C’è chi dice che l’esperienza degli Abbuoni SCEC (Solidarietà Che Cammina) diffusi in varie regioni d’Italia, siano una “cavolata” senza vera utilità. Da sempre noi sosteniamo che, prima di ogni altra cosa, gli SCEC, sono uno strumento didattico, per comprendere l’olistico arcano che sottende il sistema monetario. Sono in molti che chiamano questo “Abbuono” con l’appellativo di “Moneta Locale” e in effetti è facile ingannarsi, perché si tratta di pezzi di carta colorati, come gli euro, con stampati dei disegni, qualche parola e sigla e dei numeri. Come per gli euro, anche alla base degli SCEC non c’è nessuna ricchezza, solamente il valore della carta e dell’inchiostro, ma a differenza degli euro, gli SCEC sono “gratuiti”, senza interessi e sono accettati in percentuale media del 20% (non si possono usare al 100% se non fra liberi cittadini non professionisti – es. mercatino del baratto – ). Questa mattina, ascoltando la radio, abbiamo sentito la notizia che la Banca Centrale Europea – BCE – sembrerebbe intenzionata a produrre 3 mila miliardi di euro (3000.000.000.000) per salvare la Grecia e l’euro stesso dal fracasso economico. Alla luce dell’esperienza SCEC, vediamo concretamente cosa può significare tutto ciò facendo un’ipotesi: poniamo che i 10 principali azionisti della BCE riescano a mettere insieme, tirandoli fuori dal proprio portafoglio, 1000 euro (100 euro a testa per dei banchieri non è una cifra impossibile!). Con questi 1000 euro, di carta e inchiostro fruscianti, uno di essi va alla stamperia della Banca, ordina carta e inchiostro e inizia a far stampare euro. Dall’esperienza SCEC, sappiamo che un foglio di carta stampato (moneta) costa mediamente 0,05 centesimi, per stampare 1000 euro, sotto forma di diverse banconote (da 500 – 200 – 100 – 50 – 20 – 10 e 5) servono mediamente 14 fogli di carta e inchiostro per un valore totale reale di euro 0,70. Quindi, con quei 1000 euro di partenza, si potrà stampare un valore nominale, sotto forma di fogli fruscianti di carta colorata, per circa 1.400.000 euro.

Immaginiamo che il banchiere che si è occupato della stampa abbia l’ordine di investire quegli euro in nuove stampe di euro, comprando ancora carta e inchiostro; facendo quattro conti si ottiene con la seconda stampa circa 2.000.000.000 di euro e con la terza ristampa circa 3 mila miliardi di euro.

Questa è la cifra che serve per “salvare” la Grecia e l’euro! Quindi il banchiere, dopo una settimana di lavoro in stamperia se ne ritorna alla BCE con tale cifra sotto forma di carta e inchiostro frusciante. La BCE consegna tale cifra alla Grecia imponendo però dei pesanti aggiustamenti strutturali (taglia alla spesa sociale, privatizzazione dei beni pubblici ecc.), un piccolo e insignificante interesse annuale dell’1% e l’impegno a restituire il capitale iniziale, poniamo, per assurdo e semplicità di calcolo, entro 12 mesi ( 12 mesi o 120 mesi il ragionamento non cambia e sempre per non complicare i calcolo, consideriamo solo l’interessse semplice e non quello composto.)

Dopo 12 mesi la Grecia dovrà restituire alla BCE 3.030.000.000.000 ma per quanto i greci si sforzino di lavorare giorno e notte, di tirare cinghia e tagliare su tutto, alla fine i 30.000.000.000 euro di interessi fatti di carta colorata frusciante non salteranno fuori, semplicemente per il fatto che non sono mai stati stampati…

Per ovviare a questo problema, di solito la BCE non chiede la restituzione del debito ma solo il pagamento degli interessi (tecnicamente ciò si definisce “Debito Consolidato degli Stati” che per l’italia oggi vale 1.900 miliardi circa) debito che ogni anno andrà aumentando e che normalmente richiede da parte dello Stato debitore, la stipula di un nuovo debito sotto forma di “Buoni di Stato” o, nel caso dei Paesi del Sud del Mondo, di fornitura di materie prime a prezzi stracciati (delle quali sono ricchi) o della svendita di risorse naturali (es. di terreni fertili, acqua, foreste ecc.).

Nella sua complessità, tutto questo è definibile cone “la trappola del debito” e quello che la BCE fa passare come un grande atto umanitario per salvare la Grecia e l’euro, non è altro che un’ulteriore anello della catena, un pò più grosso degli altri, che si aggiunge alla lunga catena della schiavitù economico-monetaria imposta a tutto il mondo dal sistema neoliberista nella sua acezione finanziaria e monetaria.

1000 euro di investimento iniziale per schiavizzare perennemente un intero paese, la Grecia; il nostro turno, quello dell’Italia, è solo questione di tempo, chi non ne è convinto deve solo pazzientare ancora un pò, perché per tutti quelli che usano gli euro la via è obbligata.

Ecco che, al di là di tutta la discussione sul “signoraggio bancario” (c’è chi afferma che è una bufala), l’essere entrati nel circuito SCEC e l’aver CONCRETAMENTE stampato “banconote”, ci ha fatto capire, senza bisogno di una laurea in economia, quanto sia grande l’inganno dell’attuale sistema monetario, dell’euro che, tecnicamente, è una “moneta debito a circolo forzoso”, cioé una moneta che per poterla avere ed utilizzare si deve fare un debito ed il suo uso è imposto per legge, in altre parole, con l’attuale sistema monetario noi siamo OBBLIGATI ad INDEBITARCI. Altro che sperperi dovuti ad una spesa pubblica fuori controllo…

Sveglia gente!!!

Iniziare ad usare gli SCEC è una efficacissima cura omeopatica per sanare la piaga del debito e il cancro dell’interesse ma soprattutto per capire e far capire…

Un altro mondo è possibile!