andrea tronchin
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Post di andrea tronchin
Soluzioni per annullare il debito pubblico
3 mag
Riprendendo i dati del debito pubblico europeo del 2009, sintetizzati nel precedente post sul debito pubblico vediamo che esso è di 8720 miliardi di euro. Prendiamo una cifra un po’ maggiore di questa, di 10.000 miliardi di euro. Dividiamola su 4 anni, ottenendo 2500 miliardi di euro all’anno (25% all’anno). Prendiamo ora questa cifra annuale e dividiamola fra gli stati europei della zona euro, al 50 % in proporzione alla popolazione e al 50 % in proporzione al PIL. E’ lo stesso identico ed equo criterio con cui questi stati hanno partecipato alla formazione del capitale sociale della BCE e partecipano alla stampa della moneta cartacea. E’ quindi un criterio di equità. Ora la cifra che viene ad ammontare per ogni Stato accreditiamola gratuitamente sul conto del Tesoro di quello Stato. Con quella cifra lo Stato sia obbligato a comprare una corrispondente quantità dei propri titoli del debito, cioè a non rinnovarli, cioè ad annullarli, in modo da rimanere con un debito ridotto. In questo modo con una semplicissima operazione elettronica da computer avremo eliminato il 25 % del debito pubblico europeo. Dopo un anno ripeteremo l’operazione con un altro 25 % e così per 4 anni. In quattro anni avremo eliminato la quasi totalità del debito pubblico europeo. Gli stati che ricevono più del loro debito potranno usare le loro cifre per altre finalità. Valutando il debito del 2009 come se fosse attuale (in realtà occorrerà utilizzare dati aggiornati), solo quattro stati, Italia in testa, rimarrebbero con un residuo di debito pubblico ancora da saldare, mentre gli altri 23 stati avrebbero la possibilità di utilizzare per altri scopi il denaro residuo. Dopo questa descrizione vogliamo sperare che nessuno venga a dire che non è possibile fare queste operazioni e adottare questa soluzione. La cosa è del tutto possibile e semplicissima: si tratta soltanto di una questione di volontà politica delle istituzioni europee; se esse lo vogliono esse possono farlo, eventualmente rimuovendo ostacoli legislativi precedenti, senza che nessuno possa impedirlo e non certo la dirigenza della Banca Centrale Europea, la quale dovrebbe sottostare al volere degli organi sovrani dell’Europa, se questi decidono di adottare questa soluzione e vogliono imporla per il bene dei popoli Europei, invece di operare per il bene degli uomini della finanza speculativa. E’ sufficiente una leggina approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio Europeo, di pochi articoli, per realizzare quanto proposto. Continua >
Riprendono i lavoro di Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC
2 mag
Carissimi soci e amici, successivamente agli incontri assembleari dei 3 Gruppi di Lavoro DOVE, COME, COSA (vi ricordiamo che i tre gruppi sono stati costituiti analizzando le vostre risposte al questionario che vi abbiamo inviato per revisionare e dare nuova vita al Festival dell’economia eco-equo solidale). sono convocati tutti i soci e simpatizzanti per i giorni: mercoledì 9 maggio 2012 ore 20,45presso Coop. La Rondine zona Stadio – Via Pirandello 25, Verona(infondo al post la googlemap) e venerdì 18 maggio 2012 ore 20,45 (luogo da definire)per continuare il lavoro di definizione del COME e COSA vogliamo che sia la Festa di Nat Vr 2012 e Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC per il futuro.
Prima di divederci nei due gruppi di lavoro valuteremo insieme
1 – gli aggiornamenti sul “Progetto Arsenale – la cittadella dell’altra economia”2 – altre novità sul DOVE si terrà la festa quest’anno
3 – varie ed eventuali
Che sia premura e sentita responsabilità per tutti… l’esserci! Quindi non mancate!!!!
Perchè un altro mondo sia possibile.
