovra “salva-Italia” del Governo Monti. “La crisi sia occasione per una svolta verso un modello economico e sociale più equo e sostenibile. La manovra così detta “salva-Italia” proposta dal governo Monti e attualmente all’esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l’equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell’interesse collettivo. Nella piena consapevolezza che il momento è grave e che i sacrifici sono necessari per evitare il tracollo dell’Italia, Banca Etica ribadisce con forza la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione. Ecco alcune delle misure che avrebbero potuto apparire nella manovra e che ancora auspichiamo possano essere introdotte con successivi provvedimenti:
- Spese militari – è inspiegabile la scelta di mantenere 15 miliardi di spesa per l’acquisto di cacciabombardieri F35, mentre si tagliano ancora le spese per il welfare e i servizi sociali. Siamo sotto attacco della speculazione finanziaria, non è con queste armi potremo difenderci.
- Lotta a evasione, lavoro nero, corruzione e proventi delle mafie – L’evasione fiscale in Italia supera i 150 miliardi di euro l’anno. Se a questa sommiamo il lavoro nero, la corruzione, i proventi delle mafie, si scopre che qualcosa come 500 miliardi di euro l’anno sfuggono al fisco. E’ necessaria una più incisiva azione per contrastare questi “cancri” dell’economia italiana. L’abbassamento a 1000 euro della soglia oltre cui non è ammesso l’uso di contanti è solo un primo passo nella direzione della tracciabilità del denaro.
- Regolamentazione della Finanza – E’ ormai chiaro a tutti lo strapotere della finanza che sovrasta e distrugge l’economia reale e condiziona le scelte politiche dei Governi. I provvedimenti per ricondurre la finanza al suo originario scopo di facilitare l’allocazione di risorse economiche verso le imprese più meritevoli dovranno necessariamente essere adottati a livello internazionale, ma molte cose si possono fare anche a livello di singole nazioni. A partire da un più deciso schieramento dell’Italia a favore dell’introduzione, anche nella sola area euro, di una tassa sulle transazioni finanziarie capace di generare gettito per riparare i danni causati dalla finanza e soprattutto di arginare le operazioni più marcatamente speculative. Auspichiamo inoltre che il Governo Italiano faccia la sua parte per chiedere all’Autorità Bancaria Europea (Eba) di rivedere le nuove regole sulla capitalizzazione delle banche che allo stato attuale rischiano di costringere gli istituti a restringere ulteriormente l’erogazione del credito, con gravissimi danni per le famiglie e le imprese.
- Un sistema fiscale più equo: In Italia, nell’ultimo ventennio dello scorso secolo, 120 miliardi di euro sono stati trasferiti dai lavoratori ai profitti finanziari. Occorre invertire la tendenza, smettere di tartassare i redditi di chi lavora e produce e di agevolare invece chi fa soldi con i soldi.
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Acquisto forzoso di BTP per i grandi patrimoni. E’ necessario pensare a delle misure per ridurre il peso degli interessi da pagare sul debito e per sottrarlo alle logiche speculative dei mercati internazionali. Una proposta che permetterebbe di realizzare questo doppio obbiettivo è l’acquisto forzoso di BTP a un tasso calmierato, legato ad esempio all’inflazione o ad altri parametri. L’Italia è uno dei Paesi con il maggiore debito pubblico, ma anche con il maggiore risparmio. L’idea è allora quella di imporre ai grandi patrimoni (delle persone fisiche e giuridiche) l’acquisto di un’emissione di BTP a un tasso ragionevole e superiore all’inflazione, ma nettamente inferiore a quelli attuali, dettati da logiche speculative. Questa emissione andrebbe a rifinanziare il debito italiano riportandolo progressivamente in Italia, diminuendo il monte interessi. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL decisamente superiore rispetto all’Italia, ma nessuno pensa che possa essere sull’orlo del default e non esistono speculazione o spread impazziti. Il motivo essenziale è che sono gli stessi cittadini giapponesi a detenere il debito e ad assicurarne il rifinanziamento.
- Capitali Scudati. Anche l’imposta sui capitali illegalmente portati fuori dal paese e poi “sanati” con i diversi “scudi fiscali” appare sottodimensionata: si può e si deve chiedere di più.
