Sabato 21 Maggio, in mattinata, si è svolto a Trento, presso la sede della Provincia a Palazzo Trentini, un incontro tra i responsabili della Banca del Tempo della valle dei Laghi Angelina Pisoni e Jacopo Zannini e il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il consigliere UpT Giorgio Lunelli. Obiettivo dell’incontro sensibilizzare la politica su un tema di grande attualità, ottenere informazioni in merito all’attuazione della legge 13/2010 (primo firmatario Lunelli) e illustrare il progetto SCEC, formalizzato nel 2008 e che prevede il sostegno ad un nuovo modello di economia basato su una cartonota. Presenti all’incontro anche i fondatori del progetto Arcipelago SCEC Andrea Tronchin e Paolo Tintori. La Banca del Tempo Valle dei Laghi è “isola SCEC” del Trentino. Che cosa sono gli SCEC. Gli SCEC, i “buoni della solidarietà che cammina” hanno spiegato in varia misura Pisoni, Zannini, Tronchin e Tintori, sono un progetto di solidarietà “costruttiva”. Si tratta di “cartonote” da usare insieme agli euro come “contro leva finanziaria” al fine di ridurre il prezzo incondizionato secondo un modello di “solidarietà di reciprocità”. Gli SCEC si possono ottenere attraverso la propria associazione al progetto e si possono utilizzare in forma percentuale negli esercizi convenzionati (in Trentino sono attualmente 23). Obiettivo di questo strumento è quello di aumentare il potere di acquisto in un circolo di vantaggio anche per gli esercenti. Facciamo un esempio di accettazione di SCEC al 20% per una persona che aderisce al progetto ed ha ricevuto gratuitamente le cartonote: fa una spesa di 50 euro, paga con 40 euro e consegna 10 scec al venditore. Quest’ultimo potrà utilizzare gli scec nei propri acquisti.

Il consigliere Lunelli ha precisato che l’obiettivo cardine della legge 13/2010 era quello di riconoscere, valorizzare e sostenere l’economia solidale, anche mettendo in gioco strumenti e risorse economiche per la promozione e il finanziamento di progetti. Il tavolo che decide in tal senso è quello dell’economia solidale, un tavolo che volutamente è stato costruito con una maggioranza a vantaggio di quelle realtà, secondo una rappresentanza dal basso.
Il Presidente Dorigatti ha mostrato interesse per questa e tutte le iniziative che contribuiscono a sostenere la comunità in una congiuntura delicata come quella in corso ed ha anche raccomandato attenzione alla giusta comunicazione del senso di questa proposta: lo SCEC non può certo presentarsi come alternativa all’euro, bensì porsi come controleva finanziaria in un momento di grave crisi economica e sociale.
Di Monica Casata
Fonte: www.consiglio.provincia.tn.it