Per info Andrea 347.46.64.391 - Felicita 349.06.27.288
Qui di seguito la sintesi di quanto emerso dai Gruppi di Lavoro (GdL) di Naturalmente Verona: Dove e Quando, Cosa, Come. Continua >
Monti: IMU e disastro immobiliare
1 mag
Il Censis stima che l’IMU produca una perdita di valore degli immobili italiani tra il 20 e il 50%, cioè tra 800 e 2.000 miliardi di Euro, stimando 4.000 il patrimonio ante IMU. E’ come se una serie di bombardamenti avesse distrutto un edificio e un terreno su tre.
Quindi Monti, ha fatto un danno di circa 1.500 miliardi al patrimonio privato e pubblico del paese, per incassarne 47. Ha fatto un danno di 2/3 del debito pubblico, senza ridurre il debito pubblico, ma aggravandolo e peggiorando il rapporto tra valore dei risparmi e debito pubblico e privato. Ha colpito in tal modo l’unico punto forte della situazione finanziaria italiana: il buon rapporto tra debito (pubblico e privato) e patrimonio (pubblico e privato). Davvero un genio dell’economia! Non basta la nomina a Senatore a Vita per alti meriti verso la patria. Merita un premio Nobel. Il danno così cagionato da Monti e da chi lo sostiene non sta solo nella perdita di ricchezza nazionale, perché la svalutazione degli immobili ha ben altri effetti: 1) rende più difficile e meno fruttuosa la via di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio immobiliare dello Stato; 2) taglia il valore delle garanzie immobiliari date da imprese e cittadini alle banche, quindi taglia il credito e l’attività conomica; 3) deprime il mercato immobiliare, già depresso da circa cinque anni; 4) fa chiudere i cantieri delle costruzioni in corso, per la ragione al punto 2) e al punto 3); 5) fa chiudere o fallire molte imprese edili, con ricadute negative (insolvenze, cessazione degli ordinativi) sull’indotto e sull’occupazione, quindi anche sugli ammortizzatori sociali; 6) moltiplica la recessione e la rende irreversibile, perché le recessioni e le riprese dei sistemi economici sono guidate e sostenute dal settore delle costruzioni, come ultimamente vediamo nel caso del Regno Unito. Possiamo facilmente immaginare che cosa sarebbe successo, che so, a Sarkozy, se avesse fatto una cosa simile alla Francia. Gli italiani, diversamente dai francesi, sono un popolo-materasso. Monti ha coalizzato intorno a sé le forze del privilegio e delle rendite – partiti, banchieri, monopolisti, grandi burocrati strapagati – per portare avanti un politica senza investimenti e senza rinnovamento e senza crescita, di sola recessione, tassazione, disoccupazione e pagamento di interessi agli stranieri e di sostegno alla speculazione bancaria. Continua >
Cos’è, come si è generato e che effetti ha il debito pubblico
30 apr
Il debito pubblico si crea quando lo Stato (comprese tutte le amministrazioni periferiche) spende annualmente più di quanto incassa. Lo Stato finanzia il debito pubblico ricorrendo ai titoli di Stato (bot, cct, btp, ecc.), con l’intermediazione della banca centrale e delle singole banche. Cioè lo Stato copre temporaneamente il buco finanziario ricorrendo al denaro che i cittadini e gli operatori finanziari gli danno in prestito ad un certo tasso di interesse, determinato dal mercato degli stessi titoli. Se per vari anni lo Stato va in passivo la situazione si aggrava, in quanto il debito complessivo cresce e crescono gli interessi da pagare ogni anno e cresce la difficoltà a piazzare sul mercato tutti i titoli. Più il debito cresce, come sono cresciuti quello greco e quello italiano, e più cresce il pericolo di insolvenza dello Stato verso i cittadini, le banche e gli investitori stranieri che abbiano acquistato i titoli. Per poter rinnovare i titoli, gli investitori chiederanno tassi più alti, perché sarà cresciuto il rischio di insolvenza, in una spirale sempre più difficile da sanare. E’ la situazione in cui si è trovata la Grecia e in cui ora si trovano l’Italia e vari altri stati europei! Guardiamo, come