Incentivi per l’assunzione di giovani e donne. La manovra contiene qualche misura per facilitare le assunzioni di giovani e donne, ma è necessario fare di più.
Infine – Banca Etica – è convinta che accanto alle misure del Governo serva una forte presa di coscienza da parte dei cittadini e dei risparmiatori che troppo spesso finiscono con l’essere complici inconsapevoli oltre che vittime del sistema finanziario. Dovremo invece imparare a indirizzare i nostri risparmi e non alimentare la speculazione. Il trasferimento di risorse dall’economia reale alla finanza alla base dell’attuale crisi di debito è necessario anche per garantire i profitti in doppia cifra inseguiti dagli speculatori. Se il PIL del mondo cresce del 2% l’anno e la finanza deve garantire profitti cinque o dieci volte superiori, se le pubblicità ci promettono rendimenti del 4% netto sul nostro conto corrente mentre la ricchezza reale in Italia non cresce, è evidente che i nostri risparmi non vengono impiegati per finanziare imprese reali, che producono beni e servizi necessari e creano occupazione.”
NOTA: Le cifre citate in questo documento sono tratte dalla “ControManovra di Sbilanciamoci” che da anni presenta un proprio rapporto in cui un pool di economisti propone misure alternative per la spesa pubblica, fondate sull’equità sociale, l’ambiente, i diritti. Il rapporto 2012 chiarisce ancora una volta come un diverso modello economico sia perfettamente possibile. E’ unicamente una questione di volontà politica.www.sbilanciamoci.info
Comunicato di Banca Etica
Banca Etica, a Verona, fa parte della Rete di Economia Solidale di Naturalmente Verona – Arcipealgo SCEC ed è indubbio il grande valore di questa realtà che finanzia progetti socio-economci importanti su tutto il territorio nazionale, operando in modo critico, decidendo di investire, a proprio rischio, in progetti concreti piuttosto che speculare in borsa come invece tendono a fare tutte le banche commerciali.
Vogliamo ora esplicitare alcuni pensieri relativamente ai punti toccati nel comunicato di Banca Etica, al fine di mettere in luce una critica costruttiva e contribuire al miglioramento collettivo. Ribadiamo, siamo felici che Banca Etica sia un nodo importante della Rete di Naturalmente Verona e auspichiamo che le collaborazioni fra i diversi nodi si intensifichino contribuendo a creare sinergie virtuose.
Il primo pensiero è il più spinoso e lo riassumiamo in questa affermazione: Non può esiste una “Banca Etica” finché lo strumento utilizzato per i finanziamenti è una moneta, l’euro, che rappresenta in sé una frode e uno strumento di potere totale sulla Sovranità economico-monetaria delle Popolazioni. Dire Banca Etica, oggi, è un ossimoro, è come parlare di guerra per la pace… Ma dato che l’euro è una moneta debito a circolo forzoso (siamo obbligati ad usare quella), ben venga la Banca Etica!
“Lotta a evasione, lavoro nero, corruzione”. La prima lotta all’evasione e alla corruzione va fatta attraverso la coscentizzazione delle persone, se non ci riappropriamo dell’onestà come valore fondamentale, dei singoli e collettivo, “fatta una legge trovato l’inganno”, non c’è via di uscita alla spirale negativa e il sistema mafioso rappresenta tutto ciò perfettamente. Se i soldi, non fossero una riserva di valore, come oggi sono, ma rappresentassero realmente ciò per cui sono stati creati, degli strumenti neutri di misura, senza interessi, per facilitare le transazioni di beni e servizi nell’economia reale, non avrebbe senso accumularli, e la corruzione si potrebbe sviluppare solo tramite benefici personali collegati a servizi o beni reali; se poi la Sovranità monetaria fosse riconquistata da parte degli Stati, non sarebbe neanche necessario tassare le transazioni finanziarie perché, sostanzialmente, non ci sarebbe debito da ripagare (lo Stato si indebita con se stesso e non con enti terzi). Con l’attuale pressione fiscale, superiore al 40% e prospettivamente in aumento, le manovre finanziarie inique che si prospettano, pregne di “sangue, sudore e lacrime” per ri-pagare il debito pubblico contratto con l’inganno (debito illegittimo), al di là dei numerosi casi nei quali il lavoro nero è attuato ad esplicito scopo lucrativo e di sfruttamento, vi è oggettivamente un’enormità