esempio, ai dati dell’Italia. L’attuale importo del debito pubblico italiano (settembre 2011) supera i 1911 miliardi di euro, una cifra astronomica che è superiore al PIL annuale. Ciò significa che se tutti regalassero allo Stato tutto il volume d’affari delle loro attività di produzione di beni e servizi, questo non sarebbe sufficiente a coprire il debito dello Stato. Nel 2010 il debito era di 1.843.015 milioni di euro, pari al 119% del PIL, rispetto al 116,1 del 2009. Nel 2008 era invece stato pari al 106,3% e nel 2007 al 103,6% (dati Eurostat). Altri dati tutti riferiti all’anno 2010 (fonte: statistiche istat, PIL e indebitamento delle amministrazioni pubbliche): PIL 1.549 miliardi di euro, debito 1843 (119% del PIL), entrate totali dello Stato 46.6% del PIL (quindi una quantità enorme di denaro, quasi la metà del PIL che va allo Stato), uscite totali 51,2 % del PIL (!!!), disavanzo dell’anno 4.6% del PIL, indebitamento netto circa 71 miliardi di euro, pressione fiscale 42.6% del pil; interessi pagati 70 miliardi di euro, pari al 4.5% del pil e al 9,66% delle entrate. La tendenza è quindi alla crescita. Il debito pubblico può essere visto come una sovra-spesa a debito che fanno le generazioni attuali, mettendola in pagamento alle generazioni future. Oppure può essere visto anche come una tassa differita, perché il denaro preso in prestito, ad un certo punto dovrà essere restituito, con gli interessi, elevando le tasse. Continua >
Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC in Trentino
30 apr
VEZZANO – SCEC: la solidarità che cammina. Un mezzo per sviluppare la fiducia e la coesione sociale. Venerdì 27 aprile 2012 presso la sala della Comunità di Valle, si è dato l’avvio ufficiale al progetto SCEC, ovvero sconto che cammina tra consumatori e esercenti, presentato dalla Banca del Tempo Valle dei Laghi e Andrea Tronchin Presidente di Naturalmente Verona e dell’Isola di Arcipelago Scec del Veneto. Come dice don Gallo “non ci si salva da soli, ma tutti insieme”. Questa è la filosofia della Banca del Tempo e il Buono Locale Solidale (SCEC) ne è la massima espressione. In un sistema economico folle, dove la rincorsa del profitto a tutti i costi ha portato ad una crisi economica profonda, tutti noi possiamo fare qualcosa di piccolo, che però può incidere molto sulla qualità delle nostre esistenze. Usare lo SCEC. L’iniziativa proposta dalla BdT Valle dei Laghi ha l’obiettivo di aumentare il potere di acquisto per i consumatori e aziende, sostenendo l’economia locale e trattenendo la ricchezza sul territorio. Lo SCEC è una cartonota di valore 1:1 riepatto all’euro, che viene spesa assieme agli euro presso gli esercenti che aderiscono al circuito e che ne decidono la percentuale di accettazione (dal 5% al 30%). L’esercente che accetta lo SCEC lo può utilizzare a sua volta presso altri esercenti e fornitori. L’accettazione degli SCEC non è vincolante per l’esercente, che può uscire dal circuito in qualsiasi momento. Viene distribuito gratuitamente agli associati ogni volta che c’è la necessità. L’obiettivo è la distribuzione di 100 SCEC al mese, certo, perché questo sia possibile è necessario partecipazione. Più siamo più c’è beneficio. Al momento ci sono 14 adesione per quanto riguarda gli esercenti, nell’ambito della ristorazione (pizzerie, bar), aziende agricole con prodotti di propria produzione, aziende vinicole, esercizi biologici, artigiani del legno e del verde, cure mediche, arredamento, elettrodomestici, salone di estetica e parrucchiere, scorte agrarie, prodotti per l’agricoltura, giardinaggio e enologia. Continua >
La situazione è del tutto chiara: la sinarchia domina ovunque
28 apr
Sulla nostra Terra, in quest’epoca, pochissimi stanno dominando e asservendo moltissimi e pochissimi hanno la maggior parte delle risorse finanziarie. Lo strumento principale di questo dominio sono proprio le risorse finanziarie e il controllo sull’emissione del denaro e del credito; questo controllo si esercita con i seguenti strumenti: 1) la privatizzazione e il controllo delle banche centrali degli stati e dell’UE; questo processo è avvenuto nel corso degli ultimi decenni, con ciò gli stati hanno perduto la loro sovranità monetaria. 2) la creazione dei paradisi fiscali e la creazione del denaro dal nulla in alcune banche d’affari lì collocate, sistemi opachi e non controllabili di registrazione elettronica delle transazioni finanziarie da un soggetto ad un altro, sotto il controllo delle banche più potenti. Dove e quando il potere del denaro non basta per asservire i popoli, vengono usate le varie mafie e gli eserciti, che però sono pagati ugualmente attraverso il controllo sul denaro e sulle finanze. Tutte le popolazioni sono tenute con un livello di denaro molto basso, manca denaro ovunque, presso i cittadini, le famiglie, le imprese, le banche non colluse con la grande finanza, gli stati. Anche l’alto livello di disoccupazione è uno specchio della mancanza di risorse monetarie, che servirebbero per favorire l’avvio di iniziative economiche virtuose. Al contrario, fuori della vita reale e dell’economia reale, sono presenti masse infinitamente enormi di denaro parassitario, speculativo, dedito solo alla rendita finanziaria e al potere, al parassitaggio e vampiraggio sull’economia e sulle popolazioni. Perfettamente funzionale al potere del capitale finanziario parassitario sono stati tutti i processi della globalizzazione, così come è oggi intesa e come è stata realizzata: totale libertà per i capitali finanziari di spostarsi, alla velocità dei clic dei computer, da un paese all’altro, da una moneta all’altra, da un pacchetto azionario ad un altro, da una impresa all’altra, da un affare all’altro, da una speculazione all’altra, senza curarsi delle conseguenze che questo possa avere sulla economia e sulla vita reali, compresa la salute della popolazione e la vita del nostro pianeta. Continua >
La “Campagna Sponsor etici”
27 apr
Per le realtà no-profit, etiche, solidali, il problema degli sponsor è una questione perennemente in discussione. Anche all’interno della Rete di Economia Solidale Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC il dibattito sulla questione sponsor è annoso è nutrito. Noi, che non guardiamo al profitto, ma prima di ogni altra cosa alle persone e al Bene Comune, non possiamo permetterci di accettare soldi da chiunque; ma anche molte Amministrazioni locali dovrebbero porsi il problema. A titolo esemplificativo ed informativo, riportiamo qui di seguito l’appello della “Campagna Sponsor Etici” relativa a finanziamenti di sponsorizzazione accetati dall’Amministrazione del Comune di Roma, realtà che nel 2004 ha approvato uno specifico regolamento sulle sponsorizzazioni etiche. Campagna Sponsor Etici: “Roma capitale ha festeggiato il suo natale coi soldi di BNL – BNP Paribas, il gruppo più armato d’Italia e d’Europa”. “L’Amministrazione Comunale l’anno scorso ci ha voluto regalare dei festeggiamenti per il Natale di Roma con il contributo di BNL – BNP Paribas, il maggiore degli ‘sponsor armati’ italiani, alla faccia del regolamento sulle sponsorizzazioni etiche approvato nel 2004 dal Consiglio Comunale che continua ad essere disatteso da questa amministrazione”. Lo denuncia Riccardo Troisi, tra i coordinatori della campagna capitolina “Sponsor Etici”. http://campagnasponsoretici.blogspot.it/ . Il “Regolamento Comunale per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni” approvato nel maggio del 2004 afferma esplicitamente che “Sono escluse le imprese a qualunque titolo coinvolte nella produzione, commercializzazione, finanziamento e intermediazione di armi di qualunque tipo (compresi i sistemi elettronici e le sostanze chimiche, biologiche e nucleari). Saranno altresì escluse le banche che, a partire dal secondo anno dalla data di approvazione del presente Regolamento, risulteranno coinvolte nel finanziamento all’export di armi come da relazione annuale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevista dalla legge n. 185/1990”. (Art. 6. Comma.4) Continua >