di casi, nella complessità dell’attuale crisi, in cui il “lavoro nero” è piuttosto una necessità di sopravvivenza. “Il lavoro nobilita l’uomo” e parlare di lavoro nero è attribuire una acezione negativa a qualcosa di nobile, per il semplice fatto che dal lavoro di ognuno bisogna estrarre delle risorse monetarie, degli euro; perché non si può contribuire al benessere della collettività mettendo a disposizione le proprie competenze, delle ore di lavoro “gratis”, beni o servizi prodotti dall’attuazione della propria economia reale, bisogna pagare obbligatoriamente con la “moneta debito a circolo forzoso”, euro, resa artificiosamente scarsa e di proprietà sovranazionale, privata… I primi e più grandi evasori della storia dell’umanità, in assoluto, sono proprio le banche, che non subiscono pressione fiscale e che dovrebbero essere, al pari di tutti, tassate sul valore del signoraggio primario, secondario e terziario. L’evasione da parte delle Banche è possibile grazie agli artifici contabili, che fanno risultare il bilancio sempre zero: una persona si indebita per un valore di 100 con una banca per costruirsi la casa, la banca grazie al debito richiesto crea denaro dal nulla, lo presta e lo segna come uscita, quando il denaro viene restituito, il bilancio torna a zero, ma se prima la banca non aveva nelle casse 100, adesso li ha, esentasse e con gli interessi.
“E’ necessaria una più incisiva azione per contrastare questi “cancri” dell’economia italiana”…
Il vero cancro dell’economia, italiana e non, non è rappresentato tanto dall’evasione o dal “lavoro nero” ma dall’applicazione del tasso di interesse al denaro. Il tasso di interesse ha una funzione che presenta una curva ad andamento esponenziale, proprio come quella del cancro, ciò che ha prodotto, sostanzialmente, l’attuale crisi globale del debito. Come se non bastasse, se i capitali prestati vengono stampati in carta moneta sonante (ma anche per i bit elettronici il discorso non cambia) l’interesse non viene mai stampato; questo comporta che, nel complesso, il debito più gli interessi superano sempre il denaro circolante disponibile e ripagare materialmente gli interessi non è possibile se non a fronte della vendita di beni materiali o peggio ancora di Beni Comuni. É la “trappola del debito infinito”, che conduce alla liberalizzazione della privatizzazione, alla svendita dei Beni Pubblici, ad una moderna forma di schiavitù che lascia credere alle persone che sono “libere”.
“L’abbassamento a 1000 euro della soglia oltre cui non è ammesso l’uso di contanti è solo un primo passo nella direzione della tracciabilità del denaro.” Ma è anche un primo passo per un ulteriore “controllo” dei singoli, nel senso di peggoramento dello “stato di schiavitù” e perdita ulteriore della Sovranità monetaria (che per l’articolo 1 della Costituzione Italiana appartiene al popolo e non alle banche private), oltre che essere un “incentivo” allo sviluppo del signoraggio terziario, collegato alla creazione di moneta elettronica dal nulla: oltre a guadagnarci esentasse, le banche risparmiano anche le spese di stampa delle banconote…
Purtroppo, la manovra del Governo Monti non è volta al bene del popolo italiano ma a beneficio del “sistema bancario mondiale”, questi sacrifici “imposti” per ripagare un debito illeggittimo non ci porteranno nessun beneficio, anzi, contribuiranno a drenare la nostra ricchezza, ad impoveririci e condurci alla fame, come sta accadendo in Grecia…
Non è possibile uscire da questa crisi “rattoppando” un sistema perverso ed utilizzando strumenti di “impoverimento di massa” quale è l’euro nella sua veste attuale. Serve un altro sistema economico e monetraio, un altro mondo possibile in grado di rendere quello attuale obsoleto e desiderabile di essere abbandonato.
Come ben inizia il comunicato di Banca Etica ““La crisi sia occasione per una svolta verso un modello economico e sociale più equo e sostenibile”
Per avere ciò serve necessariamente un cambiamento radicale…
Un altro mondo è possibile!
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da andrea tronchin il dicembre 23, 2011 alle 11:31 am, ed è archiviato come Blog, Buoni locali solidali, Economia solidale e decrescita. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