Nuovi ostacoli per la Sovranità Energetica
26 apr
Il ministro Passera si sta preparando a dare un colpo mortale agli incentivi per le energie rinnovaili adducendo la scusa del prezzo troppo alto dell’energia; il governo ha inviato alla Conferenza Unificata il testo del 5° conto energia, se la conferenza dovesse far passare il testo tale e quale sarebbe un problema serio, per tutto quello che grazie agli incentivi destinati agli impianti fotovoltaici si è messo in moto e quindi anche per il progetto Gruppi di Acquisto Fotovoltaico – GAF – promosso da Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC. Crediamo che la conferenza non possa permettersi di avvallare questo testo, anche piccole modifiche potrebbero essere determinanti per alleggerire il problema e permettere a noi e a tutte le aziende del settore di continuare le attività dando il tempo per una ristrutturazione interna sulla base dei nuovi scenari. Partendo da questi presupposti vorremmo far luce su COME MUOVERSI in questo particolare momento di incertezza generale per coloro che hanno dimostrato interesse alle proposte del GAF. Il consiglio più sensato che si può dare a chi vuole tentare di sfruttare gli attuali incentivi è di fare immediatamente la richiesta di allacciamento alla rete elettrica generale, in modo da essere pronti a partire nel caso in cui l’avvio del nuovo conto energia fosse posticipato anche solo al 1° agosto (a maggior ragione se il tutto slittasse a settembre); una volta ricevuta la risposta da Enel Distribuzione, chi ha presentato domanda ed ottenuto il benestare sarà libero di firmare il contratto con l’installatore avendo la certezza di rientrare nel IV Conto Energia e quindi usufruire degli attuali incentivi. E’ un piccolo azzardo che potrebbe essere molto ben remunerato, a fronte di una possibile perdita limitata ai 121€ di richiesta. Appena il quadro del nuovo conto energia si sarà chiarito definitivamente (è ancora troppo presto) cercheremo di capire e rendere pubblici i vantaggi economici che la famiglia media potrà avere da questo nuovo conto energia. In ogni caso ci stiamo muovendo per diversificare la nostra offerta affiancare al fotovoltaico altre proposte di investimento collettivo, già previste dal progetto e in particolare per quanto riguarda l’efficienza e il risparmio energetico delle case. Continua >
La parola dei contadini di Via Campesina
20 apr
Noi, organizzazioni membri del Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) desideriamo rinforzare il movimento contadino europeo per far cambiare la politica agricola europea nel quadro della sovranità alimentare. La nostra piattaforma comune si basa sui seguenti valori:
· la solidarietà al posto della concorrenza,
· la giustizia sociale,
· l’uguaglianza di diritti fra uomini e donne,
· l’utilizzazione durevole delle risorse naturali,
· la salute dei produttori e dei consumatori,
· la diversità regionale dei prodotti e delle agri-culture.
LE NOSTRE PRIORITA’ PER UNA POLITICA AGRICOLA COMUNE EQUA, SOSTENIBILE E LEGITTIMA sono:
· una legge pubblica, un regolamento agricolo Europeo definito dagli Europei, non
dall’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO.
· Priorità deve essere accordata all’impiego agricolo e rurale. Diciamo no alla sparizione dell’agricoltore.
· I diritti di donne agricoltrici devono essere riconosciuti.
· Accesso a terra, acqua, sementi e credito dovrebbero diventare un diritto: questo include:
· il diritto dell’agricoltore a conservare le proprie sementi e migliorare varietà vegetali.
· Promuovere l’attività imprenditoriale di giovani agricoltori.
· L’introito dei contadini deve essere generato, principalmente, dalla vendita dei prodotti propri.
Vogliamo inoltre: Continua >


